19.3.17

VACCINI: UN IMBROGLIO OMS




di Gianni Lannes

La persuasione occulta è un tema classico affrontato dai sociologi già negli anni ’60. L'autorità non dice mai la verità. Ora, nella stagione dell’analfabetismo funzionale, l’Organizzazione mondiale della sanità - che impartisce ordini ai governicchi eterodiretti di mezzo mondo, incluso il nostrano con la ministra Lorenzin non laureata e che confonde i virus con i batteri - ha addirittura stilato una guida alla verità sui vaccini (la spina dorsale della truffa farmaceutica planetaria). Questo vademecum (seconda edizione) targato World Healt Organization ed intitolato How to respond to vocal vaccine deniers in public, spiega meglio di qualunque luminare prezzolato i trucchi per imporre alla popolazione belante qualcosa di pericoloso. E’ un testo elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per fornire suggerimenti a qualunque autorità sanitaria su come rispondere in pubblico agli “anti vaccinisti” o ai membri del “movimento anti vaccini”.


La bibbia tascabile OMS sorvola sull’immunità naturale è, teorizza che l’industria sanitaria non punta al profitto, non ci sono mai stati casi di copertura di risultati avversi agli interessi delle multinazionali farmaceutiche, nei vaccini (oltre che in tutti i medicinali) non sono e non sono mai stati presenti composti tossici, non ci sono casi di danni da vaccino, e così via sulla falsariga della propaganda. Tra le 12 “cose da fare e da non fare” della comunicazione verbale, l’importante - a pagina 13 - è «sostenere la fiducia nelle autorità sanitarie e nel programma di immunizzazione». A pagina 15 si legge come ci sia un «vasto corpo di evidenze su cui sono d’accordo la maggioranza degli scienziati» da cui si può partire nella discussione come modo per «influenzare le credenze chiave del tuo pubblico e accrescere il loro supporto». Insomma la verità è ritenuta tale per una semplice questione di maggioranza. In ogni caso, a pagina 16 si evidenzia come ricerche scientifiche abbiano dimostrato che «la prova su cui è basata un’argomentazione è più importante delle impressioni in merito alla credibilità della sorgente di tale prova nel persuadere il pubblico». Certo, perchè per l’OMS l’importante è persuadere. Non “fare un dibattito”. Non “raggiungere la verità”. Non “fare l’interesse dei cittadini”. Certo: persuadere. Per fortuna a pagina 17 sono elencate le 12 tecniche, sia verbali sia non verbali, che rendono un oratore carismatico e quindi più abile nell’ingannare il pubblico. L’ascolto del proprio interlocutore, attività molto difficile come si evidenzia a pagina 20 perchè costituita da ben 6 componenti correlate, è ovviamente finalizzato a poter recitare le proprie frasi ad effetto debitamente imparate a memoria prima della “discussione”. Frasi che però non devono essere più di 3, perchè altrimenti il pubblico dimentica. Il consiglio generale, per salvare le apparenze è di “non partecipare in una discussione pubblica se non sei addestrato al comunicare coi media“, perchè lo stress che già c’è nel parlare in pubblico può essere moltiplicato dal fatto che non ci sarà l’opportunità di correggere gli errori, una volta compiuti.  
La menzogna istituzionale veicolata dalle autorità, dunque, è l’unica assoluta protagonista del discorso pubblico contemporaneo. In tempi di cibernetica avanzata, i segreti e i silenzi non bastano: la verità deve essere neutralizzata in altro modo. Di conseguenza, si propinano versioni di comodo dei fatti, si distrae l’attenzione dai problemi reali dando il massimo rilievo a questioni di scarsa importanza, si inventano pericoli e nemici inesistenti per eludere quelli reali, si passa il bianchetto su tesi scomode a chi balla sul palco dell’avanspettacolo politico, si alimentano paure di massa, si usa il malcontento generale per il proprio tornaconto. In particolare, le verità ingombranti vengono neutralizzate riformulandole in maniera appropriata, in modo che non possano infastidire. 

Il terreno fondamentale su cui ora viene combattuta la guerra contro la verità è ancora e sempre,  quello del linguaggio che tradisce i contenuti reali. Si tratti di persuadere l’opinione pubblica dell’utilità di una guerra (il caso italiano). Oppure dell’opportunità di politiche economiche socialmente inique (sempre il caso italiano), si tratti di tranquillizzarla sul dilagante inquinamento ambientale o di persuaderla della inevitabilità del degrado istituzionale, gli effetti voluti dal sistema di potere non cambiano, quando le redini sono in mano a più o meno abili dirottatori dei sentimenti e delle emozioni. Il potere delle parole risulta ancora decisivo per la costruzione ed il consolidamento del consenso.

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