21.12.16

COLTIVIAMO IL FUTURO



di Gianni Lannes

Il vero lusso è la salute. La gente è impaurita, annichilita, stanca di vivere sempre peggio. Prendete un territorio del Sud, ferocemente industrializzato per rapinare ancora oggi le sue risorse all’insaputa della popolazione, ad esempio il metano, scoperto nella Daunia nei primi anni ’60. In cambio di una fabbrica chimica che ha seminato in loco, prevalentemente inquinamento, malattie e morte. Dopo una ribellione popolare nata dal basso nel 1988 contro le prevaricazioni dell'Eni, lo Stato che ti combina? Una beffa. Si inventa un contratto d’aria nel 1996, con la regia del prode mortadella, al secolo Romano Prodi. E invece di risanare il territorio, si autorizzano le speculazioni più bieche. Il caso dell'Energas/Kuwait Petroleum (Isosar) è soltanto l'ultimo della serie.

In questo brodo di coltura criminale hanno sguazzato i sindaci di Manfredonia: da Gaetano Prencipe a Paolo Campo, fino a Riccardi Angelo. I dati ufficiali del ministero dell’Ambiente attestano che non vi è stata la bonifica, pur prevista dalla legge 426 dello Stato italiano dal 1998. Senza contare gli ingenti stanziamenti di denaro pubblico, sperperato alla grande. Nessuno ha curato le ferite inferte a questa terra e a questo mare, tantomeno alle persone. Nessuno ha ancora  arrestato i prenditori e gli speculatori. E c’è chi vuole ancora imbastire affari, grazie alla mafiosità istituzionale. Quante persone si sono ammalate e sono morte tra atroci sofferenze in questa città del Mediterraneo, a causa dello Stato, della Regione, della Provincia, del Comune, ovvero della parassitaria casta dei politicanti? 

Invece di preservare i tesori naturali, archeologici e storici continuano a consentire a chiunque di depredarli e distruggere le antiche radici del popolo della Daunia. Con la sua pretesa di sviluppo l’economia sta divorando la civiltà umana.

Democrazia, eguaglianza, giustizia sono valori che vengono platealmente negati nella realtà. La propaganda ha preso il posto della verità contro l’essere umano. Gli antichi latini dicevano “argumentum ad hominem”. Si tratta di una strategia della retorica che consiste nello screditare un’affermazione o un’argomentazione attaccando la persona che la sostiene, invece di confutare i suoi argomenti.

Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose con prove alla mano, anziché di chi le commette. La colpa non è dello specchio ma di chi ci sta davanti. Per dirla con Gianni Rodari: “Nel paese della bugia la verità è una malattia”.

Coltiviamo il futuro: le risorse per battere il declino: ambiente, storia, cultura, intelligenza, creatività. Connettiamo i giovani e diamo vita ad ecosistemi sociali dove le persone si incontrano per mettere a valore passioni e idee per il bene comune.

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