20.2.17

SU LA TESTA!

La ricerca indipendente va sostenuta concretamente!
 
 Senza il sostegno concreto dei lettori non sarà possibile garantire alcuna attività nel 2017. Ricerca, analisi e studio richiedono tempo utile.

In questo sito dove migliaia di persone quotidianamente attingono gratis informazioni documentate, non ci sono sponsor o messaggi pubblicitari, e anche ciò consente di essere completamente indipendenti e non influenzabili. Se apprezzi questo lavoro di documentazione a disposizione di chiunque gratuitamente, puoi premiare SU LA TESTA! con una semplice  donazione.

Grazie e buon vento!
 
SU LA TESTA!

conto corrente di Poste italiane

iban:

IT80 J076 0115 7000 0009 3227 742
 

dall'estero:
 
codice BIC/SWIFT

BPPIITRRXXX

GRANO RADIOATTIVO DALL'ESTERO IN ITALIA



di Gianni Lannes

Almeno dal 1987 sbarcano nel belpaese navi con carichi incontrollati di frumento contaminato dalla radioattività. Ecco uno degli innumerevoli atti parlamentari che dal 25 novembre 1993, non ha mai avuto risposta dal governo italiano (Ciampi primo ministro, Mancino interni: sotto processo a Palermo per la trattativa Stato&mafia, Andreatta agli esteri), alla stregua di altre interrogazioni ed interpellanze ancora oggi inevase, a partire dalla legislatura X. L'iter dopo 24 anni è paradossalmente "in corso", ma nessun  esecutivo tricolore ha mai chiarito. Quali sono le conseguenze sulla salute dell'ignara popolazione? Una cosa è certa: il livello criminale di determinati individui ai vertici dello Stato.



riferimenti:




 
Gianni Lannes, Italia, Usa e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.



NAVI DI GRANO STRANIERO



di Gianni Lannes

«Stia molto attento, lei rischia. Sul grano straniero sbarcato dalle navi non ci sono controlli e nessuna autorità interviene» mi ripete con un tono cortese Cosimo Mario Gioia, noto produttore di grano duro nel cuore antico della Sicilia, in località Fontana Murata. 40 giorni fa l’associazione Granosalus, sorta nel Mezzogiorno d’Italia a difesa e tutela di produttori e consumatori italiani, mi ha commissionato un’inchiesta sul campo. Dal 2 gennaio 2017 ho iniziato a girare l’Italia, toccando una dozzina di porti interessati dall’import di grano dall’estero, spesso dove sorgono giganteschi silos in mano a noti industriali della pasta. Ne scrivo perché la condivisione di certe informazioni è una sorta di assicurazione sulla vita. Nei documenti del Parlamento ho scovato l'interrogazione 4/09429 presentata da Massimo Scalia e Gianni Mattioli (i padri italiani della battaglia antinucleare) che il 7 novembre 1988 interrogarono il governo tricolore, ma senza ottenere alcuna risposta, così come altri deputati e senatori di tutto l'arco costituzionale. Le autorità italiane nascondono e tutelano una gigantesca speculazione a danno della salute di milioni di cittadine e cittadini, nonché dei produttori italiani.  





DA BARI A ROMA IL TRENO SALTA FOGGIA E GLI AEREI NON DECOLLANO PIU’

di Gianni Lannes

Da giugno prossimo Trenitalia istituisce il collegamento ferroviario diretto Bari-Roma, preteso dal sindaco barese Antonio Decaro del partito democratico, da poco a capo anche dell’Anci. Saltato in un baleno il più importante nodo ferroviario del Sud Italia, per compiacere un politicante in ascesa, pupillo del governatore Emiliano, grazie all’eminazione di un importante fermata intermedia. E’ ciò che si legge nel piano industriale 2017-2026 presentato dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini. Si tratta comunque di una beffa, perché saranno utilizzati i difettosi treni Fyra, tolti dalla circolazione nel gennaio 2013, a causa di gravi malfunzionamenti. Peraltro, notoriamente i famigerati Etr V250 sono molto lenti: i 25 minuti in meno guadagnati saltando burocraticamente le fermate intermedie verranno vanificati dalla riduzione notevole della velocità di linea. E per non farci mancare nulla, due mesi fa, sempre Trenitalia ha soppresso lo storico collegamento ferroviario da Manfredonia a Foggia, dopo che la Regione Puglia aveva investito un bel malloppone di euroni pubblici in questa linea, realizzando una stazione fantasma.

IL VASO DI PANDORA A MANFREDONIA



di Gianni Lannes

Il 4 febbraio scorso il consigliere comunale De Luca a me sconosciuto fino a quel momento, con straordinaria sincronicità ha fatto pubblicare un suo intervento sui giornali locali Manfredonia News e Stato Quotidiano. Si tratta, alla luce dei fatti e non delle mere opinioni di parte, di un infruttuoso tentativo di screditare chi gratuitamente e disinteressatamente sta semplicemente cercando di fare luce e dare una mano alla meravigliosa città ai piedi del Gargano, fondata nel 1256 da Manfredi, figlio prediletto di Federico II di Svevia (Puer Apuliae). Qui è nato il mio trisnonno Carlo duecento anni fa. Qui sono sepolte le mie radici.

BARI: PORTO DI VELENI





di Gianni Lannes

In una frase: buchi neri. La frontiera del belpaese assomiglia sempre più al gruviera. Sono almeno una dozzina i porti in Italia (Pozzallo, Catania, Messina, Crotone, Salerno, Livorno, Cagliari, Molfetta, Ortona, Ancona, Ravenna, Monfalcone) dove approdano di frequente senza controlli, tante navi, ma più spesso autentiche carrette del mare che trasportano rifiuti speciali e grano importato dall’estero. Una singolare coincidenza? Negli stessi scali come ad esempio in Sicilia, si ergono giganteschi silos di proprietà di certi industriali del ramo pasta tricolore del calibro di Casillo.

Alcune realtà portuali della Puglia tra cui Manfredonia (dove già dal 2 gennaio 2017 una mezza dozzina di portarinfuse hanno scaricato grano), e la stessa Bari, si confermano come il luogo privilegiato di sbarco di frumento straniero, nonché spesso anche di armi e rifiuti. Non è cambiato nulla dall’autunno dell’anno 1988 quando fu sequestrata la prima carretta del mare imbottita di grano radioattivo proveniente dall’estero. O meglio, sono venuti meno i rigorosi e serrati controlli di un tempo trapassato. Oggi si fanno a campione, o meglio a casaccio, ovviamente quando capita. Qui vale il Port State Control? E l'accordo di Parigi (Paris-MoU) è forse carta straccia in Italia? Perché tanti relitti galleggianti che trasportano rifiuti speciali sotto bandiere fuorilegge non vengono arrestati definitivamente? In ossequio a chi o a cosa? Si tratta di semplice negligenza? Dal 1989 ad oggi sono stati controllati tutti i carichi di grano delle navi straniere giunte in Italia?

19.2.17

MANFREDONIA: IL PORTO DEL GRANO INCONTROLLATO!

 
di Gianni Lannes

Ecco il porto delle nebbie, dove i controlli della mercanzia estera sono scarsi o inesistenti. Nel 2016 sono stati scaricati in loco, senza controllo, 1 milione di tonnellate di grano duro. Già il 2 gennaio 2017 c'erano due navi battenti bandiere ombra, che trasbordavano grano proveniente dall'Ucraina e dal Canada. Ed altre portarinfuse sono approdate per tutto il mese di gennaio fino all'arrivo della Lucky Trader (bandiera di Panama). Oggi è giunta da Yeysk in Russia, la general cargo Rusich 2 (number IMO 9317016).

Manfredonia: 19 febbraio 2017 - foto AQ


riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/01/litalia-importa-grano-radioattivo.html


VACCINI: ORA DIVENTANO TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO!






di Gianni Lannes

«Disposizioni per la reintroduzione dell'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'ammissione alle scuole di ogni ordine e grado» è quello che prevede il disegno di legge s.2679 (datato 2 febbraio 2017). La prima firmataria di questa iniziativa da regime totalitario è la senatrice Francesca Puglisi del partito democratico, coadiuvata da uno stuolo di onorevoli del piddì. E' un oggettivo dato di fatto: i vaccini fanno spesso ammalare, soprattutto indeboliscono le difese immunitarie.


18.2.17

MIGLIAIA DI BOMBE INESPLOSE NEL GOLFO DI MANFREDONIA


foto Gilan


di Gianni Lannes


Ecco una speciale discarica bellica alleata, la più grande nel Mediterraneo, dimenticata dagli uomini e dalla storia, che però riverbera i suoi letali effetti sugli umani e sull'ambiente, a distanza temporale. Il premier Churchill, poiché fino al 1946 gli inglesi avevano il controllo dei porti italiani, impose il segreto di Stato con scadenza al 2018.


ABRUZZO: INQUINAMENTO MONTEDISON, CONDANNA IN APPELLO




 Bussi sul Tirino (PE), primavera dell'anno 2000: occultamento di rifiuti pericolosi della Montedison - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
Per discarica riconosciuto disastro colposo, 10 condanne
  
(ANSA) - L'AQUILA, 17 FEB - La Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila ha certificato che il sito industriale e le discariche dei veleni dello stabilimento Montedison di Bussi sul Tirino (Pescara) hanno avvelenato le acque di falda e ha riconosciuto che sul disastro colposo esistono comportamenti aggravati che impediscono la prescrizione del reato. Sentenza rivoluzionata, quindi, due anni e tre mesi dopo quella contestata della Corte d'Assise di Chieti. Riconosciuto l'avvelenamento delle falde, seppure prescritto, e condannati dieci imputati - nella maggior parte ex manager Montedison - per disastro colposo, con provvisionali milionarie. La Corte ha stabilito che le condanne - dai 2 ai 3 anni - sono condonate. Provvisionali e spese legali da riconoscere alle parti civili ammontano a 3,7 milioni. "È una grande sentenza, è stato riconosciuto l'avvelenamento delle falde" commenta l'avvocato dello Stato Cristina Gerardis. "L'obiettivo finale resta ora la bonifica del territorio" dichiara il delegato Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio.
   
fonte:


riferimenti: