26.4.12

TARANTO: RIFIUTI NUCLEARI
E CHIMICI,
TUMORI ALLE STELLE

Taranto cimitero.

di Gianni Lannes  

«Mi chiamo Anna Carrieri, ho cinquantadue anni, abito da quando sono nata al quartiere Tamburi (a Taranto, ndr). Il 16 maggio 2004 nel giro di 5 minuti perdo l’uso delle gambe». Il destinatario della missiva è il potente pluripregiudicato Emilio Riva, fondatore del Gruppo Riva a cui l’Ilva fa capo, riverito da Vendola in persona. Ma Anna ha inviato la lettera anche al Governatore della Regione Puglia. Nichi Vendola non ha ancora offerto uno straccio di risposta plausibile. Sarà un caso, ma il guru pugliese trova però il tempo di lasciarsi intervistare dalla patinata rivista IL PONTE, pubblicata, manco a farlo apposta dal patron Riva. Un periodico dove già nel primo numero si leggono amenità del presidente Vendola e della sua amica che l’ha adottato, tale Emma Marcegaglia, discendente di una casato dedito al traffico illecito di rifiuti, come hanno accertato alcune indagini giudiziarie e condanne penali di Steno ed Antonio (padre e fratello dell’ex presidente di Confindustria).

«L’Ilva mi ha condannata per tutta la vita sulla sedia a rotelle. La mia paralisi è stata provocata dall’inquinamento da metalli pesanti. Il mio organismo è pieno di minerali che tra i vari danni colpiscono il sistema nervoso centrale, attaccano la mielina con conseguente paralisi» prosegue la lettera di Anna.

Cemerad, rifiuti radioattivi.

20.4.12

LUCANIA: STAZIONE FANTASMA
SU BINARIO MORTO

Matera, centro storico.
di Gianni Lannes

Ecco il volto del Belpaese.  Mentre al nord è sbarcata l’alta velocità imposta con la violenza dello Stato e gli affari delle mafie, al sud in una città dell’Unesco non è ancora arrivato il treno. A distanza di un secolo e mezzo dall’Unità d’Italia, gran parte della Basilicata non ha ancora una linea ferroviaria. Un record mondiale al negativo che però ha bruciato una ingente somma di denaro pubblico. «Vado a Matera a trovare lo zio Pietro. Come? In treno naturalmente». Così recitava nel 2005 lo spot radiofonico di Trenitalia, bollato come ingannevole. Una trovata divertente, se non fosse che l’importante città lucana è l’unico capoluogo di provincia dello Stivale dove le locomotive delle FS non sono mai approdate. Al loro posto infinite promesse. L’ultima quella dell’ex ministro Lunardi, alla vigilia delle amministrative del 2002: «Avrete stazione e ferrovia». Da allora i lavori per la costruzione del tratto fra Matera e Ferrandina, nel cuore del Val Basento, non sono più ripresi: 20 chilometri sui quali dal 1986 sono stati spesi 530 miliardi di inflazionate lirette (in valuta corrente: oltre 270 milioni di euro). Insomma: treni dei desideri. Già, perché sono state realizzate con denaro pubblico opere pubbliche ormai in malora. La galleria Miglionico, per esempio: 6 chilometri di valico fra Basento e Bradano, sfidando un terreno argilloso e franoso soggetto a smottamenti continui, per scoprire che era piena di gas. «Questo ha richiesto un incremento di budget (altri 115 milioni di euro, ndr) ma non ha fermato i lavori - spiega Erwan Gueguen, geologo e ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche - restano gravi problemi di instabilità geologica che ci fanno dubitare della sua reale possibilità di funzionamento». 

Lucania linea FS fantasma.

18.4.12

INCENERITORE CAVIRO:
A MORTE I 5 REALI SITI

Orta Nova-Carapelle, sito inceneritore Caviro.
di Gianni Lannes

Veleni di morte a base di diossine cancerogene, metalli pesanti e nanopolveri micidiali, ad un soffio dalla vita che anima il nord della Puglia. Per l’esattezza, ad un tiro di schioppo da Orta Nova e Carapelle in provincia di Foggia. Il progetto bocciato a Forlì, è sbarcato in provincia di Foggia; così è stato diviso a metà: un pezzo agli ortesi ed il resto ai carapellesi. Non è la prima  fabbrica di morte nella zona: a due chilometri in linea d’aria ormai si staglia l’inceneritore Marcegaglia, edificato illegalmente in località Paglia, agro di Manfredonia, ma ai confini amministrativi con Cerignola.

Sindaco fantasma - Il 21 marzo 2012 è giunta all’attenzione - con tanto di protocollo - dell’Amministrazione Comunale di Orta Nova, vale a dire del sindaco Maria Rosaria Calvio (Pd) una missiva a firma di Sergio Celotti, presidente della società a responsabilità limitata Carapelle Energia (proprietà: Caviro, Stc Group srl, Coprag).
La suddetta nota ha per oggetto - è scritto testualmente - la “domanda di autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio dell’impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”, con richiesta di pubblicazione all’albo pretorio - come impone la legge in materia - per 45 giorni consecutivi”. Tradotto: il solito inceneritore mascherato, che piomba in una fertile area agricola. Una “centrale a biomasse”, cavallo di Troia utile a penetrare senza difficoltà nel Mezzogiorno del Sud e massacrarlo a piacimento. La “prima cittadina” Calvio - che si vanta a parole di essere una “ecologista”,  invece di indire subito un consiglio comunale monotematico ed informare la cittadinanza, ha preferito tacere. Ecco allora il documento che la smaschera. La massima autorità sanitaria del paese ha il dovere giuridico e morale di difendere la popolazione. Invece: silenzio, ovvero assenso, in accordo con l’amico sindaco di Carapelle, Alfonso Palomba, già rinviato a giudizio per voto di scambio. Gli ordini dell’assessore regionale Elena Gentile e del capogruppo Pd alla Provincia, Paolo Campo (già sindaco di Manfredonia, e fautore con atti palesemente illeciti dell’inceneritore Eta, ossia Marcegaglia) non si discutono.

Gentile e Calvio - Foto: L. Caporale.

6.4.12

ACQUA AVVELENATA IN PUGLIA
E BASILICATA. GRAZIE ALL’ENI


di Gianni Lannes

Il Pertusillo: un lago di veleni dove i pesci annegano stroncati dagli idrocarburi. Ormai è ufficiale, anzi, innegabile. Anche se l’Eni, il maggior inquinatore con licenza di assassinare il Belpaese, fa orecchie da mercante, alla stregua della Total. Presenza di bario (una sostanza utilizzata dalle industrie petrolifere) e altre sostanze tossiche, in concentrazioni superiori ai limiti di legge. Questa acqua viene utilizzata per il 65 per cento dalla regione Puglia (prevalentemente ad uso potabile) e per la restante parte dalla Basilicata (prevalentemente ad uso irriguo). Una dirigente dell’Istituto superiore della sanità, parlando della situazione del Pertusillo, afferma: «Da noi in Istituto sono già arrivate delle pressioni sul nostro Presidente, affinché si lasciasse perdere». Come se non bastasse, la persona intervistata afferma: «il nostro Presidente è una persona assolutamente priva di senso morale». La dirigente tra l’altro attesta che il Pertusillo è indubitabilmente un lago «eutrofizzato», laddove per eutrofizzazione si intende: «un arricchimento delle acque dei sali nutritivi che provoca cambiamenti tipici quali l'incremento della produzione di alghe e piante acquatiche, l’impoverimento delle risorse ittiche, la generale degradazione della qualità dell’acqua ed altri effetti che ne riducono e precludono l’uso».