21.12.16

ATTENTI AL GAS!

 Nave Val Rosandra (Mare Adriatico, 1990) - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



di Gianni Lannes

A proposito di incidenti. Ecco un fatto ormai dimenticato dalla memoria collettiva. Nella primavera del 1990 la nave gasiera Val Rosandra (di proprietà Ferchim, ovvero del gruppo Ferruzzi) attraccò al porto industriale di Brindisi, ma prese fuoco e fu rimorchiata al largo, dove in seguito esplose ed affondò. A Manfredonia l'Energas/Kuwait Petroleum vuole addirittura impiantare una gigantesca attività industriale dai risvolti pericolosi: essa movimenterà ben 300 mila tonnellate all'anno di gas a petrolio liquefatto, infiammabile ed esplosivo, considerato a rischio di incidente rilevante dalle direttive Seveso. Manfredonia non ha neanche un porto adatto per una simile speculazione, poiché quello esistente, denominato impropriamente "alti fondali", peraltro inserito in un'area marina di 853 ettari inquinata dall'Eni, perimetrata dal ministero dell’ambiente con decreto del 10 gennaio 2000 e non ancora bonificata, dove l'Ispra ha rinvenuto innumerevoli veleni tra cui il mercurio. Tale struttura non solo non ha il pescaggio adatto e i fondali idonei per garantire le manovre di sicurezze delle gasiere, ma risulta ufficialmente a rischio strutturale, ossia pericolante.

Per la cronaca documentata. Ben tre sindaci (Prencipe, Campo e Riccardi), uno dietro l'altro - e le relative opposizioni di facciata - non si sono mai accorti che il ministero dell'Ambiente (il controllore) e l'Eni (il controllato), ossia la Syndial, non hanno bonificato l'area del  petrolchimico e la zona marina prospiciente, estesa per ben 8,5 chilometri quadrati. Quei cosiddetti "primi cittadini" avrebbero dovuto tutelare la salute pubblica, invece. Anche la regione Puglia si è girata dall'altra parte, e così l'ente Provincia di Foggia. Perché il preisdnete Emiliano non revoca in autotela la delibera di giunta numero 1361 del 2015 a firma di Vendola (già testimonial dell'Ilva per la rivista il Ponte nel 2010 di proprietà dei Riva), in cui è stata espressa la compatibilità ambientale?

Questa follia (prima Isosar poi Energas), non è piombata dal nulla, ma è stata richiamata in loco dagli amministratori locali a partire dalla metà degli anni '90; gli stessi personaggi a caccia di "affaroni" hanno indicato al proponente prima l'area del petrolchimico, poi quella di Santo Spiriticchio, previo rilascio di una compatibilità tecnica. Allora regnava la giunta di Gaetano Prencipe e l'assessore ai lavori pubblici era tale Riccardi Angelo (per giunta assessore provinciale). In quella compagine amministrativa, tra i consiglieri comunali della maggioranza vi erano pure Michele Bordo (attuale onorevole del piddì) e Paolo Campo (consigliere regionale del piddì nonché ex sindaco). Angelo Riccardi, invece è l'attuale sindaco, ora addirittura candidato alle provinciali dell'8 gennaio 2017, che il 25 ottobre 2013 ha ricevuto la comunicazione ufficiale dell'Energas, protocollata in municipio e non ha avvertito prontamente la cittadinanza. Basta esaminare gli atti deliberativi dal 1998 ad oggi per rendersi conto di chi ha bluffato, vale a dire chi ha concretamente tradito la popolazione di Manfredonia.
 
A proposito di attentati. Un gigantesco deposito di Gpl, il più grande d'Europa, renderebbe non solo la città di Manfredonia un obiettivo sensibile per il terrorismo, ma anche la vicina base aerea dell'Aeronautica militare, dove opera la NATO e l'U.S. Air Force. In loco, ad Amendola, sono stati dislocati recentemente i cacciabombardieri nucleari F-35. Questo aeroporto militare dell'Arma azzurra, è lambito dalla linea ferroviaria a binario unico e dalla strada statale 89: si tratta di assi viari dove dovrebbero transitare quotidianamente ferrocisterne e veicoli pesanti carichi di Gpl. Insomma, una manna per chi vuole colpire l'Italia. A tutt'oggi nessuna autorità a tale proposito ha ancora effettuato una prevenzione dei più che probabili rischi. Sarebbe opportuno, che il primo ministro pro tempore Gentiloni, riunisca il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, unitamente ai vertici delle forze di Polizia e dei sevizi di intelligence, a partire dai tre direttori delle agenzie di sicurezza italiane: Pansa (Dis), Parente (Aisi) e Manenti (Aise), e sancisca in forma ufficiale la bocciatura dell'Energas/Kuwait Petroleum. Se non dovesse accadere, in ogni caso l'Alleanza atlantica sarà informata di questa situazione all'italiana.

 riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=energas

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=DAUNIA

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

 foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

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