29.6.15

EUROPA: ECATOMBE NUCLEARE







di Gianni Lannes


Nel vecchio continente sotto il tallone di un arsenale atomico nordamericano, sembra non esserci scampo per aria, acqua, terra ed esseri viventi. Le prove scientifiche ufficiali abbondano, ma la gente è ignara del pericolo incombente anche perché la radioattività è invisibile. Il popolo italiano con ben due sovrani referendum si è espresso a maggioranza contro il nucleare (1987 e 2011), eppure a tutt'oggi le bonifiche affidate nel 1999 alla Sogin (ovvero ad una società dello Stato tricolore) latitano. 

Lo sfruttamento dell’energia atomica ha consentito soprattutto la produzione di plutonio per le bombe atomiche, mentre i pericolosi scarti sono ricaduti sull’ambiente e sui popoli. L’esempio più eclatante è quello della centrale di Latina a Borgo Sabotino: un impianto plutonigeno con un sistema operativo inglese di tipo Magnox.

26.6.15

BOMBARDAMENTO DI ASFALTO E CEMENTO NELLE MONTAGNE DEL VENETO



di Gianni Lannes



Si lamentano di Roma ladrona, ma fanno peggio i razzisti in poltrona del nordest e i soliti lacché del piddì. Abusi istituzionali, inganni economici e prevaricazioni dei partiti: pretesti per annientare il territorio italiano con arterie inutili. Insomma, profitti privati con denaro pubblico. Adesso le aree prescelte dalla devastazione affaristica giacciono nelle province di Vicenza e Treviso. Che fare? Mobilitazione permanente popolare.


PARLA IL BELPAESE: MA NON SIETE STANCHI, STUFI?





Ciao, mi chiamo Italia. Sono un paese nel Mediterraneo, considerato da molti uno dei luoghi più belli del pianeta. Per molto tempo sono stato il punto di riferimento della storia, della civiltà, della moda, del design, del cibo, della bella vita e di chissà quante altre cose di cui lentamente mi sono dimenticato. Posso farvi una domanda, da paese a cittadini in totale confidenza? Siate sinceri, però, almeno con voi stessi. Ma non siete stanchi, non siete stufi? Quante parole buttate al vento. Quante promesse mai mantenute. Quanto fiato sprecato e quanta frustrazione. 

23.6.15

MANFREDONIA: UN DEPOSITO COSTIERO DI GAS ESPLOSIVO!

di Gianni Lannes

Al peggio sembra non esserci mai fine. Non bastava il mega inceneritore di rifiuti della Marcegaglia - impiantato grazie alla compiacenza affaristica di destra, centro e sinistra - foraggiato con denaro pubblico, nonché la fabbrica annessa di ecoballe (cdr) (nonostante la raccolta differenziata di rifiuti urbani in Puglia e a maggior ragione in provincia di Foggia sia volutamente al palo), o la mancata bonifica integrale dell'Enichem. Adesso, in virtù di un'accozzaglia di politicanti locali e non, venduta al miglior offerente, riaffiora il micidiale progetto già arrestato in passato dell'Isosar, oggi Energas.
Proprio a ridosso dell'abitato, sarà allestito un mega deposito costiero di GPL (gas di petrolio liquefatto) con annesso gasdotto che, oltretutto, disintegrerà una delle zone archeologiche della città.
Tale impianto dell’Energas/Q8, da 60 milioni di litri di GPL, è uno dei più grandi d’Europa. Un chilogrammo di questo gas ha una capacità esplosiva pari a 10 volte quella del tritolo (comunemente usato in campo militare e civile per valutare la potenza degli ordigni in kilotoni, megatoni, eccetera). Nel previsto deposito Energas/Q8 sarebbe stoccata una quantità di gas pari a circa 30 milioni di chilogrammi, pari a una potenza di circa 300 kilotoni, in area a notevole rischio sismico e idrogeologico. Solo per fare un paragone: la bomba sganciata dallo zio Sam su Hiroshima durante la seconda guerra mondiale - che ha aperto la guerra fredda a Giappone ormai sconfitto - aveva una potenza di 13,5 kilotoni. Un fatale incidente porrebbe le condizioni per la distruzione pressoché totale di ogni forma di vita, nel raggio di cento chilometri. Ancora una volta prevarrà nell'antica Daunia, la solita inerzia generale della popolazione tradita dai parassiti della politica?

riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/04/italia-ultimo-atto.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/06/puglia-il-deposito-costiero-di-gas-gia.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=marcegaglia

16.6.15

L'UTOPIA DEL GARGANO

Gargano - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Lettera ai Garganici dall’Accademia nazionale dei Lincei (anno 1977)

Sto parlando in generale, ma queste righe sono per Voi, sono per il Gargano. Fate pure superstrade a destra e a sinistra, gettate spettacolari viadotti sulle valli, sforacchiate con bui cunicoli i monti che vi costringono ai lunghi giri delle vie medievali, le quali superavano zig-zagando gli ostacoli, ma offrivano in cambio, a ogni svolta, splendidi spettacoli di roccia e di mare; che scopo ha tutto ciò per voi? Arrivare più presto, mezz’ora o un’ora prima, in un dato luogo, quando il maggior tempo impiegato è un coefficiente attrattivo per giungervi?

Penso a quel controsenso Garganico che è Pugnochiuso e a tutte le conseguenze perniciose che sta arrecando all’ambiente… è stato concepito per voi?...

Voi avete nel Gargano uno scrigno prezioso che la speculazione ha già in parte inquinato. Speculazione torbida, ignorante e inutile in quanto effimera.

CEMENTO A TUTTO SPIANO NEL GARGANO



 
il mare di Calenella - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

 di Gianni Lannes


I soliti affaristi con codazzo di tecnici e miopi amministratori pubblici vorrebbero fagocitare una piccola cala dove la storia e la geologia si fondono armoniosamente fin dalla notte dei tempi. Ecco un’altra area naturale a rischio nella montagna del sole, dove gran parte dell’area costiera è stata privatizzata illecitamente, grazie alla tacita omertà della Capitaneria di Porto di Manfredonia, nonché alla connivenza affaristica degli enti locali.   

Nel nord del Gargano ricadente nell’agro di Vico del Gargano (area 2 del parco nazionale istituito nel 1991), c’è la baia di Calenella, tanto cara ad Andrea Pazienza, scampata miracolosamente alla speculazione edilizia, nonostante i furibondi tentativi di devastarla con il pretesto della cosiddetta “valorizzazione turistica”.

Ora i bonificatori della natura sono tornati alla carica. Infatti, nella nuova pianificazione urbanistica del comune vichese dove sono stati realizzati numerosissimi scempi impuniti, campeggia il progetto di un ennesimo mastodontico villaggio turistico. Proprio in loco, è stato previsto sul lato sinistro dell’insenatura marina, impedendo peraltro la visione del mare dall’entroterra, una gigantesca lottizzazione da 300 posti letto in costruzioni da un piano con un edificio centrale a due piani. La zona in attesa di cementificazione accelerata è a ridosso di due pregevoli siti archeologici noti dal secolo scorso e vincolati sulla carta: l’insediamento preistorico di Macchia di Mare di età neolitica, risalente al IV-III millennio avanti Cristo e la necropoli paleocristiana di Monte Pucci (Monte Orcio), su cui si staglia da ben 500 anni una torre di avvistamento costiero.

ILARIA ALPI: UCCISA DAL SISMI

Ilaria eMiran - foto di Raffaele Ciriello




di Gianni Lannes


Mi segnalano e leggo di castronerie inverosimili sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, da chi in Somalia non ha mai messo piede e non ha mai indagato sul campo, relativamente a questa esecuzione messa in atto per ordine dei servizi di sicurezza italiani per coprire il traffico di armi e rifiuti da Roma verso Mogadiscio, nonché l'ingente sperpero di denaro pubblico (alla voce "malacooperazione").

Se Ilaria il 20 marzo del '94 avesse dato in diretta al Tg3 - com'era in programma - la notizia della sua scoperta documentata e comprovata, come minimo il piduista Berlusconi non sarebbe mai stato eletto e la storia italiana recente avrebbe preso un'altra piega.




ITALIA: TRUFFA NUCLEARE!






di Gianni Lannes


Speculazione infinita, ma più di tutto pericolo radioattivo dilagante. I conti non tornano. Sogin attesta che:

«Il Deposito Nazionale è un infrastruttura ambientale di superficie dove mettere in totale sicurezza tutti i rifiuti radioattivi… Il Deposito è una struttura con barriere ingegneristiche e barriere naturali poste in serie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali e secondo i più recenti standard AIEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica) che consentirà la sistemazione definitiva di circa 75 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e lo stoccaggio temporaneo di circa 15 mila metri cubi di rifiuti ad alta attività».

In questo deposito definito impropriamente “unico”, quando in realtà ne esistono già una mezza dozzina definitivi, sparsi dal Piemonte alla Lucania, saranno conferiti rifiuti radioattivi di prima, seconda e terza categoria (ad alta attività, ovvero i più pericolosi), mentre nelle disposizioni dell’Ispra, vale a dire nella guida tecnica numero 29, si fa esplicito ed unico riferimento, soltanto ai «criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività». Vale a dire: hanno progettato un magazzino in superficie per le scorie meno pericolose, ma poi si stipano insieme anche quelle più pericolose. E per indorare la pillola, la Sogin ovvero lo Stato tricolore, chiama questo imbroglio, pagato dagli ignari contribuenti, addirittura “parco tecnologico”. Quanti soldoni pubblici ha dilapidato la Società Gestione Impianti Nucleari, dal 1999 ad oggi, senza ancora portare a compimento il suo compito istituzionale?
 

15.6.15

ITALIA: MENZOGNE NUCLEARI DELLO STATO TRICOLORE





di Gianni Lannes

Il vecchio adagio recita: le bugie hanno le gambe corte. Una cosa è certa: l’ennesima discarica atomica si farà nel Mezzogiorno. Il 16 giugno 2015, dopo un quarto di secolo, salvo ulteriori imprevisti,  il ministero dell’Ambiente renderà pubblica la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti nucleari.  Sogin dixit: «Il deposito unico se i tempi saranno rispettati sarà pronto per il 2024».

Ecco qualche incongruenza: intanto gli attuali depositi di scorie radioattive gestiti dalla Sogin sono più di una mezza dozzina, e saranno permanenti come le strutture delle cinque centrali nucleari esistenti in Italia (4 impianti civili ed uno militare sottoposto a segreto di Stato dal governo Berlusconi nel 2003). Di conseguenza, il prossimo cimitero nucleare non sarà affatto unico.

Inoltre, cosa ancora più grave che svela la magagna: ufficialmente in questo “deposito unico” saranno conferiti rifiuti radioattivi di prima, seconda e terza categoria (ovvero i più pericolosi), mentre nelle disposizioni dell’Ispra, vale a dire nella guida tecnica numero 29, si fa esplicito ed unico riferimento, soltanto ai “criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività».

OGM: SPERIMENTAZIONI SEGRETE IN ITALIA DAL 2000

14.6.15

IL POMODORO INDUSTRIALE MONSANTO IN PUGLIA


di Gianni Lannes


Bioterrorismo in sordina, mentre le autorità di controllo si girano come sempre dall'altra parte. La famigerata multinazionale punta dritto al più grande mercato di produzione italiana del pomodoro. E' un'invasione di piante da laboratorio, con tanto di brevetti a caro prezzo. Monsanto opera alacremente, anche in Puglia, propagandando e propinando i suoi “prodotti” da brevetto facendo leva sulla redditività, ma soprattutto sulla quantità. 

SOGIN: TRUFFA E PERICOLO NUCLEARE IN ITALIA



di Gianni Lannes

Dopo ben 16 anni la Società gestione impianti nucleari dello Stato (filiazione dell'Enel), non ha ancora adempiuto ai suoi compiti fondamentali, mentre cittadine e cittadini italiani pagano sulla bolletta elettrica i cosiddetti oneri nucleari ricaduti sul popolo italiano, unitamente ai rischi, ai pericoli e alle contaminazioni radioattive dilaganti, mentre i profitti sono stati incamerati da privati. A giorni, con un ritardo di appena 15 anni, sarà reso noto il sito prescelto dai soliti affaristi predatori di denaro pubblico, dell'ennesimo sito definito impropriamente "deposito unico" da adibire a discarica nucleare, a fronte dell'esistenza già di altri sette depositi radioattivi permanenti.





13.6.15

ULIVI, FITOFARMACI, DISCARICHE DI RIFIUTI, GUERRA BATTERIOLOGICA E IMBROGLI DI STATO





 di Gianni Lannes

Un’arma letale e insospettabile per aggredire un paese alleato e destabilizzare la sua economia agricola. Alla prova dei fatti la Xylella non c’è, non è mai apparsa in Europa. E latitano pure le prove scientifiche: il saggio di patogenicità. Eppure le autorità regionali e nazionali hanno minacciato di distruggere gli uliveti salentini, non si sa per miopia o calcolo speculativo, invece di attuare la bonifica delle aree inquinate dagli sversamenti ecomafiosi. Addirittura, il sedicente ecologista Nichi Vendola, in veste di governatore uscente ha paventato uno scenario da ecatombe. Per la cronaca documentata: Nicola Vendola da presidente della regione Puglia ha decretato aiuti economici, elargendo soldoni pubblici, a multinazionali di Big Pharma. 


Tre anni prima della scoperta ufficiale, andava già in onda in Puglia, un convegno in materia, con gli esperti nordamericani al soldo delle corporation ogm, che poi hanno dettato legge. 


 Salento (17 ottobre 2014): scie chimiche NATO - foto Andrea Mangia


Il sostituto procuratore di Lecce Elsa Valeria Mignone ha dichiarato: «L’Istituto agronomico mediterraneo, dove si è svolto il workshop del 2010 nel quale è stato portato il batterio da xylella per scopi scientifici, gode per legge di immunità assoluta e l’autorità giudiziaria non può andare a indagare».

 

12.6.15

XYLELLA: BIOTERRORISMO IN PUGLIA




Salento: uliveti integri


di Gianni Lannes


Un mistero? Macché, piuttosto un’emergenza infinita. Ecco come l’autorità inventa dal nulla un’epidemia inesistente mascherata dall’urgenza, ci specula sopra e tenta di distruggere milioni di alberi ed avvelenare una regione del Sud, per lasciare campo libero alla famigerata Monsanto che nel 2008 ha rilevato l’azienda brasiliana Alellyx S.A. di untori programmati. Addirittura, nel provvedimento del 10 febbraio 2015, il consiglio dei ministri ha certificato il falso.





I fatti. Dunque, nel 2010 l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Valenzano (in provincia di Bari) organizza un convegno dal titolo “Phytosanitary Workshop on the Quarantine Pathogen Xylella fastidiosa”. Per la prima volta in Europa viene introdotto questo batterio - a scopo didattico - originario dell’America (in particolare della California) che attacca alcune piante. E’ veicolata da un insetto, la cicalina (Homalodisca). Per alcuni è la causa principale di quello che è stato definito con l’acronimo “codiro”, ovvero: complesso del disseccamento rapido dell’olivo. In realtà, è una denominazione inventata per l’occasione. 


11.6.15

LA DISCARICA BELLICA DELL'EUROPA


di Gianni Lannes


Un gigantesco affare sulla pelle della popolazione italiana, in barba alla sicurezza della salute pubblica. Il territorio prescelto per il "deposito unico" di scorie nucleari - sulla testa di cittadine e cittadini, in palese violazione della Convenzione europea di Aarhus del 1998 (ratificata dalla legge italiana 108 del 2001) - non presenta rischi sismici e ha una bassa densità abitativa. Inoltre, è sede dei più grandi poligoni militari d'Europa, dove le multinazionali della guerra da mezzo secolo sperimentano ordigni d'ogni genere. In sostanza, da tempo hanno già deciso dove impiantare l'ennesima discarica nucleare. E fra qualche giorno - con un ritardo di appena 15 anni - manderanno in onda la solita farsa. Infatti, i depositi già esistenti di scorie radioattive passati sotto il controllo della Sogin - dal Piemonte alla Lucania - sono in realtà a tempo indeterminato. Quindi, l'Italia non avrà un deposito unico, bensì una decina, incluse le cinque centrali nucleari (quattro civili ed una militare).

10.6.15

APPROVATA DALLA CAMERA LA LEGGE EUROPEA: ADDIO ITALIA!


di Gianni Lannes

Sovranità svenduta, ossia sovranità perduta. Dopo aver stracciato la Costituzione repubblicana con l'approvazione del trattato di Lisbona (firmato da Prodi e D'Alema nel 2007, entrato in vigore nel 2009) ecco cosa ha combinato oggi - nella disattenzione generale di un un belpaese in agonia - la camera degli onorevoli abusivi (in base alla sentenza della Corte costituzionale numero 1 del 2014 ed alla successiva conferma della Cassazione). 

9.6.15

L’ANIMA DEL MIO GARGANO*





di Andrea Pazienza

Sull’asfalto delle tue autostrade
Non tutto il sangue si è già rappreso
verde di chiesa odore di mare
di dolce pietra dal cuore disteso
Spiaggia che muore in mezzo al grano
vecchia pineta dal fondo parlante in una mano
Amore sacro di donna velata
dolce mammella della mia amata
Strano paese vestito a lutto
strana la gente
strano che tutto sia così strano
ma questa è l’anima del mio Gargano
Clientelismo e speculazione
di abigeato di muore ancora
per l’amore violato
per l’amore di qualche signora
Strano paese vestito a lutto
strana la gente che strano che tutto sia così strano
ma questa è l’anima del mio Gargano
Abusivismo e contrabbando
sono le colpe ma non il peccato
Chi non ha casa la costruisce
No, non è reato!

L’ARTE DI ANDREA PAZIENZA

Andrea Pazienza - foto di Isabella Damiani


di Gianni Lannes



«La pazienza ha un limite, pazienza no!». Era questo il modo con cui Andrea Pazienza descriveva se stesso e le sue storie, ed è questa l’unità di misura delle opere che l’hanno consacrato come uno dei più grandi talenti del mondo del fumetto.


«Mi chiamo Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, ho ventiquattro anni, sono alto un metro e ottantasei centimetri e peso settantacinque chili. Sono nato a San Benedetto del Tronto, mio padre è pugliese…».



Amava il Gargano, dove l'ho conosciuto. E’ volato via il 16 giugno 1988. Ci manca maledettamente. I suoi fumetti possono far piangere dal ridere, riempirci di malinconia, atterrirci, farci ridacchiare, colmarci di complicità, sorprenderci, farci arrabbiare, disperarci, ma soprattutto inondarci di  una sincerità assoluta, esplosiva, meravigliosa.
 
«Dedicato a tutti quelli che avevano vent’anni nel 1977. E che ora ne hanno diciotto» parola di Andrea Pazienza.

SCIE BELLICHE: BREVETTI NASA, RAYTHEON, EFFETTI LETALI...

 foto tratta dal sito online Raytheon

di Gianni Lannes



Brevetti, licenze, contratti, nonché irrorazioni a profusione sui centri abitati; insomma prove evidenti. Oggi chi non vuol vedere fa finta di niente, mentre il governo United States of America attenta ogni giorno alla vita di milioni di persone.



Le scie chimiche (chemtrails) rilasciano nell’aria, al fine di controllare il clima, unitamente a dei polimeri, nanoparticelle di metalli, come alluminio, bario e stronzio. Gli effetti? Malattie neurodegenerative, ma non solo.

8.6.15

MANIPOLARE I BAMBINI PER SOTTOMETTERE UNA GENERAZIONE!


CACCIABOMBARDIERI NUCLEARI ANCHE ALL'ITALIA

 
F-35: ENTRO IL 2019 SARANNO CONSEGNATI 94 CACCIA PER I TEST

La US Navy ha staccato un assegno di 920 milioni di dollari a Lockheed Martin per destinare 94 F-35 Joint Strike Fighter a test di produzione. I test saranno condotti dagli Stati Uniti e da diversi paesi stranieri. E’ quanto scrivono dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. "Il contratto di acquisizione del valore di 920.350.132 dollari, prevede materiali, parti di ricambio e componenti per la fabbricazione (a basso tasso di produzione) e la consegna dei 94 F-35 Lightning II”. Cinquantacinque velivoli andranno alla US Navy ed al Corpo dei Marine. Gli altri caccia saranno divisi tra Australia, Norvegia, Italia, Regno Unito e Turchia.

fonte:

7.6.15

MERKEL: "100 MILIARDI DI DOLLARI PER ALTERARE IL CLIMA"

di Gianni Lannes


Frau Merkel, l'obesa cancelliera teutonica ha lanciato un appello al G7: "100 miliardi di dollari per il cambiamento climatico nei paesi poveri". Traduzione simultanea per le cavie italidiote e i negazionisti dementi: indurre ancora di più modificazioni artificiali del clima.


5.6.15

ITALIA: DOVE VANNO A FINIRE I RIFIUTI RADIOATTIVI MILITARI?


San Piero a Grado (Pisa): Centrale nucleare militare - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes


Nel belpaese sono state impiantate ben 5 centrali nucleari, non soltanto quattro civili (a tutt'oggi non ancora bonificate dalla Sogin Spa). La centrale nucleare del ministero della Difesa è a San Pietro a Grado, in riva al Tirreno, precisamente nel parco di Migliorino San Rossore. Ho visitato il Camen, Cresam, oggi Cisam ed ho scoperto che il reattore Galilei è stato disattivato, ma ha prodotto scorie ad alta attività solide, liquide ed aeriformi, scaricate impunemente nell’ambiente: interrate nella pineta nel primo caso, sversate in mare, ed infine immesse nell’atmosfera. Non è tutto: in loco sono state condotte numerose sperimentazioni segrete.


  foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


Che fine fanno i rifiuti radioattivi prodotti dalle forze armate tricolori e da quelle nordamericane? Ma, soprattutto che impatto hanno questi pericolosi rifiuti sull'ecosistema e sulla salute della popolazione italiana? Chi vigila sulla sicurezza delle procedure di smaltimento? Risposta? Nessuno. Da Aviano a Sigonella, transitando per Livorno (Camp Darby) e Vicenza. Per non dire dell'inquinamento radioattivo scientificamente accertato nell'arcipelago della Maddalena (parco marino di carta velina) che ha ospitato sull'isola di Santo Stefano dal 1972 fino all'avvento del governatore Soru, i sommergibili a propulsione ed armamento nucleare della sesta flotta USA. E ancora: come mai proprio ed esclusivamente in quest'area della Sardegna, nascono da decenni bambini con gravissime malformazioni congenite? E perché nella Sicilia orientale il tasso di leucemie fulminanti che colpisce i bimbi in zone non industriali, ovvero nei paesi limitrofi alla base aeronavale USA di Sigonella - come hanno accertato alcuni studi epidemiologici dell'Asl 8 di Siracusa - sono i più elevati d'Europa?

4.6.15

URANIO IMPOVERITO: LE MENZOGNE DEL MINISTRO MATTARELLA, I MILITARI ITALIANI MORTI E MALATI DI CANCRO





di Gianni Lannes


Per non dimenticare e rinfrescare la memoria allucinata a qualche caporione avariato. Allora, il governo italiano ha sempre negato l’evidenza, compreso l'attuale capo dello Stato Mattarella. E quando alla fine degli anni '90, dopo che i governi italidioti avevano autorizzato i bombardamenti della Jugoslavia non solo della NATO ma anche da parte del sesto stormo AMI di stanza a Ghedi, pochi giornalisti osavano andare contro corrente - come adesso per la guerra ambientale non convenzionale - e venivano etichettati per anti-yankee. A "babbo morto", si è giunti qualche giorno fa, all'ennesima sentenza di condanna del ministero della guerra tricolore.

Uranio impoverito e tumori dei soldati, "nesso certo". La "Sindrome dei Balcani" ha un colpevole. Si conferma la strada del risarcimento per i militari che si sono ammalati al ritorno dalle missioni in Iraq, Balcani, Afghanistan e Libano. La sentenza della Corte d'Appello di Roma sul caso di un sottufficiale morto di cancro dopo la missione in Kosovo. La causa è l'esposizione all'uranio, l'effetto l'insorgenza di tumori. E' una sentenza storica quella emessa, a carico del ministero della Difesa, dalla Corte d'appello di Roma in cui viene decretata la "inequivocabile certezza" del nesso causale tra espo­si­zione a ura­nio impo­ve­rito e insor­genza di malattie tumorali.  

Salvatore Vacca, ad appena 23 anni muore di leucemia all’ospedale oncologico di Cagliari il 9 settembre 1999. Il caporal maggiore nativo di Nuxis era stato inviato in missione di guerra (151° Reggimento fanteria della brigata Sassari) nella Bosnia dal novembre 1998 al 12 aprile 1999. Questo è il primo nome iscritto nella lunga lista di vittime civili e militari della cosiddetta “sindrome dei Balcani”. Della serie: quando uno Stato fa ammalare e morire i suoi militari. Dal 1999 al 2001 è stato ministro della Difesa sotto i governi D’Alema e Amato, tale Sergio Mattarella, attuale capo del Quirinale (eletto da un parlamento di abusivi, almeno secondo il pronunciamento della Corte costituzionale numero 1 dell’anno 2014). Sia lo Stato maggiore della difesa sia i governi tricolore sapevano di tali pericoli, eppure nessuno si è premurato di avvertire i giovani soldati italiani, spediti in una finta missione di pace. 

3.6.15

LA GUERRA MONDIALE DEL CLIMA!

 Italia: irrorazione di scie chimiche NATO sui centri abitati




di Gianni Lannes
           

Eventi naturali? Un tornado, un alluvione, un terremoto: attenzione, sempre più spesso non è stata madre natura a provocarli. Il cielo blu è diventato grigio per mano dell’uomo armato contro i suoi simili.  Raytheon, Pentagono, Nasa, Weather Modification Association, Hughes Aircraft Company, Welsbach, Nato: ai comuni mortali i predetti nomi non dicono niente. Eppure, ogni singolo essere umano che ama la vita dovrebbe informarsi sui programmi militari e scientifici - di modificazione dell’atmosfera e del clima - in atto da almeno tre lustri. I fatti concreti sono i brevetti depositati negli Stati Uniti d’America, le licenze, i contratti, ma soprattutto l’osservazione diretta del cielo e dell’orizzonte urbano e territoriale. La modificazione climatica è ormai divenuta un’arma insospettabile, a partire dalla modificazione della magnetosfera mediante onde elettromagnetiche, in particolare le onde Elf (a bassissima frequenza). Oggi la manipolazione militare del clima è un fatto incontrovertibile, non a caso dal 1978 è in vigore a livello internazionale la convenzione Enmod (che vieta sulla carta il dispiego di tali tecniche belliche).