17.4.17

NO ENERGAS, FINO ALLA VITTORIA!


Sabato, 15 aprile scorso, nella sede di Manfredonia Nuova, alla presenza dello scrittore Gianni Lannes,  si è svolta una riunione aperta a tutti i cittadini, per fare il punto della situazione, dopo quello che è avvenuto a Roma nella Conferenza dei Servizi del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), nella quale è stata esaminato il progetto della Società Energas.Q8, d’istallare un’industria di trasformazione e trasporto di GPL. Tutti i cittadini presenti a Roma hanno espresso la soddisfazione per il successo della manifestazione.
     
Manfredonia Nuova, per consentire ad una delegazione di cittadini di essere presenti durante la riunione al MISE, aveva organizzato un pullman perché potesse arrivare a Roma la voce libera di Manfredonia. Con noi nel sit-in, animato da  slogan vocali, striscioni e cartelli, c’erano esponenti dei Sipontini in Movimento, dell’Unione Mediterranea, il Consigliere comunale del Movimento Est, avv. Michele La Torre, Maria Gioia Sforza, di Italia Nostra, ed un rappresentante nazionale della LIPU. La giornata è stata intensa ed ha attirato l’interesse di numerosi giornalisti, appositamente giunti sul posto. 
 
Alla fine della lunga, faticosa, ma entusiasmante giornata, il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, terminata la riunione al MISE, dichiarava i risultati della giornata. Cioè che la Conferenza dei Servizi, che avrebbe dovuto essere “risolutoria”, è stata rimandata per consentire al nostro Comune di fare, in trenta giorni, le proprie deduzioni su punti sollevati in riunione. Abbiamo quindi appreso con piacere che si è sventata la decisione, che sembrava già scritta, di concedere ad Energas l’autorizzazione ad insediare nel nostro territorio il proprio impianto.

Dobbiamo, anche, constatare che le motivazioni poste dal sindaco di Manfredonia al MISE, che hanno  determinato l’aggiornamento a nuova data della Conferenza dei servizi, purtroppo non erano state presentate nel corso della procedura di valutazione d’impatto ambientale, avviata dal ministero dell'Ambiente e dal ministero dei Beni Culturali; consideriamo, dunque, la nuova posizione del Comune ed il conseguente rinvio della decisione frutto del costante e forte impegno espresso, in questi anni, da noi e da altri cittadini di buona volontà per impedire l’ulteriore devastazione del nostro territorio.

A meglio guardare, vi è un’altra ragione che ha consigliato il rinvio ed è da ricercarsi nelle primarie che stanno impegnando il PD a livello nazionale. Renzi teme terribilmente di perdere voti, a Manfredonia ed in Puglia, nella contesa che lo oppone a Orlando ed Emiliano. Insomma, i renziani vogliono indorare la pillola, rappresentata da questo ennesimo stupro ambientale, dopo quelli già consumati o in via di consumazione, nella nostra città e nel Salento. Per questo cercano di rinviare l’autorizzazione a favore di Energas a dopo le primarie.  

Ma, soprattutto, il governo comincia a sentire il fiato addosso dei cittadini di Manfredonia e stiano certi che quel fiato dovranno avvertirlo sempre più forte, fin quando il progetto non sarà ufficialmente arrestato. Inoltre, con buona convinzione, questo tentennamento è l’effetto delle diffide già inviate al Presidente della Repubblica, al Governo Gentiloni ed al Presidente della Regione Puglia, da parte di 1389 cittadini di Manfredonia, per tutte le violazioni di norme nazionali ed Europee, tese a favorire Energas. Infatti, saremo capaci d’interrompere, in ogni momento, il progetto Energas.Q8, con l’invio, alla Commissione di Bruxelles ed alla Corte dei Diritti dell’uomo di Strasburgo, della nostra richiesta d’interdizione e conseguente procedimento d’infrazione ai danni dello Stato Italiano e della Regione Puglia, per tutti i pareri favorevoli e le autorizzazioni concesse in favore di Energas.  

Di sicuro non ci faremo incantare dai loro giochetti. La partita la condurremo noi e non recederemo di un millimetro dalla nostra opposizione, tenendo sempre vigile e viva la protesta dei cittadini, per avanzare con sempre più forza verso la vittoria. Ci fermeremo solo quando avremo ottenuto un “NO” definitivo a questa sporca faccenda, in modo che i Manfredoniani potranno finalmente vivere tranquilli e sicuri nel proprio territorio.

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