15.12.16

ITALIA: DEMOCRAZIA TRUCCATA



di Gianni Lannes


Come cantava Gaber: è partecipazione. La democrazia non è uno sport da spettatori. Se tutti stanno a guardare, o a trastullarsi dietro un computer, insomma a far niente, nessuno partecipa, e non funziona più. Ma come si fa in un belpaese dove si continuano a sfornare leggi e normative puntualmente disattese dallo Stato che le ha emanate, a far valere le regole che valgono per tutti? Allora, perché subire e non reagire all'arbitrio del potere invece di lamentarsi sempre?

La democrazia intesa come “governo del popolo”, è notoriamente sorta in Grecia 2.500 anni fa. Ad Atene ogni cittadino aveva la possibilità di proporre e votare direttamente le leggi, senza dover delegare dei rappresentanti. In buona sostanza il funzionamento della democrazia dipende dal ruolo del cittadino, che invece di limitarsi a delegare qualcun altro, prende direttamente l’iniziativa per realizzare il bene comune, ovvero l’interesse della collettività a cui appartiene, e non un mero tornaconto personale. L’antica Grecia, ossia quella classica, aveva una parola per esprimere questo significato: boulomenos che vuol dire alla lettera, “chiunque voglia”. Questo termine veniva usato per descrivere appunto il cittadino che in assemblea prendeva l’iniziativa di esporre suggerimenti, di promuovere cause per conto della comunità o di presentare proposte di legge.
 
Per dirla con il presidente John Fitzgerald Kennedy: “Senza dibattito, senza critica, nessuna amministrazione e nessun paese può avere successo come nessuna repubblica può sopravvivere”.

Quanto allo Stivale siamo alla farsa: dopo il tentativo golpista di Renzi arrestato da milioni di italiane e italiani, l’inquilino del Quirinale ha rimescolato le carte calpestando la volontà del popolo sovrano. In altri termini, le persone non hanno più il diritto fondamentale di votare. Infatti, appena 537 onorevoli alla Camera e al Senato (illegittimi perché piazzati su quelle poltrone con una legge incostituzionale, come ha riconosciuto la Corte costituzionale con il pronunciamento 1/2014), hanno espresso la fiducia al governicchio fotocopia di Gentiloni (ministro degli esteri con Renzi e sostenitore del tentativo golpista, ovvero anticostituzionale) come se il 4 dicembre scorso non fosse accaduto nulla.

Ergo, non abbiamo bisogno di mantenere a vita una casta di politicanti parassiti ed inetti,per giunta eterodiretti dall’estero. Approntiamo un’Agorà e diamo vita aduna nuova Costituente. Il primo passo è lo sciopero generale ad oltranza e l’obiezione fiscale motivata, per far naufragare pacificamente qualsiasi governo telecomandato da interessi speculativi e stranieri. Su la testa!

riferimenti:


http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/10/un-mondo-nuovo-dalla-rivoluzione.html 


1 commento:

  1. Dopo l unificazione d Italia D' Azeglio disse: "l'Italia è fatta, ora bisogna fare gli italiani"..ad oggi ancora questo compimento non c'è stato, non c è un minimo di coscenza nazionale..c è solo DIVISIONE...mi spiace dirlo ma ogni popolo ha il governo che si merita!!!!!!!!

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