11.1.17

ESPIANTI DI ORGANI UMANI NEL NORD ITALIA




di Gianni Lannes

Un mercato criminale che si avvale di medici compiacenti e che si rifornisce gratuitamente nei centri di accoglienza, dopo aver rapito bambini per decenni impunemente nel meridione d’Italia. Centri non ufficiali ma ben attrezzati. Va in onda l'orrore: ecco l'ultimo tabù tricolore. Traffico di organi umani minori, strappati a bimbi, fanciulli e ragazze, nonché omertà istituzionale a copertura della criminalità mafiosa. Nel belpaese, da anni, contrariamente alle rassicurazioni ufficiali, insospettabili dottori espiantano organi a bambini e adolescenti, in cliniche private del Settentrione. In questi ospedali dell’orrore situati nelle regioni del Nord Italia, chi ha bisogno di organi nuovi (fegato, reni, cornee, cuore) paga grandi cifre ed evita le liste di attesa. Sono migliaia e migliaia i minori spariti da noi ogni anno, soprattutto nei centri di accoglienza, per alimentare questo commercio di carne umana. A negare l'evidenza ci pensano oltre ai baroni sanitari, anche i siti di disinformazione pilotata come Butac (della serie fango di bufala un tanto al chilo). Perché l’Italia non ha ratificato la convenzione europea contro il traffico di organi umani? 

Come altri Paesi europei, anche l'Italia sebbene regolamenti diverse fattispecie relative al trapianto di organi, presenta un ridotto apparato sanzionatorio in merito al traffico clandestino degli organi. Le due principali normative (L. 26.06. 1967, n. 458 sul trapianto del rene tra persone viventi e L. 1.04. 1999, n. 91 sui prelievi di organi e tessuti da cadavere) prevedono sanzioni esclusivamente a carico di chi svolge attività di mediazione e dell'operatore sanitario che si avvale di organi frutto di commercio, ma nessuna pena è prevista nei confronti di altre parti direttamente o indirettamente coinvolte nell'illecito traffico. La conclusione raggiunta dal Comitato nazionale per la Bioetica è stata che anche se l'idea di un regolamento è difficile da raggiungere, in molte parti del mondo o almeno in Europa è possibile creare una regolamentazione nazionale e internazionale, con l'introduzione di reati criminali che definiscono il traffico di organi, lavorare per prevenire e rinforzare il principio che il corpo umano o le sue parti non devono essere oggetto di commercio.
   
C’è un giudice almeno a Berlino o bisogna sperare in quello divino? In qualità di esseri umani, noi adulti, abbiamo il dovere morale, l'imperativo etico di far arrestare questo crimine contro un'umanità inerme.



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