10.3.17

MAURO MORETTI: CONDANNATO A 7 ANNI DI CARCERE PER LA STRAGE DI VIAREGGIO NON SI DIMETTE





di Gianni Lannes


Non fu un caso. Quel treno cisterna carico di gas a petrolio liquefatto che deragliò in stazione e prese fuoco non fu soltanto per fatalità. Lo hanno stabilito i giudici che hanno condannato 23 dei 33 imputati. Tra questi anche Mauro Moretti, all'epoca amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, e ora alla guida di Leonardo-Finmeccanica. L'accusa per lui aveva chiesto 16 anni, ma i giudici lo hanno condannato ad appena 7 anni per il ruolo di ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana.


L'ingegner Moretti, per decenza o meglio per rispetto delle vittime, dovrebbe essere allontanato da tutte le cariche pubbliche che ancora ed incomprensibilmente continua a ricoprire e anzi dovrebbe essere lui stesso a consegnare le dimissioni da tutti gli incarichi pubblici che ricopre a partire da quelle di ad Leonardo (ex Finmeccanica, una multinazionale delle armi), dove però è stato riconfermato. Dopo la strage in cui perirono 32 persone compresi alcuni bambini, in cui il governo italiano non si è costituito parte civile, il 31 maggio 2010, l’allora inquilino del Quirinale, tale Giorgio Napolitano ha insignito addirittura Moretti dell’onorificenza di “cavaliere del lavoro”. Allora non sorpende che un governiinetto ed eterodiretto che nessun italiano havotato, non faccia dimettere da un'azienza di Stato un simile pregiudicato.
Un’azione vergognosa passato silenzio dai mass media, indegna di un capo dello Stato sia pure palesemente eterodiretto dall’estero ovvero da poteri economici stranieri. Moretti deve essere privato anche dell’onorificenza di “cavaliere ordine al merito” della Repubblica italiana. Una pena purtroppo molto più lieve di quella richiesta dall'accusa e che non può essere considerata soddisfacente rispetto alle accuse che andavano dal disastro ferroviario, all'omicidio colposo plurimo, dall'incendio alle lesioni colpose. 

Nella stessa serata della condanna in primo grado è arrivata la doccia fredda: "A seguito della sentenza emessa in data odierna dal Tribunale di Lucca che ha condannato in primo grado - e dunque in via non definitiva - Mauro Moretti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo (ex Finmeccanica), ritenendolo responsabile di reati colposi... il Consiglio di Amministrazione della Società ... ha verificato che permangono in capo all'Amministratore Delegato tutti i requisiti previsti dalla vigente disciplina, nonchè la piena capacità di esercitare le prerogative connesse all'ufficio di organo delegato ed ha confermato, all'unanimità, piena fiducia a Moretti. La verifica è stata supportata da uno specifico parere pro veritate...reso da primari professionisti altamente qualificati nelle materie del  diritto civile, penale e internazionale". Così una nota del consiglio di amministrazione di Leonardo-Finmeccanica, riunito oggi sotto la presidenza di Gianni De Gennaro. De Gennaro, divenuto capo della DIA con la benedizione di Luciano Violante e quindi nominato Capo della Polizia per volontà dei Ds e con l’entusiastica approvazione del Polo, poi sottosegretario nel governo Monti, già a capo del DIS, è passato indenne attraverso la mattanza di Genova, scaricando cinicamente le sue responsabilità  sui suoi collaboratori.

Mauro Moretti, nominato Cavaliere del lavoro da Napolitano un anno dopo quella strage e successivamente promosso da Renzi a capo di Finmeccanica, dichiari immediatamente che rinuncerà alla prescrizione.

Finmeccanica nell'aprile dell'anno scorso ha venduto 28 aerei da guerra al Kuwait a mezzo del ministro Pinotti. La contropartita è la realizzazione a Manfredonia di un gigantesco ed antiecologico impianto di gas a petrolio liquefatto (che movimenterà ben 300 mila tonnellate di gpl all'anno) della multinazionale Energas-Kuwait Petroleum, ritenuto dalle direttive Seveso, a rischio di incidente rilevante. Insomma, una mastodontica bomba ad orologeria posta accanto ad una città già martoriata dall'Eni e dallo Stato, ma non ancora curata. Non ricordiamo. Noi non dimentichiamo. Noi combattiamo per evitare un'altra strage di Stato. Prevenire è meglio che curare.


   
  



1 commento:

  1. Come sempre, in questa incerta repubblica, è colpa dei morti.....

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Gradita firma degli utenti.