1.4.17

NO GAS: LA PUGLIA SI RIBELLA

Salento: faro Palascia - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes


I politicanti italidioti sono alla canna del gas. Questo lembo a levante dell’Italia produce più energia di qualunque altra regione nel belpaese (centrali a carbone, eolico, fotovoltaico, turbogas, pozzi di metano nella Daunia). Impiantare a Manfredonia, già martoriata dall’Eni grazie alla complicità dei politicanti parassiti a tutti i livelli (nazionali e locali) e mai risanata un gigantesco complesso industriale da 300 mila tonnellate all’anno di gas a petrolio liquefatto, classificato ufficialmente - secondo le direttive Seveso, a rischio di incidente rilevante - contro la volontà popolare, è una provocazione inaccettabile. Il 13 aprile prossimo a Roma, al Mise, si terrà l’ennesima conferenza di servizi. Comunque vada (è già pronto il dossier A TUTTO GAS per Bruxelles e Strasburgo), ben 1389 cittadine e cittadini di Manfredonia, a fronte della palese inerzia e sterile attività amministrativa della giunta piddì, hanno diffidato il capo dello Stato, il presidente del consiglio, due ministri e il presidente della regione Puglia, ad arrestare legalmente questo tentativo di stupro ambientale. Il governo nazionale è ormai soltanto il notaio che certifica e legittima un’altra violenza delle multinazionali del crimine mafioso, ai danni di un territorio antico e della sua gente, in evidente violazione delle norme nazionali, comunitarie ed internazionali.

A maggior ragione non potranno mai essere realizzati addirittura ben due gasdotti uno accanto all’altro (TAP e Igi-Poseidon), nonché una probabile terza infrastruttura Eni-Gazprom, nella stessa regione. Il tesoro di questa terra, a parte l’intelligenza e la creatività autoctona, ha vocazioni in armonia con la natura e la storia. Gli ulivi colpiti da una misteriosa ed improvvisa epidemia da laboratorio (singolare coincidenza: dopo un convegno del Cnr a Bari), rappresentano la sfida del futuro, a partire dalla tutela della natura, della cultura, della memoria dei luoghi e delle persone. 40 sindaci del Salento hanno scritto a Mattarella: "Il gasdotto è una ferita al territorio".

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