29.1.16

ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN: ASSASSINATI DALLO STATO ITALIANO!





Dopo 22 anni non c'è alcuna giustizia, mentre i governi tricolore da Berlusconi a Prodi fino a Renzi hanno oscurato le carte scottanti sul traffico italiano di rifiuti pericolosi e armi verso la Somalia. Il 18 marzo 2006, il quotidiano Il Manifesto pubblicò una prima inchiesta di Gianni Lannes, che faceva finalmente luce sull’esecuzione di Ilaria e Miran. Eppure l’approfondimento ben documentato che smontava il teorema Taormina passò inosservato. Se Ilaria il 20 marzo 1994 avesse dato la notizia in diretta al Tg3 della sua scoperta, la storia politica italiana avrebbe avuto un altro esito. Sicuramente Berlusconi allora non sarebbe stato eletto. 

25.1.16

A DIFESA DELLA FAMIGLIA NATURALE

di Gianni Lannes


E’ il «nucleo naturale e fondamentale» (articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti umani). Più che mai adesso la famiglia necessita di essere difesa concretamente dagli attacchi che le piombano addosso non solo da una mentalità secolarizzata, platealmente edonistica schiava del mero profitto economico, ma anche da discutibili provvedimenti legislativi che favoriscono la sua disgregazione e ne minacciano i suoi valori fondamentali destinati ad umanizzare gli esseri umani. Certo, i paladini non possono essere i politicanti nostrani, ormai personalmente senza voce in capitolo: da Berlusconi a Salvini e Casini. In ogni caso, non si può far prevalere e barattare la famiglia naturale con quella artificiale.
 

22.1.16

LA STRAGE DI USTICA NELLA TV FRANCESE: IL DEPISTAGGIO CONTINUA!

 Israeli Air Force
 di Gilan

Ecco, di seguito il lancio dell'Ansa. Ancora una volta si ripropone il solito canovaccio ormai stantio di un coinvolgimento della Libia e di un fantomatico viaggio di Gheddafi. Insomma, un depistaggio a regola d'arte. Infatti, prove alla mano i giornalisti francesi avrebbero dovuto recarsi quantomeno in Israele, e chiedere conto alle autorità governative locali. Certo, la Francia insieme all'Italia e appunto ad Israele, è corresponsabile della strage di 81 civili in tempo di pace.


Il relitto del Dc 9 Itavia a Bologna nel museo della memoria!

STRAGE DI USTICA: 3 NUOVE CONDANNE PER DUE MINISTERI

Israeli Air Force

di Gianni Lannes

I dicasteri della Difesa e dei Trasporti dovranno risarcire con quasi 12 milioni di euro altri 31 familiari delle vittime trucidate il 27 giugno 1980, mentre viaggiavano sul Dc 9 Itavia, da Bologna a Palermo.  

E’ quanto ha sentenziato il tribunale civile di Palermo pronunciandosi il 13 e il 19 gennaio 2016 con tre distinte sentenze che vanno ad aggiungersi a quelle già emesse nel capoluogo siciliano, alcune delle quali confermate anche in Appello e Cassazione. Secondo i giudici della terza sezione civile il disastro  del volo Itavia IH 870 fu causato con “elevata probabilità” da un missile o da una “quasi collisione” con un  altro velivolo intruso. Vale a dire da un evento esterno alla carlinga dell’aereo civile italiano.

20.1.16

IL MONDO DISEGUALE!

L'1 per cento degli abitanti della Terra è più ricco in termini meramente economici, di tutto il 99 per cento messo insieme. Come può migliorare il clima? A quando la pace su Gaia? 53 uomini e 9 donne posseggono metà del pianeta terrestre: una ricchezza pari a quella di 3 miliardi e 600 mila persone. In Italia l'1 per cento detiene il 23,4 per cento del patrimonio. Le disuguaglianze economiche stanno aumentando: negli ultimi 5 anni i più ricchi hanno accresciuto la ricchezza materiale del 44 per cento, i più poveri, invece, l'hanno diminuita del 41 cento. Perfino negli USA negli ultimi 25 anni lo stipendio medio è cresciuto del 10 per cento contro il 1.000 per cento di un banale amministratore delegato. I ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, l'ambiente annientato: è l’insanabile dramma del sistema capitalistico. Altro che carità e pacchi ai meno abbienti.



19.1.16

IL TEMPO CHE VERRA'




di Gianni Lannes

Nel mondo disumano che a malapena conosciamo, nella stagione del disamore di massa privo di coraggio, l'idea di futuro è ipotecata dalle paure del presente. Sul futuro proiettiamo speranze di riscatto e attese di progresso; dal futuro temiamo una qualche apocalisse. Infatti, il mito del futuro è speculare a quello delle origini.

PUGLIA: L’ELDORADO DELL’ECOMAFIA DI STATO. GRAZIE EMILIANO!




di Gianni Lannes

«Finché sarò io presidente non bucheranno la Puglia alla ricerca di petrolio. E’ contrastante con ciò che stiamo facendo o abbiamo fatto negli ultimi 20 anni. Abbiamo promosso la Puglia individuata come regione più bella del mondo dal National Geographic, stiamo investendo in natura, depurazione, acque, decarbonizzazione. Tutto in coerenza». Parole pronunciate da Michele Emiliano a Manfredonia il 18 gennaio 2016, durante un incontro pubblico, riprese e pubblicate dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno. Nello stesso giorno il ministero dell’ambiente ha rilasciato altre due valutazioni di impatto ambientale positive, che preludono al rilascio di nuove autorizzazioni per prospezioni di idrocarburi in mare, nel Salento, tra Porto Cesareo e Santa Maria di Leuca. Anche i sedicenti ambientalisti del movimento locale "no triv" non vedono la realtà. Per giunta, questi spuntati dal nulla vantano zero credibilità in ecologia.

concessioni idrocarburi nella provincia di Foggia

Scherzi a parte. Quanto alla terraferma, proprio il governo della regione Puglia, dal 2005 al 2014, ossia sotto Vendola con il sostegno del Piddì, ha rilasciato numerose autorizzazioni per cercare ed estrarre idrocarburi nella sola provincia di Foggia. Attualmente, le concessioni regionali alle multinazionali dell’oro nero e del gas, unicamente nella Daunia, precisamente dal Tavoliere ai Monti Dauni, ammontano ad una dozzina.

18.1.16

IL CORPO UMANO È VALORE O MERCE?


foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



di Gianni Lannes

Le religioni non c’entrano niente, piuttosto è l’etica che non conta in un sistema mondiale in cui è imperante il paradigma economico. Il mercato ormai esercita una invasiva influenza su ogni aspetto della vita e della scienza, asservita da tempo al miglior offerente. L’esperienza delle madri surrogate, altra vendita d’uso del corpo femminile collegata al sesso e alla riproduzione, a differenza della prostituzione è però nuova nel panorama sociale. Essa, infatti, ha avuto origine dopo che, fu possibile ricorrere alla procreazione assistita, ovvero alla fecondazione artificiale come rimedio alla sterilità. La vendita temporanea di funzioni riproduttive con il sistema dell’utero in affitto, vale a dire la gestazione per altri, è stata resa possibile dalle tecniche di procreazione assistita. Attenzione: le applicazioni tecniche delle conoscenze acquisite in campo scientifico possono venire orientate verso il bene o verso il male, come nel caso dell’uso commerciale, ossia per ricavare profitto economico, di alcuni funzioni corporee dell’essere umano, soprattutto della donna.

10.1.16

ITALIA: TORTURA E MORTE PER PENA!




 di Gianni Lannes

Nel belpaese le forze dell’ordine (polizia, carabinieri, guardie carcerarie) sovente praticano impunemente la tortura su malcapitati cittadini che a volte perdono la vita a furia di pestaggi (Cucchi docet). Anche i medici non scherzano, quando usano il trattamento sanitario obbligatorio su inermi pazienti. Insomma, grazie a questa barbarie istituzionale, in Italia vige il reato di tortura a tutti gli effetti. In compenso, il codice penale di epoca fascista, riporta ancora la diffamazione a mezzo stampa per cui i giornalisti rischiano la galera. Non sarà un caso se l’Italia - sotto il tallone di Washington dal 1943 - è il fanalino di coda dell’Europa.  

«Quello che dobbiamo dire lo dobbiamo dire in Parlamento con il reato di tortura». L’8 aprile 2015 l’ineletto Matteo Renzi rispondeva così su twitter a chi gli chiedeva conto della condanna della Corte dei diritti umani di Strasburgo per i massacri polizieschi alla scuola Diaz durante il famigerato G8 di Genova nel 2001. Appunto: «tortura» secondo la corte europea di Strasburgo. Eppure, secondo la legge tricolore si trattava di reati di lesioni personali ormai prescritti. 

5.1.16

E' VOLATO VIA SABINO ACQUAVIVA: IL PADRE DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO




di Gianni Lannes

Il professore e amico, Sabino Acquaviva è scomparso. Era nato nel 1927 a Padova, ma la sua famiglia era originaria di Canosa in Puglia. E’ stato un sociologo attento e sensibile, al di sopra della media internazionale. Il mio primo ricordo da studente liceale è una conferenza di Acquaviva a Manfredonia, sulla contrastata idea - ostacolata tuttora dagli impuniti bonificatori della natura - di istituire il parco nazionale del Gargano. Quando la scorsa estate gli parlai ancora del Gargano, i suoi occhi si illuminarono di emozione. A lui devo la prefazione al mio ultimo libro pubblicato nel 2015: LA MONTAGNA PROFANATA, il suo testamento spirituale per la montagna del sole, da lui tanto amata e difesa. Ecco il testo:

di Sabino Acquaviva 

Questo libro è diverso. Infatti, di cosa si tratta? Di una denuncia? Del racconto di uno scempio con nomi e cognomi dei responsabili? Dell’attenta analisi della storia di un monumento? Di uno strumento che consenta di capire come l’ignoranza, l’indifferenza, gli interessi possano condurre alla distruzione di una realtà che fa parte del patrimonio dell’umanità? Di una implacabile critica di una maniera di fare politica? Di una testimonianza, come osserva Gianni Lannes, «dell’inflessibile volere del partito trasversale degli affari legati al mattone che distrugge con ferocia disinvoltura e cinico metodo ogni testimonianza dell’antichità?». Di tutto questo ed altro si tratta. Il presente è uno dei pochi libri scritti con il coraggio e l’onestà di chi vuole denunciare un delitto corale. Sì, perché questo non è il racconto della distruzione di un monumento ad opera di un singolo individuo. Allo scempio hanno partecipato istituzioni, individui, singoli, imprese di ogni tipo, persino molti di quanti sarebbero destinati a tutelarlo. Si capisce chiaramente che quanto è accaduto (e accade) è l’espressione di una cultura che ha devastato l’Italia e che, anche se parzialmente in declino, continua ad essere pericolosa e va tenuta sotto controllo. La devastazione subita dal Gargano nei decenni che stanno alle nostre spalle ci deve insegnare a vigilare. E vigilare significa anche condividere le battaglie dell’autore di questo libro, descrivere lo scempio, la sua storia, elevare la colonna infame che consenta di ricordare per sempre i barbari che hanno distrutto, spianato, ricostruito, sventrato, snaturato.