21.4.17

IL GOVERNO ITALIANO VUOLE STUPRARE MANFREDONIA E LA PUGLIA






di Gianni Lannes


La morte "legalizzata" di un'antica terra e del suo mare: lo pretendono Diamante Menale a capo dell'Energas e i padroni multinazionali della Kuwait Petroleum, uno Stato fantoccio a cui l'Italia ha venduto nel 2016 ben 28 aerei da guerra, sponsorizzati dal ministro Roberta Pinotti.

Esattamente 50 anni dopo la catastrofe del petrolchimico Eni (Anic), e la rapina del metano dal sottuolo della Daunia che perdura oggi con 125 pozzi attivi e due centrali turbogas (Edison a Candela ed En Plus a San Severo) con altri in attesa di concessione, ecco un’altra violenza istituzionale che rischia di abbattersi su un territorio e su una popolazione che stanno ancora scontando la follia del passato, anche per la mancata bonifica, nonostante l'ingente denaro pubblico elargito alla Syndial (Eni), come attesta inequivocabilmente il ministero dell’Ambiente.

Al di là delle chiacchiere fritte e delle gravissime omissioni, nonché della palese incapacità di difendere Manfredonia, manifestata dal sindaco pro tempore Riccardi Angelo del partito democratico (sotto processo a Pescara per gravi reati penali: prossima udienza il 3 maggio 2017; mentre l’ingegner Antonello Antonicelli è sotto processo a Taranto nel procedimento giudizio relativo all’Ilva unitamente all’ex presidente Nichi Vendola), la realtà non mente spudoratamente.

Ecco il verbale della conferenza dei servizi decisoria del 13 aprile scorso, che nessuna autorità o ente locale, in violazione della normativa sulla trasparenza amministrativa ha reso di dominio pubblico. Come si evince dalla Pec, è stato trasmesso al comune di Manfredonia il 18 aprile alle ore 12:02.

Il responsabile ministeriale del procedimento, Paola Barzaghi ha verbalizzato chiaro e tondo: 

«… alla luce del prevalente orientamento dei pareri espressi, si concludono i lavori della odierna Conferenza dei servizi e si ritiene necessario procedere alle ulteriori istruttorie volte al rilascio del procedimento definitivo, con le opportune condizioni e prescrizioni, per l’autorizzazione alla Società Energas, per la realizzazione a Manfredonia di un deposito costiero di Gpl». 

Insomma tutto ciò che il "primo cittadino" ancora per poco, Riccardi, si è ben guardato dal riferire pubblicamente. Per la cronaca: anche il commissario uscente dell’autorità portuale, tale Gaetano Falcone, ha espresso parere favorevole, alla stregua della regione Puglia, nonostante i menzogneri proclami di Michele Emiliano che ha sfruttato e spremuto Manfredonia e l’intera Daunia per il suo tornaconto elettorale.
 
Spacconate da minus habens. «Energas. Un passo avanti. Conferenza dei servizi al MiSE. Comune di Manfredonia e Regione Puglia compatti. La Regione Puglia preannuncia il diniego all'acquisizione dell'intesa» annunciava un comunicato stampa dell’amministrazione comunale il 22 ottobre 2015. «Energas: al MISE conferenza decisoria non decisoria, ma con qualche passo avanti» recita un altro comunicato stampa comunale del 19 aprile 2017. Invece, tanti passi indietro.


 
La partita comunque non è persa, visto che lo Stato italiano - e tutti i suoi organi nazionali e locali - viola le sue stesse regole e dovrà ora renderne conto nelle sedi opportune, nazionali e internazionali. Peraltro, il ministro Carlo Calenda era stato diffidato il 22 dicembre scorso, in punta di diritto, da 119 manfredoniani. Una cosa è certa: soprattutto i crassi politicanti locali in poltrona da tempo, hanno fatto il doppiogioco, hanno tradito, e vanno sostituiti al più presto dal popolo sovrano.


Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.