17.4.17

CERVARO: UN FIUME DEL SUD

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes

Ecco un tesoro d'oro blu nel cuore di un'arsa pianura, sconosciuto addirittura a gran parte degli autoctoni. Anticamente era un corso d’acqua navigabile dal Golfo di Manfredonia. Infatti, è citato nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio con il nome Cerbalus. Il Cervaro è un’arteria d'acqua in fibrillazione che si allunga per 105 chilometri. Le sue sorgenti giacciono nei Monti Dauni, alle pendici del Monte Grossateglia (a 987 metri sul livello del mare), nel territorio di Monteleone di Puglia. Il suo corso si districa tra le province di Avellino e Foggia per poi sfociare nel mare Adriatico, vicino a Manfredonia dove è stato trasformato in una cloaca a cielo aperto. Basta però addentrarsi nei residui del bosco dell’Incoronata e trovare le sue sponde, per entrare in un mondo magico, tanto caro a Federico II di Svevia e a suo figlio Manfredi, nonché ai "briganti" che qui trovarono rifugio ai tempi dell'annessione savoiarda dell'Italia.

 
 foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


Dalla confluenza col torrente Sannoro sino al Ponte della statale 16 è stato costituito il Sito di Importanza Comunitaria “Valle del Cervaro – Bosco dell'Incoronata” caratterizzato da un'importante presenza di flora e fauna ripariale e nel Parco naturale regionale Bosco Incoronata sono presenti gli ultimi lembi di una primitiva foresta planiziale. Inoltre presso la foce le sue acque durante l'inverno alimentano le Paludi dell'Oasi Lago Salso. 

 foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Il Parco naturale regionale Bosco Incoronata è un'area naturale protetta sulla carta, istituita nel 2006, situata a circa 12 chilometri dalla città di Foggia, nel cuore del Tavoliere delle Puglie. Il Parco comprende, oltre il Bosco dell'Incoronata, parte del Sito di Importanza Comunitaria proposto (pSIC) denominato "Valle del Cervaro - Bosco dell'Incoronata" ricadente nel perimetro del comune di Foggia. Al suo interno si erge il santuario della Madonna Incoronata, meta internazionale di pellegrinaggi. 

 
foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


La fauna è variegata. Specialmente l'avifauna costituita da merli, corvi, beccacce e gazze nonché da numerose specie di uccelli rapaci. Numerosi anche i rettili e i mammiferi come il cinghiale, il capriolo, il daino e lo scoiattolo. Recentemente sul Gargano è ricomparso, come anche sulle Murge, il lupo appenninico. Sul Gargano la popolazione di lupi è minore che sulle Murge, ma si è potuta accertare la presenza di alcuni nuclei stabili con cuccioli. Nel 2012 è stata rinvenuta una carcassa di lupo nelle vicinanze del bosco, dove i bracconieri sono attivi tutto l’anno. 




Un lustro fa, la giunta regionale capeggiata dal sedicente ecologista Nichi Vendola, ha concesso ad una multinazionale canadese (Cygam) l’autorizzazione a cercare e trivellare in loco eventuali giacimenti di idrocarburi.

Nel 2007 fino al 4 giugno 2008 (giorno dell'arresto da parte dei carabinieri) i Bonassisa titolari dell'Agecos hanno scaricato impunemente tonnellate di rifiuti pericolosi nel Cervaro all'altezza dell'agro di Castelluccio dei Sauri.


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