14.4.17

ELETTROSMOG: ALTISSIMA TENSIONE SPECULATIVA






di Gianni Lannes

Dopo il Sacco dei Turchi del 1620 c’è un altro saccheggio, ma non è ancora l’ultimo di una lunghissima serie impunita che merita un tribunale stile Norimberga, o comunque l'esilio per i politicanti parassiti che hanno svenduto il territorio e la gente, previa restituzione alla collettività del maltolto.


Lo specchio acqueo del Golfo di Manfredonia è stato concesso per mezzo secolo a una società albanese con sede a Tirana, presso Zayed Business Center -Rr. Sulejman Delvina. Chissà chi lo sa. Quanti milioni di euro per il ristoro ambientale ha incassato l’amministrazione comunale del sindaco pro tempore Riccardi Angelo? Che fine ha fatto quel gruzzolone? Ma cittadine e cittadini sono stati preventivamente informati e tutti i pescatori lo sanno e sono d’accordo? Anche l’ex sindaco Paolo Campo (che adesso se la spassa con la cospicua indennità di consigliere regionale) firmatario della delibera di giunta 24 del 23 febbraio 2010, dovrà prima o poi renderne conto. Dissesto finanziario, ovvero fallimento: la Corte dei Conti ha accertato soltanto per il periodo 2011-2014 un debito comunale che supera i 50 milioni di euro.




Dunque, è nella martoriata Manfredonia, dove si annida la piovra politica in agonia, che si concentreranno gli interventi a terra per l'allacciamento dell'elettrodotto alla rete elettrica nazionale. Il progetto prevede, infatti, la realizzazione di una stazione elettrica di smistamento a 380 KV (chilo-volt) in località «Macchia Rotonda» nel Comune di Manfredonia; quattro raccordi aerei a 380 KV sulle linee «Andria-Foggia» e «Foggia-Palo del Colle»; due raccordi in cavo terrestre a 380 KV per il collegamento tra la stazione elettrica di Manfredonia e la stazione di conversione di Manfredonia; due linee a 400-500KV in corrente continua realizzate parte in cavo terrestre e parte in cavo marino; una linea in cavo di media tensione di collegamento all'elettrodotto (lato Italia), per il ritorno della corrente continua nel caso di funzionamento di un solo polo. Il progetto prevede infine anche una variante alla «Strada Vicinale della Panetteria» sempre nel Comune di Manfredonia. Siamo dunque in presenza di un’infrastruttura dall’impatto rilevante.  


Sembra la terra di nessuno, eppure c’è sempre qualche prenditore che riesce a sgraffignare profitti a danno dell’ambiente e dell’ignara popolazione. Bentornati a Manfredonia. L’ultima beneficiata dalle autorità nazionali, regionali e locali è la Biopower GreenEnergy - con sede a Tirana, ovvero  il gruppo Marseglia di Monopoli - autorizzata nel 2014 alla costruzione ed all'esercizio di un collegamento HDVC 1000 MW (2 x 500 MW) ad altissima tensione tra l’Italia e l’Albania, più precisamente tra una nuova stazione elettrica di Manfredonia e Kallmet (prefettura di Lezhé). 


Alla società albanese Biopower Green Energy Shpk s.r.l. è stata rilasciata l’attestazione di compatibilità paesaggistica in deroga (P.U.T.T./P). L’elettrodotto in qualche tratto, risulta direttamente interessare alcuni Ambiti Territoriali Distinti (ATD) ma non è stato sottoposto a valutazione di impatto ambientale. L’intervento è stato ritenuto «non pregiudizievole per la conservazione dei valori paesaggistici dei luoghi interessati anche in considerazione del rilevante interesse pubblico che l’intervento in argomento sottende», scrive la Regione.  

«L’accordo di programma tra il Governo Italiano e quello Albanese, che prevede tra gli altri il riconoscimento anche in Italia delle ” green productions ” in Albania, ha portato il Gruppo alla realizzazione di un progetto in campo energetico in Albania, nella regione di Lezhe, che prevede la costruzione di una centrale alimentata da biomasse liquide della potenza di 135 MWe con un’investimento di circa 150 milioni di Euro e la costruzione di due parchi eolici della potenza di 234 MWe con un investimento di circa 400 milioni di euro per un totale complessivo, in impianti di produzione di energia verde, di circa 565 milioni di euro. Il progetto si completa con l’interconnessione delle reti di alta tensione dall’Italia all’Albania attraverso cavidotti sottomarini, posati nel Mar Adriatico tra la costa Pugliese e quella Albanese e stazioni di conversione per un investimento di circa 600 milioni di euro. Per l’inserimento sulla rete italiana dell’energia trasportata dal cavidotto sottomarino, Terna Spa ha individuato la soluzione tecnica di connessione prevedendo l’allacciamento alla Rete di Trasmissione Nazionale attraverso una nuova stazione elettrica si smistamento a 380 kV a nord della Puglia. Il procedimento autorizzativo è stato avviato il 9 Dicembre 2009 dal Ministero dello Sviluppo Economico».
La deliberazione della giunta regionale 3 febbraio 2011, numero 139 recita: «Atto di intesa regionale per l’autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio di un collegamento HDVC 1000 MW(2x500MW), in corrente continua in cavo marino e terrestre tra l’Italia e l’Albania, tra la Stazione Elettrica di Manfredonia (FG) e quella di Kallmet (prefettura di Lezhë) e delle opere e infrastrutture connesse - Tratto compreso tra la S.E. di Manfredonia e il Confine di Stato».

Non è tutto: ci sono anche gli effetti biologici e sanitari indotti dai campi elettromagnetici a bassa frequenza. Gli elettrodotti (4,1 chilometri per una nuova linea) - su questo punto la letteratura scientifica è concorde, a partire dagli studi svedesi - provocano inquinamento elettromagnetico, vale a dire di sicuro leucemie, in particolare nei bambini (i poiù indifesi). Come mai l'ennesino scempio in tera di levante, non lo hanno realizzato a Bari, località notoriamente molto più vicina alla costa skipetara?  


A proposito di Energas/Kuwait Petroleum: nel corso della procedura di valutazione di impatto ambientale avviata dal ministero dell'Ambiente e dal ministero dei Beni Culturali, il comune di Manfredonia non ha presentato alcuna osservazione in merito. Allora, qualcuno s'è perso la farsa di ieri a Roma?


riferimenti:

  

  










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