2.1.17

RICCARDI ANGELO: UN SINDACO SOTTO PROCESSO PER CORRUZIONE E PECULATO



il ministro Orlando e il sindaco Riccardi

di Gianni Lannes


Ma quale Stato di diritto. La legge nel belpaese non è uguale per tutti. Ecco una farsa: graziato dal piddì. Il codice etico del partito democratico, almeno sulla carta, vieta ai tesserati rinviati a giudizio, candidature politiche e cariche amministrative. Poi nella realtà dove regna omertà istituzionale ed intimidazione della popolazione, è un’altra cosa. Prendete il caso documentato di Riccardi Angelo, sotto processo per corruzione e peculato, sostenuto a Manfredonia all’ultima campagna elettorale addirittura dal ministro al ramo Orlando e dal governatore Emiliano. Il Riccardi, è accusato dalla Procura della Repubblica di Pescara di aver comprato esami alla locale università e di aver usato l'auto del comune per le trasferte in Abruzzo. Due coimputati, ovvero due docenti universitari hanno chiesto il rito abbreviato e sono stati condannati. L’amministrazione comunale non si è costituita parte civile. Evidentemente l'etica, in questo microcosmo del Sud non è un valore.





 



Emiliano & Riccardi in camoagna elettorale

Nel frattempo la Corte dei conti ha rilevato nelle vuote casse comunali un dilagante buco debitorio. Sul fronte ambientale va anche peggio. Il Riccardi in qualità di autorità sanitaria locale - già assessore nella giunta Prencipe, poi assessore provinciale e consigliere regionale, ed infine sindaco al secondo mandato - non ha mai denunciato la mancata bonifica del territorio contaminato dall’Enichem, alla stregua dei suoi predecessori dello stesso partito, ovvero Gaetano Prencipe e Paolo Campo. Le conseguenze in termini di perdita di salute e in tanti casi documentati della vita, sono pagate sulla pelle dall’ignara popolazione, mentre l'economia locale va a rotoli. Addirittura, su un’area marina (8,5 chilometri quadrati) contaminata dal mercurio e da altri veleni bioaccumulabili, perimetrata dal ministero dell’Ambiente con apposito decreto il 10 gennaio 2000, è stato autorizzato un allevamento di pesci ed uno di ostriche. C'è associazione a delinquere o di peggio quando l'esistenza di migliaia di esseri umani è messa a repentaglio da chi ha il dovere di salvaguardarla concretamente? Il 16 febbraio 2011, un comunicato del sindaco recitava testualmente: "nessuna bomba ad orologeria sul fondale di Manfredonia". Basta leggere le ordinanze della locale capitaneria di porto degli ultimi 50 anni, per accertare che si tratta di spudorate menzogne, propinate al fine di tranquillizzare l'opinione pubblica. Se proprio non si ha tempo per un salto all'Archivio di Stato in quel di Bari, è sufficiente la disamina dell'interrogazione parlamentare numero 4/09713, presentata il 25 novembre 2010 da cinque deputati del partito democratico, per sbugiardare per sempre un sindaco indegno di rappresentare la città fondata da re Manfredi nel 1256.


 Lo stesso Riccardi il 21 marzo scorso ha assunto l'ingegner Antonello Antonicelli da Bari (come se a Manfredonia e dintorni non ci fossero giovani tecnici qualificati e laureati): singolare coincidenza, Antonicelli è proprio quel funzionario della regione Puglia che ha formulato il parere tecnico di compatibilità dell'Energas/Kuwait Petroleum, su cui infine il sedicente ecologista Nichi Vendola ha licenziato la famigerata delibera di compatiblità ambientale numero 1361/2015. Un atto deliberativo che il presidente Emiliano, a parte le chiacchiere fritte, non ha mai revocato in autotutela. A proposito: a Bruxelles il Riccardi chi l'ha visto il 16 novembre 2016?


riferimenti:


Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.