29.2.12

CARTE DI CREDITO? NO, GRAZIE!

di Gianni Lannes

“Pronto! C’è un regalo che l’attende. Ecco una conveniente carta di credito Mastercard, tutta per lei. Accetta vero?”: parola di Agos Ducato, una nota società finanziaria. Attenzione a truffe e raggiri che di solito prendono di mira persone anziane, come nel caso di Luigi e Francesca ai quali è stata recapitata una carta revolving per cui sono stati costretti a pagare tassi da usura, fino a quando dissanguati al midollo hanno deciso di affidarsi ad un legale. Il loro avvocato, Biase Prudente si è rivolto (raccomandate del 21 e 23 dicembre 2011) all’Agos Ducato Spa a Milano, ma senza ottenere risposta, se non addirittura telefonate intimidatorie ai due assistiti da parte di addetti della suddetta società al recupero crediti di Bari e Napoli.

Diffide inascoltate  - Scrive l’avvocato Prudente del Foro di Foggia: «Il signor Luigi ebbe ad usufruire nel mese di luglio 2007 della somma di euro 4 mila a mezzo prelievo Mastercard e dall’agosto 2007 sino all’agosto 2011 ha puntualmente versato la somma di euro 135 mensili, corrispondendo la somma di euro 6.480. Con enorme stupore ha appreso che avrebbe dovuto versare ancora la somma di euro 3.702,71. Detta situazione - osserva il legale - non corrisponde assolutamente ai rapporti intercorsi tra la VS Società ed il mio assistito che mai ebbe ad essere informato del tasso di interesse applicato al prelievo della carta di credito né tanto meno ebbe a prestare consenso a simili condizioni. Infatti soltanto dagli estratti conto inviati si evince che i tassi di interesse sono a dir poco esosi e fuori da ogni logica, tanto più che sono stati ignorati dal mio assistito». La signora Francesca, usufruì, invece, di «3.500 euro con prelievo Mastercard e dal settembre 2008 all’agosto 2011 ha puntualmente versato la somma di euro 155 mensili, corrispondendo ben 5.580 euro» puntualizza il legale. Eppure gli incaricati del l’Agos Ducato pretendono ancora una notevole quantità di denaro.

I CRIMINALI: FITTO, VENDOLA & MARCEGAGLIA

Inceneritore Marcegaglia in Capitanata.
di Gianni Lannes

In Italia i rifiuti si riciclano soltanto in politica.  La normativa tricolore secondo cui i rifiuti sono considerati fonte rinnovabile di energia, è stata sanzionata dalla Ue. Questa norma fa sì che oltre l’80% delle risorse (pagate dagli utenti con il 7 % delle bollette) da destinare alle fonti rinnovabili vada a chi costruisce inceneritori. In Italia addirittura sostanze prima classificate tossico-nocive sono state considerate fonti assimilate, ovvero combustibili, ed usufruiscono dei medesimi incentivi.  

Colonizzazione  - Nella terra che Federico II (Puer Apuliae) amava più di ogni altra, la ciminiera sputa veleni svetta a 50 metri di altezza e si nota a chilometri di distanza. Il gruppo industriale Marcegaglia nel Mezzogiorno (Puglia, Calabria, Sicilia) viola le leggi impunemente. La truffa ordita dalla società dell’attuale presidente nazionale di Confindustria prende piede a metà degli anni ’90, con la presentazione di un progetto per la realizzazione all’interno del pericoloso sito non bonificato Anic-Enichem (agro di Monte Sant’Angelo, ma limitrofo a Manfredonia), di una piccola centrale a biomasse. Sulla base di un intervento tecnico dell’associazione Medicina Democratica e di una mobilitazione popolare, quel primo attacco viene facilmente sventato. In seguito, i signori dei rifiuti in salsa lombarda, tornano all’attacco, proponendo una nuova localizzazione a nord ovest di Manfredonia. Bocciata dal locale consiglio comunale (delibera C.C. del 17 novembre 1999, numero 97) per mere ragioni speculative - legate al cemento armato - anche questa seconda manovra. Infine i Marcegaglia imboccano la strada buona, ad una ventina di chilometri dal centro urbano di Manfredonia, ai confini amministrativi con Cerignola, Carapelle e Foggia. Insomma, adocchiano una pregiata area agricola al centro del Tavoliere, a ridosso dei 5 Reali Siti, grazie anche all’omertoso silenzio di numerosi sindaci (tra cui Moscarella di Orta Nova, già propugnatore di un altro inceneritore in loco) e dell’ente Provincia. Tuttavia, il 9 settembre 2002, ben 30 imprese agricole presentano un esposto al sindaco Francesco Paolo Campo che non ne tiene conto. L’impianto Marcegaglia emungerà acqua dalla falda e scaricherà reflui anche nel sottosuolo.

E.T.A. fuorilegge - Ecco la prova primigenia dell’imbroglio - un accordo di programma sotto dettatura del proponente, ripreso ciecamente sia dal consiglio comunale sipontino sia dalla giunta regionale e dal presidente Fitto. L’operazione ha consentito alla famiglia Marcegaglia, oltretutto, di intascare dallo Stato in maniera fraudolenta un finanziamento pubblico pari a ben 40 miliardi e 300 milioni di lire. Una lettera datata 22 febbraio 2002 (protocollo municipale numero 15586 del 7 maggio 2002), indirizzata all’allora sindaco sipontino Paolo Campo, di cui siamo legalmente in possesso, assieme ad altre prove compromettenti, rivela il torbido affare e descrive un’associazione a delinquere di stampo mafioso, avallata prima da Fitto, poi dal sedicente “ecologista” Vendola. Scrive il germano di “super” Emma: «Il sottoscritto Dott. Antonio Marcegaglia nato a Mantova il 12/12/63, residente in Gazoldo degli Ippoliti, Via Marconi 174, nella qualità di Presidente e legale rappresentante della E.T.A. - Energie Tecnologie Ambiente S.r.l., con sede legale in Crotone (…) elettivamente domiciliata presso Euroenergy Group S.r.l.
PREMESSO CHE 1) In data 19 marzo 1999, la E.T.A. S.r.l., ha sottoscritto il secondo protocollo aggiuntivo al Contratto d’area di Manfredonia; 2) Che la citata società è nella disponibilità della aree site nel Comune di Manfredonia e censite al N.C.E.U. al foglio 135 part. lle  nn. 155, 157, 159 e 161 e al foglio 138 particelle nn. 169 e 51, per una superficie complessiva di 268.660 mq; 3) Che gli interventi in oggetto ricadono in Zona Omogenea agricola “E 7” del Piano Regolatore Generale vigente del Comune di Manfredonia (…); 5) Che, ai sensi della vigente legislazione in materia (LR 34/94 e successive modificazioni); “Al fine di incentivare l’occupazione nei settori industriale, artigianale, agricolo, turistico e alberghiero i Sindaci dei Comuni interessati possono chiedere al Presidente della Giunta Regionale la definizione di un accordo di programma, ai sensi dell’art. 34 del D.lgs 18 agosto 2000. n. 267, per la realizzazione o ampliamento di complessi produttivi che attivano livelli occupazionali non inferiori a 10 addetti per unità produttiva (…);  9) Che sono comunque fatti salvi tutti i contenuti, le riserve e gli effetti di cui alla precedente istanza presentata dalla scrivente Società in data 08/11/2001 a codesto Ill.mo Sindaco del Comune di Manfredonia (…)».

Marcegaglia e Zanasi.

20.2.12

MONTI MARIO: GIU' LA MASCHERA


di Gianni Lannes

Bilderberger and its followers restrict 
our liberty and threaten the rule of law. 

Colpo di Stato in atto. Dove? Banale: nella discarica d’Europa. In Italia: democrazia calpestata, futuro a rischio per la gran massa di popolazione ed un premier comandato a distanza dalla Commissione Trilaterale - espressione del gruppo di potere Bilderberg - designato nei palazzi che contano già a presidente della Repubblica senza alcuna legittimazione popolare, sfacciatamente osannato dai mass media e dai politicanti da strapazzo in circolazione televisiva. Ma diamo un’occhiata a qualche macroscopico conflitto di interessi di mister Monti, che potrebbe ambire in un Paese serio, o meglio, in uno Stato di diritto, al massimo alla carica di capo condomino. «I Commissari Mario Monti, Erikki Liikanen, Pedro Solbes Mira, GuntherVerheugen, Antonio Vitorino e FrederikBolkestein hanno, in passato, partecipato a riunioni del Gruppo Bilderberg e sono, pertanto, membri di fatto, dato che vengono mantenuti informati sulle sue attività. Romano Prodi, Presidente della Commissione, è stato membro del comitato direttivo di tale gruppo negli anni '80, epoca in cui il Presidente della BCE, WimDuisenberg, era tesoriere. Tre Commissari sono o sono stati membri della Commissione Trilaterale: Mario Monti, Chris Patten e Pedro Solbes Mira. Può la Commissione indicare il nome dei Commissari che parteciperanno alle prossime riunioni del Gruppo Bilderberg e della Trilaterale, precisare se essi parteciperanno a nome della Commissione o a titolo apparentemente privato e se beneficeranno di indennità giornaliere o di altri rimborsi per le spese associate a tali riunioni? Può la Commissione assicurare che tali adesioni vengano menzionate nella dichiarazione di interessi finanziari di ogni Commissario?».

18.2.12

STOP ALL'ACQUISTO
DI F 35 DA GUERRA

di Gianni Lannes

Il Governo Monti annuncia la riduzione sulla carta deivelivoli F-35 Joint Strike Fighter. Secondo la Rete Italiana per il Disarmo si tratta di «Una finta riforma della Difesa».
Il Ministro della guerra Giampaolo Di Paola attesta che “l’Italia acquisterà 40 caccia F-35 in meno, 90 invece che 131”. La replica della Rete Italiana per il Disarmo non lascia dubbi: «E’ una finta riforma, non comporterà alcun risparmio per lo Stato ma serve solo ad avere mani libere per acquistare più armamenti».
Le comunicazioni del Ministro-Ammiraglio Di Paola alle Commissioni parlamentari sul nuovo Modello di Difesa, su cui si è discusso il 14 febbraio in Consiglio dei Ministri e che dovrà ora approdare in Parlamento con un Disegno di Legge Delega - spiega la Rete Italiana per il Disarmo - è un nuovo gioco di prestigio per fingere un cambiamento di rotta che nei fatti non esiste. In pratica, la montagna ha partorito il classico topolino.
Dopo aver creato ad arte un effetto attesa per una riforma complessiva dello strumento militare e l’impostazione di un Nuovo Modello di Difesa che comportasse decisi risparmi, il Ministro-Ammiraglio Di Paola ha presentato ora una proposta che di nuovo ha poco o nulla, ma si preannuncia come una operazione di ripulitura con minime sforbiciate in pochi aspetti residuali senza portare un euro reale di risparmio nelle casse dello Stato. 
«Dopo la manovra “Salva Italia”, che ha chiesto pesanti sacrifici a tutto il Paese con tagli a pensioni, sanità e welfare ci saremmo aspettati un contributo anche dal comparto Difesa, specialmente con la soppressione di inutili e costosi sistemi d’arma come il cacciabombardiere F-35 Joint Strike Fighter - rileva Francesco Vignarca coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo - I soldi ricavati ma non da subito con il taglio di una parte del personale andranno invece solamente a coprire le maggiori spese previste per l'esercizio formazione e manutenzione ed investimento ossia sistemi d'arma».

17.2.12

ITALIA:STRANGOLATA
DA CORRUZIONE E ILLEGALITA'

Foto: Giornale di Sicilia.it

di Gianni Lannes

«Illegalità, corruzione e malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese e le cui dimensioni, presumibilmente, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono spesso faticosamente alla luce» ha rivelato il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, in occasione dell'inaugurazione dell’anno giudiziario alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La corruzione è dunque ancora «dilagante», dice la Corte, e per il Presidente Giampaolino è «una sconfitta non avere fatto una efficace riforma della pubblica amministrazione» ma avere operato sempre «chirurgicamente», insistendo sull’aspetto penale. 

IL DOMINIO GERMANICO

Angela Merkel - Christian Wulff.

di Gianni Lannes

La storia ritorna sui suoi passi? “Blitzkrieg” in salsa eurocratica? Qualche notizia lampo illumina la situazione. Il presidente Christian Wulff si dimette per una vicenda di corruzione.  E la Cancelliera Angela Merkel annulla il suo viaggio a Roma. Avrebbe dovuto incontrare l’eterodiretto Monti. Su Wulff - che aveva recentemente incontrato il Presidente Napolitano - pesa l’accusa di avere ottenuto un prestito di 500mila euro da un imprenditore amico con un tasso di favore del 4%. Bufera su tre pernottamenti in un albergo dell'isoladi Sylte pagati sempre da un imprenditore.

Domande ai tedeschi - A Wulff, che ha approfittato dell’ospitalità al Quirinale per dire che “Monti è ok ma non deve fermarsi a metà strada”, ci piacerebbe chiedere qualcosa. Primo: se trova in linea con lo spirito e la lettera dell'Unione europea che il nuovo trattato di bilancio sia adottato senza informarne le opinioni pubbliche né chiedere una ratifica popolare o parlamentare. Nel '92 per il trattato di Maastricht ci vollero quattro anni di confronti. Adesso la Germania impone che misure destinate a cambiare ancora più la vita delle persone e delle società siano decise con maggioranze condominiali da una ristretta oligarchia riunita a Bruxelles, o meglio, ancora in conference call con Berlino. Seconda domanda: se, nella sua qualità di garante della Costituzione tedesca del ‘49, che ha tra i pilastri la non ingerenza negli affari degli altri paesi - e in base a questa la Germania si è astenuta da tutte le operazioni militari non autorizzate dall’Onu - ritiene normale che la Merkel vada a fare campagna elettorale con Nicolas Sarkozy per l’Eliseo. Mentre il segretario della Cdu, il suo partito, spiega che lo sfidante socialista Francois Holland “propone concetti vecchi e polverosi e fantasie di sinistra che renderebbero difficile un proseguimento della solidarietà europea”. Bitte Herr Wulff: ma di quale solidarietà stiamo parlando?  Il piano Il rigore tedesco significa anche business ed export. La Germania ha imposto l’acquisto di armi al paese ellenico, mentre qualche anno fa ha fornito sommergibili nucleari ad Israele. Adesso che Atene brucia ci rievoca un romanzo ed un film di successo, appunto “Parigi brucia?”. Era la domanda che Adolf Hitler ripeteva ossessivamente al governatore militare tedesco Dietrich von Choltitz mentre questi  firmava la resa agli Alleati. Il Führer voleva che la Wermacht non lasciasse dietro di sé altro che ponti e monumenti in fiamme: una Ordalìa punitiva per non essersi assoggettati al disegno egemonico nazista. Quando la cenere degli incendi e delle devastazioni dei black bloc si sarà posata, e naturalmente Berlino e Bruxelles avranno stabilito che l’austerità della Grecia non basta ancora, ci accorgeremo che più che di un popolo si dovrebbe parlare di popoli: gli europei. Perché ciò che la Germania e gli altri governi tutti più o meno con la coda tra le gambe stanno imponendo alla culla della civiltà mondiale, l’Europa appunto, è una regressione dalla democrazia, dai diritti, dal benessere. In nome dei conti in ordine, si dice, e del fatto che la Grecia ha truccato i bilanci. Ma allora perché quando questo è saltato fuori non la si è allontanata dall’euro? Perché, a novembre 2011, quando l'ex premier George Papandreou ha proposto la cosa più ovvia in una democrazia, di sottoporre a referendum se accettare gli aiuti oppure tornare alla dracma, la Merkel e gli altri maggiorenti europei ne hanno preteso le dimissioni seduta stante e il rimpiazzo con un governo tecnico? Se la Grecia è brutta, sporca, cattiva e inaffidabile, nulla obbliga i tedeschi e noi italiani a tenerla nel club.

ITALIA: MEZZA GIORNATA D'ATTESA
AL PRONTO SOCCORSO

Foto scattate dai medici del pronto soccorso.

di Gianni Lannes

La fotografia del Tribunale del malato. Sotto esame 70 ospedali soprattutto del Lazio. Carenza cronica di personale e difficoltà nel trasferimento in un posto letto se si rende necessario il ricovero. San Camillo di Roma al collasso.

«Torna il ticket per l’assistenza ambulatoriale e specialistica e per i codici bianchi al pronto soccorso fino a 12 ore di attesa, carenza cronica di personale e difficoltà ad essere trasferiti in un vero posto letto se si rende necessario il ricovero». È la fotografia scattata dal Tribunale del Malato insieme all'Anaao-assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri, attraverso una recente indagine condotta in 70 strutture d'emergenza-urgenza di tutta Italia. Ad essere analizzati sono stati per due terzi ospedali del Lazio (35,7%) e del resto del Centro Italia (31,5%), mentre Nord e Sud sono rappresentati entrambi con una percentuale del 18,5%. Il problema maggiore è dunque rappresentato dalle attese, e dalle barelle aggiunte nei corridoi in mancanza di posti letto.

CINQUE ORE PER UN CODICE GIALLO - “Se per l’accesso al triage”, rivela l’indagine, “si aspetta infatti da pochi minuti a mezz’ora, un codice giallo può essere preso in carico fino a 5 ore dopo il suo arrivo al Pronto Soccorso, mentre un codice verde può attendere fino a 12 ore”. E nell'attesa, spesso, i malati sono costretti a rimanere in piedi. Se infatti le sale d’attesa con posti a sedere sono presenti nel 98,5% dei casi, i posti sono però insufficienti: “Su 24 pronto soccorso - si legge nell'indagine - si sono trovati da un minino di due ad un massimo di 10 malati in piedi in attesa”. Mentre chi deve essere ricoverato, nel 37,7% dei casi aspetta più di sei ore per avere un posto letto. Nel frattempo, denuncia il Rapporto, le persone vengono sistemate in barelle aggiunte, che sono "in media 5 per Pronto Soccorso monitorato", con un massimo segnalato di 22.

Foto scattate dai medici del pronto soccorso.

16.2.12

EUROPA A CONTROLLO TOTALE:
IN ITALIA SCHEDATURE DI MASSA

Polizia di Stato.

di Gianni Lannes

Anche in Occidente i diritti dell’essere umano sono sempre più carta straccia. Alzi la mano chi ha mai sentito parlare del Trattato di Prüm, sottoscritto da sette Stati membri il 27 luglio 2005, e ratificato dal Parlamento italiano, con la Legge n. 85 del 30 giugno 2009.

In ossequio alle dottrine autoritarie Usa, nonché ai Trattati di Velsen e di Lisbona -approvati in tutta fretta dai parlamentari di stanza a Bruxelles e Strasburgo (compresa Sonia Alfano che tiene conferenze pubbliche con Forza Nuova,  sponsorizzata in campagna elettorale dal comico eterodiretto Beppe Grillo) senza uno straccio di coinvolgimento popolare, almeno nel belpaese- la libertà risulta sempre più vigilata nel vecchio continente.

Palazzo Chigi.

15.2.12

ECHELON ITALIA:
ORECCHIO DEI SERVIZI SEGRETI

Italia, Echelon, base centrale spionaggio elettronico comunicazioni.

di Gianni Lannes

Il braccio supersegreto dello spionaggio italiano: la struttura più potente mai realizzata in Italia su pressione del governo USA. Milioni di persone schedate nel Belpaese da una rete riservata sulla quale il Parlamento non ha il diritto di sapere nulla. Intercettati abusivamente dal RIS (Reparto Informazioni e Sicurezza), senza un mandato della magistratura: giudici non malleabili, giornalisti indomabili, ma anche  industriali, politici, ecologisti, ambasciatori, contestatori sociali, prelati come don Gallo, chi si oppone alla guerra o all'installazione di basi militari straniere, chi combatte civilmente l’alta velocità. Non mancano poliziotti, carabinieri e finanzieri non allineati alle direttive supreme del sistema di potere.  Una branca supersegreta al di sopra della legge proprio come Eurogendfor.

Ecco il grande fratello militare. «We are watching you»: “ti stiamo osservando”. Dallo spazio, infatti, qualcuno ci spia. Non si tratta di extraterrestri, ma di satelliti controllati segretamente dai governi. A confronto le intercettazioni telefoniche di spioni pubblici e privati che hanno coinvolto la Telecom dei tempi di Tronchetti Provera (Tavaroli e soci), sembrano una bazzecola. L’aria e il cielo sono intrisi di segnali elettronici. Intercettarli è facile come raccogliere la pioggia con un secchio. Numerosi cittadini con la fedina penale immacolata, a loro insaputa sono schedati elettronicamente, grazie ai prodigi di un braccio supersegreto dell’ex Sismi, specializzato in spionaggio d’ogni genere e guerra elettronica. E’ tutto documentato nei fascicoli personali: dalle credenze religiose a quelle politiche, fino alle attività professionali e del tempo libero. Siamo controllati e sorvegliati da tempo a nostra insaputa. Il presidente del Consiglio Monti, se non fosse troppo distratto dalle pressioni estere, dovrebbe informare subito le Commissioni parlamentari competenti: Affari costituzionali e Difesa.

Echelon Italia.



13.2.12

SAN VALENTINO: NON SOLO PER AMORE

San Valentino, Vico del Gargano.

di Gianni Lannes

«Guarda qua. Quattordici febbraio: Santissimi Cirillo e Metodio. Uno decide di sposarsi il giorno di San Valentino, manda gli inviti, le partecipazioni, organizza la festa, e poi salta fuori che quel giorno non esiste» argomenta lo scrittore Sandro Veronesi.  Ma San Valentino che fine ha fatto? E’ sparito dal calendario per decisione del Vaticano nell’anno 1969. Questioni di guerra fredda: un santo cattolico inventa la scrittura usata nell’Urss. Andate pure a controllare. Il culto è controverso assai: Terni o Roma? Comunque non era il santo dell’amore.

Agli inizi dell’Ottocento, San Valentino è una festa inglese quasi dimenticata. Si estrae a sorte il nome di una ragazza, le si scrive una poesia, la si firma “tuo Valentino”. Mezzo secolo dopo, è in suo nome che nel nascente impero Usa si compie il primo esperimento di marketing delle emozioni: il capostipite di ogni futura campagna pubblicitaria per ottenere la felicità terrena.

Dopo un altro secolo e mezzo il santo di Terni è diventato il patrono dell’amore in tutto il globo, dalla Cina all’India, dal Giappone ai Paesi slavi, ma ha perso il suo posto nel calendario cristiano. Com’è potuto accadere? Secondo la vulgata, da quasi duemila anni, il 14 febbraio gli innamorati scrivono una poesia in rima, incollano un paio di cuoricini e di colombi, si fidanzano e si sposano grazie ai suoi buoni uffici. Ma è proprio così?  

Vico del Gargano.

11.2.12

AMIANTO: ASSASSINO SILENZIOSO

Isochimica Avellino.

di Gianni Lannes

Non solo fabbriche, cantieri navali, distillerie, raffinerie, zuccherifici, cartiere, stazioni ferroviarie, tribunali, acquedotti: anche asili, abitazioni, ospedali, scuole, palestre, caserme, cinematografi e teatri. Anche se la legge italiana 257 del 1992 ne vieta produzione e commercio, l’amianto è ancora molto diffuso e continua a fare vittime. Non solo fra gli operai, soprattutto fra l’ignara popolazione civile. Le bonifiche restano sulla carta, mentre i fondi latitano. In Italia ce ne sono in circolazione circa 40 milioni di tonnellate che espongono chiunque al pericolo di inalarne fibre mortali. L’ecatombe è all’angolo col picco epidemico.

«Non esiste un valore soglia al di sotto del quale non vi sia rischio per la salute umana» attesta l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). I danni sono «mesotelioma pleurico e dell’intestino, carcinoma del polmone, della laringe, dello stomaco e del colon, asbestosi, placche pleuriche» argomenta Vito Totire, medico a Bologna e presidente dell’Associazione Esposti Amianto (AEA). La caratteristica filamentosa è anche la causa della sua pericolosità, soprattutto quando si sfilaccia sotto forma di invisibili scaglie che penetrano nei tessuti corporei.  Gli epidemiologi prevedono nel prossimo lustro una massiccia ondata di patologie tumorali legate a questa bomba ecologica mai disinnescata. Per i padroni del vapore la via più comoda per nascondere l’amianto, è insabbiare le denunce.

L’amianto, potente cancerogeno riconosciuto a livello internazionale  - utilizzato nell’industria, nell’edilizia, in ambito domestico e nei mezzi di trasporto - è ubiquitario: sonnecchia sopra le nostre teste, intorno a noi, sotto i nostri piedi. Si annida nelle tubature dell’acqua potabile, nelle condotte di riscaldamento, nell’intercapedine degli edifici, nel rivestimento delle carrozze ferroviarie e tranviarie (in circolazione). In Italia, la cosiddetta “lana delle salamandre” è stata estratta - a partire dal 1870 - nelle cave piemontesi di Balangero e di Broni in provincia di Pavia. Il pericoloso minerale è presente in circa tremila prodotti di uso quotidiano: dai tostapane alle stufette elettriche, dai guanti da forno alle tavole da stiro, dalle plastiline dei bambini agli asciugacapelli. La legge 915/88 impone l’obbligo - largamente disatteso dai produttori - di segnalare con l’etichetta “a” la presenza di amianto nei manufatti, allo scopo di informare i consumatori sulla scelta dei prodotti e sui modi di manipolarli. Fino al 1994 l’amianto è stato impiegato in adesivi e collanti, tessuti ignifughi per l’arredamento, tendaggi, tappezzerie, imballaggi, sacchi postali, abbigliamento ignifugo e non, feltri per cappelli, cachemire sintetico, coperte, grembiuli, giacche, pantaloni, ghette, stivali, carta e cartone, filtri per purificare bevande, filtri di sigarette e da pipa, assorbenti igienici e interni, supporti per deodoranti da ambiente, suolette interne da scarpe, sabbia artificiale per giochi dei bimbi, trattamento del riso per il mercato giapponese. Molti di questi prodotti sono ancora adoperati dalla popolazione; ma solo 14 contenenti questa fibra mortale sono stati proibiti dall’Unione europea.

Isochimica, operai ammalati.

10.2.12

13 QUERCE SECOLARI
CONDANNATE A MORTE


di Gianni Lannes

Che tempo fa? Sul mio Gargano, come in gran parte d’Italia nevica. Fiocco dopo fiocco alligna un pensiero e puntuale atterra la brutta notizia, sospesa nell’aria da tempo come una mannaia. Fatico a crederci, ma questa realtà che ci propinano è davvero stupida e insensata. A Stornarella, nel Tavoliere - assurta alle cronache nel 2007 per lo sfruttamento a morte dei migranti nei campi - il sindaco Vito Monaco (con un passato nel Msi, poi An, ed infine Pdl) ha decretato a tavolino la fine di ben nove querce secolari in rigogliose condizioni di vita. Altri sei esemplari sono stati già abbattuti con un pretesto a piacimento, a seconda del tornaconto. Al telefono Lucia D’Amico, di professione medico, trapiantata con la famiglia dall’Abruzzo di Civitella Alfedena, in questo borgo arido di Capitanata non riesce a capacitarsi di tanta feroce stupidità umana mescolata alla politica d’accatto. Allora, il motivo ufficiale di questo scempio annunciato? Un progetto finanziato dalla Regione Puglia per la modica spesa pubblica di 900 mila euro - sponsorizzato del sedicente ecologista Nichi Vendola - a cui dà una mano l’assessore al ramo Elena Gentile, tanto per rinverdire questo feudo snaturato di caccia elettorale. Il pretesto formale è la riqualificazione del centro urbano.  Dichiara entusiasta il “primo cittadino” che vuole a tutti i costi sradicare dalla piazza principale Umberto I, ben 9 esemplari di “Quercus ilex”: «Gli alberi sono un problema, sporcano con le foglie e tolgono la vista dell’ex municipio. I tempi cambiano e bisogna stare al passo coi tempi. Questo è un bisogno di modernità. Il progettista è l’architetto Eugenio Lombardi che ha presentato tre opzioni. A terra metteremo il porfido rosso ed il cotto fiorentino a lastrine». Ma che meraviglia: la Puglia trasfigurata in Toscana e Trentino Alto Adige. Al danno irreparabile, anche la beffa: un bel cazzotto all’identità storica. Scusi ma che c’azzecca con la particolarità di una piazza a triangolo con la pietra di Apricena e di Trani? Risposta del podestà, pardon del sindaco: «Questi alberi ci impediscono di passeggiare. E poi abbiamo il problema del palco d’estate che non riusciamo a posizionare bene. Insomma, va vista la prospettiva». Quale? Quella affaristica per caso? Il ragionier Monaco balbetta infine: «Man mano che andiamo avanti con i lavori vanno eliminati». Sarà un caso, ma già nel 2001, un altro sindaco neofascista, certo Giuliano Giuliani, a San Severo rase al suolo in viale Antonio Gramsci numerosi e maestosi esemplari di olmi siberiani, una rarità botanica in Italia, per far posto a pavimentazioni improponibili e palme esotiche.

Vito Monaco, sindaco di Stornarella. Foto: L. Caporale.

“I CELLULARI CAUSANO IL CANCRO”

Antenne.

di Gianni Lannes

Il telefonino? Toglietelo per sempre dalla testa e anche dal corpo, prima che sia troppo tardi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, «le radiofrequenze del telefonino potrebbero provocare tumori». L’ultima ricerca in materia reca la firma di 21 sommi esperti dell’International Agency for Research on Cancer, in sigla Iarc, il gruppo scientifico che per conto dell’Oms studia i tumori. In sintesi: l’utilizzo dei telefoni cellulari e degli altri dispositivi wireless può causare il cancro. Ad essere messe sotto accusa, in particolare, sono le frequenze elettromagnetiche generate da questi apparecchi. Funziona più o meno così: voi parlate al cellulare, poi parlate di nuovo e alla fine il vostro cervello frigge un po’ alla volta. Attesta l’Oms: “studi epidemiologici effettuati sugli esseri umani dimostrano gli effetti cancerogeni.

9.2.12

110 MILIONI DI EURO
PER CONTROLLARE 8 DETENUTI A CASA.
MA IL SERVIZIO NON FUNZIONA

Foto: Adele Zolea.

di Gianni Lannes

Che fine ha fatto il braccialetto elettronico? Doveva consentire la sorveglianza sui soggetti agli arresti domiciliari e sui detenuti in carcere non pericolosi risparmiando agenti, mezzi e spazio nelle patrie galere. La sperimentazione era decollata il 5 aprile 2001 in 5 città (Roma, Napoli, Milano, Torino, Catania), arrestandosi poi in un contenzioso legale, di natura finanziaria, con le società che avevano fornito il servizio. Ora, il Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, all’insaputa della collega Guardasigilli Paola Severino, ha rinnovato la convenzione con Telecom per i braccialetti elettronici costati, dal 2001 al 2011, ben 110 milioni di euro per controllare solo otto detenuti. Si scopre anche che la vicenda ha avuto non pochi strascichi culminati in un abbondante, ed irritato, carteggio fra Via Arenula sede del Guardasigilli e il Viminale, corrispondenza che ha per oggetto l’opportunità di continuare a pagare Telecom per un servizio che non ha mai funzionato. Al riguardo è chiarissimo il laconico commento del vice capo della polizia Francesco Cirillo pronunciato il 4 gennaio in audizione al Senato, «se fossimo andati da Bulgari avremmo speso di meno». Visto che in media un anello alla caviglia - perché questo è il meccanismo antifuga da un arresto domiciliare - è costato migliaia e migliaia di euro per giunta senza funzionare. Insomma: sprechi di denaro pubblico in salsa Monti.

8.2.12

O2 - OSSIGENO/Ultime notizie


O2 -  OSSIGENO/Ultime notizie/ mercoledì 8 febbraio 2012
------------------------------------------------------------------------
Da 1 gen in Italia 12 intimidazioni e 22 giornalisti coinvolti 
Nel 2011 95 intimidazioni e 324 giornalisti coinvolti – CHI SONO



Per saperne di più visita il sito www.ossigenoinformazione.it e la pagina 
Ossigeno su Facebook   
Ossigeno per l’Informazione 
osservatorio FNSI-OdG sui giornalisti minacciati    

I testi possono essere riprodotti indicando la fonte

Puglia. Ecomafie. Nuove minacce a Gianni Lannes. Parlamentari radicali chiedono ripristino scorta.

http://www.ossigenoinformazione.it/?p=2952

LE BALLE DI MONTI & SOCI

Peluso - Giovanni Monti.

di Gianni Lannes

Posto fisso vicino a mammà? Macché. Una ricerca della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro certifica che i giovani italiani sono bamboccioni per necessità. Ben l'88 per cento, infatti, non pone alcun limite geografico alla ricerca del lavoro.
Allora, vediamo che cosa fanno i figli di papà e mammà al governo. La primogenita della Fornero ha ben due lavori, uno dei quali nell'ateneo di mammà e papà. Il figlio del ministro Cancellieri (tal Peluso: in foto a sinistra) a 42 anni, dopo essere stato super-manager di Unicredit, è diventato d.g. di FonSai. E il pargoletto del premier (in foto a destra) non sia annoia di certo e, grazie alla posizione privilegiata di papà, passa da una mega-banca all’altra.

7.2.12

SULLA NOSTRA PELLE SPENTA


di Gianni Lannes

Prima i Trattati di Velsen e di Lisbona - ignoti ai più ma firmati e ratificati in gran silenzio da tutti i governi e dalla maggioranza silente di europarlamentari e di onorevoli italiani - che hanno annichilito la Costituzione Repubblicana ed Antifascista. Ora siamo alla soluzione finale: il “Fiscal Compact”, ormai legge comunitaria ed italiana. Questa la “democrazia” dei tempi correnti: 25 Stati su 27 hanno approvato, senza neanche uno straccio di referendum o una consultazione con i propri  cittadini.
Le pagine del Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union,  meglio noto come Fiscal Compact, firmato il 31 gennaio 2012 dai capi di Stato e di governo della zona Euro sono 11. Entrerà in vigore il 1° Gennaio del 2013 se nei prossimi 11 mesi non sgorgherà dal basso una rivolta in piena regola. Ecco cosa succederà.

6.2.12

MORTI NEI LAGER NAZISTI
E NASCOSTI DA UNA LEGGE ITALIANA

Prigionieri italiani.

di Gianni Lannes

Sangue innocente e oblio di Stato. Non erano dispersi, ma i governi italiani d’ogni ordine e grado (o colorazione se preferite) non l’hanno mai detto.Insabbiatidi guerra: uccisi due volte. Nato il 26 settembre 1905 a Vico del Gargano e deceduto il 12 giugno 1944; sepolto ad Amburgo, nel cimitero militare italiano d’onore (posizione tombale: riquadro 4, fila E, tomba 9).  Si chiamava Antonio Comparelli, combattente antifascista pugliese, è uno dei circa 17 mila italiani che nel 1957 e ’58 furono occultati in vari cimiteri tedeschi da un italianissimo Commissariato Generale Caduti in Guerra (sigla: “Onorcaduti”) che li identificò, ne scrisse i nomi, date e luoghi di origine sulle tombe. Ma alle famiglie nessuna notizia. Non una lettera, né un telegramma e neppure un avviso tramite uffici militari. Genitori, mogli, figli, fratelli, sorelle e parenti furono tacitamente condannati all’angoscia e alla disperata speranza di veder tornare un giorno il loro congiunto.
Addirittura una legge - davvero difficile crederci se non fosse tutto documentato in Gazzetta Ufficiale - emanata il 9 gennaio 1951, numero 204, all’articolo 4 recava il «divieto di rimpatrio delle salme sepolte nei cimiteri militari italiani dall’estero». Presidente del Consiglio era Alcide De Gasperi, che  qualche anno prima aveva estromesso dal governo comunisti e socialisti su richiesta del governo Usa, ottenendo per il suo partito la vittoria del 18 aprile 1948. 


5.2.12

AEREOSOL: TERAPIA MILITARE

di Gianni Lannes
Altro che fantascienza: al bando le leggende metropolitane, le paranoie ed il catastrofismo gratuito. Strane scie popolano i nostri cieli con un’intensità sempre maggiore. Restano sospese per ore, si allargano e spesso riflettono colori insoliti. I “chemtrails” aumentano. (...)

http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2012/01/scie-chimiche-guerra-al-pianeta-terra.html


4.2.12

ITALIA: UNA DISCARICA RADIOATTIVA


di Gianni Lannes

La punta dell’iceberg: un buco nero. La criminalità organizzata fa il lavoro sporco per conto dello Stato e delle multinazionali industriali. Servizi segreti e governi tricolore sanno tutto come attestano i numerosi rapporti di Sismi e Sisde, già a partire da un quindicennio fa. Dopo il caso del container al cobalto 60 in sosta dal 14 luglio 2010 al porto di Genova (Prà) – proveniente dagli Emirati Arabi – un altro carico radioattivo è sbarcato in Sardegna il 29 gennaio 2011, ma è stato casualmente bloccato all’ingresso della fabbrica Portovesme Srl (un’azienda che produce manufatti di piombo e di zinco), nel Sulcis Iglesiente. Tre tir container, che trasportavano circa 70 tonnellate di ceneri d’acciaieria erano partiti la sera prima dalla Alfa Acciai di Brescia, per approdare in Sardegna dopo un viaggio in nave, passando indenni sia a Genova che all’arrivo nel Porto canale di Cagliari. Le bolle di accompagnamento attestavano valori nulli di radioattività, ma i dispositivi radiometrici hanno rilevato livelli maggiori alla norma. In particolare, è stata riscontrata una contaminazione da Cesio 137, in quantità nettamente superiore alla soglia consentita: fra i sei e i sette becquerel per grammo, mentre il limite di sicurezza è di un becquerel per grammo. La magistratura ha sequestrato i containers, mentre il Prefetto di Cagliari, Giovani Balsamo, ne ha disposto il rientro a Brescia. L’azienda parla di “allarmismo ingiustificato”.


3.2.12

POTERI ILLIMITATI AI MILITARI

NATO.
di Gianni Lannes

Si chiama Eurogendfor, Forza di Gendarmeria Europea, risponde solo ad un comitato interministeriale, gode di totale immunità internazionale, e da quest’anno soppianta la Polizia di Stato, relegata ad un ruolo secondario su base locale, mescolata alla bassa forza (sottufficiali) dell’Arma. Torno  sul tema dopo due anni per via della grande disattenzione sul controllo militare a carattere generale in atto nel vecchio  continente. 
Addio Europa sotto lo zio Sam. “Occorre smettere di considerare la pace come una specie di diritto acquisito, garantito dall’articolo 11 della Costituzione, ma di fatto delegato ad altri. Occorre considerare le Forze Armate come strumenti di guerra anziché come mezzi indispensabili per qualsiasi pace possibile” parola del generale Carlo Jean, che nel 2003, a capo della Sogin, pretendeva di realizzare illegalmente a Scanzano Jonico il deposito unico di scorie atomiche. Detto e fatto, grazie alla legge 84 del 14 maggio 2010, andata poi in vigore il 12 giugno 2010, votata anche dall’opposizione, e praticamente all’unanimità, ecco Eurogendfor (European Gendarmerie Force – EGF), ovvero, la  Forza di Gendarmeria Europea, svincolata dal controllo parlamentare e giudiziario.

Usa Ue.

2.2.12

ITALIA:
ELDORADO DI RIFIUTI NUCLEARI

Affondamento.
di Gianni Lannes

Paradossi italiani: Gaetano Pecorella (presidente della Commissione parlamentare ecomafie) difende gli inquinatori. E il governo italiano non risponde alle interrogazioni parlamentari. 

Nel belpaese approdano impunemente da decenni  scorie nucleari da mezzo mondo: Usa, Francia, Germania, Israele, Svizzera.  Lo Stato (o meglio, i vari governi) e i servizi segreti tricolore - che sovente utilizzano a pagamento il lavoro oscuro delle mafie, in primis la ‘ndrangheta  - sono perfettamente al corrente.  Un generale in un’audizione segreta ha perfino raccontato quanto hanno versato alle organizzazioni criminali per occultare rifiuti molto pericolosi. Ecco un esempio documentato.  Porto di Ravenna: «Le misure di irraggiamento fornivano valori superiori alla fluttuazione media del fondo ambientale locale di radiazioni. In particolare i controlli eseguiti evidenziavano che il superamento dei valori si verificava in un punto localizzato sul fianco destro rispetto all’apertura del container. Si chiede a codesto ente che voglia autorizzare la “Marcovici Agencies ltd” a provvedere nel minor tempo possibile, ed a proprie spese, alla individuazione del materiale radioattivo e allo smaltimento/bonifica dello stesso in maniera tale da consentire la commercializzazione della parte sicura ed evitare così un grave pregiudizio per la stessa; in subordine, qualora si ritenesse che il materiale in ogni caso non debba sostare presso il porto di Ravenna, si chiede che la “Marcovici Agencies ltd” sia autorizzata a trasportare il materiale in altro paese diverso da Israele». Questo documento porta la data del 12 novembre 2009 ed è stato inviato alla dottoressa Patrizia Lucialli, responsabile dell’Arpa ravennate. L’iniziativa è dello Studio Legale Pecorella Fares Associazione Professionale di Milano. Il padrone è il professore avvocato Gaetano Pecorella, già avvocato e sodale di Silvio Berlusconi. L’avvocato Pecorella  è il Presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Attività Illecite Connesse al Ciclo dei Rifiuti, detta altrimenti “ecomafie”.

Gaetano Pecorella.

NAVI DEI VELENI:
IL TG1 RAI CENSURA L'INTERVISTA
A GIANNI LANNES

Caro Gianni
purtroppo sono solo un piccolo ingranaggio del TG1 e la messa in onda dei servizi realizzati dipende da capiredattori, vicedirettori e direttori.
Per quanto riguarda l'intervista realizzata tempo fa pur essendo stata autorizzata visionata ed approvata la sua diffusione è stata ostacolata da considerazioni intervenute nei giorni successivi indipendenti dalla mia volontà. Quello che posso garantirti è la mia volontà di tornare sulle tue tematiche per poterti incontrare e realizzare nuovi approfondimenti ed interviste.
A presto......

(Si omette nome per evitare ritorsioni)