3.5.17

MINORI: CARNE DA MACELLO IN ITALIA





di Gianni Lannes

Chi li ha visti? Orrori invisibili, oltre gli abusi sessuali e lo schiavismo. Mancano all’appello più di 18.300 bambini italiani, spariti dal 1974 ad oggi - secondo i dati del ministero dell’Interno (Direzione centrale anticrimine della polizia di Stato) - e mai più ritrovati. Sia chiaro: la stima non è esaustiva ma addirittura approssimata per difetto. Non è tutto per quei piccoli umani torturati e seviziati ogni giorno - in Europa - che non hanno voce. Al 31 marzo 2017 (ultimo riscontro disponibile) in base al rapporto del ministero delle politiche sociali, sono scomparsi dalle strutture d’accoglienza governative italiane ben 5.170 minori. Ufficialmente sono definiti “irreperibili”. Si tratta di allontanamenti volontari o di rapimenti mirati? In ogni caso, le autorità italiane non sono in grado di provare e documentare un solo ricongiungimento familiare. Allora che fine hanno fatto tutti questi bimbi , fanciulle e ragazzi non accompagnati? Come possono pargoli di qualche anno allontanarsi con le proprie gambe, peraltro in un paese a loro sconosciuto? Quante procure presso i  tribunali per i minorenni hanno avviato indagini su tali e tante scomparse a partire almeno dal 2000? Una cosa è certa: le prime 6 regioni in cui spariscono in assoluto più minori sono nell’ordine decrescente: Sicilia, Puglia, Calabria, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna. Per la cronaca ignota ai comuni mortali: in alcune cliniche private del nord Italia si effettuano impunemente espianti di organi umani a danno di piccoli malcapitati. Oggi in Italia con appena 50 mila euro si può acquistare un neonato e farne qualsiasi cosa. Pensate che i nostri servizi di sicurezza, Aisi ed Aise non sappiano nulla? Ingenui. Le maggiori richieste giungono da USA, Israele ed Arabia Saudita (a cui vendiamo già armi in quantità industriale).

Singolare coincidenza: l’Italia non ha ratificato la convenzione del Consiglio d’Europa sul traffico di organi umani, mai entrata in vigore. Peraltro nel belpaese la tortura non è un reato. I precedenti documentati? Altro che leggende metropolitane come qualche camice insanguinato ha insinuato ben interessato al lucroso affare. Negli anni ’80 e ’90, come attestano gli atti parlamentari italiani ed europei, proprio l’Italia attraverso finte adozioni ha importato dal Sudamerica migliaia di bambini, poi vivisezionati al fine di strappargli gli organi vitali. Da un ventennio la mercanzia umana sbarca direttamente da noi. E non c'è neanche più il fastidio di scomodarsi per trasferte all'estero.


 
Il 4 febbraio 2016 alcuni senatori indipendenti sulla base di una mia inchiesta hanno indirizzato al governo tricolore, l’interrogazione a risposta scritta numero 4/05225, ma a tutt’oggi non è giunta alcuna risposta o smentita a ciò che ho scoperto dopo aver realizzato un’inchiesta giornalistica.



A livello mondiale il mercato della carne umana vale circa 1,4 miliardi di dollari l’anno. La stima - finora inedita - è contenuta in un rapporto  realizzato dalla Global Financial Integrity, la fondazione con base a Washington considerata uno dei massimi centri internazionali di analisi sui flussi finanziari illeciti. Secondo i calcoli della GFI, il 10 per cento dei 118 mila trapianti che ogni anno si praticano globalmente è illegale. In media 12 mila trapianti che fruttano al mercato nero e alle organizzazioni criminali internazionali fino a 1,4 miliardi di dollari.

Il 21 aprile scorso è apparso sulla Gazzetta Ufficiale italiana il testo della legge 7 aprile 2017, numero 47 (appena approvata), a “protezione”, almeno sulla carta, dei minori stranieri non accompagnati. Nel frattempo, però, sono svaniti come per magia dai resoconti istituzionali, i riferimenti statistici ai luoghi di sparizione dei minori in Italia. Eppure già un decreto del presidente del consiglio dei ministri (d.p.c.m. 535/1999, articoli 2, lettera i, e 5) nonché il decreto legislativo 142/2015, art. 19, comma 5) «attribuiscono alla Direzione Generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali compiti di monitoraggio e censimento della presenza dei minori non accompagnati (MNA) sull'intero territorio nazionale. Nell'ambito di tali competenze, la Direzione Generale ha sviluppato il Sistema Informativo Minori (SIM). Il SIM consente di monitorare la presenza dei minori non accompagnati e tracciarne gli spostamenti sul territorio nazionale e di gestire i dati relativi all'anagrafica dei MNA, allo status e al loro collocamento». Quindi, come al solito la montagna ha partorito il topolino, o meglio un doppione, mentre innumerevoli esseri umani appena affacciati alla vita terminano la loro avventura sulla Terra proprio nello Stivale, grazie anche all’indifferenza generale.


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