8.3.17

DIMISSIONI DEL MINISTRO ORLANDO!


 
di Gianni Lannes


Ecco qualche retroscena del partito democratico. Ma lo sanno gli iscritti e Matteo Renzi? A più riprese da incallito recidivo il ministro pro tempore di Grazia e Giustizia, Andrea Orlando in carica dal 22 febbraio 2014 (un altro non laureato) in corsa per le primarie da segretario nazionale, ha sostenuto pubblicamente la candidatura del sindaco di Manfredonia, tale Angelo Riccardi (geometra), rinviato a giudizio per gravi reati penali dalla Procura della repubblica di Pescara, già sottoposto  all’obbligo di dimora. Come può un ministro dello stesso ramo giudiziario non sapere, quando in cronaca nazionale il 6 marzo del 2014 Il Fatto Quotidiano aveva riportato la notizia


Anche l'attuale presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (magistrato in aspettativa), anche lui in corsa per diventare il capo del piddì, ha sostenuto la campagna elettorale di Riccardi. Anche lui era forse all'oscuro dei guai giudiziari di Riccardi? Incredibile, anzi piuttosto inverosimile. Ma il codice etico del partito democratico è carta straccia? Quale credibilità sociale e politica, nazionale ed internazionale, potrà mai avere un partito che non fa pulizia al suo interno?




A Manfredonia si ricordano di quella serata del 22 maggio dell’anno 2015, quando il guardasigilli Orlando soggiornò per sostenere in piazza la candidatura di Riccardi, ma non disse nulla sulle pallottole allora ricevute dal professor Italo Magno. I video su youtube sono eloquenti. In uno di essi si sente il ministro Orlando dire: «Riccardi-Campo ottimi candidati per Comune-Regione. Angelo Riccardi potrà continuare, con la sua elezione, nelle politiche di buon governo cittadino». Nel 2016 la Corte dei Conti ha inviato due note al sindaco Riccardi, in cui rileva gravi opacità sui bilanci comunali e una montagna di debiti.






Un ministro del genere deve semplicemente dimettersi dalla carica, ed abbandonare seduta stante la poltrona istituzionale, poiché indegno in ragione di una simile condotta, di rappresentare la Repubblica italiana. Orlando, per giunta è in corsa alle primarie per il cadreghino di segretario nazionale del piddì.  




 
Orlando aveva già messo piede a Manfredonia nell’estate del 2013, per inaugurare il nuovo porto turistico da 54 milioni di euro, gestito dalla Gespo. Nelle fotografie di rito troviamo oltre al sindaco Ricciardi anche Gianni Rotice. E proprio l’edil-Rotice quando era sindaco Paolo Campo (attuale consigliere regionale del partito democratico) acquistò i suoli poi ceduti ai Marcegaglia per la realizzazione di un inceneritore di rifiuti fuorilegge, un impianto che intercettò un finanziamento pubblico grazie al contratto d’area. A Campo Antonio Marcegaglia indirizzò una lettera che spiegava come fare per ottenere l’accordo di programma con il presidente della regione Raffaele Fitto.
Nel 2013 in un comunicato dell’amministrazione comunale si legge: «Il Ministro Orlando a Manfredonia. Venerdì 19 luglio prossimo visiterà l’agglomerato industriale ex Enichem per fare il punto sui lavori di bonifica. Previsto successivamente un incontro a Palazzo San Domenico con il Sindaco Riccardi e tutti i soggetti interessati». A tutt'oggi, la bonifica della vaste aree di terra e in mare inquinate dall'Eni, secondo i dati del ministero dell'ambiente, non è ancora iniziata nonostante gli ingenti fondi pubblici ergiti alla Syndial, mentre tanta gente in loco si ammala e muore di cancro.






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