3.1.17

UN MARE DI BOMBE SPECIALI UNITED STATES OF AMERICA NEL GOLFO DI MANFREDONIA



"Meraviglie del mare Adriatico" - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes

I documenti ufficiali angloamericani attestano che al termine della seconda guerra mondiale, soltanto nel Golfo di Manfredonia, senza contare il Golfo di Napoli e l'isola di Ischia, sono stati segretamente affondati un milione di ordigni a caricamento speciale. Nell’agro comunale i cosiddetti “alleati" - come provano gli atti rinvenuti presso l'archivio di Stato a Foggia e a Bari, ma non solo - avevano allestito un campo di munizioni che si estendeva su una superficie di 20 chilometri quadrati. Quelle buttate in mare per occultarle, su decisione delle autorità statunitensi e britanniche, sono micidiali bombe inesplose all’iprite e al fosforo, vietate dal Protocollo di Ginevra del 1925: esse alla stregue di meccanismi ad orologeria, mietono vittime a distanza di tanto tempo e seguitano inesorabilmente ad avvelenare l'Adriatico ed il Tirreno. A Bari, il 9 aprile del 1945, per cause mai chiarite, a guerra ultimata esplose nel porto la nave Charles Henderson, carica di un arsenale proibito.

 


Gli atti che ho reperito a Londra, a Washington, a Roma nell’archivio storico della marina militare italiana e altrove, certificano inequivocabilmente che le autorità italiane erano e sono perfettamente al corrente di rischi, pericoli, e contaminazioni dell'ambiente marino nonché degli inconsapevoli esseri umani. I primi a pagare in termini di perdita di salute e della stessa vita sono stati i pescatori già nel 1946 come dimostrano le cartelle cliniche;poi di conseguenza, gli ignari consumatori di pesce e frutti di mare. Soprattutto arsenico e mercurio sono entrati nella catena alimentare: l'ha scoperto l'Icram alla fine degli anni '90. 



Senza contare, le bombe a grappolo scaricate sempre in loco, incluso tutto il mare Adriatico, da Grado ad Otranto, quando l’Italia partecipava in seno alla NATO, alla guerra per disintegrare la Jugoslavia. Allora, il ministro della difesa era tale Sergio Mattarella. L’inquilino del Quirinale di uranio impoverito - che ha seminato morte e malattie nelle forze armate italiane - dovrebbe intendersene.


Esattamente qui i soliti affaristi del belpaese intendono far realizzare in barba a leggi nazionali e normative comunitarie,un’industria a rischio di incidente rilevante, che movimenterà a mezzo di navi gasiere, 300 mila tonnellate all’anno di gas a petrolio liquefatti. Il gpl altamente infiammabile ed esplosivo giungerà in un porto inagibile costruito su una faglia sismica attiva (assurto alle cronache giudiziarie nell'era di Tangentopoli per la vicenda dei nastri trasportatori, ovvero per le mazzette che l'Emit di Ottavio Pisante ha pagato ai politicanti locali, regionali e nazionali), imbottito di amianto, inserito in una zona inquinata dall’Eni a tutt'oggi non bonificata, rientrante nel Sin stabilito dalla legge 426 del 1998. Si tratta di un’area marina di ben 8,5 chilometri quadrati, dove le autorità tricolore hanno autorizzato l’allevamento di ostriche e pesci.

Il sindaco pro tempore, Riccardi Angelo del partito democratico in attesa di essere piazzato addirittura sulla poltrona dell'ente Provincia, attualmente sotto processo penale a Pescara per i reati di corruzione e peculato, su questa ecatombe che lede la vita di migliaia di persone, bambini compresi, è a dir poco vergognosamente latitante. L'Italia, notoriamente, ha aderito alla Convenzione di Parigi sulle armi chimiche del 1993, entrata in vigore nel 1997 e ratificata anche dagli Stati Uniti d'America, . Che fare? Chiamare all'evidente responsabilità in un negoziato diretto sotto l'egida dell'ONU, le autorità italiane e il governo degli Stati Uniti d'America. Occorre bonificare il mare e risarcire economicamente la gente del Mezzogiorno d'Italia, a partire da Manfredonia, passando per Napoli e Ischia. L'impresa non impossibile. Su la testa.







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Archivio di Stato Roma, Ministero Interno A 5G Seconda Guerra Mondiale, busta 84, fascicolo 40;
Archivio di Stato Foggia, Fondo Prefettura;
Archivio di Stato Bari, Fondo Prefettura;
The National Archives (ex Public Record Office), Kew, Richmond, Surrey, UK;
Air Force Historical Research Agency, Maxwell AFB, Alabama, USA;
Brookes, A., Air War over Italy, , Ian Allan Publishing, Shepperton 2000;
Daniels, G., A Guide to the reports of the United Stats Bombing Survey, London, Offices of the Royal Historical Society, 1981, Europe, vol. I;
Istituto Centrale di Statistica (a cura di), Morti e dispersi per cause belliche negli anni 1940-1945, Roma, Istat, 1957;


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