31.3.16

SCIE BELLICHE: DUE PAROLE AL PRESIDENTE MATTARELLA!



Italia: irrorazioni militari della Nato sui centri abitati

Alla cortese attenzione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Signor Presidente,

Mi rivolgo a lei in qualità di uomo, padre e scrittore. Sicuramente non le sfuggirà il panorama mondiale di distruzione, malattie e morte che attanaglia madre Terra e l’umanità, alimentato dall’ingordigia e dalla bramosia di dominio di una manciata di folli umanoidi soprattutto in Occidente, che controllano le leve del potere economico e comandano quello militare.

Oggi come ieri e l'altro ieri così da ben 14 anni, il cielo italiano è stato trasformato in una gigantesca camera a gas, da velivoli che atterrano e decollano da aeroporti sul suolo nazionale. Basta volgere lo sguardo all'orizzonte, anche a Roma, dove sfrecciano quotidianamente velivoli militari a bassa quota, rilasciando scie chimiche (quelle di condensa per note leggi della Fisica si formano dagli 8 mila metri d'altitudine in alto e non viceversa). Si tratta di sostanze tossiche come alluminio, bario e nanoparticelle artificiali che attentano alla vita di milioni di ignare persone, rilevate in esami biologici di esseri umani ed analisi di campioni d'acqua e di terra. Le prime vittime, quelle più indifese, sono i bambini.

30.3.16

MACELLERIA DI MINORI IN ITALIA. LETTERA AL PRESIDENTE MATTARELLA!

Alla cortese attenzione di Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica


Buonasera signor Presidente!

Le scrivo in qualità di cittadino per informarla che in Italia soltanto nel 2015 sono scomparsi più di 12 mila minori migranti non accompagnati, metà dei quali segregati nelle cosiddette “strutture di accoglienza” nazionali. Senza contare le sevizie inflitte quotidianamente dagli operatori istituzionali a ben 30 mila bambini e adolescenti italiani, segregati negli orfanotrofi che dovevano chiudere entro il 2006, ma si sono riciclati torbidamente ed intascano denaro pubblico illecitamente. E senza entrare per ora nel merito affaristico delle adozioni senza scrupoli sulla pelle di esseri umani indifesi, venduti al peggior offerente.

23.3.16

L'ITALIA NON SI TRIVELLA!






di Gianni Lannes

Attenzione allo specchietto per le allodole, ai contentini verdastri, nerastri e rossastri, mentre i mari d'Italia vengono degradati ed inquinati un giorno si e l'altro pure col beneplacito dei controllori di Stato; inoltre risultano svenduti agli interessi stranieri. Nell’italietta delle banane eterodiretta dall’estero ecco cosa passa il conventucolo tricolore. Altro che “si” oppure “no”. Si semplifica, anzi si banalizza una questione senza minimamente mettere in discussione il modello economico di rapina delle risorse naturali con conseguenti danni ambientali e sanitari, e si accentra l’attenzione generale su un problema per nasconderne altri ben più gravi. 

STRAGE DI USTICA: LA CENSURA MACRO DELL’EDITORE ROSSO!

di Alberto Ricci

Dal 2010 in poi il portale online della casa editrice Arianna, di proprietà del marchio Macro di Giorgio Gustavo Rosso, non ha fatto altro che riprendere sul suo sito le pubblicazioni di Gianni Lannes sulla strage di Ustica. Il 5 dicembre 2014, le parti hanno firmato un contratto editoriale per la pubblicazione del libro di inchiesta USTICA: LE DUE STRAGI, che finalmente ha fatto luce su questo ennesimo mistero di Stato. 

7.3.16

MISSILI NUCLEARI USA IN PUGLIA E BASILICATA


di Gianni Lannes

E' una storia poco nota, anzi segreta, di cui mi sono occupato nel mio ultimo libro di inchiesta, in materia di nucleare militare: ITALIA, USA E GETTA. Dal 1960 al 1963 vennero schierati sulla Murgia, in Puglia e Basilicata, in palese violazione della Costituzione italiana, per ordine del presidente Dwight David Eisenhower, coadiuvato dal suo vice Richard Nixon, tenendo all'oscuro il Parlamento e la popolazione italiana, proprio come oggi con la guerra ambientale a base di scie chimiche e bombardamenti elettromagnetici, a cui si presta anche l'arma azzurra tricolore, ben 30 IRBM (missili balistici a medio raggio) statunitensi PGM-19 Jupiter, organizzati in 10 siti di lancio, a controllo misto Italiano - USA nell'ambito della 36ª Aerobrigata Interdizione Strategica dell'Aeronautica Militare. Con un mastodontico ponte aereo furono impiantate nel già martoriato Mezzogiorno d'Italia, 30 testate nucleari per un totale di 43,5 Megaton. Una potenza gigantesca, che avrebbe potuto disintegrare lo Stivale e l'intero Mediterraneo, Europa inclusa, equivalente a 3.500 bombe atomiche simili a quella che nel 1945 distrusse Hiroshima. In questa landa meridionale dell'Italia, allora, si verificarono una serie di gravi incidenti nucleari, poiché oltretutto tali dispositivi bellici top secret non erano schermati dai fulmini, ma la popolazione venne tenuta all'oscuro di tutto, come sempre. La sorveglianza esterna era affidata ai compiacenti carabinieri.

1.3.16

VENDOLA: SOTTO PROCESSO A TARANTO PER "AMBIENTE SVENDUTO"


di Letizia Ricci

Finalmente il 17 maggio prossimo, dopo una serie di rinvii per vizi procedurali, inizierà in corte d'assise a Taranto il processo chiamato a far luce sul disastro provocato dalle emissioni inquinanti del siderurgico Ilva. Il Gup Anna De Simone ha confermato il rinvio a giudizio per 47 imputati (44 individui e le società Ilva, Riva Fire, Riva Forni Elettrici). L'ex governatore della regione Puglia, Nichi Vendola, quello che ha "noleggiato" l'utero di una donna negli Stati Uniti d'America per avere un bambino e addirittura pontifica di "etica" a buon mercato, sarà alla sbarra accusato di concorso in concussione con Fabio Riva. Tra i rinviati a giudizio figurano tra l'altro, l'onorevole di Sel, Nicola Fratoianni, gli ex capi di gabinetto vendoliano, tali Francesco Manna e Davide Pellegrino (marito dell'ex presidente dell'ordine regionale pugliese dei giornalisti, Paola Laforgia), il dirigente regionale Antonello Antonicelli, i vertici dell'Arpa, Giorgio Assennato e Massimo Blonda, il sindaco di Taranto Ezio Stefano, l'ex prefetto di Milano Bruno Ferrante, il consigliere regionale del pd Donato Pentassuglia e l'ex presidente della provincia jonica Gianni Florido sempre del piddì.