8.4.17

LA MATTANZA DI BIMBI E RAGAZZI IN EUROPA





di Gianni Lannes

Ecco un tabù sociale. Nella nostra realtà senza etica appaiono invisibili: è come se non esistessero, ma sono comunque carne da macello: violentati, venduti, sfruttati, schiavizzati, espiantati.

Alla fine di febbraio dell’anno 2017 dai centri di accoglienza italiani sono svaniti nel nulla ben 5.252 minori (bambini e adolescenti). E’ quanto attesta l’ultimo rapporto del ministero delle politiche sociali. 



D’altro, canto nessuno dei 27 paesi aderenti all’Unione europea, ad eccezione dell’Albania, ha ratificato la convenzione europea contro il traffico degli organi umani nel vecchio continente. Poiché occorre almeno la ratifica di 5 Stati, non è mai entrata in vigore. Una singolare coincidenza? Per la cronaca: in alcune cliniche private del nord Italia, si espiantano organi vitali ai malcapitati minori. Le vittime muoiono: l'espianto forzato non è un trapianto consensuale. E tutti continuano a fare finta di niente. Le autorità non sono al corrente? Possibile? Perché il governo italiano non ratifica la convenzione internaizonale contro il commercio mafioso di organi umani? Il dolore, la bestialità disumana, il profitto economico e l'indifferenza generale.


Il 4 febbraio 2016, alcuni senatori indipendenti hanno interrogato il governo italiano, o meglio i ministri di allora Alfano (interni) e Gentiloni (esteri). A distanza di oltre un anno quell’atto parlamentare non ha avuto incredibilmente risposta. Perché il silenzio istituzionale, anzi l’omertà di Stato? Qualcosa da nascondere?

L’ultimo rapporto del Consiglio d'Europa attesta che il sistema attuale non è in grado di far fronte al gran numero di minori in fuga dalla guerra. Il rapporto di condanna del Consiglio d’Europa ha dichiarato che il trattamento “terribile” che l’Europa riserva ai minori rifugiati, che nel continente costituiscono circa un terzo dei richiedenti asilo negli ultimi due anni, farà aumentare il pericolo della loro radicalizzazione e l’avvicinamento alla criminalità. Avverte inoltre che un sistema che permette l’abuso sessuale e fisico dei minori nei centri di detenzione sovraffollati, dove vengono molto spesso separati dalle loro famiglie, condannerà l'Europa ad avere problemi in futuro. Circa il 30 per cento dei richiedenti asilo giunti in Europa negli ultimi due anni sono bambini, secondo un rapporto del rappresentante speciale del segretario generale in materia di migrazione e dei rifugiati del Consiglio d'Europa, Tomáš Boček. Quasi il 70 per cento di questi pargoli è fuggito dai conflitti in Siria, Afghanistan e Iraq, alimentati dall’occidente (USA ed Europa, Arabia Saudita, Israele). Il numero di minori non accompagnati che hanno presentato domanda di asilo nell'Unione Europea è di 96.465 nel 2015. I MSNA rappresentano quasi un quarto di tutti i richiedenti asilo.  Eppure Boček ha trovato un sistema che non è stato in grado di far fronte alla vastità dei numeri, e dove i bambini non erano stati neanche registrati correttamente. Le autorità locali non stavano facendo abbastanza da evitare che i bambini fossero costretti alla schiavitù (come nel caso italiano), sarebbero stati impropriamente trattati dalla polizia, o spinti in matrimoni combinati sul suolo europeo. Nel suo rapporto, Boček dice che sono pochi gli sforzi per trasferire i minori rifugiati fuori dai centri di detenzione, comprese quelli effettuati dal governo britannico. Il rapporto, basato sulle visite ai centri di detenzione e nei campi in Grecia, in Macedonia, Repubbliche ex Jugoslave, Turchia, Francia e Italia, mette in guardia: «I migranti e i rifugiati sono esposti alla violenza, non solo per mano di trafficanti, ma anche a causa delle azioni dei singoli stati o non azioni». Per esempio, il rappresentante speciale era costernato di avere saputo, durante una delle sue missioni, che alcuni bambini trovati a elemosinare sono stati arrestati e detenuti. «Questa non è una risposta adeguata: piuttosto, le misure di protezione dei minori dovrebbero essere messe in atto.  Ci sono state anche accuse di molestie sessuali e abusi sui minori in alcuni campi che il rappresentante speciale ha visitato, in cui si faceva un uso sproporzionato della forza di polizia». Il rapporto aggiunge: «Gli agenti di polizia dovrebbero assicurarsi che le loro azioni non siano deleterie per i bambini».  Inoltre, gli stati dovrebbero lavorare per prevenire il lavoro minorile, come ad esempio lo sfruttamento dei bambini siriani nel settore tessile e nell'agricoltura. «Gli stati hanno anche bisogno di sviluppare risposte adeguate a pratiche nocive e strategie di sopravvivenza, come i matrimoni precoci e forzati, che sembrano essere un fenomeno in aumento». Il rapporto certifica che mentre la detenzione non è mai nell’interesse dei minori, i migranti e i minori rifugiati sono «detenuti e in molti casi separati dai genitori che si trovano nei centri di detenzione per immigrati».

  
  

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