27.9.12

KISSINGER, UN CRIMINALE DI GUERRA
AL QUIRINALE CON NAPOLITANO

Kissinger e Napolitano - Foto: quirinale.it
di Gianni Lannes

Se Heinz Albert non fosse il maggiore sospettato in qualità di mandante diretto dell’omicidio di Aldo Moro e della strage della sua scorta, le 5 fotografie attualmente in bella mostra sul sito del Quirinale, dell’ex segretario di Stato Usa a colloquio sorridente con il presidente della Repubblica uscente, Giorgio Napolitano, non avrebbero rilievo politico e sociale. Ma c’è di più, Henry il potente boss politico - al servizio di ben due presidenti Usa (Nixon & Ford) è pure ricercato a livello internazionale: infatti, tempo fa, è dovuto fuggire dall’Irlanda dove la polizia stava per arrestarlo in seguito ad una segnalazione di attivisti per i diritti civili. Nel 2001, mentre Kissinger si trovava a Parigi, gli è stato recapitato un mandato di comparizione emanato dal giudice LeLoire per testimoniare sulla scomparsa di cittadini francesi in Cile durante l’era dittatoriale del suo socio generale Pinochet. Invece di presentarsi al magistrato, Kissinger ha preferito fuggire in tutta fretta. Lo stesso ex segretario di Stato USA, vanta una denuncia per concorso nell’omicidio del comandante militare cileno Renè Schneider. Nel 2001 il giudice argentino Rodolfo Corral ha emesso nei suoi confronti un mandato di comparizione per la presunta complicità nell’ ”Operazione Condor”. Ad Henry Kissinger - già membro della Trilateral Commission e del Club Bilderberg - sono imputabili crimini contro l'umanità. L'11 settembre 1973 Kissinger ebbe un ruolo di sostegno attivo ordinando l'utilizzo di caccia statunitensi per mettere a segno il colpo di Stato militare di Augusto Pinochet contro il presidente socialista cileno Salvador Allende, eletto democraticamente. Relativamente ancora poca cosa rispetto alle accuse a ragion veduta dello sterminio di milioni di persone in vari continenti per assicurare il dominio Usa. Nello Stivale nessuno si scandalizza se piomba un macellaio - ombra nera della Cia - che ha trascorso la vita tra affari e genocidi su commissione e detta ancora legge nel nostro Paese a sovranità azzerata.
Moro e Kissinger - Foto: web.

26.9.12

SOTTO DITTATURA I POPOLI EUROPEI

Spagna proteste - Foto: web.
di Gianni Lannes

No pasaran, No pasarán, Ils ne passeront pas, They shall not pass. Non passeranno. L’Europa dei popoli è vittima di un’aggressione finanziaria senza eguali nella storia della modernità, il cui scopo dichiarato è la conquista a qualunque prezzo umano. Il popolo spagnolo, prima di chiunque altro (compreso il dormiente italiano) - come nel 1936 - ha ben compreso il destino fatale che ci attende se non ci sarà una reazione risolutiva. E' in gioco la democrazia, la qualità della vita ed il futuro di milioni di esseri umani. E ieri c’è stata guerriglia. Duri scontri il 25 settembre a Madrid tra i manifestanti del movimento degli indignati e la polizia, che ha fatto diverse cariche e utilizzato proiettili di gomma per disperdere i giovani nei pressi del Congresso dei deputati. Migliaia di persone si sono riunite ieri davanti al Parlamento al grido di "dimissioni", per denunciare una democrazia "sequestrata" e "schiava dei mercati finanziari". Anche la Grecia si sta svegliando dal letargo.

Spagna proteste - Foto: web.

25.9.12

GIORGIO NAPOLITANO: MISSION ITALY

Foto: Quirinale.it
di Gianni Lannes
Il Presidente della Repubblica è la massima espressione dello spirito democratico, l'alto presidio del nostro traballante ed eterodiretto sistema politico istituzionale. Ma dal 15 maggio 2006 ci ritroviamo un alto traditore della patria, non un garante della legalità. Le documentate denunce degli avvocati Paola Musu (foro di Cagliari) e poi Gianfranco Orelli (foro di Varese) hanno più di un fondamento, ma purtroppo non avranno seguito, anche perché la magistratura indipendente ha le mani legate e comunque non hanno risvegliato (per ora) una mobilitazione popolare, ma solo minoranze attive. Eppure i reati contestati su riscontri oggettivi sono oltremodo gravi: “Attentato contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato; Associazioni sovversive; Attentato contro la Costituzione dello Stato; Usurpazione di potere politico; Attentato contro gli organi costituzionali; Attentato contro i diritti politici del cittadino; Cospirazione politica mediante accordo; Cospirazione politica mediante associazione”.
Foto: Quirinale.it

24.9.12

I SERVIZI SEGRETI DI PRODI,
BERLUSCONI & MONTI

Foto web.

di Gianni Lannes

Dichiara non doversi procedere per l’esistenza di un segreto di Stato. Quante volte i giudici hanno sbattuto il grugno contro questo muro di gomma invisibile? Apposto, opposto,  inaccessibile, nascosto, negato, celato, occulto: vige l’imbarazzo della scelta, soprattutto quando imperversano particolari stragi. Il segreto di Stato quello militare, ma soprattutto Nato, sono la chiave dello Stato italiano che spalanca immensi buchi neri. In queste voragini istituzionali si sono sempre forzatamente arrestati i magistrati anche più volenterosi e senza guinzaglio. Allora, alla chetichella, mentre imperversavano gli anticicloni artificiali del padrone alleato nordamericano ed il popolo italiano fronteggiava la calura estrema, l’attuale presidente del consiglio dei ministri pro tempore, ha varato una normativa di riforma dei servizi segreti. Infatti, la Legge numero 133 è contraddistinta dalla data del 7 agosto 2012: «Modifiche alla legge 3 agosto 2007, n. 124, concernente il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e la disciplina del segreto».

22.9.12

SORVEGLIANZA MONDIALE

Echelon Italia (Ris).
di Gianni Lannes

Internet: simbolo di libertà o emblema del controllo totale? Isaac Asimov, scrittore di fantapolitica direbbe che era tutto preventivato sin dalla fine degli anni Settanta. Prima vi alfabetizziamo tecnologicamente e poi vi controlliamo comodamente.

Si sa: la Rete è stata confezionata appositamente per l’esercito a stelle e strisce ed è nata per sopportare un bombardamento nucleare. Nicholas Negroponte in ESSERE DIGITALI esemplifica: “Fino agli anni ’80 i processori erano patrimonio esclusivo dei militari e delle multinazionali. Ma l’enorme diffusione mondiale dei personal computers non ha sottratto agli ambienti militari la leadership ed il controllo in materia di informatica e telecomunicazioni. Anzi, lo ha accresciuto”.

Echelon Brindisi (archivio NSA).

21.9.12

BASI USA PAGANO GLI ITALIANI

Vicenza, base Usa.
di Gianni Lannes

Lo Stivale assomiglia sempre più ad una portaerei nucleare a stelle e strisce. Gli alleati sono ospiti, anzi padroni, ma li manteniamo noi, nel senso che il conto in soldoni è a carico dell’ignaro contribuente, compreso l’inquinamento ed i pericoli atomici. Nel «2004 Statistical Compendium on Allied Contributions to the Common Defense» il rapporto ufficiale reso noto dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti, alla pagina «B-10» c'è la scheda che riguarda l'Italia in cui si legge che il contributo annuale alla «difesa comune» versato dall'Italia agli Usa per le «spese di stazionamento» delle forze armate americane è pari a 366 milioni di dollari. Tre milioni, spiega il documento ufficiale, sono versati cash, mentre gli altri 363 milioni arrivano da una serie di facilitazioni che l'Italia concede all'alleato: si tratta (pagina II-5) di «affitti gratuiti, riduzioni fiscali varie e costi dei servizi ridotti»; nel caso delle basi americane, il 41 per cento dei costi totali di stazionamento sono a carico del Governo tricolore, o meglio del popolo italiano: il dato è riportato alla pagina B-10. Alla tabella di pagina E-4 sono invece messi a confronto gli alleati: più dell'Italia pagano solo Giappone e Germania; inoltre in base agli accordi bilaterali firmati da Italia e Usa nel 1995, se una base americana chiude, il nostro Governo deve indennizzare gli alleati per le «migliorie» apportate al territorio, con un ulteriore vincolo: se l'Italia intende usare in qualche modo il sito entro i primi tre anni dalla partenza degli americani, Washington riceverà un ulteriore rimborso.

Gaeta, nave Usa.

GLI UFO NEL MARE


Italia, nave balia e sommergibile nucleare Usa.

di Gianni Lannes

Non c'è nulla di più libero e più romantico di un marinaio. Non c’è nulla di più intenso della salsedine che si insinua tra le rughe della pelle tostata dal sole e rende inconfondibile l’odore di un lavoratore che solca giorno e notte il grande blu. Ma in mare spesso si muore per cause avulse dall'attività lavorativa e prevale l’oblio umano, quando non il segreto deliberato. Accade soprattutto in Italia in ragione dei giochi di guerra della Nato. A farne le spese, a causa di questa mancanza di sovranità verso il potente alleato-padrone, uomini pacifici e barche da pesca.

18.9.12

PUGLIA: LO STUPRO AMBIENTALE

Puglia, Castelfiorentino, stazione gas.

di Gianni Lannes


Tranquilli:  il titolo non esagera, anzi: il governatore Nichi - tanto radical chic - con una mano firma appelli (inutili) contro le  trivelle nei mari di Puglia, ma con l’altra decreta la devastazione a colpi di idrocarburi della stessa Regione. Dalle mie parti l’aria fritta si chiama ipocrisia in doppio petto gessato ed incravattato. L’autocandidato a Palazzo Chigi - in armonioso accordo coi governi Prodi, Berlusconi & il golpista Monti - ha già concesso nove autorizzazioni ai signori dell’oro nero ed altre si appresta a rilasciarne. Per non contare le numerose e notevoli omissioni. Tutto regolare? In realtà, se si scava, anzi se si sbanca la superficie, emergono le brutali modalità per assassinare a bocconi il Levante d’Italia. A guadagnarci alcune multinazionali e i soliti padroni del vapore. Agli autoctoni neanche le briciole, solo danni in esclusiva. A caccia di gas? Prego: accomodatevi e distruggete pure a norma di legge, nell’ordine: natura, storia e geografia. E’ quanto riassume l’ultima delibera della Giunta Vendola in materia di danni ambientali: ultima di una sterminata serie, la numero 1504 è stata licenziata il 24 luglio 2012 (Burp 121 del 22 agosto 2012). Di esempi simili è costellato un settennato e due mandati - del leader di  “Pugliamo l’Italia” - che hanno fatto tabula rasa dell’Ex California d’Europa.

Puglia, Castelfiorentino, stazione gas.

MAFIE DI STATO

di Gianni Lannes

In Italia c'è qualche differenza tra rubare e speculare a danno del popolo sovrano? La Cassa depositi e prestiti è un'istituzione finanziaria controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze (70 per cento) e da fondazioni bancarie (30 per cento), è partner di riferimento degli enti locali italiani. Dovrebbe svolgere un ruolo chiave nel finanziamento degli investimenti pubblici in Italia. La sua missione include, tra l'altro, lo sviluppo di infrastrutture per i servizi pubblici a carattere locale. Invece, a quanto pare, fa speculazioni per conto terzi, a danno del popolo tricolore.

Controllata dallo Stato, è nata per finanziare gli enti locali, ma dall'analisi della realtà pare si comporti come un comune fondo d'investimento alla ricerca di profitti. La CDP è in realtà una banca, presieduta da Franco Bassanini, più volte titolare del dicastero della Funzione pubblica, ed è oggi la più «liquida» d'Italia. Infatti, dispone di risorse messe a disposizione da clienti ignari: tutti i cittadini italiani che sottoscrivono un libretto alle Poste o un buono fruttifero postale, e che magari pensano che la raccolta della Cassa depositi e prestiti serva ancora, ed esclusivamente, a garantire i mutui per gli investimenti che gli enti locali sono chiamati a realizzare.

17.9.12

AMIANTO A CIELO APERTO

Amianto discarica.
di Gianni Lannes

In Italia ci sono ancora "32 milioni di tonnellate di cemento-amianto ancora da bonificare in relazione ai soli 2,5 miliardi di metri quadri di copertura". E' quanto emerge dal 'Quaderno del ministero della Salute' al titolo di 'Stato dell'arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto-correlate', presentato oggi a Casale Monferrato. Nel documento si sottolinea anche che nel solo 2009 sono stati prodotti in Italia rifiuti contenenti amianto per circa 379 mila tonnellate, "in aumento del 18 per cento rispetto all'anno precedente". Si tratta per lo più di rifiuti di materiali da costruzione contenenti amianto e, in quantità minore, apparecchiature fuori uso contenenti amianto in fibre libere, imballaggi metallici e pastiglie per i freni a loro volta contenenti amianto. La stima ufficiale  è per difetto: infatti non tiene conto delle fatiscenti condutture idriche e tanto altro ancora. L’asbesto è scientificamente classificato a livello internazionale come  cancerogeno. Gran parte delle Regioni non hanno ancora provveduto a distanza di 20 anni dalla promulgazione della legge 257 alla mappatura e monitoraggio del micidiale minerale.

15.9.12

CAVIE GENETICHE

Italia, Sigonella, velivoli Nato.
di Gianni Lannes

Pianeta Terra: distruzione, malattia e morte. Il vero lusso nel terzo millennio è la salute. Allora perché non modificarla geneticamente? La vita ha un valore intrinseco, non è un bene di mercato. Il sistema di potere (le multinazionali economiche) a breve possiederà il genoma umano (i singoli geni che costituiscono la mappa del Dna) con una semplice licenza. Un esempio inosservato? Con una sentenza del 12 luglio scorso, la Corte di Giustizia della UE ha confermato “il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo”. Fin dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (Monsanto e altre multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato ora un grave reato.
Italia, Sigonella, velivoli Nato.

11.9.12

ADDIO AL MONDO

Vita nel bosco.
di Gianni Lannes

Ogni anno si consumano un milione di suicidi sul pianeta Terra, mentre in Italia si registrano 4 mila “casi” di persone che staccano la spina. Il senso comune ignora e non s'interroga. Nel Belpaese - recitano le statistiche canoniche - il fenomeno è cresciuto nella fascia d'età che va dai 25 ai 69 anni, praticamente quella che lavora. La perdita di uno status lavorativo e la vergogna sembrano i fattori di rischio più importanti in questo contesto di crisi economica pilotata. Il fallimento agisce sulla vulnerabilità dell'individuo che si trova a vivere un dramma nel quale non vede vie d'uscita. Se però c'è un aiuto, queste persone mettono da parte l'idea di morire e tornano a combattere.

Ieri e oggi - Già nel 1897 Emile Durkheim pervenne alla conclusione, verificata ancora adesso che la causa determinante di un gesto così estremo e finale è la disintegrazione sociale, l'isolamento della persona, la già avvenuta rescissione dei suoi legami con la società. Secondo Durkheim non c'è un solo fenomeno sociale che va sotto il nome di suicidio. Ma il famoso sociologo ne aveva identificati almeno tre distinti e spesso inconciliabili.

10.9.12

L'ARSENALE NUCLEARE DI ISRAELE

Foto web.
di Gianni Lannes

E' un argomento tabù come le scie chimiche. Se qualche testimone oculare con quintali di prove osa parlarne anche solo su un blog piovono insulti, minacce e quant'altro. Perché? Gli ordigni nucleari targati stella di Davide si sono moltiplicati grazie alla concessione di tecnologia francese e poi tedesca a Tel Aviv. Ma non esistono nella realtà del senso comune. Come al solito, chi asserisce fondatamente il contrario viene liquidato in tutta fretta come un banale complottista. Strano. La stragrande maggioranza degli esseri umani semplicemente ignora il fenomeno. Va in onda la terza guerra mondiale contro Siria ed Iran, organizzata da Usa, Israele, Gran Bretagna, Francia, Nato, Italia, eccetera. La rapina dell’oro nero nel Sud del mondo si ammanta di un pretesto nucleare che tira in ballo l’assenza dei diritti civili in quei Paesi del Medio Oriente. Inverosimile. Con lo stesso criminale metro di misura e per le medesime ragioni, l’Occidente dovrebbe muovere guerra - anche a sé stesso - al governo dittatoriale ebreo che ha occupato pretestuosamente la Palestina e massacra la popolazione autoctona di quella terra martoriata (bambini inclusi). Israele con la sua volontà di superpotenza atomica mette a repentaglio la sicurezza planetaria. Le cifre della contraddizione: quasi 500 ordigni nucleari: a tanto ammontano le riserve strategiche per la guerra di annientamento del nemico.
Correva l’anno 1986: Mordechai Vanunu lavorava alla centrale nucleare di Dimona e rivelò alcuni segreti sull’atomica bellica israeliana al Sunday Times. 36 anni fa - il 30 settembre - fu rapito dal Mossad, a Roma e trasferito con una nave (Tapuz) dal porto di La Spezia, sotto il naso della polizia di frontiera italiana. Da allora l'arsenale atomico di Tel Aviv è cresciuto a dismisura, senza alcun controllo o sanzione internazionale dell'Onu. Chi detta l'agenda di interesse ai mass media? Soltanto la prima divisione del Mossad?

Remember Vanunu? - Il tecnico ebreo di origine marocchina era stato condannato sommariamente il 7 ottobre 1986 a 18 anni di reclusione; poi rilasciato nell'aprile dell'anno 2004. I rapporti di polizia e dei servizi di intelligence documentano pagine oscure della magistratura italiana che a quel tempo non dispose una rogatoria, non indagò né sul rapito né sui rapitori. E accettò di archiviare la spinosa faccenda, ingoiando la strampalata tesi suggerita ed imposta dalla diplomazia israeliana, secondo cui la vicenda sarebbe stata nient'altro che “una mistificazione romanzata”. Uno storico israeliano di chiara fama, Benny Morris a quattro mani con il giornalista inglese Ian Black, ha scritto parole definitive su questa macchinosa “teoria del complotto” che fu accettata dalla Procura della Repubblica di Roma e dal governo dell'epoca. Vanunu non era una spia e non era manovrato da potenze oscure. “La sostanza dell'episodio era semplice: una colossale mancanza di sicurezza aveva portato a una conferma inequivocabile di quanto l'intero mondo sapeva da tempo, o riteneva di sapere, ossia che Israele possedeva una vasta e indipendente capacità di fabbricare armi nucleari. Vanunu era considerato un traditore da arrestare, anche se con un lieve rischio di danneggiare le relazioni con una potenza amica”. Frasi che ne riecheggiano una, all'epoca attribuita al primo ministro Bettino Craxi: “Una protesta sarebbe il minimo … e anche il massimo, perché perché di più non potremmo fare”. Gli italiani fecero assai meno del minimo. Alla stregua di altre occasioni con le stragi (Argo 16) e gli omicidi mirati (Aldo Moro) attuati dall'Istituto Centrale per l'Informazione e la Sicurezza” in Italia. Nessuno ha chiesto spiegazioni al primo ministro dell'epoca: Shimon Peres.

6.9.12

LUCANIA: VAPORI RADIOATTIVI

Lucania, inceneritore Fenice.
di Gianni Lannes

Chissà chi lo sa. Calma, non è un gioco televisivo degli anni '70, ma un semplice indovinello balzato alla ribalta dell'attualità, dopo l'incidente di ieri alla centrale nucleare di Fessenheim in Francia. Un obsoleto impianto atomico gestito dalla società Edf , ovvero il maggiore produttore mondiale di energia nucleare, con sede in Europa. Singolare combinazione: la multinazionale Electricité de France, possiede e gestisce da un decennio a San Nicola di Melfi (in provincia di Potenza), un mastodontico inceneritore di rifiuti industriali ad appena 3 chilometri dalla città di Lavello e a poca distanza dai mirabili vigneti di Venosa. La fabbrica di veleni è stata acquistata dalla Fiat al termine dell'anno 2001. L'azienda Agnelli l'aveva realizzata contro la volontà popolare (manifestata in un referendum), sfruttando finanziamenti pubblici ed agevolazioni fiscali. L'inceneritore era entrato in funzione nel settembre del 1999. Fenice brucia a cielo aperto - secondo le stime ufficiali - ben «66 mila tonnellate l’anno di scorie»: 40 mila provenienti dalle regioni settentrionali d’Italia, ma anche dall’estero (Francia e Germania), previo scalo a Orbassano in Piemonte, transito in Emilia Romagna, attraversamento della dorsale adriatica e sosta prolungata per settimane e, a volte, addirittura mesi, nella stazione ferroviaria di Foggia. Perfino i rifiuti sanitari (tossici e radioattivi) sono stati bruciati in questo impianto fuorilegge con la compiacenza dell'ente provincia di Potenza. Sarà una semplice coincidenza. Il 3 agosto 2009, l'Edf ha realizzato una jointe-venture con l'Enel nel settore del nucleare civile. La società a responsabilità limitata, denominata Sviluppo Nucleare, ha realizzato alcuni studi di fattibilità per la costruzione in Italia di almeno 4 centrali atomiche, sfruttando la tecnologia di terza generazione, cosiddetta “avanzata”, detta altrimenti EPR. Ovviamente, in barba a ben due referendum popolari che hanno espresso democraticamente il rifiuto italiano per l'atomo. Allora, corre l'obbligo di porre alcune domande a chi attualmente comanda lo Stivale per conto terzi. 
 

SORPRESE DI VELENI NEL MAR TIRRENO

di Gianni Lannes

Imbarazzante per il governo Monti: i rifiuti industriali inabissati nel santuario dei cetacei non sono stati ancora recuperati. E' passato quasi un anno dall'affondamento di ben 40 tonnellate di scorie pericolose  (stipate in bidoni metallici) - ufficialmente - in trasferta dalla Sicilia in Lussemburgo, perse al largo dell'isola di Gorgona dall'eurocargo Venezia della compagnia Grimaldi.

I fusti eccoli sul monitor. Recentemente una trentina di echi, che potrebbero essere bidoni, sono stati ascoltati dal sonar della nave Magnaghi della Marina Militare e confermati dal suo magnetometro. La nave idrografica ha dimostrato che di bidoni tossici nel mare toscano ce ne sono tanti, e non solo quelli affondati 9 mesi fa.

Toglieteli subito”: Marco Solimano e Francesco Gazzetti hanno consegnato 4 mila firme al sindaco di Livorno Alessandro Cosimi. La petizione popolare chiede la rimozione dei veleni (senza se e senza ma). «Accolgo queste firme - ha detto il primo cittadino pro tempore, favorevole al rigassificatore - come un ulteriore stimolo a non smettere di occuparci del problema, insieme alle altre istituzioni locali e nazionali, spingendo lo Stato a surrogare chi, fino a questo momento, non ha fatto completamente il suo dovere, cioè l'armatore della motonave, e a fargli pagare, alla fine, il costo del recupero dei bidoni. Ne mancano ancora una settantina, una ventina sono stati individuati e verranno recuperati, ma bisogna tirarne su il massimo numero possibile». Il sindaco ha dato i numeri al lotto, perché i conti non tornano in fondo al mar. Allora ministro Clini?

5.9.12

FRANCIA: ULTIMO INCIDENTE NUCLEARE

Italia, centrale nucleare del Garigliano.
di Gianni Lannes

Allarme nella centrale nucleare di Fessenheim. Uno scoppio ha causato alcuni feriti. Secondo fonti istituzionali ci sarebbe stata un'involontaria reazione chimica. La situazione non è sotto controllo: si temono contaminazioni. L'impianto è ubicato in Alsazia, a un chilometro e mezzo dal confine con la Germania, ed è la struttura più obsoleta del Paese. Il presidente Hollande, durante la campagna elettorale, aveva promesso la sua chiusura entro il 2017. In Italia non va meglio: il nucleare civile non è ancora in sicurezza, mentre le scorie nucleari disseminate in mare e nel sottosuolo seguitano a contaminare l'ambiente e gli esseri viventi. Oltretutto, il nucleare bellico del padrone Usa, occupa lo Stivale da nord a sud, isole comprese. In attesa della catastrofe finale, lo sterile dibattito “politico” ed il teatrino televisivo distrae l'opinione pubblica.

4.9.12

MONTI: 2,6 MILIARDI DI EURO
ALLE BANCHE



di Gianni Lannes

Giochi proibiti d'estate, anzi aiuti finanziari. L'entrata in vigore del "comma 55" del Milleproroghe consente agli istituti in perdita di trasformare una parte delle attività per imposte anticipate in crediti d'imposta, da utilizzare a compensazione di tasse e ritenute fiscali. In questo modo le banche evitano di ricorrere alla liquidità. Il beneficio è stimabile in 2,6 miliardi di euro per i soli primi 5 istituti italiani. Un provvedimento che sembra fatto tagliato su misura per gli istituti di credito. Le banche italiane ringraziano sommessamente il governo eterodiretto di Monti Mario. L'italiano tipo non ci fa caso.

IDROCARBURI: LE FACILITAZIONI DI VENDOLA

Candela,  turbogas Edison.
di Gianni Lannes
 
Coltivazioni di idrocarburi: semine ed aratri, però, non c'entrano un fico secco. Elementare Watson. In Puglia da quando nel 2005 è asceso al trono il governatore “ambientalista”, le trivelle in mare e sulla terraferma sono spuntate, addirittura in aree archeologiche, parchi naturali, pregiate aree agricole, zone altamente sismiche e sottoposte a dissesto idrogeologico. Basta fare lo slalom nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (Burp) e del Ministero dello Sviluppo Economico per riportare a galla le amnesie dello smemorato di Terlizzi. Allora, piedi per terra a solcare il territorio e prove alla mano per smascherare l'aspirante primo ministro. I dati ufficiali attestano che attualmente 3.401,34 kmq del territorio pugliese (di cui 1.485,74 kmq nella sola provincia di Foggia) sono stati concessi per lo sfruttamento petrolifero. Il governatore non ha risparmiato neppure le zone sacre a Federico II di Svevia (“Puer Apuliae”). E se la caccia al petrolio amaro non basta, sono già pronti i progetti per i parchi eolici off shore: buoni a violentare il mare Adriatico dalle Tremiti al Gargano, fino a Margherita di Savoia e Barletta.

Via libera - L'ultimo pezzo di carta in materia della Regione Puglia, seppure non aggiornato, vanta un titolo disarmante “Rapporto Coltivazione Idrocarburi”. E attacca così: «Titoli vigenti su terraferma. Concessioni di coltivazione idrocarburi (tutte in province di Foggia): Candela (331,90 kmq), Lucera (155,86 kmq), Macchia Di Pierno (83,19 kmq), Masseria Acquasalsa (41,22 kmq), Masseria Grottavecchia (53,26 kmq), Masseria Petrilli (118,28 kmq), Masseria Spavento (94,78 kmq), Melanico (59,14 kmq), Monte Vrecciaro (31,84 kmq), Pecoraro (40,87 kmq), Sedia D'Orlando (4,22 kmq), Tertiveri (157,59 (kmq), Torrente Celone (79,80 kmq), Torrente Vulgano (41,75 kmq), Valle del Rovello (37,49 kmq)». Il documento regionale, inoltre, evidenzia tre province sottoposte alla caccia indiscriminata delle risorse sepolte nel sottosuolo (Lecce, Taranto, Foggia) e fa riferimento ai «Permessi di ricerca: Manduria (959, 40 kmq), Massafra (956,20 kmq), Posta Nuova (154,55 kmq)». Infine, le autorizzazioni - tra permessi di ricerca, concessioni di coltivazioni e nuove proroghe - indicano ben 12 «Intese rilasciate (3 da Fitto e 9 da Vendola, ndr)». 
 
Capitanata, pozzo Eni.

3.9.12

PETROLIO AMARO

Italia, petrolio amaro.


di Gianni Lannes

In Italia non esistono più luoghi sacri, da rispettare e tramandare alle future generazioni. In fondo al mare: un’ipoteca irreversibile sul futuro. Lampi sull’Eni, Shell, Total ed altro ancora.  Tempi di profonda regressione culturale, in cui la realtà supera di gran lunga la fantascienza. L’oro nero è agli sgoccioli e le multinazionali raschiano il barile nel Mediterraneo, trivellando nei parchi nazionali e perfino nelle zone vulcaniche. Lo Stato italiota da sempre ha dato il via libera. Prodi, Berlusconi o Monti: ai maggiordomi è stata impartita la medesima lezione. Il risultato non muta: a perdere è sempre la natura e gli esseri viventi. Pronti al tuffo? Nel Mare Nostrum va anche peggio, “aree protette” comprese: Isole Tremiti in primis, poi toccherà al Salento e a Pantelleria. Il Golfo di Taranto è già ipotecato, mentre allungano le grinfie anche sul Veneto e la Sardegna, grazie ad una fauna di politicanti da baraccone (sinistra, centro, destra: Vendola tutto incluso), venduti al miglior offerente. Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Sicilia sono state già ipotecate. Verso sud: il presidente del parco nazionale del Gargano è nientedimeno che l’avvocato Pecorella (già portaborse dell’onorevole Leone), passato direttamente alla leggenda per il via libera unitamente all’ecologista Nichi Vendola, agli inceneritori in Capitanata. Per la cronaca: il governatore Vendola ha concesso autorizzazioni a trivellare sulla terraferma pugliese (ne abbiamo già scritto due anni fa). E le associazioni ambientaliste? Una peggio dell’altra. Salvando la base, prendete certe dirigenze di Legambiente e Wwf: sul libro paga dell’Eni (prove alla mano). Una deriva partita da lontano: dopo l’omicidio di Enrico Mattei (1962), l’assassinio di Mauro De Mauro (1970) ed il massacro (1975) di Pier Paolo Pasolini. Dietro a sigle fantomatiche come Petroceltic International figurano i soliti criminali impuniti e a piede libero: Rockefeller & Rothschild. Forza Italia, Grande Italia: il risultato non cambia e tutto torna in peggio. Va in onda la guerra ambientale, già ma chi se n’è accorto nel vecchio continente?

Protesta in Puglia.