28.2.14

LO SPETTACOLO DEI PADRONI D'ITALIA





di William

Va bè, lo ammetto, mi diverto un sacco quando dal cilindro esce il coniglio a 5 stelle … a quanto pare non sono il solo... 

Dunque, dove eravamo rimasti? ah, ecco, lo zio Sam, col suo ditone e il cilindro a stelle e strisce che da almeno 70 anni (ma credo che subdolamente anche da prima) ci scrive il copione, o meglio, lo scrive per gli attori sul palcoscenico che recitano per nostro diletto.

Quindi tralascio per carità cristiana l’evocazione delle stragi, depistaggi, compravendite, ribaltamenti, accordi sotterranei, infiltrazioni di servizi segreti che ci hanno tenuto compagnia per questi lunghi 70 anni e mi limito ad osservare i movimenti degli ultimi mesi.

Il produttore di Washington deve essersi accorto che la plebaglia italica si stava annoiando e ha pensato di dare il via ad un nuovo serial con relativo rimescolamento delle parti e nuove trame per tenere inchiodato il pubblico alla poltrona.
Ha fatto “scindere” una delle due parti della commedia, quella che in vulgo viene chiamata destra , assicurandosi che la costola che si andava a staccare garantisse un adeguato numero di parlamentari per sostenere l’attore principale che avrebbe guidato la compagnia.

MOVIMENTO 5 STELLE SOTTO PADRONE: ECCO GLI ATTI NOTARILI DI GRILLO




di Gianni Lannes



Turlupinare il prossimo, manipolare le docili masse, cavalcare il malcontento popolare, osteggiare il dissenso critico, offendere violentemente i giornalisti, evitare il contraddittorio pubblico, eccetera, eccetera, eccetera.

Pifferai e specchietti per le allodole. In Italia non si era mai visto, almeno dal secondo dopoguerra, un partito con un padrone con tanto di atto notarile. Ecco a voi il ragionier Giuseppe Piero Grillo, alias Beppe Grillo. Lo spettacolo della democrazia ormai è stato avvilito ad una farsa della peggior scena. Tra l'altro Grillo, non ha mai rivelato il succo dell'incontro a Roma (ottobre 2008) nella sede diplomatica di via Veneto, con l'ambasciatore Spogli. Quella colazione targata Washington con l'emissario dello zio Sam è stata forse propedeutica alla nascita di M5S? A proposito chi ha procurato il contatto con l'ambasciatore? Si è fatto vivo Ronald o ha telefonato Enrico da Milano? E i parlamentari in gita premio al costruendo Muos in Sicilia?


25.2.14

DISTRUZIONI ECOLOGICHE E DISTRAZIONI DI MASSA

Acqua: il principio della vita - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes

Più mi addentro nella conoscenza degli esseri umani e più amo gli animali e le piante. L’aver considerato per millenni madre Natura come un oggetto incontrastato di dominio disumano, averla sfruttata, violentata, manomessa, depredata, avvilita, dimenticando di esserne parte, significa rischiare adesso la fine insieme ad essa?

E la minaccia è talmente concreta, e così fragili sembrano le possibilità di evitarla, che l’angoscia diviene insopportabile e per difendersene non resta che ignorarla e rimuoverla. Alla voce: sottovalutazione collettiva del problema di sopravvivenza del genere umano. Perché Gaia è un essere vivente che, nonostante le ferite inferte dalla bestia umana, vivrà comunque.

Allora, non lasciatevi turlupinare dagli esperti di turno. Non esiste alcun debito economico dei popoli della Terra, bensì etico con chi ci ha dato la vita. Non è una questione economica, bensì esclusivamente ecologica. Altro che moneta. In occidente gli individui diventano sempre più automi prigionieri di compartimenti stagni, senza alcun contatto reale con gli ecosistemi naturali. Insomma, sempre meno persone, dotate di anima, cuore e intelligenza. Quanti sanno cos'è la carezza del vento in montagna o l'abbraccio del mare, oppure la vita nei fondali marini? Quanti hanno mai udito dal vivo i suoni di un bosco o ammirato i colori dell'alba? Ma che diamine di vita è quella che viene somministrata dalla più tenera età, a livello uniformato e standardizzato su misura di ingordi consumatori? Gli umani si rapportano sempre più gli uni agli altri come oggetti, ossia merci. Spezziamo il sortilegio. Se non invertiremo subito la rotta a 360 gradi il destino sarà segnato dall’estinzione. La prima rivoluzione è interiore: il cambiamento è sepolto proprio dentro di noi, come il nostro più irriducibile nemico.

CACCIA AGLI IDROCARBURI: ASSALTO AL MAR JONIO

Italia: inquinamento da idrocarburi - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes


Mentre lo specchietto per le allodole Renzi distrae la gran massa di italidioti già inebetita da Berlusconi, Prodi, Napolitano, Monti, Letta e Grillo, c'è più di qualche potentato straniero che viene a rubare le nostre risorse naturali distruggendo gli ecosistemi marini.

In prima fila c’è la famigerata Shell, assurta alle cronache planetarie per i disastri ambientali provocati in mezzo mondo: dal delta del Niger al Golfo del Messico (solo per limitarci agli esempi più eclatanti). Forse meno nota per il diretto convolgimento nel traffico di armi, nelle guerre (vedi Iraq), nonché nella sopraffazione e nella violenza contro i popoli autoctoni (Ogoni in Nigeria).

Grazie ad una legislazione italiana appositamente malleabile, dopo il mar Adriatico le multinazionali petrolifere spostano la loro bramosia sullo Jonio. Gli ultimi dati pubblicati dall’Unmig (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse) confermano che sono ben 9 le nuove istanze di permesso di ricerca di idrocarburi avanzate da Northern Petroleum (4), Shell (2), Eni (1), Enel Longanesi Developments (1) e dalla coppia Nautical Petroleum e Transunion Petroleum Italia (1), alcune in concorrenza tra di loro. Per un totale di circa 4.500 chilometri quadrati.

24.2.14

L'UNICO DEBITO E' ECOLOGICO

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



di Gianni Lannes



La crisi non è economica bensì etica, o meglio ecologica. L'unico debito che abbiamo è con madre Natura. Le nostre risorse fondamentali sono intelligenza, creatività, storia, geografia, bellezza, cultura, ingegno, tradizioni. Guardiamo al passato per edificare su solide basi morali il presente, e regalare alle generazioni che verranno un futuro in equilibrio con la vita pulsante dell'universo.

23.2.14

L'ITALIA CHE VERRA'


 
foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes


L’Italia non è indipendente né libera. La Costituzione repubblicana del 1948 è stata stracciata dal Trattato di Lisbona, firmato da Prodi e D'Alema nel 2007, entrato in vigore nel 2009. I governanti non sono espressione della volontà popolare, bensì di potentati stranieri. Hanno rubato anche i sogni dei giovani.

Come aveva intuito tempo fa, Giorgio Gaber, il problema non è destra, sinistra o centro, ma il sistema di potere che domina lo Stivale al di sopra dei partiti che pure hanno occupato illegalmente lo Stato. L’aveva denunciato anche Enrico Berlinguer in un’intervista a Scalfari nel 1981: “i partiti hanno occupato lo Stato”.  

Il popolo italiano è stato espropriato di ogni sovranità. Ci trattano come analfabeti: al massimo possiamo esprimere una croce per candidati imposti dall’alto. E poi ci distraggono continuamente. Sudiamo fatica e sangue per mantenere una pletora di sanguisughe che dettano legge e pretendono ad ogni costo di rappresentarci. Questi parassiti ci costano annualmente circa 25 miliardi di euro. 

Il nostro Paese ha bisogno di una rivoluzione, altro che riforme di facciata. Una rivolta sacrosanta apre solo la resa dei conti; attenzione, però alle strumentalizzazioni. L’obiettivo è unire sulle cose fondamentali, anziché dividere sulle strumentali. Cogliamo l’essenza dei veri problemi: è il popolo a dover improntare l’agenda sociale, non le banche e i loro maggiordomi a Palazzo Chigi.

Chissà se riusciremo a costruire un Paese dove contano i valori etici. Chissà se daremo vita ad una comunità giusta e solidale dove sia privilegiata l’azione educativa verso i bambini, vale a dire la futura generazione. Chissà se riusciremo ad approntare un luogo dove le future generazioni smettano di sopravvivere consumando nel vuoto i giorni e l’intelligenza; dove i vecchi non siano abbandonati al dolore. 

Chissà se avremo mai un habitat ripulito dall’inquinamento dove l’assistenza sanitaria gratuita è il fiore all’occhiello; un territorio dove l’agricoltura dia i frutti migliori e a ciascuno sia assicurato un reddito sicuro. Chissà se daremo vita ad un paese dove non ci sia più sfruttamento verso l’essere umano. Già, l’Italia, dove nessuno è straniero.  

Chissà quante generazioni ci vorranno perché approdi una nuova leva di italiane e italiani che sappiano scrollarsi per sempre dal dna la rassegnazione e il fatalismo. Come se l’ex giardino d’Europa, fosse soltanto una  nauseabonda torta da spartirsi: appalti, subappalti, commesse e posti al sole.

Chissà se riusciremo a seminare quel seme buono a far germogliare di nuovo la sapienza delle madri, il coraggio dei padri, l’abnegazione dei nonni, dei nostri antenati che hanno fatto grande l’Italia, prima che l’egoismo e il criminale calcolo del privato profitto la riducesse in polvere. Chissà se riusciremo a rompere i compromessi e le compromissioni, i giochi delle parti, le mafie, gli intrallazzi, i silenzi, le omertà. La Patria è sacra perché è il luogo dove riposano i nostri avi.

Insieme possiamo piantare un seme importante. Insieme possiamo mutare le cose. Insieme possiamo disintegrare la rassegnazione. Le nostre straordinarie risorse sono storia, natura ed esseri umani. Possiamo fare qualcosa? Ho il dovere di sperarlo e di essere contagioso. A questo serve la cultura. L’unico modo di combattere la paura di tanti è costruire speranze per tutti.

Fra poco non ci sarà più futuro se non metteremo in campo azioni risolutive per affermare libertà, democrazia e giustizia sociale. Tiriamo fuori l'autodeterminazione, l'orgoglio e la dignità di essere un popolo unito, unico al mondo.

Allora occorre sovvertire le vere priorità: allo sfruttamento delle risorse è necessario contrapporre la tutela del bene comune. Su la testa, ora e sempre!

IL MINISTRO PADOAN? ARGENTINA E GRECIA

governo Renzi
 
 di Gianni Lannes


Uno affidabile per il lavoro finale che porterà l'Italia dentro il baratro. Pier Carlo Padoan? In Argentina lo ricordano per un' unica ragione: aver spinto il Paese sudamericano nell’abisso economico. Ex dirigente del Fondo monetario internazionale, ex consulente della Bce ed ex vice segretario dell’Ocse. Ecco un telegrafico identikit del nuovo titolare dell’economia telecomandata dall'estero. In altri termini, uno sicuro per il sistema di potere dominante.
 
Rammentate cosa dichiarò un anno fa il neo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan? Testuale: «La riforma Fornero è stato un passo importante per la risoluzione dei problemi dell’Italia». Avete capito ora cosa ci attende? 

Padoan

Scelto personalmente dal presidente abusivo della Repubblica Giorgio Napolitano e osannato dai mass media italiani. Sentite cosa scrisse di lui sul “New York Times” il premio Nobel per l’economia Paul Krugman: «Certe volte gli economisti che ricoprono incarichi ufficiali danno cattivi consigli; altre volte danno consigli ancor peggiori; altre volte ancora lavorano all’Ocse».

MATTEO RENZI:CONDANNATO DALLA CORTE DEI CONTI PER DANNO ERARIALE








di Gianni Lannes

Il terzo primo ministro extraparlamentare, senza alcuna legittimazione elettorale, in violazione della volontà popolare che ha votato tre schieramenti diversi, nel giro di 26 mesi è sbucato dal retrobottega del PD ed è stato imposto dall'abusivo capo dello Stato pro tempore, Giorgio Napolitano. 

Matteo Renzi, già sindaco e presidente della provincia di Firenze, il 5 agosto 2011 è stato condannato dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale della Toscana) per danno erariale. Certo, la notizia è datata , ma non se ne parla. E ciò dà la misura del livello di degrado istituzionale. Insomma, al peggio non c'è mai fine. E il più pulito - come recita un vecchio adagio - c'ha la rogna.A proposito, dove sono le qualità morali, umane, intellettuali, sociali, culturali e politiche per assurgere alla carica di presidente del consiglio dei ministri? 

22.2.14

ITALIA: UN ALTRO GOVERNO INCOSTITUZIONALE. MANDIAMOLI TUTTI A CASA!

Napolitano accanto a Kissinger (ispiratore dell'omicidio di Aldo Moro)


di Gianni Lannes


Record mondiale: tre primi ministri extraparlamentari, uno dietro l'altro. Perché? In ossequio a chi? Grazie ai giochetti dell'onnipervadente massoneria italidiota e non, la farsa continua in barba alla democrazia. Sul sito internet del governo tricolore si legge ora la seguente frase:

«La Carta costituzionale disciplina la formazione del Governo con una formula semplice e concisa: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri"».

Certo, non c’è dubbio. Ma la stessa Costituzione repubblicana afferma prima di tutto e sopra a tutti che «il popolo è sovrano».

Infatti, il popolo non ha eletto un Parlamento per fare le ammucchiate nel retrobottega di Palazzo Chigi e del Quirinale, dettate dai potentati economici stranieri, dopo la chiusura  delle urne. Gli elettori hanno votato schieramenti diversi, ed apparentemente contrapposti in campagna elettorale. Prima Monti nominato senatore a vita e presidente senza avere i requisiti e con un numero enorme di conflitti di interesse (alla voce Trilateral+Bilderberg), poi Letta, adesso Renzi che spunta dal nulla. Ma chi pretendono di prendere in giro questi parassiti che hanno occupato i gangli vitali del nostro Paese?

La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale 270/2005, quella con cui è stato rieletto da onorevoli illegittimi tale Giorgio Napolitano. Grazie alla debolezza intrinseca dell’inesistente opinione pubblica, e ad un giornalismo indipendente con funzione di controllo del potere, non è stata ancora fatta valere la decadenza di tutti gli onorevoli e del capo pro tempore dello Stato. Sono tutti abusivi. Vogliamo far rispettare le conseguenze giuridiche effettive di una sentenza della più alta magistratura in Italia?

GAS: DAUNIA DEPREDATA DA REGIONE PUGLIA, STATO E MULTINAZIONALI

fonte: ministero Sviluppo economico




 
di  Gianni Lannes


Sottosviluppo imposto ad un territorio antico e prezioso, usato come colonia da sfruttare fino alla fine. Una terra da depredare, priva di una rappresentanza politica, anche se vanta consiglieri ed assessori regionali, nonché parlamentari, che però, pensano unicamente agli interessi personali o di bottega. In loco è stato scoperto negli anni '60, il più grande giacimento di gas d'Italia; attualmente sfruttato a man bassa e sempre più, anche da multinazionali straniere, grazie alle concessioni rilasciate dalla giunta regionale del sedicente ecologista Nichi Vendola. La Puglia è baricentrica: tutto il resto non conta niente.

Monopoli (2010): apertura di campagna elettorale

Nell'antica Daunia terra cara a Federico II - anche in aree naturalistiche e zone archeologiche - attualmente, grazie anche al via libera della giunta regionale con tanto di firma di Nicola Vendola e dei suoi degni compari e allegre comari, incombono secondo i dati ufficiali del ministero dello Sviluppo Economico, aggiornati al 31 dicembre 2013, i seguenti titoli minerari: 

ben 14 concessioni di coltivazione idrocarburi che si estendono su di un'area di quasi 1.500 chilometri quadrati. A cui si aggiunge 1 concessione di coltivazione idrocarburi di 41,75 chilometri quadrati ed un recente permesso di ricerca accordato con il parere favorevole della Giunta Vendola alla Cygam Energy, ovvero alla Vega Oil. I beneficiati sono principalmente: Eni, Edison, Medoilgas, Petrex, Canada NW, Cygam, Delta Energy e, appunto, la straniera Vega Oil.

Non è tutto: su questo martoriato territorio incombono altre 8 istanze per permessi di ricerca idrocarburi che distruggeranno quanto non hanno ancora devastato dagli invasivi impianti industriali eolici e fotovoltaici, realizzati strappando sovente la terra ai contadini. Dietro a tutti questi progetti speculativi ci sono potentati onnipervadenti, in particolare banche nazionali ed estere.



Diritti, royalties agli autoctoni? Neanche gli spiccioli. Eppure, il direttore generale del ministero dello Sviluppo Economico, Franco Terlizzese, ha inviato una nota - certo non l'unica - direttamente al presidente Vendola in cui si legge: 

«... per le produzioni di idrocarburi dell'anno 2009 risulta da erogare direttamente a codesta regione la somma di euro 1.896.091... Tale importo è finalizzato a benefici per i residenti del territorio della provincia o del comune interessato alle attività di estrazione».

Per la cronaca in Capitanata ci sono comuni che non sono stati ancora coperti dalla rete di metanizzazione, anche se il gas naturale - ironia della sorte - viene estratto da questo sottosuolo. Addirittura la popolazione locale paga una salata bolletta del gas ai francesi di EDF e non ha mai beneficiato né di sconti e nemmeno di prezzi calmierati. In altri termini, una ruberia legalizzata dallo Stato e dalla Regione.

Da mezzo secolo lo Stato italiano, col favore della cosiddetta rappresentanza politica locale che ha imbonito la gente per tenerla buona, o costringerla tuttora alla forzata emigrazione, sottrae a questa terra ed alla sua gente, miliardi di metri cubi di metano, convogliati al nord, o sfruttati in loco da due centrali turbaogas, una a Candela (Edison) e l’altra a San Severo (En Plus, già Mirant).

Governatore Vendola, dal 2005 (anno in cui è salito al potere in quel lungomare di Bari) ad oggi, quanti milioni di euro sono confluiti nella casse della Regione, destinati alla popolazione della Daunia? Che fine hanno fatto quei soldoni sotto la voce diritti economici (royalties)?

Al popolo Dauno non vanno neanche le briciole ma soltanto l'inquinamento come nel caso di Ascoli Satriano, dove l'Eni ha inquinato le falde acquifere, oppure come nei casi di Lucera e Biccari, compresi gli inceneritori fuorilegge (alla voce Marcegaglia) - che annovera fra le prime vittime, proprio gli esseri più indifesi, vale a dire i bambini.

Altri, alti livelli. Questa è mafia o non è mafia - di colletti e grambiulini apparentemente immacolati - legalizzata dallo Stato? O forse, si ritiene che la criminalità organizzata sia soltanto quella bassa manovalanza che si vede per strada e finisce nella cronaca nera?


RAPINA IDROCARBURI: NORTHERN PETROLEUM STUPRA IL MARE ADRIATICO GRAZIE ALLO STATO ITALIANO

Gargano (dicembre 2009). capodogli trucidati - tutti i diritti riservati





di Gianni Lannes


Nell'Italia corrente al peggio non c'è mai fine. Dove occidente e oriente si intrecciano, si mescolano, si fondono nel paesaggio mediterraneo. Una delle ultime aree incontaminate del Mare Adriatico, al largo di Otranto, Giurdignano, Melendugno, Otranto, Uggiano la Chiesa,  ha le ore contate. Infatti, il 9 gennaio 2014, come al solito e come sempre, il ministero dell’Ambiente, ovvero il Comitato per la valutazione di impatto ambientale (un mero eufemismo) ha espresso due pareri positivi in relazione ai permessi di ricerca "d 72 F.R. NP", e "d 71 - F.R. NP". 

Ecco cosa attesta testualmente il sito del ministero, a proposito della procedura di VIA: 

"Positivo con prescrizioni esclusivamente per quanto attiene la ricerca sismica con tecnica di air gun con rilevamento sismico 2D".


"Positivo con prescrizioni limitatamente alla sola prospezione geofisica con tecnica di air gun e rilevamento sismico 2D".


Si tratta di un’area marina estesa per 1.373,2 chilometri quadrati. I primi a pagare saranno i cetacei, i mammiferi marini già colpiti con la strage nel dicembre 2009 di sette capodogli sul Gargano. E dire che che nell'ottobre dell'anno 2008 avevo anticipato con un inchiesta pubblicata dal quotidiano La Stampa, quello che sarebbe accaduto al "nostro mare", registrando un disinteresse generale che perdura. La legislazione ambientale italiana, è semplicemente vergognosa: simili affronti all'ecosistema naturale devono essere banditi per sempre, come i comitati tecnici di orientamento politico, o meglio, affaristico.



Senza contare tutti gli impianti eolici off shore, i gasdotti, i giochi di guerra della Nato, e gli eterodiretti comitati locali giostrati dai politicanti per i loro sporchi interessi.



18.2.14

RADIOATTIVITA’ NELL’ARIA: ESPERIMENTI MILITARI




di Gianni Lannes


I padroni del mondo, senza scrupoli hanno fatto impazzire prima il clima; ora stanno lobotomizzando gli umani e sono già riusciti a fare in modo che gran parte dei popoli ami la propria schiavitù.  

La troposfera - che si estende nel cielo da 10 a 50 chilometri - lo strato più denso a contatto con la superficie terrestre, è imbottita di inquinanti radioattivi, frutto degli esperimenti bellici della guerra fredda - mai terminata - targata USA & URSS.

Di recente l’università di Losanna - a cura dei ricercatori   J. A. Corcho Alvarado, P. Steinmann, S. Estie, F. Bochud, M. Haldiman, P. Froidevaux -  ha effettuato nei cieli elvetici delle analisi approfondite. Le misurazioni scientifiche hanno mostrato elevate concentrazioni di plutonio e cesio, addirittura fino a 1000 volte più alte che al livello della superficie terrestre. 


Questi dati hanno mostrato che nell’atmosfera sono rimaste intrappolate numerose particelle radioattive di origine artificiale, conseguenza nefasta dei test nucleari condotti dalle due superpotenze, fino ai giorni nostri. C'è rischio, si corre pericolo? I mass media controllati dal sistema di potere dominante che ha innescato questo tipo di aggressione contro la Natura e a danno degli esseri umani, ovviamente minimizzano, mentre i negazionisti più o meno prezzolati sparano menzogne a raffica.




I ricercatori svizzeri sono convinti che la situazione sia identica ovunque, nel globo terrestre. Oltretutto, eventi catastrofici come le eruzioni vulcaniche possono far precipitare questi isotopi radioattivi nelle fasce basse dell’atmosfera.

La realtà è un'altra: la realtà non è quella che ti impone la televisione, non è quella che ti raccontano i giornali, non è quella che trasmette la radio. Basta squarciare il velo delle apparenze per rendersene conto. E’ in atto un esperimento su scala globale contro l’umanità, decollato a Washington nel 1943 con il memorandum Groves. Già Teller aveva teorizzato e sperimentato per conto dello zio Sam, l'uso della bomba nucleare per il controllo del tempo atmosferico.


I governi USA, Gran Bretagna e URSS dagli anni '50 in poi hanno sperimentato gli effetti nucleari sui rispettivi popoli. E in parte l'hanno anche ammesso (vedi il presidente Clinton), o sono stati smascherati dal giornalismo indipendente nel Regno Unito.

  http://csat.au.af.mil/2025/volume3/vol3ch15.pdf

Le cosiddette scie chimiche (un nome inventato dall'USAF), non sono che l’ultimo anello visibile della catena di morte. Durante il letargo della ragione, date un’occhiata a questi documenti ufficiali.

16.2.14

ITALIA ANNO 2014: SOTTO DITTATURA


 Il pensiero di Giuseppe Dossetti, un padre della Patria, membro della Costituente:  

"Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all'oppressione è un diritto e un dovere del cittadino".







 

LA COSTITUZIONE ITALIANA: IL DISCORSO AGLI STUDENTI DI CALAMANDREI




Caro Gianni, in questa "notte della Repubblica e della coscienza civile e politica degli italiani" mi balza alla memoria un famoso discorso che un padre della nostra costituzione, Piero Calamandrei, uomo politico e giurista, tenne per gli studenti dell'università di Milano nel 1955.

Sarebbe, a mio modesto parere, da studiare a memoria e da far studiare in ogni scuola d'Italia.

Alle sue parole, che sono figlie di un uomo che ha vissuto la tragedia della seconda guerra mondiale e di una grande passione politica e civile, mi permetterti oggi di aggiungere che la nostra costituzione è nata non soltanto sulle tombe dei partigiani, ma di tutti coloro che hanno speso e dato la vita per difendere la patria, il popolo italiano, la libertà e la democrazia aldilà di ogni appartenenza politica.

Questo per riuscire finalmente ad avere una visione oggettiva e senza pregiudizi della storia italiana degli ultimi 100 anni ed evitare di fare nuovamente il gioco di chi, da 70 anni a oggi, si è appropriato di un potere non previsto dalla Costituzione e nascondendosi dietro la maschera di paladini della giustizia, della democrazia e della libertà, disonorando il sangue versato dai martiri della patria italiana di ogni epoca.
Un abbraccio e buon lavoro.

                        Stefano


Il discorso agli studenti di Piero Calamandrei:

Il 26 gennaio 1955 ad iniziativa di un gruppo di studenti universitari e medi, fu organizzato a Milano, nel salone degli affreschi della Società Umanitaria, un ciclo di sette conferenze sulla Costituzione italiana, inviando insigni cultori del diritto ad illustrare, in modo accessibile a tutti, i principi morali e giuridici che stanno a fondamenta della nostra vita sociale.Il corso è stato inaugurato e concluso da Piero Calamandrei e, non senza viva commozione, Egli ritorna tra noi con la sua eloquenza nobile e pur semplice, con dottrina profonda, scientificamente serena e civilmente incitatrice. La parola del maestro indimenticabile suona, ancora oggi, come un altissimo richiamo all’impegno scientifico e morale di tutti i giovani che si apprestano ad una sempre rinnovata battaglia di civiltà, di progresso e di libertà. Ecco la parte sostanziale di ciò che Egli disse introducendo il corso e precisando i fondamenti storici della Nostra Costituzione.

Piero Calamandrei
Milano, 26 gennaio 1955

“L’articolo 34 dice: “i capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.” E se non hanno mezzi! Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo, che è il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo; non impegnativo per noi che siamo al desinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

15.2.14

ITALIA: IL SEGRETO DI STATO COPRE RAPIMENTI, DELITTI E STRAGI. I PADRONI USA APPLAUDONO



di Vincenzo Mannello



Ora è appuratamente "costituzionale".

Trattiamo di "terrorismo" o di presunto tale. Lo ha stabilito (da quanto scritto sui giornali) la Suprema Corte nelle motivazioni relative al processo per il rapimento di Abu Omar.
Per chi non lo ricordasse l'Imam egiziano di Milano venne "prelevato" da 10 agenti della Cia, supportati dai servizi segreti italiani, in pieno centro città. Subito dopo condotto alla base Usa di Aviano, caricato su un aereo, venne portato in Egitto. Lì gli americani, fruendo di carceri e carcerieri egiziani, ebbero mano libera (nel vero senso della parola) per interrogarlo. Ovviamente torturandolo.
I fatti sono del 2003 ma,si sa,la "giustizia" italiana ha i suoi tempi.

La magistratura, presa da un sussulto "garantista", aprì un procedimento contro i servizi segreti dello zio Sam e del suo domestico governo tricolore. Incriminò e condannò, in varia sede,23 agenti Cia e diversi funzionari dell'italico Sismi per rapimento.

Gli yankees si sono persi per strada, figuriamoci quanto se ne sono fregati delle sentenze di condanna in Italia. I nostri 00(7) sono stati in parte condannati in parte assolti.
Tutti, con il sostegno dei vari governi, si sono appellati al solito "segreto di stato".

Ed ora, con le motivazioni della Corte Costituzionale, ecco recepite le regole della democrazia occidentale : "pare arduo negare che la copertura del segreto si proietti su tutti i fatti....,.....,anche riguardanti le renditions ed il sequestro Abu Omar. Ciò, ovviamente, a condizione che gli atti ed i comportamenti degli agenti siano oggettivamente orientati alla tutela della sicurezza dello Stato".

Capito bene ? Siamo sicuri ?
Da ieri,in Italia,è ufficialmente possibile la "consegna straordinaria di elementi ostili". Per consegnare occorre prelevare,quindi qualunque cattivone potrà essere fermato,imballato e recapitato a domicilio agli "amici degli amici" della Cia e del Mossad.

Ovunque e dovunque,senza confini e rogne di legge.
Eh,certo....la guerra al terrorismo ha le proprie "necessità" : tutti intercettati,tutti sorvegliati,molti rapiti,pochi processati,tantissimi assassinati.
È così che si difende la democrazia...parola di Obama,premio Nobel per la Pace.
Potevamo noi italiani restare indietro rispetto ai nostri padroni Usa ?

Sia mai.....però ora, con il pieno conforto della sentenza Abu Omar, basta siano un "pericolo per lo Stato" e possono sparire impunemente tutti i sospettati.

La magistratura italiana, così efficiente dall'aver tuonato sui "desaparecidos" argentini,ha di fatto riconosciuta valida la norma applicata dal buon generale Videla : "fanne quel che vuoi,purché spariscano".