19.6.17

VACCINI&QUATTRINI

di Gianni Lannes

Su Raniero Guerra (direttore generale del ministero "salute") e Walter Ricciardi (presidente dell'istituto superiore di sanità) sono state appena presentate due interrogazioni parlamentari, che probabilmente, come in altri casi non avranno risposta dal governo tricolore.





Il camice bianco più pulito c’ha la rogna. «Il calendario riportato all'interno del Piano nazionale di vaccinazione è la copia fedele del “calendario per la vita” sponsorizzato dalle industrie del farmaco. Non solo, il piano di vaccinazione in scadenza prevede, prima di introdurre nuove inoculazioni, un processo decisionale trasparente basato su una valutazione delle priorità effettuato da istituzioni indipendenti. Perchè quello proposto dal Ministero non ha seguito lo stesso percorso e non contempla analoghe valutazioni»? E’ quanto ha scritto l’epidemiologo Vittorio de Micheli: un intervento pubblicato il 27 ottobre 2015 dal giornale Sanità 24 del Sole 24 ore.

Il 7 giugno 2017 è apparso sulla Gazzetta Ufficiale l'incostituzionale decreto-legge, numero 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, che rende obbligatorie addirittura 12 vaccinazioni per i minori (un record del mondo). Alcune di queste come ad esempio l'antidifterica (dal 1939), antitetanica (dal 1963), antipoliomielitica (dal 1966) e antiepatite virale B (dal 1991) erano già obbligatorie, altre invece lo sono diventate con questo decreto: antipertosse, anti-meningococco B e C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella e il vaccino contro l’Haemophilus influentiae.
 
Il carattere obbligatorio, vincolante per l'iscrizione a scuola, per le prime 4 vaccinazioni, aveva raggiunto una copertura complessiva del 95 per cento, che diventava del 97-98 per cento per la poliomielite, per cui si può ben dire che tutti i bambini godevano della tutela vaccinica: la cosiddetta immunità di gregge. Le altre vaccinazioni venivano caldamente raccomandate, ma l'indice di copertura variava da regione e regione, anche a seconda che fossero più o meno a carico della famiglia. Il 19 gennaio 2017 la Conferenza Stato-regioni ha approvato il nuovo piano vaccini, che tende ad uniformare le vaccinazioni sull'intero territorio nazionale: come e quali fare, a carico di chi, e perché. Il decreto legge fuorilegge non ancora convertito in legge (decadrà il 7 agosto prossimo) prevede che tutti i dirigenti scolastici chiedano ai genitori al momento dell'iscrizione una documentazione dell'avvenuta vaccinazione, oppure presentino una documentazione sulle ragioni dell'esonero o del differimento delle vaccinazioni. La presentazione costituisce requisito per l'accesso alla scuola per l'infanzia; sono previste anche  sanzioni di tipo amministrativo. Per i più grandi, dai 6 ai 16 anni, è comunque garantito l'accesso alla scuola dell'obbligo, ma le famiglie saranno sollecitate sia dalla scuola che dalla Asl a spiegare il perché della mancata vaccinazione, dei figli ma anche chiamate ad ottemperare all'obbligo di vaccinazione entro un tempo prestabilito.

Suzanna Jakab, direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità (che vanta innumerevoli conflitti di interesse anche  sui vaccini),  ha affermato che «L'Oms approva le recenti iniziative italiane del ministro Lorenzin. Siamo pronti a sostenerla nel suo lavoro e felici di conoscere il nuovo Piano vaccinale 2017-2019, che identifica l'eradicazione del morbillo e della rosolia come obiettivo politico del Paese». per la cronaca documentata: la poliomielite è stata dichiarata eradicata nell’Unione europea dal 2002.

In molte città sono scesi in piazza migliaia di genitori, che considerano l'obbligatorietà della legge un ricatto che mina la libertà di scelta delle famiglie. Genitori che rivendicano il loro ruolo e la loro responsabilità. Chiedono informazione, trasparenza e tutela della salute, controlli sulla composizione dei vaccini, un riconoscimento a sostegno delle vittime di danno vaccinale e analisi post-vaccinali. Ma prima di tutto una riflessione ad personam per ogni bambino. Alle proteste ha risposto il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi (pure lui vanta conflitti di interesse) , sottolineando come queste proteste, legittime, sono però sbagliate.  

Mentire sull'attività reale dei vaccini, mentire sugli effetti collaterali negando anche le evidenze più evidenti, insabbiare sul nascere il problema degli inquinanti come se si trattasse d'immaginazione, condurre sperimentazioni addirittura ridicole, minacciare chi ha dubbi ed è restio a vaccinare i figli, praticare vaccinazioni palesemente illegali: tutte cose al di fuori della morale e della legittimità.   

Sono state eseguite analisi sui vaccini al fine di verificare l'eventuale presenza di micro e nanoparticelle metalliche, e in caso di risposta affermativa quali sono stati i risultati e dove è possibile visionare tale pubblicazione?
Il 27 novembre 2014 un articolo del quotidiano "la Repubblica" riportava le dichiarazioni del dottor Sergio Pecorelli, presidente dell'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) costretto poi a dimettersi per conflitto di interessi, relative al fatto che ogni anno "muoiono per l'influenza stagionale 8.000 persone"; il 28 novembre 2014, un articolo dello stesso quotidiano pubblicava le dichiarazioni dell'azienda Novartis, la quale afferma che ogni anno, per l'influenza stagionale, muoiono 8.000 persone, 40.000 in Europa. Le medesime dichiarazioni sono state ribadite anche dal dottor Claudio Cirelli, presidente della Simg (Società italiana di medicina generale), e, addirittura, dallo stesso ISS (Istituto superiore di sanità) che collabora con il ministero della salute per deliberare alcune linee guida in materia sanitaria. In data 8 ottobre 2016, viene pubblicato un articolo a firma del giornalista Paolo Russo, sul quotidiano "La Stampa", nel quale vengono richiamate le stesse cifre dell'ISS, che, appunto, stimano decessi annuali in numeri uguali alle cifre riportate; si apprende dal sito "quotidianosanità" del 31 dicembre 2015 che lo stesso Walter Ricciardi, presidente dell'ISS, in un'intervista dedicata alla polemica dei dati ISTAT sull'aumento della mortalità generale nella prima metà del 2015, giustificherebbe tali dati con fattori climatici dell'anno, ed in particolar modo con il calo delle vaccinazioni stagionali, sino al 50 per cento in meno, cosa che spiegherebbe, secondo Ricciardi, buona parte dei 54.000 morti in più rispetto all'anno 2014; considerato che nella circolare per la prevenzione ed il controllo dell'influenza stagionale 2016-2017 redatta dal ministero della salute, comprendente le più recenti indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità sulla composizione dei vaccini antinfluenzali, del quale erano destinatari, fra gli altri enti, anche l'ISS e la stessa AIFA, si legge che: "Nella stagione 2015/2016, sono stati segnalati 89 casi gravi e 32 decessi da influenza confermata da 13 regioni e provincie autonome. Questa stagione rispetto alle precedenti è stata caratterizzata da un numero di casi gravi e decessi sovrapponibile a quanto osservato nelle stagioni 2011/12 e 2013/14".
E’ palese anche a chi intasca soldi sporchi dalle big pharma, l’ingente discordanza tra i dati presenti nella citata circolare ministeriale, i dati pubblicati dall'ISTAT ed i dati avallati da AIFA e da ISS.

Il progetto prevenzione Italia "I report di prevenzione vaccinale", datato 18 giugno 2015 e prodotto dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, diretto dal commissario straordinario dell'ISS, poi promosso ala carica di presidente ovvero Walter Ricciardi, risulta essere sponsorizzato da 4 aziende produttrici di vaccini e in particolare: Crucell, GSK, Pfizer, Sanofi Pasteur MSD; le società scientifiche, non essendo tenute alla pubblicazione dei bilanci, possono dare adito a perplessità in relazione ai principi di trasparenza anche in merito a un'analisi di eventuali rapporti di conflitto di interessi dovuti a relazioni commerciali e istituzionali con case farmaceutiche, fondi e quant'altro attinente alla sfera farmaceutica privata.


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