3.3.17

ENERGAS: SMASCHERATO IL SINDACO RICCARDI!




di Gianni Lannes


Mò avast'! Ancora non ha capito il vento di cambiamento che spazzerà via chi ha devastato e dissanguato un paradiso in terra. Comunque, ecco un altro significativo e poco noto documento amministrativo. Nella delibera di giunta comunale numero 169 del 5 agosto 2015 (che precede sulla medesima falsariga la delibera di giunta 93 del 5 maggio 2016 e la determina 765 del 20 giugno 2016) è scritto:

«… a voti unanimi la Giunta delibera di demandare allo stesso Dirigente di definire compiutamente i tipi di interventi ammessi in zona DI 49 in considerazione dell’intervento proposto dalla Società Energas S.p.A.».

 


Singolare coincidenza: poco prima, il 5 giugno 2015, a governo regionale ormai scaduto e consiglio regionale sciolto, l’uscente Nichi Vendola (sotto processo a Taranto per l’Ilva: prossima udienza in Corte d’Assise a Taranto l’8 marzo prossimo), ha sfornato la delibera di giunta numero 1361 (su cui si basa il decreto interministeriale numero 295 del 22 dicembre 2015 a firma dei ministri Galletti & Franceschini), un atto amministrativo che riconosce incredibilmente la cosiddetta “compatibilità ambientale” del gigantesco impianto Energas-Kuwait Petroleum, considerato a “rischio di incidente rilevante” secondo le direttive Seveso. Quell’atto tecnico è stata redatto dall’ingegner Antonello Antonicelli, poi assunto il 21 marzo 2016 dal sindaco pro tempore Riccardi del partito democratico. Insomma, tutto torna. Inoltre, da Bruxelles, il commissario ambiente, il maltese Karmenu Vella mi ha fatto sapere di recente, che non è stata presentata alcuna denuncia il 16 novembre 2016 e che ignorano il referendum consultivo del 13 novembre scorso tenutosi a Manfredonia. Nel frattempo ho invitato il presidente Michele Emiliano a dar corso a quanto pubblicamente annunciato in due occasioni pubbliche, vale a dire di annullare in autotutela la predetta delibera favorevole ad Energas-Kuwait Petroleum di Vendola. Ma l'ex sindaco di Bari, magistrato in aspettativa attualmente sotto giudizio del Consiglio Superiore della Magistratura per la sua iscrizione al piddì, ancora non ci sente. Ecco perché merita una diffida popolare. Allora Riccardi dov’è andato esattamente il 16 novembre dell'anno scorso? Il professor Italo Magno (consigliere comunale di opposizione) ha chiesto i biglietti del viaggio aereo ma non ha ancora ricevuto niente, nonostante i solleciti in forma scritta.

Ai sensi del decreto legislativo numero 33 del 2013 (trasparenza amministrativa) il sindaco uscente Riccardi Angelo ha per caso conti a Lugano ol atrove in Svizzera? E come sono stati spesi i 200 mila euro (delibera di giunta comunale 23 del 31 gennaio 2017) elargiti per il carnevale? Da geometra almeno sulla carta, quanto ha lavorato (dove) e guadagnato fino ad oggi? Ben due note a lui trasmesse nel 2016 dalla Corte dei Conti attestano che le casse comunali sono piene di debiti. E' vero quello che dicono i giudici contabili? Chi gestisce l'ASE? Chi è l'innominato padrino politico che siede al CSM? Perché Riccardi non ha informato la popolazione - soprattutto i pescatori, i più danneggiati economicamente - del progetto tedesco (WPD) per impiantare un gigantesco impianto eolico nel Golfo di Manfredonia, in cui sono compartecipate due ditte locali, tra cui la società a responsabilità limitata Parco Marino Gargano Sud con sede a Torremaggiore? Perché Riccardi non si è presentato al contraddittorio pubblico? Se vuole l'11 marzo gli concedo una seconda possibilità di confrontarsi dialetticamente, prove alla mano e se desidera, anche in lingua inglese.





Il "primo cittadino ancora per poco" (sotto processo a Pescara per gravi reati penali: procedimento penale 10101/201 RGNR), si sente franare il terreno sotto i piedi e allora le spara sempre più grosse, boicottando con parole a vanvera, la petizione popolare per una diffida finale alle autorità dello Stato: Mattarella, Gentiloni ed Emiliano.

Si tratta notoriamente di una delle più importanti forme di partecipazione attiva della popolazione alla democrazia. Un politicante sia pure del piddì dovrebbe saperlo a memoria. Invece. In termini giuridici si chiama anche principio di sussidiarietà, quando viene meno la tutela amministrativa del bene comune. O se preferite: autodeterminazione.

Come cantava Gaber: è partecipazione. La democrazia non è uno sport da spettatori. Se tutti stanno a guardare, o a trastullarsi dietro un computer, insomma a far niente, nessuno partecipa, e non funziona più. Ma come si fa in un belpaese dove si continuano a sfornare leggi e normative puntualmente disattese dallo Stato che le ha emanate, a far valere le regole che valgono per tutti? Allora, perché subire e non reagire all'arbitrio del potere invece di lamentarsi sempre?

La democrazia intesa come “governo del popolo”, è notoriamente sorta in Grecia 2.500 anni fa. Ad Atene ogni cittadino aveva la possibilità di proporre e votare direttamente le leggi, senza dover delegare dei rappresentanti. In buona sostanza il funzionamento della democrazia dipende dal ruolo del cittadino, che invece di limitarsi a delegare qualcun altro, prende direttamente l’iniziativa per realizzare il bene comune, ovvero l’interesse della collettività a cui appartiene, e non un mero tornaconto personale. L’antica Grecia, ossia quella classica, aveva una parola per esprimere questo significato: boulomenos che vuol dire alla lettera, “chiunque voglia”. Questo termine veniva usato per descrivere appunto il cittadino che in assemblea prendeva l’iniziativa di esporre suggerimenti, di promuovere cause per conto della comunità o di presentare proposte di legge. A proposito di corsi e ricorsi storici. Nella Siponto pre-romana, da cui è sorta Manfredonia nel 1256 per volere di Manfredi (figlio di Federico II di Svevia), questa pratica era di suo comune.

Per dirla con il presidente John Fitzgerald Kennedy: “Senza dibattito, senza critica, nessuna amministrazione e nessun paese può avere successo come nessuna repubblica può sopravvivere”.


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