4.4.17

NUCLEARE IN ITALIA: PERICOLI E SPECULAZIONI





di Gianni Lannes

E’ soltanto una delle 4 centrali atomiche civili (senza contare quella militare a San Piero a Grado in provincia di Pisa), dotata di reattore plutonigeno, ovvero che ha prodotto plutonio (ne bastano 5 chilogrammi per assemblare una fat man, bomba modello Nagasaki). A proposito: dov’è finita tutta questa merce altamente strategica? L’ha presa in consegna lo zio Sam, come di recente alla Trisaia di Rotondella in Basilicata. Secondo i dati ufficiali dell'IAEA, l'Italia dal 1961 al 1993 ha prodotto ben 5670 chilogrammi di plutonio.

Tecnicamente è la “determinazione direttoriale : «Centrale nucleare di Borgo Sabotino (Latina), Attività di decommissioning - disattivazione accelerata per il rilascio incondizionato del sito».

Dopo 30 anni dal primo referendum antinucleare, la centrale atomico di Borgo Sabotino in provincia di Latina non è stata ancora bonificata, mentre gli ignari italidioti seguitano a pagare i relativi oneri nella bolletta elettrica.
Non è tutto: c’è infatti di peggio. Ecco cosa recita il testo del ministero della cosiddetta ecologia avariata:  

«Impianto Cemex di solidificazione di rifiuti radioattivi liquidi e deposito manufatti di III categoria dell'Eurex di Saluggia (VC)». Dunque, come avevo già scoperto e rilevato pubblicamente qualche anno fa, i depositi di scorie nucleari saranno più d’uno nel belpaese. A guadagnarci intascando soldoni pubblici, fino ad oggi dal 1999, è soltanto la Sogin. 


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