30.4.14

NOCIVITA': STRATEGIA GLOBALE DI DOMINIO

di Gianni Lannes 

Il male invisibile è sempre più tangibile: la nocività come strategia globale di dominio. Prendiamo le scie chimiche: oggi diversi testimoni oculari dalla Puglia e dalla Sardegna hanno segnalato il grave fenomeno. Dalle immagini si evincono in cielo delle griglie, ordite dai velivoli militari che irrorano di sostanze tossiche costantemente i centri abitati con il beneplacito del governo Renzi (quel montato dal sistema che ha minacciato trattamenti sanitari obbligatori a chi segnale le scie chimiche) imposto dal capo abusivo dello Stato. 

E’ in atto un progetto globale, non si tratta di avvistamenti sporadici o disorganizzati, bensì ben pianificati dalla NATO e dall’Aeronautica militare tricolore.
Quali conseguenze? L’invadenza militare è un tumore che genera metastasi reali nella disattenta popolazione. Le basi della guerra sono ormai dentro casa, anzi dentro gli umani che il sistema di potere dominante pretende ammalati e schiavi. Si è in balìa dell’industria della sofferenza: armi e medicinali.

NEMESI MEDICA




di Ivan Illich*

La iatrogenesi è clinica quando il dolore, la malattia e la morte sono il frutto di cure mediche; è sociale quando le politiche sanitarie rafforzano un'organizzazione industriale che genera malessere; è culturale e simbolica quando un comportamento e una serie di illusioni promossi dalla medicina restringono l'autonomia vitale degli individui insidiando la loro capacità di crescere, di aver cura l'uno dell'altro e di invecchiare, o quando l'intervento medico mutila le possibilità personali di far fronte al dolore, all'invalidità, all'angoscia e alla morte.

*tratto dal libro: Medical nemesis, 1976

PENSIERO COME UOMO E MEDICO

 

Preg.mo Dott. Gianni Lannes le invio un piccolo pensiero scritto come uomo e medico sempre (dilettante ma sincero) in cerca delle verità . Trovo nella Sua figura e nel suo coraggio di persona autentica e sincera l'entusiasmo  di trasmettere ad altri quanto di verità e conoscenza  Lei stia pubblicando. Distinti saluti Franco Giusto

di Franco Giusto

La ricerca della verità per quanto ci accade nella vita è sempre stato un istinto primordiale per l'uomo. Ma adesso nella confusione morale e istituzionale che stiamo vivendo coloro che cercano disinteressatamente le verità (giornalisti investigativi, persone oneste ) vengono trattati come sovversivi poichè smascherano gli sporchi intrallazzi e le bugie di coloro che gestiscono i poteri del mondo. Come medico osservo sempre che la maggior parte delle malattie gravi riconoscono una causa che definiamo sconosciuta o altrimenti idiopatica o autoimmune; la ricerca per molte di loro è sempre ferma al palo. Come mai ? Ci limitiamo a curarne i sintomi con benefici più o mano lunghi nel tempo. Coloro che oggi sentenziano a livello scientifico che certi alimenti, farmaci o inquinamenti facilitano l'insorgenza di gravi malattie ( a ragione), spesso sono gli stessi che però  hanno ricevuto direttamente o per vie traverse cospicui incentivi economici dalle stesse case farmaceutiche che si arricchiscono per il persistere delle malattie o società che inquinano senza scrupoli. In queste situazioni quindi molto ingarbugliate, ognuno di noi può portare un piccolo contributo alla verità, con un pò di coraggio e secondo coscienza, al fine di migliorare il mondo che stiamo maltrattando. Senza aspettare sempre che qualcuno suoni per noi la campanella della nostra coscienza per svegliarci dall'intorpidimento mentale , morale e conoscitivo in cui ci stanno esiliando. 

UN ALTRO PESCHERECCIO ITALIANO AFFONDATO DA UN SOMMERGIBILE UNITED STATES OF AMERICA







     «Affondati da un sottomarino», racconto choc del sopravvissuto

Al processo sulla tragedia di Vada dove morirono due persone parla Roberto Caddeo: ci siamo incagliati e non riuscivamo più a liberarci


di Federico Lazzotti

    Tragedia di Vada, trovato il corpo del disperso
    Il comandante intrappolato nella cabina

LIVORNO. «Siamo stati trascinati a fondo da una forza enorme. Io non ho le prove. Ma ci ho pensato per settimane, ho parlato con i vecchi marinai. E sono arrivato alla conclusione che il peschereccio Santa Lucia II sia stato tirato a fondo da un sommergibile. Sì, un sommergibile al quale eravamo rimasti attaccati con i divergenti delle reti a strascico. Solo così è possibile spiegare il macello che è successo sulle secche di Vada in una giornata di bonaccia come quella».

Roberto Caddeo, 50 anni, professione pescatore, è l’unico superstite del naufragio di Vada, la tragedia avvenuta la mattina dell’11 gennaio 2012 nella quale hanno perso la vita Silverio e Davide Curcio rispettivamente proprietario e comandante della Santa Lucia II. Mentre racconta i momenti in cui il peschereccio si è ribaltato prima di colare a picco, a 70 metri di profondità, chiude gli occhi.

Al processo che si è aperto al tribunale di Livorno davanti al giudice Angelo Perrone, l’unico imputato con l’accusa di omicidio colposo è Agostino Mennella, 49 anni, legale rappresentante della Cooperativa Pescatori “Azimut” della quale faceva parte l’imbarcazione naufragata. Le accuse nei confronti dell’armatore riguardano presunte irregolarità nell’attuazione del piano di sicurezza a bordo.

Eppure l’ipotesi del sommergibile era stata ventilata anche nei giorni successivi al naufragio, ma non era mai stata confermata, tanto che il perito nominato dalla Procura nella relazione ha scritto che si è trattato di un problema di sicurezza, perché «il piano non avrebbe disposto le procedure da attuare a bordo nel caso l’imbarcazione si fosse incagliata».

fonte:



riferimenti:

ITALIA: 'NDRANGHETA NUCLEARE

centrale nucleare di Caorso: decommissioning Sogin affidato alla Eco.ge di Mamone


di Gianni Lannes



Nel 2007 avevo chiesto alla Sogin (una società controllata dal ministero del Tesoro, ovvero di proprietà dello Stato), incaricata di bonificare il nucleare civile in Italia, di poter visitare la centrale di Caorso. Dopo un anno di attesa non ha avuto alcuna risposta. Così nel 2008 ho fatto visita per conto mio all'impianto nucleare. In ragione dell'insopprimibile diritto di cronaca sono entrato all'interno del centro nucleare, nonostante la stretta vigilanza di questo sito sensibile (così come stabilito dal primo ministro Berlusconi 11 anni fa). Infatti con un decreto del 14 febbraio 2003, il presidente del consiglio (tessera P 2 numero 1816), dichiara lo stato di emergenza per il nucleare in Italia e fornisce al generale di corpo d’armata Carlo Jean (collaboratore dell’Aspen Institute: una costola del Bilderberg di David Rockefeller ed Henry Kissinger) i poteri speciali di commissario straordinario. Il provvedimento viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 12 marzo 2003, numero 59. Con questo e con successivi provvedimenti (decisamente illegali ed anticostituzionali) il generale Jean presidente della Sogin, riceve i poteri necessari a violare ben 21 tra leggi, decreti ministeriali e circolari in materia di tutela dell’ambiente. Poteri degni di uno stato di guerra, ma in tempo di pace. 

Dunque, scavando ho scoperto casualmente che la Sogin aveva affidato a trattativa privata, senza gara d'appalto, il primo decomissioning alla ditta ECO.GE dei Mamone. Sollecitato da Salvatore Borsellino ho denunciato pubblicamente la situazione durante un incontro pubblico affollatissimo a Palermo, nel corso di un'iniziativa per commemorare Paolo Borsellino. In tale occasione né i parlamentari presenti, Giuseppe Lumia, Antonio Di Pietro, Sonia Alfano, né i giornalisti come Peter Gomez e tanti altri presenti hanno sentito ragione, alla stregua dell'intero cortiletto giornalistico italidiota. Tutti ma proprio tutti si sono girati dall'altra parte. Ergo: la lotta alla mafia nel belpaese è solo di facciata, come attestano 70 anni di crimini impuniti, nonché l'eliminazione cruenta di poeti, magistrati, giornalisti, poliziotti, carabinieri, finanzieri, imprenditori e qualche raro politico che hanno osato combattere questo fenomeno radicato nei gangli dello Stato tricolore. Questa, però, è un'altra storia.

Allora, per tornare al reattore Arturo, ne ho chiesto direttamente conto alla Sogin, e il dirigente Sabatini Scalmati ha avuto la sfacciataggine di consigliarmi il riserbo assoluto sulla vicenda. Invece di farmi "gli affari miei" come la stragrande maggioranza di italiani e italiane, ho verbalizzato la scoperta ufficialmente al tenente dei carabinieri del NOE di Roma Vincenzo Scarfogliero, alla presenza del mio avvocato di fiducia e di due sottufficiali dell'Arma, accompagnato dai miei due agenti di scorta della Polizia di Stato. Inoltre, ho fornito utili informazioni alla Procura della Repubblica di Piacenza, nonché alla Procura della Repubblica di Palermo e a un magistrato della Procura nazionale antimafia.

In compenso ho subito una serie di attentati e ho guadagnato minacce di morte alla mia famiglia. Dulcis in fundo: ho perso anche il lavoro e la relativa protezione dello Stato (i miei "angeli custodi" della Polizia di Stato sono stati trasferiti ingiustamente ad incarichi punitivi).

Ecco cosa attesta già nel 2002 la Direzione Investigativa Antimafia (DIA), sul conto dei Mamone e sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Liguria, e in tutto il Settentrione d'Italia, anche nelle cosiddette "bonifiche ambientali" in Emilia Romagna.









PUGLIA, 30 APRILE 2014: IRRORAZIONE CHIMICA DEI CENTRI ABITATI CON VELENI MILITARI

PUGLIA NORD (30APRILE 2014, ORE 07.36): SCIE CHIMICHE MILITARI - foto Nicoletta D'Errico

di  Nicoletta D'Errico  Anna Ricci   Maria Russo  Lucia Tozzi  Stefania Esposito Antonietta Spagnuolo


Anche stamattina come quasi ogni giorno, aerei a bassa quota hanno scaricato gas sui centri abitati. Il cielo era terso fino all'arrivo dei velivoli "fantasma", in mezz'ora è diventato una griglia grigiastra. Dalle ore 7:30 alle ore 8 odierne, come da attestazione dell'Enac e dell'Enav, in questa zona del Tavoliere di Puglia non sono transitati aerei civili di linea. Come mamme siamo preoccupate soprattutto per la salute dei nostri figli che, tutti indistintamente, soffrono di asma bronchiale, irritazioni oculari e complicazioni respiratorie, acuite da questa strana aerosolterapia coattiva. In questo territorio non esistono fabbriche chimiche. Nessuna autorità di governo nazionale e locale ha finora dato spiegazioni su questo preoccupante fenomeno che va avanti da 12 anni.

 PUGLIA NORD (30APRILE 2014, ORE 08.07): SCIE CHIMICHE MILITARI - foto Nicoletta D'Errico

29.4.14

IN EUROPA ARSENICO NEL CIBO E NELL’ACQUA DA BERE








di Gianni Lannes


Il 26 settembre 1976 a Manfredonia, in Puglia, nel petrolchimico Anic-Enichem, a causa di un’improvvisa esplosione, una nube di arsenico fuoriuscì dallo stabilimento contaminando la città e il territorio. Soltanto il 10 gennaio dell’anno 2000 lo Stato italiano ha inserito l'area sipontina nel programma nazionale di bonifica (decreto ministero ambiente 468/2001 - Gazzetta Ufficiale 16 gennaio 2002 - serie generale). A tutt’oggi, invece di sanare, lo stesso Stato tricolore, grazie al contratto d’area di Romano Prodi e ai politicanti venduti (centro, destra e sinistra), ha consentito ad alcuni prenditori come Sangalli (fabbrica di vetro) e Marcegaglia (inceneritore di rifiuti) di intascare denaro pubblico per inquinare ancora con impianti insalubri a rischio di incidente rilevante (ai sensi delle direttive Seveso). 

Oggi, quel tipo di inquinamento interessa gran parte del vecchio continente. Infatti, l’European Food Safety Authority (EFSA) di recente ha pubblicato un rapporto sulla presenza di arsenico negli alimenti in vendita in Europa che arrivano sulle tavole degli ignari consumatori. Attenzione a quantità e concentrazioni: nei primi 3 anni di vita contribuiscono maggiormente all’esposizione ad arsenico il latte e i latticini, l’acqua da bere, i cereali e gli alimenti per l’infanzia.


EFFETTO DIOSSINA: I MUTANTI DI SEVESO





 di Gianni Lannes


L’opinione pubblica italiana scopre - ma in superficie - la tossicità delle diossine soltanto il 10 luglio 1976 quando, a Seveso, scoppia un reattore adibito alla produzione di triclorofenolo e dallo stabilimento Icmesa della multinazionale svizzera Hoffmann La Roche si leva nell'aria un’enorme nube tossica che avvelena popolazione e ambiente di un vasto territorio della Lombardia.

Da parte del governo tricolore seguirono come sempre numerose menzogne, molte rassicurazioni e tanti silenzi.  




La 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina, spesso indicata con l'abbreviazione TCDD o come diossina Seveso, è la più nota e pericolosa delle 200 e passa diossine attualmente note.

Sulle donne di Seveso questa famigerata diossina ha colpito più duro: da una ricerca pubblicata 20 anni fa dalla rivista scientifica The Lancet risulta che la popolazione femminile in media ha nel sangue tre volte più TCDD che i maschi. La scoperta più sorprendente è datata 1996 e getta una luce inquietante sugli effetti della diossina. Nel periodo 1977-1984 da coppie di genitori esposti alla nube tossica sono nate 48 femmine ogni 26 maschi. Troppe, se si considera che il normale rapporto tra i sessi alla nascita è di 100 femmine ogni 106 maschi. E nessuno sa perché. I biologi dell’università di Pavia, hanno cercato la diossina nei topi e hanno però trovato qualcosa di diverso. Esaminando i loro cromosomi, hanno notato che erano diversi, era nato un nuovo ibrido, un topo mutante.

27.4.14

GERMANIA, FRANCIA, SVIZZERA E BELGIO HANNO GIA' SCARICATO SCORIE NUCLEARI IN ITALIA

 Italia del Sud: rifiuti radioattivi stranieri abbandonati - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes


I governanti telecomandati dell'Europa ci tengono a madre Natura. Addirittura qualche giorno fa hanno festeggiato il giorno della Terra. Sicuramente l’Italia sarebbe ancora un giardino terrestre senza l’Europa degli affari sulla pelle dei popoli, soprattutto senza la casta dei parassiti politicanti. Il 25  maggio prossimo votateli tutti questi criminali da spazzare via! E non dimenticate, che grazie ai governi tricolore, il nostro Paese è già pieno di scorie radioattive di provenienza straniera che non hanno risparmiato i mari e le campagne del Meridione. Il paradosso è che le persone sono talmente lobotomizzate che neanche i malati di cancro protestano più; e i giovani, purtroppo, non sono da meno. Se non ci concretizzerà una vera ribellione adesso, non ci sarà futuro per la stragrande maggioranza della popolazione dello Stivale.

  Italia del Sud: rifiuti radioattivi stranieri abbandonati - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)