6.3.17

GARGANO: LE POLTRONE DEL PARCO

 Gargano: monte Barone (agro di Mattinata) - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)




di Gianni Lannes

Quando negli anni ’80 sotto la guida del professor Sabino Acquaviva, docente di Sociologia all'università di Padova (il padre dimenticato di quest'area protetta sulla carta) di cui sono stato allievo, mi sono battuto insieme a pochi altri garganici per l’istituzione di un’unica area protetta che comprendesse il Gargano, le Isole Tremiti, le Saline di Margherita e tutte le aree umide di Manfredonia, non immaginavo che sarebbe andata a finire così male, mortificando le intelligenze autoctone e premiando i soliti raccomandati, mentre la speculazione e il degrado avanzano a suon di ruspe, colate di cemento e asfalto.

«I sindaci della Comunità del Parco del Gargano, hanno trovato unanime accordo nella indicazione dei nomi da sottoporre all’attenzione del ministro Galletti e del presidente Emiliano. Si tratta di una terna composta da Giovanni Maggiano, Stefano Pecorella e Raffaele Vigilante». Così in una recente nota Franco Tavaglione, presidente della Comunità del Parco. Insomma, un parco a te, un parco a lui, e così via. In altri, termini, è una scelta calata come sempre dall'alto. Allora, invito soprattutto i giovani garganici a presentare la propria candidatura. E se proprio si vuole finalmente una personalità autoctona, di elevata levatura morale ed intellettuale, fuori dalle clientele in grado di realizzare il bene comune, allora indico personalmente il professor Italo Magno. Il destino della nostra terra non può e non deve essere sempre eterodiretto dalla casta parassitaria dei politicanti.

Un famigerato riferimento è all'esclusione dalla zona 2 del parco nazionale, del territorio di santo Spiriticchio, proprio dove l'Energas-Kuwait Petroleum vuole insediare iun gigantesco impianto di gas a petrolio liquefatto, a rischio di incidente rilevante (secondo le direttive Seveso). Allora, chi ha scardinato i vincoli ambientali (Sic e Zps) per consentire l'ennesima speculazione? In sindaci Prencipe, Campo, Riccardi o chi altri? E l'onorevole Bordo, già consigliere comunale di maggioranza, che ha fatto? Già nel dimenticato autunno del 1993, quando mezzo Gargano fu assediato dagli speculatori, dai bracconieri e dai facinorosi che in Foresta Umbra tagliarono alberi maestosi, la mafiosità istituzionale iniziava a serpeggiare nella montagna del sole.

Stefano Pecorella (già Forza Italia) è proprio quello, ad esempio, che nel 2009 voleva far passare in veste di assessore provinciale una valanga di inceneritori di rifiuti nella Daunia. Ben ricordo insieme a centinaia di manifestanti la conferenza di servizi a Bari in Regione nel novembre di quell'anno, quando riuscii a far arrestare la realizzazione della speculazione Caviro di Faenza in provincia di Foggia (chi non ci crede può andare a leggersi le carte ufficiali).

Oggi lo stesso Pecorella ha pura la sfacciataggine dopo una gestione fallimentare dell’ente parco purtroppo da lui presieduto per lungo tempo, di ripresentare la sua candidatura al cadreghino di presidente. Quanto a Legambiente non è attendibile (tra feste, disattenzioni  e conclamate speculazioni con Sorgenia di De Benedetti). Relativamente al Wwf (sul libro paga dell’Eni) a parte gli attivisti in buonafede, è sufficiente ricordare agli smemorati la posizione pro superstrada negli anni ’90 del presidente Grazia Francescato. Su tutte queste argomentazioni ne ho scritto sui giornali con dovizia di prove dal 1995.

Hanno trasformato il parco nazionale, dopo averne notevolmente ridotto le dimensioni - ed aver escluso l’area di Pugnochiuso prima in mano all’Eni e poi nelle grinfie dei Marcegaglia dalla provincia di Mantova - nell’ennesimo carrozzone partitico, mortificando l'immagine del magnifico parco nazionale del Gargano e della straordinaria area marina protetta delle Isole Tremiti, che non meritano di esser gestite secondo gli affari della casta clientelare, bensì con criteri meritocratici e con indiscussa competenza in merito alla salvaguardia, alla valorizzazione e alla promozione delle stesse.
 
Con il decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 1995 è stato istituito in provincia di Foggia, ai sensi della legge del 6 dicembre 1991 numero 394, «Legge quadro sulle aree protette», il parco nazionale del Gargano con il fine principale, in attuazione degli articoli 9 e 32 della Costituzione, di tutelare, valorizzare ed estendere le caratteristiche di naturalità, integrità territoriale ed ambientale, con particolare riferimento alla natura selvaggia dell'area protetta. Il parco nazionale del Gargano (o meglio parchetto) si estende su una superficie territoriale di circa 120.530 ettari e interessa il territorio di 18 comuni, con una popolazione di circa 200 mila abitanti, ed include anche l’area marina protetta delle Isole Tremiti (parco marino dal 1989), isole che rappresentano l'unico arcipelago italiano in Adriatico.

In data 28 aprile 2015 la Corte dei Conti, sezione di controllo sugli enti, ha depositato la determinazione numero 47 del 2015 nella quale si comunica alle Presidenze delle due Camere del Parlamento il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'ente. Nella richiamata determinazione vi sono allegate anche le considerazioni della Corte insieme al conto consuntivo per l'esercizio 2013, corredato delle relazioni del Presidente e degli organi di revisione, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 31 maggio 2011. Le conclusioni a cui giunge la Corte dei Conti, espresse nella suddetta documentazione evidenziano che il Piano del parco, pur deliberato dalla comunità del parco nel 2010 e confermato dal commissario straordinario, risulta ancora in fase di approvazione presso la regione Puglia; il regolamento ed il piano pluriennale economico sociale non sono stati ancora sottoposti alle procedure regionali per la loro approvazione; la comunità del parco non si è mai riunita nel 2013; il consiglio direttivo è scaduto il 21 maggio 2008. A tale riguardo l'ente, su sollecitazione della Corte, ha provveduto a designare con delibera  2/2013 i propri rappresentanti ma ad oggi, attende la nomina dei rappresentanti di competenza del Ministero dell'ambiente delle politiche agricole alimentari e forestali delle Associazioni ambientaliste e dell'ISPRA. La Corte, come nel referto precedente, ribadisce l'anomalia di detta situazione, considerato che l'organo determina l'indirizzo programmatico dell'Ente definendo gli obiettivi da perseguire; il parco, dall'ottobre 2010, è sprovvisto del direttore di nomina ministeriale; il conto consuntivo 2013 non è stato approvato dall'Ente entro il termine di legge del 30 aprile dell'anno successivo (articolo 38, comma 4, del decreto Presidente della Repubblica cit.); relativamente alla ritardata approvazione del conto consuntivo in esame la Corte, anche in considerazione della ripetitività del fenomeno, richiama l'Ente al puntuale rispetto della normativa in materia; dall'esame dei principali risultati gestionali emerge una situazione finanziaria ed economico patrimoniale dell'Ente Parco in sostanziale peggioramento; l'esercizio 2013 si è chiuso, con un disavanzo di competenza di euro 566.576 (-226,0 per cento) ed un avanzo economico di euro 1.741.006 (-58,14 per cento), entrambi in diminuzione rispetto al 2012; la quota prevalente di entrate correnti è costituita dai trasferimenti statali (pari al 98,4 per cento) del totale per l'esercizio in esame), sui quali grava la quasi totalità della spesa di parte corrente, di cui la parte maggiore è assorbita da quella istituzionale e da quella per il personale; i contributi correnti degli enti territoriali, sono pari allo 0,6 per cento; la quota dell'autofinanziamento rapportata al quadro complessivo delle entrate correnti costituisce soltanto lo 0,7 per cento del totale consentendo la copertura di una parte trascurabile della spesa corrente; l'analisi delle spese correnti pone in evidenza per l'esercizio in esame che nel rapporto di composizione l'incidenza delle spese per il personale in attività di servizio è pari al 40,96 per cento del totale delle spese, in diminuzione del 6,8 per cento sul 2012; le spese istituzionali, che rappresentano il 33,40 per cento del totale della spesa corrente, registrano un incremento del 31,7 per cento nel 2013; la quasi totalità dei residui attivi, che al termine del 2013 registrano una diminuzione del 16,83 per cento è costituita da crediti che l'Ente vanta nei confronti dello Stato e di altri soggetti pubblici (euro 2.449.462); la massa dei residui passivi, registri una significativa flessione nel 2013 attestandosi al valore di euro 6.214.458 (-20,08 per cento); la situazione amministrativa, al 31 dicembre 2013, mostra una giacenza di cassa pari a euro 14.380.805, indice di una elevata liquidità, ed un avanzo di amministrazione che presenta un incremento attestandosi a euro 10.615.809; il conto economico registra un avanzo pari ad euro 1.741.006 (-58 per cento rispetto all'esercizio precedente). Si rileva come il valore della produzione sia inferiore ai costi della produzione: l'equilibrio si riscontra solo grazie alle sopravvenienze attive che, nel confronto con l'esercizio precedente, risultano, peraltro dimezzate; il patrimonio netto di euro 14.300.724 (+13,86 per cento) rispetto al 2012; il comma 4 dell'articolo 9 della legge del 6 dicembre 1991 numero 394, «Legge quadro sulle aree protette» e successive modificazioni interne, sancisce tra l'altro che il consiglio direttivo è formato dal presidente e da otto componenti nominati con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, individuati tra esperti particolarmente qualificati in materia di aree protette e biodiversità, secondo la seguente modalità: a) quattro su designazione della comunità del parco, con voto limitato; b) uno su designazione delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, numero 349; c) uno su designazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; d) uno su designazione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali; e) uno su designazione dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA); in data 23 aprile 2015 è stato nominato, con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il consiglio direttivo dell'ente parco del Gargano che tra gli altri vede nominati per designazione della comunità del parco: Rocco Ruo, che secondo il curriculum pubblicato sul sito web del Parco del Gargano è un avvocato che dal 2007 presta servizio, in qualità di funzionario, presso l'INPS di Rodi Garganico, attualmente è anche assessore all'urbanistica del comune di Carpino (Foggia) e vanta senza soluzione di continuità dal 1994 la carica di consigliere comunale del comune di Carpino e dal 2008 consigliere provinciale, rivestendo in alcune occasioni anche il ruolo di assessore. È abilitato all'insegnamento di materie giuridiche ed economiche presso le scuole superiori, collaborando occasionalmente con vari Ministeri. Francesco Tavaglione, attuale sindaco del comune di Peschici che non vede pubblicato sul sito web del Parco del Gargano il proprio curriculum. Tuttavia anche sul sito web del comune di Peschici non si evince nulla in merito alle proprie competenze; Nicola Pinto, attuale sindaco del comune di Rodi Garganico (ente pieno di debiti) che non vede pubblicato sul sito web del Parco del Gargano il proprio curriculum. Tuttavia sul sito web del comune di Rodi Garganico si evince che è un laureato in sociologia, eletto sindaco per la quarta volta, assessore provinciale per due volte e ha ricoperto la carica di presidente dell'ASL FG/4.

Damiano Totaro, ex consigliere del comune di Monte Sant'Angelo, sciolto dal Consiglio dei Ministri per accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata con deliberazione del 17 luglio 2015, infatti sul sito web del Parco si evince che è decaduto dalla carica di consigliere ai sensi dell'articolo 9, comma 5, della legge 394 del 1991, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica numero 73 del 2013; per designazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: Pasquale Coccia, perito industriale capotecnico specializzato in elettrotecnica, formato come responsabile sicurezza, che ha esperienze lavorative passate nei mesi estivi nel settore agro-forestale, senza alcuna specificazione del ruolo adempiuto. Ex dirigente di un consorzio di Autotrasporto a Manfredonia, ex dipendente dell'amministrazione provinciale di Foggia nel settore stradale per il rispetto ambientale, ex addetto al personale e segretario particolare del direttore SGA e del dirigente scolastico e ad oggi capo settore dell'ufficio didattico e personale. Fondatore della sezione di Forza Italia di cui è stato anche coordinatore e dal 2013 dirigente del partito NCD, a Monte Sant'Angelo, comune di cui è stato dal 2002 al 2006 consigliere comunale; per designazione delle Associazioni di protezione ambientale: Marco Lion, iscritto al Touring club italiano di cui è responsabile ambiente, e facente parte dal 2010 del Consiglio nazionale per l'ambiente del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in rappresentanza delle associazioni riconosciute. Tuttavia le sue qualifiche e formazione scolastica sono nel campo della letteratura, filosofia, disciplina delle arti, della musica e dello spettacolo. È stato uno dei fondatori della lista Verde Marche e parlamentare della Camera nella XIV e XV legislatura; per designazione dell'ISPRA: Francesco Riga che dal curriculum pubblicato sul sito web del parco sembra rispettare quanto sancito dalla legge quadro in merito a esperienza e qualifiche in materia di aree protette e biodiversità; per designazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: Massimo Monteleone che dal curriculum pubblicato sul sito web del parco sembra rispettare quanto sancito dalla legge quadro in merito a esperienza e qualifiche in materia di aree protette e biodiversità.

A parte le designazioni di ISPRA e ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, gli altri nominati non rispettano il criterio sancito dal comma 4 dell'articolo 9 della legge del 6 dicembre 1991 numero 394, «legge quadro sulle aree protette» e successive modificazioni, in merito alla parte riguardante i membri del consiglio direttivo individuati tra esperti particolarmente qualificati in materia di aree protette e biodiversità. Lo stesso sito web del parco, in merito al consiglio direttivo, riporta tra l'altro una dicitura errata e non più vigente in quanto vi è scritto che i membri vengono «scelti tra persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura» dicitura alla quale è aggiunto erroneamente anche «o tra i rappresentanti della Comunità del Parco». Tale dicitura era presente nella prima stesura della legge del 6 dicembre 1991, n. 394, ma, a seguito del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, numero 73 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 giugno 2013 n. 148), in applicazione del comma 634 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, numero 244, la stessa dicitura riportata nel sito web del parco è stata superata per cui attualmente è previsto solo che i membri designati siano «individuati tra esperti particolarmente qualificati in materia di aree protette e biodiversità». Il comma 5 dell'articolo 9 della legge del 6 dicembre 1991 n. 394, «Legge quadro sulle aree protette» e successive modificazioni prevede, tra l'altro, espressamente che «Qualora siano designati membri della Comunità del parco sindaci di un comune oppure presidenti di una comunità montana, di una provincia o di una regione presenti nella Comunità del parco, la cessazione dalla predetta carica a qualsiasi titolo comporta la decadenza immediata dall'incarico di membro del consiglio direttivo e il conseguente rinnovo, entro quarantacinque giorni dalla cessazione, della designazione. La stessa norma si applica nei confronti degli assessori e dei consiglieri degli stessi enti».  

Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 17 luglio 2015, ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Monte Sant'Angelo ai sensi dell'articolo 143 del testo unico dell'ordinamento degli enti locali (decreto legislativo n. 267 del 2000). Il prefetto di Foggia, con proprio decreto numero 0024429 del 18 luglio 2015, ha sospeso il Consiglio comunale in attesa del perfezionamento del decreto del Presidente della Repubblica, nominando la commissione straordinaria. Il Presidente della Repubblica, con proprio decreto in data 20 luglio 2015 ha definitivamente disposto lo scioglimento del consiglio comunale per la durata di diciotto mesi affidando alla Commissione straordinaria le attribuzioni spettanti al Consiglio comunale, alla giunta e al sindaco, nonché ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche. Pur riportando sul sito web del parco che il consigliere Damiano Totaro è «decaduto dalla carica di consigliere ai sensi dell'articolo 9, comma 5, delle legge n. 394 del 1991, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica n. 73 del 2013 - in quanto il comune di Monte Sant'Angelo è stato sciolto per accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata a luglio del 2015, - sono pubblicate sul sito web del parco delibere del consiglio direttivo di dicembre 2015 che riportano la presenza tra i presenti dei componenti del direttivo, di Damiano Totaro. Le delibere sono: la numero 19 del 7 dicembre 2015, «Riaccertamento dei residui articolo 40 decreto del Presidente della Repubblica 97/2003 - Approvazione»; n. 20 del 7 dicembre 2015, «Conto consuntivo esercizio 2014 - Approvazione»; n. 21 del 7 dicembre 2015, «Variazioni al bilancio 2015 ai sensi dell'articolo 19 comma 2 del reg. di amministrazione e contabilità dell'Ente parco»; n. 22 del 7 dicembre 2015, «Piano della Performance 2015/2017, di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. Modifiche ed integrazioni alla deliberazione del Consiglio Direttivo n. 8 del 26/06/2015. Determinazioni».
Da fonti stampa del sito WEB di informazione «L'immediato» dell'11 settembre 2015 dal titolo «Mafia a Monte, “chi si fa i fatti suoi campa cento anni”», si apprende che Damiano Totaro, sia il cugino di un giovane boss di Monte Sant'Angelo, tale Matteo Fabiola Pettinicchio: «Suo cugino Damiano Totaro (con interessi nel Monte Calcio e consigliere direttivo del Parco del Gargano) gestisce la RSSA che, stando alla relazione, è stata oggetto di atti di intimidazione già poche settimane dopo il rilascio dell'autorizzazione al funzionamento. Dagli accertamenti effettuati dall'organo ispettivo è emerso che tra i dipendenti della residenza per anziani c’è proprio la compagna di Matteo Pettinicchio oltre a quella di Enzo Miucci, anche quest'ultimo esponente di spicco della criminalità organizzata».

Dallo statuto dell'Ente parco nazionale del Gargano, all'articolo 1, comma 2, si apprende che «L'Ente parco ha sede legale in Foresta Umbra e sede amministrativa nel comune di Monte Sant'Angelo. Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di individuare uffici periferici nell'ambito del territorio dell'Ente parco». Con il decreto numero 384 del 12 maggio 2010 il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Stefania Prestigiacomo, eletta, nelle liste del Popolo della Libertà, nominava per tre mesi Stefano Sabino Francesco Pecorella commissario straordinario dell'ente parco nazionale del Gargano. Con il decreto numero 1045 del 27 ottobre 2010 del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è stato confermato commissario straordinario dell'ente parco nazionale del Gargano per la durata di altri tre mesi e comunque non oltre la nomina del presidente. Con decreto numero 123 del 3 marzo 2011 (sempre sotto il governo Berlusconi con l’avvocato Antonio Leone da Putignano - nella corte parlamentare di sua emittenza Berlusconi famoso tesserato alla P2 - poi promosso addirittura al CSM) Stefano Sabino Francesco Pecorella è nominato nuovamente commissario straordinario dell'ente parco nazionale del Gargano per la durata di tre mesi e comunque non oltre la nomina del presidente. In queste occasioni la nomina di commissario è avvenuta senza l'intesa prevista con la regione Puglia e infatti la Corte Costituzionale ha annullato con sentenza n. 255 del 2011 (Pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 5 ottobre 2011 n. 42) i sopra richiamati decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di nomina del commissario Stefano Sabino Francesco Pecorella. Il 28 dicembre 2011, il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola con nota protocollo 14232, ha espresso formale intesa sulla nomina di Stefano Sabino Francesco Pecorella quale presidente dell'ente parco nazionale del Gargano. In data 15 marzo 2012 con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Corrado Clini è stato eletto presidente dell'ente parco nazionale del Gargano, Stefano Sabino Francesco Pecorella, già commissario, è stato nominato dall'allora Ministro Clini con pareri favorevoli della 13a Commissione permanente, territorio ambiente, beni ambientali, del Senato rilasciato in data 1o febbraio 2012 e della 8a Commissione permanente ambiente della Camera dei deputati in data 15 febbraio 2012. Dallo stenografico delle Commissioni sopra richiamate in sede di parere per la nomina del presidente dell'ente parco nazionale del Gargano si evince che in sede parlamentare è emerso, per conto dell'onorevole Elisabetta Zamparutti del partito democratico, che: «dalla lettura del curriculum del designato non emergono quelle specifiche competenze in campo ambientale che dovrebbero caratterizzare i candidati alla carica di presidente dei parchi nazionali. Richiama per questo il Governo ad una più attenta valutazione dei requisiti di tali candidati ed ad attenersi alla massima trasparenza nella loro designazione». Infatti lo stesso relatore, l’onorevole Ugo Lisi del Partito delle Libertà, della proposta di nomina a presidente dell'ente Parco descrive il curriculum di Pecorella: «Già laureato in giurisprudenza, l'avvocato Pecorella ha maturato una significativa esperienza in diversi ambiti (società consortile operante nel settore dell'energia, società operante nel settore del gas, consorzio operante nel settore della lavorazione del sale), in particolare nel territorio del Parco Nazionale del Gargano». Si rivela dagli stenografici per menzione dell'onorevole Piffari, che al tempo il Pecorella ricopriva «la carica di assessore provinciale all'ambiente e che potrebbe diventare senatore della Repubblica in questa legislatura, non possieda, al di là dei profili tecnico-giuridici relativi alla compatibilità fra la carica politica che già ricopre e quella amministrativa per la quale viene proposto, quelle caratteristiche che sono indispensabili a svolgere bene il ruolo di presidente di un ente importante, come è un Parco nazionale. Conclude, quindi, denunciando il carattere politico delle proposte di nomina in esame particolarmente evidente nel caso sopra evidenziato –, a conferma di una cattiva politica che appare sempre più impegnata a tutelare se stessa e i propri privilegi anziché a fare gli interessi delle collettività e dei territori)». Dai curricula pubblicati sul sito del parco del Gargano di Stefano Sabino Francesco Pecorella, effettivamente si evince che è un avvocato e ha svolto un corso di aggiornamento e formazione professionale in «Tecnica di polizia giudiziaria ambientale», in quanto presidente dell'ente parco del Gargano, è anche coordinatore regionale Federparchi Puglia e componente del consiglio direttivo nazionale di Federparchi. È nel consiglio d'amministrazione di ATI SALE s.p.a., azienda produttrice di sale di origine marina anche nel mercato del sale cristallizzato e proprietaria delle saline di Margherita di Savoia. Il pacchetto azionario di Atisale s.p.a. è stato privatizzato nel 2003 quando il 100 per cento delle quote è stato rilevato dalla società Salapia Sale s.r.l. di Margherita di Savoia (Foggia). Da fonti stampa si apprende che la Atisale s.p.a. sia in regime di concordato preventivo a causa di un enorme debito quantificato in 60 milioni di euro. Pecorella è stato anche Commissario Liquidatore del Consorzio Agrario provinciale di Foggia e commissario governativo del Consorzio agrario provinciale di Foggia. Ha svolto ruoli di consulenza legale e giuridica per importanti soggetti istituzionali, incluso l'Istituto di diritto del lavoro dell'università degli studi di Perugia. Inoltre ha svolto consulenze per l'Associazione degli industriali di Capitanata e per la SE.R.I. S.r.l., per i servizi reali alle Imprese dell'AssIndustria di Capitanata, per la società consortile Ambiente e Territorio S.C.P.A., per la società Confenergia spa nel settore energetico e del gas e per il consorzio «Margherita Sviluppo», per la Manfredonia Vetro s.p.a. e Sangalli Vetro s.p.a.. Anche la sua carriera politica è riportata nel curriculum risultando alle elezioni politiche del 2008 al Senato della Repubblica, 1o dei non eletti. Assessore provinciale di Foggia e consigliere comunale di Manfredonia, presidente del Comitato per la Libertà di Manfredonia, vice coordinatore provinciale del Popolo delle Libertà e infine componente del direttivo regionale del Popolo delle Libertà.
Ad eccezione dei componenti designati da ISPRA e dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con qualche riserva del componente designato dalle associazioni di protezione ambientale, gli altri componenti designati dalla comunità del parco e dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, non sembrano rispettare i criteri stabiliti per legge essendo evidentemente non individuati tra esperti particolarmente qualificati in materia di aree protette e biodiversità, così come sancito dal comma 4 dell'articolo 9 della legge del 6 dicembre 1991, numero  394 «Legge quadro sulle aree protette»; anche il presidente uscente non sembra avere competenze specifiche in materia di aree protette e biodiversità, ma la sua nomina appare essere stata definita per altri fattori come ad esempio l'appartenenza politica e soprattutto appaiono evidenti i propri conflitti d'interesse nell'essere allo stesso tempo commissario (poi decaduto per sentenza di Corte Costituzionale) e poi presidente dell'ente parco quando svolge consulenze per industrie della Capitanata. Il «consiglio direttivo, nonostante la decadenza di Damiano Totaro a consigliere comunale avvenuta nel luglio 2015 a seguito del scioglimento del comune di Monte Sant'Angelo, per accertamenti dovuti alla presenza della criminalità organizzata, vede la presenza del Totaro in almeno 4 delibere del consiglio direttorio a dicembre 2015 riportate in premessa, nonostante il comma 5 dell'articolo 9 della legge del 6 dicembre 1991, n. 394, «Legge quadro sulle aree protette», preveda che la cessazione dalla predetta carica a qualsiasi titolo comporta la decadenza immediata dall'incarico di membro del consiglio direttivo, con conseguenze direttamente incidenti sul regime di validità e legittimità delle delibere stesse. Nel sito web del parco nazionale del Gargano vi sono diverse sezioni, come ad esempio quella riguardante i bandi di concorso, che non sembrano rispettare la trasparenza sancita dal decreto legislativo 14 marzo 2013, numero 33, riguardante il «Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.

RIFERIMENTI:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=GARGANO 

Gianni Lannes, La montagna profanata, Edizioni del Rosone, Foggia, 2015.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=spectrum 

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