30.4.12

IL SUD ALZA LA TESTA

Giuseppe Moscarella in tv.

di Gianni Lannes

Accade in Puglia, precisamente ad Orta Nova in provincia di Foggia, dove da circa 10 mesi regna la sindachessa del Pd, Maria Rosaria Calvio. Oggi 30 aprile 2012, una moltitudine di popolo ha presentato una proposta deliberativa contro gli inceneritori di rifiuti targati Marcegaglia da Mantova (Lombardia) e Caviro da Faenza (Emilia Romagna). Si tratta di fabbriche di morte, dall’iter palesemente illegale. La Iaia che notoriamente prende gli ordini dall’assessore regionale Elena Gentile e dal capogruppo provinciale del Pd, tale Paolo Campo (ex sindaco di Manfredonia) ha sostituito Moscarella Giuseppe, neofascista (Fuan, Msi, An, Pdl) che nel corso di tre investiture ha mandato sul lastrico il comune ortese. Insomma, niente di nuovo. Infatti, qualche giorno fa la Corte dei Conti (deliberazione n. 35/PRSP/2012), ha sentenziato un buco da oltre 14 milioni di euro, provocato dal ras in camicia nera. 

BEPPE GRILLO
ELOGIA A PALERMO LA MAFIA

di Gianni Lannes

La mafia non ha mai strangolato le proprie vittime, i propri clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un’altra mafia che strangola la propria vittima”. Con queste parole ieri Beppe Grillo, a Palermo per sostenere il candidato sindaco Riccardo Nuti. 
Parole che hanno scatenato una polemica proprio tra i familiari delle vittime e di tutti quelli che da sempre si battono contro la Mafia.

“Grillo parla come un mafioso senza essere nemmeno originale. Gli stessi argomenti prima di lui li hanno gia utilizzati Vito Ciancimino e Tano Badalamenti. E come l’ultimo dei mafiosi non ha nemmeno il coraggio di confrontarsi pubblicamente sulle sue patetiche provocazioni”. Lo afferma Claudio Fava della Segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, dopo le parole di oggi dell’esponente politico Beppe Grillo a Palermo. 

Grillo parla come un mafioso. Affermando che lo Stato è peggio di Cosa nostra, Grillo non solo si pone sullo stesso livello culturale che porta a legittimare la ‘mafia buona’ in opposizione alle ‘istituzioni cattive’, ma soprattutto offende la memoria di tutti quei servitori dello Stato che sono morti per sconfiggere Cosa nostra”. Lo ha detto Massimiliano Lombardo (Pd) in merito alle parole del comico genovese Beppe Grillo, secondo cui ‘la mafia non ha mai strangolato le proprie vittime, lo Stato sì'’. “Grillo - continua - dovrebbe leggere un po’ di storia e informarsi meglio, magari ripassando la grande lezione di Pio La Torre. La mafia non solo strozza le proprie vittime con il pizzo, ma è un cancro dell’economia che sottrae risorse all’imprenditoria sana, uccidendola”. “Un conto è criticare la politica - conclude - un altro è delegittimare lo Stato e tutti quegli uomini delle istituzioni che rappresentano il più alto baluardo contro la mafia”.

27.4.12

“Sgoverno MONTI”:
LIBERTA’ DI PENSIERO ADDIO


di Gianni Lannes

Finale di partita o dipartita finale? Un fatto è certo: la censura totale. La libertà di pensiero non è gradita  a chi detiene il potere per conto terzi. Ora tocca ai blog: la democrazia va annichilita per sempre, tanto la popolazione italiana non reagirà mai, avranno pensato i maggiordomi dell’alta finanza e i soliti boiardi di Stato.  Al totalitarismo soft del terzo millennio imposto da un potere straniero in salsetta tricolore, non basta controllare le leve dell’economia, le forze armate, la stragrande maggioranza degli organi di informazione o ricattare i morenti partiti. Adesso che iniziano a manifestarsi i veri effetti delle manovre governative, ovvero fallimenti di massa e suicidi a catena, spunta fuori la proposta ministeriale di Paola Severino: una regolamentazione per i diari liberi che navigano su internet. Niente di nuovo: ci aveva già provato il piduista di Arcore, con tessera 1816 rilasciata dalla loggia P 2 di Eugenio Cefis (il mandante degli omicidi Mattei, De Mauro e Pasolini). Lo ha annunciato proprio il ministro della Giustizia, non eletta democraticamente, ma imposta con un golpe presidenziale - in barba alla Costituzione repubblicana e alla sovranità popolare - intervenendo al Festival del giornalismo di Perugia, evento già sponsorizzato dall’Enel con tanto di propaganda nuclearista. Nessun giornalista di fama ha reagito: l’atonia intellettuale è più che completa.

26.4.12

MONTI MARIO: 10 milioni di euro
per nuove auto blu


di Gianni Lannes

Lo spreco ormai è alle stelle, mentre la popolazione paga nuove tasse come l’imu, senza fiatare. “La decisione del governo di acquistare 400 nuove auto blu è sconvolgente. Abbiamo un parco auto che ci costa ogni anno 4 miliardi di euro” denuncia il deputato Antonio Borghesi (Idv). “Mentre l’Italia fa sacrifici  è assurdo che il governo spenda altri 10 milioni di euro in veicoli. Ho presentato una interrogazione parlamentare e mi hanno risposto che gli acquisti servono ad ammodernare il parco auto con macchine di cilindrata inferiore ai 1.600”. E’ una moda, la macchina di rappresentanza: “Nel resto d'Europa si chiede ai ministri di raggiungere il posto di lavoro con i mezzi, è una cosa inconcepibile come si comportano i politici qui da noi”.
In circolazione ci sono 60 mila lussuosi veicoli a disposizione di ministri e dirigenti più altre 50 mila per un costo di quasi 2 miliardi di euro. Se si clicca sul link del bando pubblicato sul sito del ministero dell’Economia appare la  “gara per fornitura in acquisto di berline medie con cilindrata non superiore a 1600 cc e dei servizi connessi ed opzionali per le Pubbliche Amministrazioni”.  Incredibile: secondo del Centro servizi per l’ammodernamento della Pubblica Amministrazione, di queste 60mila auto, 800 sarebbero inutilizzate.

TARANTO: RIFIUTI NUCLEARI
E CHIMICI,
TUMORI ALLE STELLE

Taranto cimitero.

di Gianni Lannes  

«Mi chiamo Anna Carrieri, ho cinquantadue anni, abito da quando sono nata al quartiere Tamburi (a Taranto, ndr). Il 16 maggio 2004 nel giro di 5 minuti perdo l’uso delle gambe». Il destinatario della missiva è il potente pluripregiudicato Emilio Riva, fondatore del Gruppo Riva a cui l’Ilva fa capo, riverito da Vendola in persona. Ma Anna ha inviato la lettera anche al Governatore della Regione Puglia. Nichi Vendola non ha ancora offerto uno straccio di risposta plausibile. Sarà un caso, ma il guru pugliese trova però il tempo di lasciarsi intervistare dalla patinata rivista IL PONTE, pubblicata, manco a farlo apposta dal patron Riva. Un periodico dove già nel primo numero si leggono amenità del presidente Vendola e della sua amica che l’ha adottato, tale Emma Marcegaglia, discendente di una casato dedito al traffico illecito di rifiuti, come hanno accertato alcune indagini giudiziarie e condanne penali di Steno ed Antonio (padre e fratello dell’ex presidente di Confindustria).

«L’Ilva mi ha condannata per tutta la vita sulla sedia a rotelle. La mia paralisi è stata provocata dall’inquinamento da metalli pesanti. Il mio organismo è pieno di minerali che tra i vari danni colpiscono il sistema nervoso centrale, attaccano la mielina con conseguente paralisi» prosegue la lettera di Anna.

Cemerad, rifiuti radioattivi.

LA CASSAZIONE: “Berlusconi pagò
Cosa Nostra con la mediazione
di Dell’Utri”

Dell'Utri e Berlusconi.

di Gianni Lannes

Sull’ex presidente del consiglio, tessera P2 (Cefis+Gelli), numero 1816, se prima aleggiava il sospetto sociale, ora la certezza è giudiziaria. «Vi è stato un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Marcello Dell’Utri». Così iniziano le motivazioni - depositate il 24 aprile - della sentenza della quinta sezione penale della Cassazione, con la quale è stata annullata con rinvio, il 9 marzo scorso, la condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa pronunciata dalla Corte d’appello di Palermo il 29 giugno del 2010. Il senatore Marcello Dell’Utri è stato il mediatore dell’accordo protettivo per il quale Silvio Berlusconi pagò alla mafia “cospicue somme” per la sua sicurezza e quella dei suoi familiari. Lo scrive la Suprema Corte nelle motivazioni della sentenza - numero 15727 - che ha annullato con rinvio la condanna per concorso esterno al bibliofilo Dell’Utri. Spiegano i supremi giudici che «in maniera corretta sono state valutate, dai giudici della Corte d’Appello di Palermo, le convergenti dichiarazioni di più collaboratori sul tema dell'assunzione, per il tramite di Dell’Utri, di Mangano ad Arcore, come la risultante di convergenti interessi di Berlusconi e di Cosa Nostra». Provata anche la «non gratuità dell’accordo protettivo, in cambio del quale sono state versate cospicue somme da parte di Berlusconi in favore della mafia». Per quanto riguarda l’assunzione del mafioso stalliere Vittorio Mangano alla villa di Arcore, ad avviso della Cassazione il dato di fatto «indipendentemente dalle ricostruzioni dei cosiddetti pentiti, è stato congruamente delineato dai giudici di merito come indicativo, senza possibilità di valide alternative, di un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri che, di quella assunzione, è stato l’artefice grazie anche all'impegno specifico profuso da Cinà».

24.4.12

CAVIRO: DITTATURA DI
UN INCENERITORE TARGATO PD

Calvio e Gentile - Foto L.Caporale.

di Gianni Lannes

“In nome du lu podestà è proibit”. L’incipit è di una famosa ballata del cantastorie Matteo Salvatore, nativo di Apricena, tornata improvvisamente d’attualità. Infatti, le lancette della storia in provincia di Foggia sono state forzatamente riportate al ventennio fascista,  in concomitanza del 25 Aprile e del Primo Maggio. Purtroppo accade realmente in questo 2012, sotto la regia delle propaggini periferiche del centro sinistra. Insomma, in nome e per conto del Partito Democratico ad Orta Nova, in Puglia, la sindachessa, Maria Rosaria Calvio (appartenente ad una famiglia con un passato illustre nel regime mussoliniano a livello locale) - ben protetta e diretta dall’assessore regionale Elena Gentile e dal capogruppo in provincia Paolo Campo (fautore dell’inceneritore illegale Marcegaglia), ora ha proibito a ben due movimenti politici, liberi e indipendenti che rappresentano una moltitudine di persone (ORTA CHE VORREI ed ORTA NOVA PER IL BENE COMUNE), di poter raccontare la verità sull’inceneritore fuorilegge, ovvero i retroscena  del losco affare propinato dalla ditta a responsabilità limitata Carapelle Energia, di proprietà della Caviro di Faenza (già joint venture con Hera nella impresa ad esclusivo trattamento rifiuti speciali, altrimenti detta Energica), in società con la Stc Group e la Coprag. Per la cronaca: questo inceneritore in Emilia Romagna è stato bandito, mentre nella vicina Carapelle (dove regna il sindaco PD, Alfonso Palomba, favorevole alla fabbrica di morte) è stato bocciato dalla popolazione. “Silenzio e a cuccia”, altrimenti sono guai: i 18 mila ortesi, tuttavia, devono subirlo senza fiatare. Il 21 marzo 2012 è piombato il progetto in municipio, ma la sindachessa Calvio non ha informato il Consiglio Comunale e tantomeno l’ignara popolazione. La Calvio a quasi un anno dal suo insediamento non mai profferito verbo contro l’inceneritore Marcegaglia, imposto dal suo capo, Campo Paolo. Anzi, il contrario: non ha mai chiesto di partecipare all’iter amministrativo  o, comunque di chiedere all’Unione dei 5 Reali Siti, di intervenire concretamente per proteggere dall’inquinamento atmosferico la popolazione ed il territorio.

Calvio, Monaco e Palomba - Foto L.Caporale.

IL PARLAMENTO EUROPEO CONTRO
L’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI


di Gianni Lannes

Parola d’ordine: “Strategia europea per la biodiversità 2020”.  Lo Stato italiano  o si adegua oppure sarà ancora una volta sanzionato dall’Ue. In parole più semplici:  «Il divieto di incenerimento dei rifiuti a vantaggio del riciclaggio e indicazioni a tutela della biodiversità». Questa importante indicazione è contenuta nella relazione sulla revisione del sesto programma d’azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il settimo programma. Non ci sarà più spazio per gli affarismi illeciti in salsa mafiosa di Regioni, Province, Comuni e multinazionali.

23.4.12

ITALIA: CARCERE A MORTE

Accadia (FG) carcere discarica.

di Gianni Lannes

La patria galera uccide senza pietà. Ben 186 morti nel 2011, di cui 66 suicidi e 23 decessi per cause da accertare. Cifre raggelanti - fornite dal Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap) - ignorate dall’opinione pubblica. Ben 1128 decessi dal 1990 ai giorni nostri, mentre il tasso medio di sovraffollamento a livello nazionale è pari al 150 per cento. Celle strapiene ma gelide d’inverno o surriscaldate d’estate, disperazione, rabbia e rassegnazione. L’ultima rivolta in ordine temporale è  esplosa al carcere Montacuto di Ancona il 9 dicembre 2011: un detenuto  magrebino si è cucito le labbra con ago e filo. I numeri ufficiali (forniti oggi dalla Uil penitenziari) parlano di “una popolazione carceraria che ha sfondato quota 68 mila persone, a fronte di una capienza di 44.385 posti”.  Il capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Franco Lonta, conferma “la perenne emergenza”.
L’ultima fotografia è nitida, nonostante la nebulosità dello Stato tricolore: «Carceri: in Italia crescono detenuti, sono 68 mila. 25 mila stranieri». Il Rapporto nazionale VII sulle condizioni di detenzione “Prigioni malate” dell’Associazione Antigone. Attesta che  «I detenuti ristretti nelle 206 carceri italiane sono 68.527 con 25.164 detenuti stranieri. Nel 2000 erano 52.784 i detenuti con 14.057 stranieri». In 10 anni, dunque, i detenuti sono cresciuti di 15.743 unità. Gli stranieri sono a loro volta aumentati di 11.107 unità. I due terzi della crescita della popolazione reclusa è stata quindi determinata dagli stranieri. L’altro terzo dai detenuti nati nel settentrione d’Italia. «La crescita degli stranieri in carcere - spiega Antigone - è provocata da leggi che puniscono l’inottemperanza dell’obbligo di espulsione e prevedono aggravi di pena per i recidivi».  

Accadia (FG) carcere discarica.

22.4.12

GREENPEACE: “DAL CONSIGLIO DI STATO
UN NUOVO ALT AL CARBONE SU
PORTO TOLLE”

di Gianni Lannes

Greenpeace accoglie con favore la sentenza emessa ieri dalla Sesta sezione del Consiglio di Stato, che respinge per inammissibilità il ricorso con cui la Regione Veneto ha chiesto di revocare la sentenza dello stesso Consiglio di Stato del 17 maggio 2011. Con quel pronunciamento fu dichiarato illegittimo il decreto del ministero dell'Ambiente che stabiliva la compatibilità ambientale del progetto Enel di conversione a carbone della centrale termoelettrica a olio combustibile di Porto Tolle, in provincia di Rovigo.
“Si tratta di un primo passo positivo nella direzione che Greenpeace, insieme ad altre associazioni ambientaliste e a operatori turistici e balneari, associazioni di pescatori e cittadini, persegue da tempo”  - dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.  “La sentenza con cui il Consiglio di Stato bocciò il progetto Enel, lo scorso maggio,  - continua Boraschi -  resta in piedi. Le scomposte manovre della Regione Veneto per revocarla, nell’interesse di un’azienda anziché dei cittadini, sono state bloccate dai giudici”.

21.4.12

CURE LETALI

di Gianni Lannes

Sciroppi all’antigelo, antibiotici senza principi attivi, falsi viagra e pseudo antiretrovirali per l’Hiv. Ogni dieci farmaci uno è fasullo. Radiografia del mercato ufficiale e clandestino che mette a rischio anche l’Italia

Di farmaci fasulli, privi dei principi attivi o inquinati da sostanze nocive, confezionati senza rispetto per gli esseri umani e per l’ambiente, ci si ammala. E spesso si muore. Lo attestano le cronache correnti.

AI PARTITI 2,3 MILIARDI DI EURO

di Gianni Lannes

Ecco i numeri mai letti prima: tanto pagano i fessi che piegano la schiena in silenzio. La somma dei soldi erogati dallo Stato, ovvero sborsati dai cittadini, alle formazioni politiche dal 1994 ad oggi ammonta a 2 miliardi e 300 milioni di euro. Il tutto in barba ai 31 milioni di italiani che nel 1993 hanno votato SI al referendum promosso dai Radicali per abolire il finanziamento dei partiti. In queste cifre si nasconde il “bottino” della partitocrazia: sono 1.700 milioni di euro, ovvero la differenza tra i 2,3 miliardi di euro già incassati e i 580 milioni di euro di spese elettorali documentate. Dopo il finanziamento è saltato fuori il rimborso per fregare italiane ed italiani che lavorano. Come aveva attestato in una famosa intervista Enrico Berlinguer  “i partiti hanno occupato lo Stato ma sono morti”, eppure succhiano ancora linfa vitale a noi. Chiudiamo i rubinetti e lasciamoli a secco. Ora e subito.
I partiti devono restituire il malloppo.

20.4.12

FIBRONIT. CONDANNA DI STRINGA

Foto: ambienteambienti.com

di Gianni Lannes

La Corte di Cassazione (quarta sezionale penale) ha confermato la condanna di Dino Stringa (classe 1922) imputato per omicidio colposo e già condannato in duplice grado di giudizio per i decessi causati alla Fibronit di Bari.
Una strage civile - 350 morti accertati, 70 solo tra i residenti di via Caldarola nel quartiere Japigia. “Ma si tratta di una stima per difetto - conferma l'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio nazionale amianto - la Fibronit ha prodotto manufatti di fibrocemento fino al 1985: a tutt’oggi la fabbrica attende di essere bonificata".
L’inchiesta iniziata nel 1997 a carico di ex amministratori (uno dei quali già deceduto) si è conclusa ora con la pronuncia definitiva della Suprema Corte. La sentenza segna un punto importante in vista dei procedimenti penali che riguardano le oltre 1000 vittime finora accertate dello stabilimento omonimo di Voghera, che vedono lo stesso Stringa sul banco degli imputati.

LUCANIA: STAZIONE FANTASMA
SU BINARIO MORTO

Matera, centro storico.
di Gianni Lannes

Ecco il volto del Belpaese.  Mentre al nord è sbarcata l’alta velocità imposta con la violenza dello Stato e gli affari delle mafie, al sud in una città dell’Unesco non è ancora arrivato il treno. A distanza di un secolo e mezzo dall’Unità d’Italia, gran parte della Basilicata non ha ancora una linea ferroviaria. Un record mondiale al negativo che però ha bruciato una ingente somma di denaro pubblico. «Vado a Matera a trovare lo zio Pietro. Come? In treno naturalmente». Così recitava nel 2005 lo spot radiofonico di Trenitalia, bollato come ingannevole. Una trovata divertente, se non fosse che l’importante città lucana è l’unico capoluogo di provincia dello Stivale dove le locomotive delle FS non sono mai approdate. Al loro posto infinite promesse. L’ultima quella dell’ex ministro Lunardi, alla vigilia delle amministrative del 2002: «Avrete stazione e ferrovia». Da allora i lavori per la costruzione del tratto fra Matera e Ferrandina, nel cuore del Val Basento, non sono più ripresi: 20 chilometri sui quali dal 1986 sono stati spesi 530 miliardi di inflazionate lirette (in valuta corrente: oltre 270 milioni di euro). Insomma: treni dei desideri. Già, perché sono state realizzate con denaro pubblico opere pubbliche ormai in malora. La galleria Miglionico, per esempio: 6 chilometri di valico fra Basento e Bradano, sfidando un terreno argilloso e franoso soggetto a smottamenti continui, per scoprire che era piena di gas. «Questo ha richiesto un incremento di budget (altri 115 milioni di euro, ndr) ma non ha fermato i lavori - spiega Erwan Gueguen, geologo e ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche - restano gravi problemi di instabilità geologica che ci fanno dubitare della sua reale possibilità di funzionamento». 

Lucania linea FS fantasma.

25 aprile Orta Nova
NO AGLI INCENERITORI

18.4.12

INCENERITORE CAVIRO:
A MORTE I 5 REALI SITI

Orta Nova-Carapelle, sito inceneritore Caviro.
di Gianni Lannes

Veleni di morte a base di diossine cancerogene, metalli pesanti e nanopolveri micidiali, ad un soffio dalla vita che anima il nord della Puglia. Per l’esattezza, ad un tiro di schioppo da Orta Nova e Carapelle in provincia di Foggia. Il progetto bocciato a Forlì, è sbarcato in provincia di Foggia; così è stato diviso a metà: un pezzo agli ortesi ed il resto ai carapellesi. Non è la prima  fabbrica di morte nella zona: a due chilometri in linea d’aria ormai si staglia l’inceneritore Marcegaglia, edificato illegalmente in località Paglia, agro di Manfredonia, ma ai confini amministrativi con Cerignola.

Sindaco fantasma - Il 21 marzo 2012 è giunta all’attenzione - con tanto di protocollo - dell’Amministrazione Comunale di Orta Nova, vale a dire del sindaco Maria Rosaria Calvio (Pd) una missiva a firma di Sergio Celotti, presidente della società a responsabilità limitata Carapelle Energia (proprietà: Caviro, Stc Group srl, Coprag).
La suddetta nota ha per oggetto - è scritto testualmente - la “domanda di autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio dell’impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”, con richiesta di pubblicazione all’albo pretorio - come impone la legge in materia - per 45 giorni consecutivi”. Tradotto: il solito inceneritore mascherato, che piomba in una fertile area agricola. Una “centrale a biomasse”, cavallo di Troia utile a penetrare senza difficoltà nel Mezzogiorno del Sud e massacrarlo a piacimento. La “prima cittadina” Calvio - che si vanta a parole di essere una “ecologista”,  invece di indire subito un consiglio comunale monotematico ed informare la cittadinanza, ha preferito tacere. Ecco allora il documento che la smaschera. La massima autorità sanitaria del paese ha il dovere giuridico e morale di difendere la popolazione. Invece: silenzio, ovvero assenso, in accordo con l’amico sindaco di Carapelle, Alfonso Palomba, già rinviato a giudizio per voto di scambio. Gli ordini dell’assessore regionale Elena Gentile e del capogruppo Pd alla Provincia, Paolo Campo (già sindaco di Manfredonia, e fautore con atti palesemente illeciti dell’inceneritore Eta, ossia Marcegaglia) non si discutono.

Gentile e Calvio - Foto: L. Caporale.

17.4.12

GIOCHI DI GUERRA
SULLA PELLE DEI SARDI

Sardegna, unità nucleari Usa.

di Gianni Lannes

Sulla grande isola ad ovest dello Stivale che scruta la penisola iberica nel bel mezzo del Mar Tirreno, ormai da decenni la primavera viene annichilita dall’impronta bellica. Altro che cartolina vacanziera. Anche quest’anno in mare lo scenario infernale non muta. «Esercitazioni a fuoco: lanci di missili e razzi nel mese di marzo, aprile, maggio e giugno 2012». Le ordinanze 41, 43, 48 e 51 dalla Capitaneria di porto di Cagliari - a firma del capitano di vascello Vincenzo Di Marco su ordini superiori della Difesa imposte con procedura d’urgenza - ordinano l’interdizione alla navigazione, all’approdo, alla pesca ed ai mestieri affini, entro le acque territoriali comprese nella giurisdizione del circondario marittimo cagliaritano.

Al miglior offerente - In affitto. Il 29 novembre 2006 l’allora Capo di Stato Maggiore dell’aeronautica, Vincenzo Camporini dichiarava in un’audizione alla Camera: «Le elevate potenzialità delle strutture militari della Sardegna, per l’addestramento operativo di forze aeree sono diventate oggetto di interesse di vari Paesi alleati e amici. In particolare di francesi e tedeschi. La Francia è infatti disposta a integrare le strutture già presenti in Corsica. Mentre la Germania è orientata a ottimizzare gli oltre 13 milioni di euro che versa ogni anno all’Italia per l’utilizzo di un’altra base sarda, quella di Decimomannu». Capo Frasca, Capo Teulada e Salto di Quirra sono gli scenari più evidenti di occupazione militare. Solo a Capo Frasca ci sono a disposizione 1.416 ettari. A gestire il poligono è proprio l’aeronautica. E a Capo Frasca insistono un eliporto, impianti radar e basi di sussistenza. “La Difesa ci ridia la baia”: l’amministrazione comunale di Tertenia chiede al Poligono di Quirra la restituzione agli usi civili dei quattro ettari in riva al mare dove alloggia la postazione militare di Punta Is Ebbas. La richiesta è stata inoltrata invano, ben 5 anni fa dal sindaco Pisu al ministero della Difesa.

USA.

ANCORA SOLDI PUBBLICI
AI PARTITI


di Gianni Lannes

Dopo il golpe senza baionette di Monti favorito dal presidente Napolitano, Alfano, Bersani e Casini hanno detto no alla cancellazione del finanziamento pubblico ai partiti.  Eppure era già stato cancellato da un referendum, ma i boiardi di Stato nullafacenti se ne sono infischiati ed hanno continuato come se niente fosse ad infilare le mani nelle nostre tasche. Non vogliono proprio capire che i loro assurdi privilegi cadranno inesorabilmente grazie alla fame ed alla povertà che ci hanno confezionato. E’ possibile, che siano così dementi e attaccati come delle sanguisughe alle poltrone tanto da poter pensare di lucrare ancora il nostro sangue? A quando una rivoluzione in un Belpaese incapace perfino di una seria riforma che abolisca tutti i privilegi istituzionali?

16.4.12

VOGHERA:
INIZIA IL PROCESSO FIBRONIT

di Gianni Lannes
A proposito di morti provocati dall’amianto.  «Nessuno mi restituirà mia madre e mio padre, entrambi deceduti per mesotelioma, ma è importante che si eviti la morte di altri innocenti. Ed è per questo che oltre a invocare giustizia chiediamo la bonifica dei siti contaminati. La nostra battaglia proseguirà e nulla e nessuno ci potranno fermare» dichiara Silvio Mingrino, presidente dell’associazione Avani e coordinatore regionale in Lombardia dell’OsservatorioNazionale Amianto.
Parte il processo alla Fibronit: sono chiamati alla sbarra gli amministratori e direttori dello stabilimento di Broni, inchiodati dalle loro responsabilità. E’ un elenco lungo quello dei morti: intere famiglie, spesso anche mogli e figli degli operai. Sono comparse in aula anche alcune vittime ancora in vita, anche se gravemente malate.

LEGGE CLINI.
VIA LIBERA AI RIFIUTI SPECIALI
NEL CEMENTO


di Gianni Lannes

Ci aveva già pensato nell’anno 2010 il piduista Silvio Berlusconi (tessera 1816) con il decreto numero 205, e prima ancora il morente Governo Prodi con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 aprile 2008 che ha spalancato il portone alla maggioranza di centro destra per una gestione autoritaria in materia di localizzazione di siti e costruzione di impianti per la produzione di energia (centrali nucleari, inceneritori e cementifici). Adesso, «Entro fine mese il decreto per la trasformazione dei rifiuti in combustibile» annuncia il ministro dell’Ambiente Corrado Clini al convegno Aitec - Nomisma (ente d’affari prodiano). Il comunicato stampa del dicastero “ecologico” è lapidario. Caltagirone (Casini) ringrazia per tanta grazia.

«Vareremo entro fine mese un decreto che prevede l’impiego di combustibili solidi secondari nei processi industriali, in particolare nel settore del cemento, che aiuterà anche molte regioni ad uscire dallo stato di emergenza».
A vuotare è Corrado Clini, ministro di un Governo Monti - non eletto dagli italiani ma imposto con un golpe soft - nell’ambito del suo intervento al convegno di presentazione dello studio Nomisma Energia sui Combustibili solidi secondari (Css), cioè combustibili ricavati dai rifiuti ma diversi dal Combustibile da rifiuti (Cdr), vale a dire più pericolosi delle ecoballe.
«L’ uso come combustibile in centrali, cementifici o anche termovalorizzatori può essere una strada da seguire - spiega Clini - per risolvere il problema dei rifiuti, per valorizzare energicamente i rifiuti e per uscire fuori da un circuito nel quale la malavita organizzata ha avuto un ruolo molto importante. Il nostro obiettivo è quello di far uscire i rifiuti dal ciclo ordinario per portarli in un ciclo industriale, qualunque sia: raccolta differenziata, recupero di energia o recupero di materiali».
Quindi, il ministro sottolinea che è sua intenzione «favorire e promuovere un accordo di programma tra il ministero dell’Ambiente, alcune regioni italiane e Aitec (Associazione italiana tecnico economica del cemento, ndr) sulla valorizzazione energetica del Css nelle regioni italiane che sono maggiormente esposte e tutt’ ora in una grave situazione di emergenza», confusione creata a tavolino per favorire il business dei soliti prenditori industriali, ovvero del potere economico che controllo la politica italiana.
Quindi, affrontando il caso dell’emergenza Roma, chiarisce che la città «non entrerà in emergenza se avrà questa prospettiva, che poi è quella delle direttive europee e delle leggi nazionali».

14.4.12

MOVIMENTI TETTONICI DI ORIGINE BELLICA

Italia, sommergibile atomico USA.
di Gianni  Lannes

Giochi di guerra nel Belpaese. Il 13 aprile 2012, in mattinata hanno tremato Palermo e Trapani (magnitudo 4.3), mentre alle 22 e 13 minuti, una scossa di magnitudo 3.3 è stata avvertita in Toscana (epicentro a 16 chilometri NW da Pistoia: 44.08 N; 10.88 E), segnala il Centre Sismologique Euro-Méditerranéen. A mezzanotte e 22 minuti del 14 aprile, ha tremato Ascoli Piceno (magnitudo 2.1). Non è tutto. Come attesta l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, negli ultimi 30 giorni - ma non solo - tremori e scuotimenti tellurici hanno interessato gran parte dello Stivale. Particolarmente colpite le seguenti aree: Tirreno, Medio Adriatico e Ionio.

Nel report di ieri stilato dall’Ingv si legge: “L’attività sismica degli ultimi tre mesi si è concentrata maggiormente a nordest della zona colpita dal terremoto di oggi (13 aprile 2012, ndr), più in prossimità dell’isola di Ustica. La distribuzione del numero di terremoti nel tempo mostra due picchi di attività, intorno al 27 febbraio e quello odierno”. A fine febbraio, a livello ufficiale, era in atto l’esercitazione militare Proud Manta 12. In seguito, sono decollate le solite sperimentazioni belliche occulte. 

B 61, bomba nucleare Usa ad Aviano.

I BOLLENTI SPIRITI DI VENDOLA

Paola Laforgia





di Gianni Lannes



L'attuale presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti pugliesi, è Paola Laforgia. Fin qui niente di strano. Il marito è Davide Pellegrino, capo di gabinetto di Vendola. Tranquilli svendolini e tifosi lobotomizzati, non vi agitate come al solito, è tutto a posto. Però che singolare tempismo. Il Governatore Nichi, in persona, forse tenta di rifarsi una verginità perduta? Un rozzo e maldestro maquillage, rimasticato in tutta fretta per riacciuffare la serenità smarrita? Ecco, in diretta, cosa è accaduto il 13 aprile 2012 alla Regione Puglia. «Come annunciato questa mattina in conferenza stampa dall'Assessore regionale alle Politiche Giovanili Nicola Fratoianni, durante il Bollenti Spiriti Camp 2012 (Lecce, 31 maggio - 2 giugno) verrà presentato il nuovo bando Principi Attivi 2012. Il bando resterà aperto 4 mesi, quindi sarà possibile presentare progetti dai primi di giugno fino alla fine di settembre 2012. La principale novità riguarderà la procedura di accesso al bando, che sarà completamente informatizzata per velocizzare la successiva fase di valutazione e il disbrigo delle pratiche. Per l’edizione 2012 sono al momento disponibili 4 milioni di Euro che consentiranno di finanziare fino ad un massimo di 160 progetti».

13.4.12

UNICREDIT: ADDIO ALL’EURO.
DISOCCUPAZIONE E DEBITO PUBBLICO
ALLE STELLE


di Gianni Lannes

E’ prossima la fine dell’euro? L’Italia potrebbe presto rispolverare le lire?  Non è un’ipotesi fantascientifica o catastrofista. A certificare l’elevato rischio del crac, nero su bianco, è un rapporto della seconda banca italiana consegnato il 4 gennaio 2012 alla Consob. L’analisi emerge da un documento ufficiale: il prospettivo informativo che ha fissato il prezzo dell’aumento di capitale a 7,5 miliardi.   
«Le preoccupazioni relative all’aggravarsi della situazione del debito sovrano dei paesi dell’area euro potrebbero portare alla reintroduzione, in uno o più paesi di valute nazionali o, in circostanze particolarmente gravi, all’abbandono dell’euro» si legge nel report. Inoltre, da pagina 66 in poi: «L’uscita o il rischio di uscita dell’euro da parte di uno o più paesi dell’area euro e/o l’abbandono dell’euro quale moneta, potrebbero avere effetti negativi rilevanti sia sui rapporti contrattuali in essere, sia sull’adempimento delle obbligazioni da parte del Gruppo UniCredit e/o dei clienti del Gruppo UniCredit, con conseguenti effetti negativi rilevanti sull’attività e sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo UniCredit».
È la prima volta che un atto ufficiale di una potente banca italiana parla di una tale ipotesi decidendo di mettere in guardia i risparmiatori anche da una possibile dissoluzione della moneta unica. UniCredit poi lo fa proprio nel momento in cui ha chiesto denaro ai propri azionisti. L’Istituto bancario vale oggi la metà di quanto capitalizzava a fine ottobre 2011. Il valore della banca si aggira attualmente attorno a 8,6 miliardi. I tempi in cui l’UniCredit in Borsa valeva circa 100 miliardi (primavera 2007), sembrano appartenere ad un’epoca remota.

NICHI VENDOLA: ARRIVA
IL SECONDO AVVISO DI GARANZIA


di Gianni Lannes

Abuso d'ufficio, falso e peculato nell’accordo con un ospedale ecclesiastico, coinvolto un vescovo

Altre sacrosante tegole giudiziarie hanno appena investito il Governatore pro tempore della Regione Puglia, Nichi Vendola. Dopo essere stato accusato da ben tre magistrati della Procura della Repubblica barese “di aver favorito la nomina di un primario all’ospedale San Paolo di Bari” (Paolo Sardelli, amico intimo di Nichi), il presidente pugliese ha ricevuto un altro avviso di garanzia. Ora i magistrati (uno dei quali, Digeronino, era stata già minacciata pubblicamente da Vendola con una lettera) gli vengono contestati i reati di “abuso d’ufficio, peculato e falso”. Insieme a Vendola, sono indagati per gli stessi reati anche Alberto Tedesco e Tommaso Fiore, ex assessori alla sanità, Monsignor Mario Paciello, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e don Mimmo Laddaga, direttore dell’ospedale ecclesiastico ‘Miulli’ di Acquaviva.

Il pm della procura di Bari avrebbe riscontrato irregolarità in una transazione da 45 milioni non conclusa tra Regione e l'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti.  

TERREMOTO A PALERMO:
NATO RISPONDA

di Gianni Lannes

Venerdi 13 aprile 2012. Che combinano le forze belliche dell’Alleanza Atlantica nel Basso Tirreno? C’è un legame - causa ed effetto - tra esercitazioni militari segrete nel Mare Nostrum e le conseguenze sismiche? Soprattutto quando s’interagisce su faglie sensibili ed aree vulcaniche sottomarine? Cosa stanno sperimentando all’insaputa della popolazione italiana i padroni USA? La ricerca in corso di idrocarburi nei mari italiani, mediante cariche esplosive e cannoni “Air Gun” ha già provocato la morte di numerosi cetacei. In Sicilia si sono spiaggiati numerosi mammiferi marini. Ecco qualche lancio d’agenzia giornalistica.
(AGI) - Palermo, 13 apr. - “Una scossa di terremoto è stata sensibilmente avvertita poco dopo le 8.21 di questa mattina a Palermo. La terra ha tremato per alcuni secondi e il sisma è stato percepito dalla popolazione. L'evento sismico è stato registrato al largo delle coste palermitane, esattamente a 30 chilometri a Nord del capoluogo siciliano. Sebbene avvertito dalla popolazione, dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile, non risultano danni a persone o cose. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle ore 08.21 con magnitudo di 4.3. La scossa, avvertita soprattutto ai piani alti, ha provocato il panico e spinto molti palermitani a radunarsi in strada, anche in pigiama. I centralini di polizia e vigili del fuoco sono intasati. In molti hanno preferito andare a riprendere i figli che stavano per entrare a scuola”.

12.4.12

Comitato sardo Gettiamo le Basi,
Famiglie militari uccisi da tumore
Comitato Amparu
Comitato Su Sentidu


15 aprile SIT-IN mensile a Cagliari, piazza del Carmine, ore 10

VERITA’ e GIUSTIZIA
per gli uccisi da veleni di guerra e di poligono
FERMARE la STRAGE di STATO
Dal 15 luglio 2011 il rappresentante del Governo ci offre molte parole di umana comprensione, il Governo permane in silenzio tombale.
LA VERITA’ sulla STRAGE di STATO, nota a tutti, è stata ormai dimostrata dalla Procura di Lanusei con prove inoppugnabili (rese note dai media a partire dal 24 marzo). Con un lavoro durato poco più di un anno ha risolto “il mistero” - che da 11 anni si vuole tale - del disastro ambientale e sanitario causato dal poligono Quirra-Perdasdefogu. Ha trovato alcune delle “armi del delitto”: lo smaltimento della spazzatura bellica Italia-Nato, sia in discariche fuorilegge, sia con i brillamenti fuorilegge, e conseguente contaminazione di aria, suolo, acque; le emissioni radar; il torio radioattivo sparso dai missili, accumulato e conservato nelle povere ossa degli uccisi. Ha messo sotto accusa:
* alcuni degli intoccabili in divisa, otto generali, un maggiore, due colonnelli, il tenente ex sindaco di Perdasdefogu;
* alcuni complici di alcuni dei depistaggi, i sei responsabili di due indagini “scientifiche” truffa approntate dal ministero della Difesa;
* due esponenti della vasta “zona grigia” dedita all’ostinata rimozione dell’evidenza. Il sindaco di Perdasdefogu e l’epidemiologo  medico competente del poligono sono indagati per ostacolo aggravato alla difesa da un disastro e favoreggiamento aggravato.
Nulla toglie alla dimostrazione oggettiva del nesso causale tra le attività militari e la strage l’ipotesi, purtroppo realistica,  che “gli intoccabili” evitino l’accusa di omicidio plurimo volontario. I meandri e i mille rivoli della catena di comando, la distribuzione di responsabilità in un groviglio inestricabile di livelli (dal soldato che ha eseguito l’ordine al Capo Supremo delle Forze Armate Italiane, ai vertici Nato) garantiscono l’anonimato, rendono improbabile individuare gli assassini con nome e cognome, quindi procedere contro
BLOCCARE
la STRAGE di STATO

SENTENZA DEL PROCESSO
DELL’ ATR 72 AMMARATO
A PALERMO NEL 2005


di Gianni Lannes

Atr 72 schiantato nel golfo di Palermo, pene ridotte in Appello a piloti e tecnici

Riconosciute le attenuanti generiche ai sette imputati, tutti tunisini, accusati a vario titolo, di disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose gravissime. Il comandante Chafik Gharby condannato a 6 anni e 8 mesi.
Pene ridotte in appello per i piloti e i tecnici dell’Atr 72 della Tuninter, che si spezzò in tre parti ammarando nel golfo di Palermo il 6 agosto 2005. Il disastro costò la vita a 16 persone. La seconda sezione della corte d'appello di Palermo ha riconosciuto le attenuanti generiche ai sette imputati, tutti tunisini, accusati a vario titolo, di disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose gravissime. Il comandante Chafik Gharby è stato condannato a 6 anni e 8 mesi (in primo grado ne aveva avuti 10).

Lettera aperta di
Gianni Lannes a Vendola


Egregio Governatore, o dovrei chiamarti Nichi. In fondo ci conosciamo dalla metà degli anni ‘90, quanto entrambi a Roma, scrivevamo per il quotidiano Liberazione. Preferisco darti del Lei, tenere le distanze, come sai non da adesso che sei caduto in disgrazia, ma già da alcuni anni. Esattamente da quando ho scoperto, tornando alla mia terra, quello che stavi combinando con la tua amica Marcegaglia ed il compagno Riva, nonché numerosi altri affaristi senza scrupoli. Altro che nausea: è proprio schifo per il personaggio da operetta che sta distruggendo la Puglia ed ingannando i giovani.

Essere tranquilli con la propria coscienza è un fatto intimo e aiuta a tenere su il tono;  se Lei Governatore si dice sereno  sono contento  per l'istituzione che indegnamente rappresenta. La coscienza è un patrimonio privato al quale può accedere solo chi ne ha almeno un barlume. Chissà.

MONTI RINNOVABILI

Foggia, inceneritore e fabbrica ecoballe Marcegaglia.

di Gianni Lannes

Nel Belpaese che nel 1993 ha quotato in Borsa i rifiuti con un trucco legislativo,  padroni e padroncini le chiamano fonti verdi ma sono più nere del carbone. In gergo affaristico altrimenti dette “rinnovabili”. Ora sono stati appena varati i nuovi incentivi. Target al 35% entro il 2020.Neanche Berlusconi aveva osato tanto.  Esultano i padroni del vapore: banche, potentati, lobbies, Marcegaglia, De Benedetti e compagnia bella. «Viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per le tasche dei cittadini e delle imprese», scrivono i ministri Passera, Clini e Catania. Naturalmente, alla faccia dell’ignaro contribuente già dissanguato da tasse e balzelli d’ogni genere. A farne le spese sarà l’indifesa natura, aree agricole comprese.
Sono questi i traguardi cui ambisce il Governo Monti, eterodiretto e privo di legittimazione democratica, che ha appena  varato i decreti ministeriali con i quali si introduce un nuovo regime di incentivazione per le “energie rinnovabili”. «Scopo del Governo - si legge nella nota diffusa dai ministeri competenti - è programmare una crescita dell’energia rinnovabile più equilibrata che, oltre a garantire il superamento degli obiettivi comunitari al 2020 (dal 26% a circa il 35% nel settore elettrico), consenta di stabilizzare l’incidenza degli incentivi sulla bolletta elettrica».

LEGA E ‘NDRANGHETA:
AFFARI DURATURI


di Gianni Lannes

“I vertici della Lega non potevano non sapere in che modo Belsito gestiva la cassa”. Una fonte ai massimi livelli dell'inchiesta della Procura di Reggio Calabria rivela: “L'ex tesoriere aveva un ruolo più ampio”. E i legami pericolosi tra il Carroccio e le ‘ndrine sarebbero stati assai duraturi.
Ci sarebbero stati rapporti con personaggi vicini alla cosca De Stefano e con ambienti dell’estrema destra milanese. E i soldi riciclati sarebbero “ben oltre il miliardo di euro”. Ancora una settimana di tempo per studiare la valanga di materiale probante, poi il vertice tra le Procure a Milano. La storia di un’inchiesta che mette radici nel 1999 e che porterà molto presto a nuovi indagati. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni - nel Governo Berlusconi - era davvero ignaro di tutto?

RIFIUTI IN CAMPAGNA
E VELENI A TAVOLA

Ar, rifiuti.
di Gianni Lannes

Arsenico, cadmio, cromo, cromo esavalente, mercurio, piombo, rame, nichel, zinco, benzene, toluene, xilene, etilbenzene, solventi clorurati, oli minerali. Vi dicono niente questi nomi? Beh, i residenti in Puglia (provincia di Foggia), farebbero bene a sapere quanto prima di che cosa si tratta. Perché sono soltanto alcune delle sostanze micidiali - provano le analisi chimiche - contenute nei fanghi prodotti dalla nota azienda AR Industrie Alimentari S.p.A. con sede legale ad Angri (Salerno) e tre stabilimenti, uno dei quali ad una manciata di chilometri da Foggia, in località Incoronata. Il patron a tutti gli effetti è, o meglio, era fino a pochi mesi fa, Antonino Russo che recentemente ha ceduto la quota di maggioranza della società (51%) alla Mitsubishi.

Rapporti di prova - Prendiamone uno a caso (datato 26/08/2009): “solido pastoso omogeneo di colore scuro” consegnato a cura del Dr. Chim. Raffaele Giorgio. «Campione pervenuto in contenitore di plastica recante indicazione: “Fango impianto di depurazione proveniente dall’impianto in dotazione alla soc. AR Industrie Alimentari S.p.A. stabilimento di Foggia» attesta il chimico Cecilia Fontanella del laboratorio ChiBi Lab s.r.l. con sede a Pagani nel salernitano. L’esito appare inequivocabile: «Visti i risultati analitici conseguiti sui parametri prescelti in base alle informazioni ricevute circa la provenienza del rifiuto, la categoria di appartenenza e l’attività che lo ha generato e accertata inoltre la presenza di sostanze ritenute pericolose elencate nell’all. D alla parte IV del D.Lgs. n° 152 del 03-04.2006 in concentrazione inferiori a quanto previsto dalla direttiva comunitaria 2000/532/CE, il rifiuto è da ritenersi RIFIUTO SPECIALE NON PERICOLOSO (…) Pertanto il materiale può essere inviato in impianti per essere sottoposto ad attività di recupero». 
 
Foggia.

NICHI VENDOLA:
IN ATTESA DEL PROCESSO


di Gianni Lannes

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è indagato per concorso in abuso d’ufficio per aver favorito la nomina di un primario all’ospedale San Paolo (Paolo Sardelli). Ad accusarlo è Lea Cosentino, ex dirigente dell’Asl Puglia che risulta essere indagata nello stesso procedimento per lo stesso capo di imputazione.  

Inchiesta giudiziaria - Secondo la Procura della Repubblica di Bari, Vendola e Cosentino sono indagati per aver dal 25 settembre 2008 al 19 aprile 2009 «Cosentino Lea, nella qualità di direttore generale della Asl Bari, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, su istigazione e determinazione di Vendola Nicola, presidente della Regione Puglia, in violazione dei principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione, dell’art.15 d.leg.vo 30 dicembre 1992 n.502, dell'art.15-ter d.leg.vo 19 giugno 1999 n.229 e dell'art.10 della legge regionale 3 agosto 2006 n.25, intenzionalmente procurato a Sardelli Paolo un ingiusto vantaggio patrimoniale», favorendolo per «l'incarico quinquennale di Direttore medico della Struttura complessa di chirurgia toracica del presidio ospedaliero San Paolo». Trema Nichi e con lui tutto il centro sinistra affaristico, perché se i magistrati scoperchieranno definitivamente il vaso di pandora – in cui ci sono anche i rifiuti e gli inceneritori di Emma Marcegaglia e Carlo Dante Columella - la sua carriera politica è terminata per sempre. Altro che Palazzo Chigi: Regina Coeli. Allora, scrivono i pm nell’avviso di conclusione delle indagini: «Condotta consistita nell’aver la Cosentino - su istigazione e determinazione di Vendola, che assicurava tra l’altro alla Cosentino la propria “protezione” da eventuali rilievi e/o iniziative di terzi cointeressati (“Non ti devi preoccupare di questa cosa ti copro io”) in violazione del principio costituzionale del buon andamento e imparzialità dell'amministrazione». In sostanza sostiene la Procura la riapertura dei termini per la presentazione della domande sarebbe stata riaperta al fine «favorire esclusivamente la situazione personale di Paolo Sardelli, insistentemente segnalata da Vendola («Quel concorso deve vincerlo Sardella»).  
La pressione di Vendola nei confronti di Cosentino avvenne - secondo la procura di Bari - «in assenza di un fondato motivo di pubblico interesse» e «sulla base di una motivazione pretestuosa e in sè contraddittoria (asserita esigenza di un’ ampia possibilità di scelta in relazione alla esiguità del numero dei candidati che hanno presentato domanda, in palese contrasto con la dichiarata specifica particolarità della disciplina oggetto della selezione)». Dopo la riapertura dei termini per la presentazione delle domande, «con deliberazione del 19 aprile 2009 n.9183/1 Cosentino presceglieva - fra i soli tre candidati presenti alla prova colloquio tenutasi il 30 marzo 2009, tutti dichiarati idonei dalla Commissione di esperti ed inseriti nella terna da proporre al Direttore generale per la nomina (...) - il dott.Sardelli ai fini del conferimento dell'indicato incarico».

11.4.12

SANITA’: INDAGATO NICHI VENDOLA

di Gianni Lannes

Finalmente una buona notizia, dopo tutti gli affarismi e le menzogne dell’ex comunista, adottato dalla Marcegaglia, premiato insieme a Berlusconi col cedro d’oro di don Verzé. A dare l'annuncio è stato lo stesso presidente della Regione in una conferenza stampa convocata d'urgenza. L'accusa è di concorso in abuso d'ufficio per la scelta di Paolo Sardelli all'ospedale San Paolo di Bari. A fare il nome del governatore, che si è detto "assolutamente sereno", è stata Lea Cosentino, la Lady Asl degli scandali della sanità pugliese. In passato Vendola aveva minacciato tramite una lettera il magistrato Desiré Digeronimo che aveva osato sfiorarlo. Sarà la volta buona per spalancare il vaso di pandora ed archiviare Nichi il parolaio.

SONO MARIO MONTI
E MI CO-MANDA ZIO SAM

di Gianni Lannes

Dominazione bellica e grinfie economiche a stelle e strisce sull’Europa. Golpe senza stragi (per ora) e crisi finanziarie preconfezionate. Solo in Italia - ovviamente con il beneplacito della Santa Sede - un dipendente di una banca nordamericana a delinquere (GoldmanSachs), già al soldo della Commissione Trilaterale (fondata da David Rockfeller), nonché membro dell’Aspen Institute, senza essere eletto democraticamente diventa capo del Governo. Così, dalla padella di Berlusconi siamo transitati direttamente nell’altoforno del “governo tecnico” senza nemmeno fare una sosta nella brace sinistroide.  

Il marcio - Il professor Monti è stato commissario europeo dal 1994 al 2004, facendo parte di ben due commissioni. La commissione Santer, la prima di cui ha fatto parte, è nota ai più per essere di gran lunga la commissione più vergognosa della storia europea. La commissione fu costretta alle dimissioni anticipate onde evitare una inedita sfiducia da parte del Parlamento europeo, dopo una serie di scandali partiti dalla commissaria francese Cresson, la quale aveva nominato nel suo staff il suo amante Philippe Barthelot. L’affaire Cresson era solo la punta dell’iceberg e di lì a poco emerse tutto il marcio. La commissione d’inchiesta del parlamento UE concluse che v’era “una responsabilità collegiale dei commissari nei casi di frode e nepotismo”. Sebbene coinvolto negli scandali come tutta la commissione Santer, Mario Monti rimase al suo posto anche nella commissione Prodi. Alla scadenza del suo secondo mandato Monti si reinventa banchiere ed entra nella squadra della piovra Goldman Sachs, la banca che ha aiutato per anni i governi greci di Simitis, Karamanlis e Papandreu a truccare i conti, nel ruolo di consulente internazionale.