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| Il Dalai Lama a braccetto col nazista Henrich Harrer. Foto web. |
di
Gianni Lannes
E’ una
storia illuminata di guru del guru del guru del guru… Proprio così. E non si
temono smentite di sorta. Andiamo al sodo con una premessa: non ho simpatie per
l’imperialismo della Cina che - come
noto - ha invaso ed occupato il Tibet. Però santificare certi umani al soldo dei
padroni illuminati. Signor Dalai Lama quanti soldi a tutt’oggi ha intascato
direttamente o indirettamente da David Rockefeller? Passiamo alla commediola
italiota. Avete sentito l’ultima farsa del “grillo parlante”? Il ragioniere tanto
di moda - intimo dello scopiazzatore a buon mercato, meglio noto come Marco
Travaglio - se la prende ancora una
volta con Pisapia, il sindaco di Milano.
Il seguace di Casaleggio Associati spara su “Pisapippa” che non ha concesso la
cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Ma da quale pulpito pontifica il comico
eterodiretto? Egregio Beppe Grillo: l’Aspen le dice niente? Esimio Dalai Lama, il
suo amico nazista Heirinch Harrer come se la passa? Insomma: non esistono santi
in terra. Prima di venerare qualcuno pensateci almeno tre volte.
Verbo Ansa - «Il
Comune di Milano, una volta capitale morale, in seguito Milano da bere, e oggi
senza neppure una qualunque identità, ha rifiutato la cittadinanza onoraria al
Dalai Lama. Gli era stata promessa». Beppe Grillo sul suo blog attacca il
sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, in un post dal titolo eloquente:
«Pisapippa e il Dalai Lama». Grillo ci va giù pesante: parla di «ragioni di
bottega» dietro la decisione (alla quale la Cina si era opposta), di «solito
teatrino all'italiana» e insulta il sindaco definendolo «la nuova maschera
lombarda a far la figura di m...: il facondo Pisapippa, una via di mezzo tra
Balanzone e Arlecchino, il "vorrei ma non posso" di piazza della
Scala, il dimissionario dall'Expo, ma anche no». Secondo Grillo, la Cina «oltre
ad aver occupato il Tibet, ha occupato anche Palazzo Marino».
Verbo
Ap
- «Ho avuto l'onore di incontrare il Dalai Lama nella sua ultima visita a
Milano - racconta Grillo -. Mi concesse mezz'ora del suo prezioso tempo e, alla
fine del colloquio, mi donò una sciarpa bianca e un forte abbraccio. Gli
promisi il mio appoggio». Grillo poi aggiunge: «Mi è arrivata notizia di una
telefonata direttamente al presidente del Consiglio Comunale di Milano da alte
autorità cinesi perché dissuadesse Pisapia dalla cittadinanza onoraria al Dalai
Lama. Spero che non sia vero e che, nel caso, si sia risposto con un vaff... in
cinese. Ma senza dubbio mi illudo. In Tibet sta avvenendo qualcosa di inaudito,
contro l'occupazione cinese si stanno dando fuoco le giovani madri. Finora era
successo solo per gli uomini. Il Tibet è circondato da un muro di omertà alla
cui costruzione partecipa anche l'Italia. Buttiamo giù il muro. I muri sono da
sempre impastati con il sangue dei popoli».
Sergio Romano - L’editorialista di punta del
Corsera la spara grossa, ma passano inosservate le boiate prezzolate. «Bilderberg
è andato più in là. Nato nel 1954 per iniziativa del principe Bernardo di
Olanda, marito della regina Giuliana, il gruppo è in realtà un club costituito
da soci che vengono periodicamente rinnovati con il criterio della cooptazione.
Coloro che ne fanno parte hanno generalmente un importante profilo pubblico e
accettano l’invito tanto più volentieri quanto più sanno di potere contare
sulla discrezione dei loro interlocutori. Nemmeno a Bilderberg, ne sono certo,
tutti rivelano interamente il loro pensiero. Ma in queste riunioni vi è
probabilmente più franchezza di quanta ve ne sia quando tutti parlano sotto gli
occhi delle telecamere. So che questo può spiacere a chi pensa che tutto debba
essere fatto alla luce del sole. Ma vi sono circostanze in cui la trasparenza e
le pareti di vetro favoriscono dichiarazioni generiche, reticenti e inutili, se
non addirittura dannose. La Open Diplomacy (la diplomazia alla luce del sole),
predicata dal presidente americano Woodrow Wilson dopo la Grande guerra, si
dimostrò nella realtà un’idea difficilmente praticabile; e i primi a farne un
uso molto modesto furono proprio gli americani. È certamente vero, tuttavia,
che Bilderberg è un club elitario, composto da persone che possono rafforzare,
grazie a questi incontri, i loro legami personali e fare magari, con
l’occasione, qualche affare. Non giovò al club, per esempio, il fatto che il
principe Bernardo, negli anni Settanta, apparisse coinvolto in uno scandalo di
tangenti pagate da Lockheed per la vendita dei suoi aerei in Europa. Ma gli
errori di un socio non possono giustificare la condanna dell’associazione.
Soprattutto in una parte del mondo che è orgogliosa della sua democrazia
liberale».
Popolo italiota: non lo avete ancora capito? Fanno tutti
parte tutti della stessa associazione affaristica che vuole imporre un nuovo
ordine mondiale sulla pelle dell’umanità. Un consiglio al pluriomicida (con
sentenza passata in giudicato): Beppe Grillo, ma vatte curc’.

In questo periodo sto leggendo il libro che narra la vicenda del "Francesco Padre". Caro Gianni ti invito a continuare le tue battaglie...abbiamo bisogno di gente come te.
RispondiEliminaVorrei solo farvi notare che se c'è una congrega di "illuminati" molto dubbia è quella della Soka Gakkai, che non riconosce nemmeno il Dalai Lama, e che fa del "buddismo" una specie di cattolicesimo pret a porter con amici influenti e sedi ovunque ( i Ciellini ad esempio sono anche maestri in questo....)
RispondiEliminaIl Dalai lama, bel bersaglio! accidenti !
Secondo:
RispondiEliminaSe uno se la prende con Pisapia, che prima promette per fare share una cittadinanza, e poi la ritira per ricatto economico, sbaglia?
o bisogna pensare come lei allude che Pisapia avesse ragione perchè l'ha ritirata per via delle collusioni del Dalai Lama,
ma per favore!
Per la storia e la cronaca: il Dalai Lama, al soldo notoriamente della Cia, ha incoraggiato alcune guerre Usa: Jugoslavia, Afghanistan, Iraq. Non a caso è stato premiato con un'alta onoreficienza da Bush junior in persona. A pa rte le discutibili frequentazioni naziste e il denaro intascato da Soros... Basta così?
RispondiEliminamah...bisognerebbe mettersi anche un po' nei panni di un capo di stato che ha dovuto fronteggiare un gigante come la Cina che ha invaso la tua terra e seviziato la tua gente. forse si capirebbe perché non ha attaccato il telefono in faccia alla Cia.
RispondiEliminaper me rimane un grande leader spirituale , io non butto via il bambino insieme all'acqua sporca...
Un vero Maestro spirituale se ne sta fuori dalla mischia e non va a trovare criminali assassini come Bush jr., non vuole nè accetta il premio Nobel per la Pace o idiozie simili. Nessun compromesso, nessuna stretta di mano con quei mostri. Un oscuro contagio psichico ne consegue.
RispondiEliminaAlla fine del Kali-Yuga i Maestri, ammesso che ne esistano ancora, si sono tutti ritirati nè si offrono in pasto a conventicole quali l'ONU o la CIA.
Conclusione: chi intende approfondire la conoscenza di se stesso si deve arrangiare e affidarsi unicamente al buon Dio.
I fatti sono pregati di non disturbare i commenti a ruota libera. Scherzi a parte, non è una questione di estetica soggettiva come nel suo caso. Non ho scritto qualcosa per piacere a qualcuno/a, bensì per mettere insieme dei fatti documentati, anche troppo. Ergo: nessuna dietrologia:. La Cina ha occupato il Tibet, è questo è un altro dato incontestabile. Spiacente ma di prove ce ne sono a iosa. Basta guardare il bilancio del governo degli Usa. C'è una voce alla parola finanziamento che menziona il Dalai Lama. E poi vogliamo mettere i finanziamenti di Soros e della Cia. Non esistono intoccabili... E' chiaro il concetto? Il Dalai Lama (o chi per lui) non è dio in Terra. Effettivamente, ho commesso il reato di lesa maestà: quest'altro reuccio che si accompagna ai potentucoli del mondo e ha preso premi notoriamente dal macellaio Bush, è ora nudo.
RispondiEliminaNon hai letto il link che ho postato, Gianni Lannes. Non contesto che non siano arrivati soldi al Dalai Lama, ma quello non significa nulla (ne sono arrivati da tutto il mondo soldi, ed è giusto che sia così) e il resto del discorso non è come volete far credere. Spiega tutto quel che ho scritto su quel link. Si parla di soldi per fomentare rivolte ma rivolte non ne son mai partite (tra l'altro sarebbero state rivolte da appoggiare, perché giuste e sacrosante). Si parla di amici quando si sa, per il Dalai Lama sono tutti amici (è la filosofia buddista che lo dice), anzi, guarda come definisce i cinesi quando parla con loro, li chiama AMICI e ha sempre parole di stima per loro, nonostante tutto. Si parla di Dalai Lama che spende soldi quando lui non ha la capacità di farlo ne si prova niente (cos'avrebbe comprato con quei soldi? non esistono beni materiali di nessun tipo intestati a lui che provino il tuo discorso). Insomma, la fate troppo facile. E, il Dalai Lama no, non è Dio in terra, non esiste quel concetto nella tradizione buddista, sbagli assolutamente a parlare non conoscendo quella tradizione, è un Lama importantissimo che rifiuta il Nirvana per tornare sulla terra per il bene altrui, è un bodhisattva, termine del quale non conoscerai il significato. E poi, il nobel della pace o i premi, per la tradizione buddista, non rappresentano nulla :) Son cose senza importanza e che non provano nulla, solo orpelli materiali che valgono meno di zero. Studia quel che ha fatto quella persona in tutti quegli anni poi, e dimmi se non lo meritava il nobel, che poi, il nobel in se, che benefici comporta? Che cosa prova? Insomma, accusa inconsistente.
RispondiEliminaCrei un discorso che potrebbe valere per noi occidentali ma non conosci quella tradizione ne la loro filosofia :) è molto diverso da come la vedi, credimi, lo seguo da 20 anni, pur non essendo buddista.
E' quasi tutto scritto su quel link comunque, ma non mi hai risposto.
Buona serata
Ho scritto un commento favore dell'articolo di cui sopra ma non è stato pubblicato ( ed ho scritto un altro commento tempo fa e nemmeno quello ha visto la luce). O non arriva oppure sto antipatico. Vattalapesca.
RispondiEliminabah, confermo alla pari di santi russo la mia stima nei confronti di gianni lannes giornalista, quello che io percepisco - in questo caso - è una forma di presunzione, tradita dalla frase finale " è ora nudo".
RispondiEliminalannes è sicuro di avere una visione completa di chi è il dalai lama ? storicamente, penso che lannes possa scrivere molte cose interessanti ed inconfutabili, ma anche concesso che il dalai lama abbia preso i soldi dalla cia, siamo noi nelle condizioni per giudicare ? siamo nelle condizioni di definire "reuccio" una persona che ha sulle spalle la salvaguardia di un popolo in esilio e la custodia di una cultura millenaria di grande profondità e bellezza ?
buonanotte, con stima per tutti, per il dalai lama e per gianni lannes !
Il Dalai Lama? Santa apparenza. A parte la Cia, Soros, Rockfeller e gli illuminati. Premessa: la Cina occupa illegalmente il Tibet ed ha commesso orrendi crimini contro l'umanità. Altro che santità: il suo mentore, consigliere e amico fu Heinrich Harrer, un ufficiale delle SS, amico personale di Hitler. Arrivato in Tibet nel 1944, egli contribui qui al rafforzamento del regime dittatoriale con il Dalai Lama come sovrano brutale e spietato (Der Spiegel, No. 45, 3 Nov 1997, p. 146). Altri amici personali nazisti e terroristi del Dalai Lama: Bruno Berger, un ufficiale delle SS e criminale di guerra condannato che effettuò esperimenti medici sui prigionieri nel campo di sterminio di Auschwitz; Miguel Serrano, leader del partito nazista in Argentina; il dittatore cileno Augusto Pinochet; il terrorista giapponese e assassino di massa Shoko Asahara, l'organizzatore dell'attentato con gas sarin nella metropolitana di Tokyo e riconosciuto colpevole anche di 13 omicidi. Cosa dovremmo pensare di un personaggio che ha ricevuto la Congressional Gold Medal, la massima onorificenza civile del Congresso degli Stati Uniti direttamente dalle mani di George Bush Jr ed ha osannato lo stesso? La Süddeutsche Zeitung ha recentemente rivelato la metà oscura del Dalai Lama all’insaputa del mondo intero. Il giornale ha posto un titolo feroce per la sua ambivalenza, “Heiliger Schein”, santa apparenza. A parlare dagli Stati Uniti di tutta questa incredibile vicenda è uno che la sa lunga, John Kenneth Knaus, un ex agente della Cia di 89 anni, che incontrò il Dalai Lama nel 1964 nel suo esilio indiano di Dharamsala: «Per lui ero l’anello di collegamento con la violenza, che come buddhista non poteva approvare», ha spiegato Knaus". Il giornale tedesco scrive che la Cia “addestrò i guerriglieri tibetani, rifornendoli con tonnellate di armi per la lotta contro il nemico comune, la Cina comunista”, versando annualmente 180 mila dollari come “aiuti finanziari al Dalai Lama”. Sarebbe anche dimostrato che due fratelli maggiori del Dalai Lama “avevano presto allacciato contatti con la Cia, diventata poi lo sponsor della guerriglia in Tibet”. L’articolo è anche corredato da una foto particolarmente imbarazzante, scattata nel 1972, che ritrae il Dalai Lama mentre su una jeep passa in rassegna unità speciali tibetane dell’esercito indiano a Chakrala, nel Punjab. Da un memorandum della Cia del 1968 emerge che “il programma per il Tibet è basato sugli impegni che il governo americano aveva assunto con il Dalai Lama dal 1951 al 1956”, l’anno in cui la Cia lanciò l’operazione “ST Circus”, che in codice stava per “Circo Tibet”. Su un’isola dei Mari del Sud “la Cia addestrò i guerriglieri a sparare, uccidere, minare e costruire bombe”, con un fratello del Dalai Lama che fungeva da interprete. “Un bombardiere B-17 senza segni di riconoscimento, guidato da un pilota polacco e con un tecnico ceco lanciò subito dopo con il paracadute i primi combattenti sul Tibet”. Si trattava di miliziani che portavano al collo “un amuleto con l’immagine del Dalai Lama e una capsula di cianuro”, con cui suicidarsi nel caso fossero stati catturati dai cinesi. Il quotidiano tedesco aggiunge un’altra rivelazione. Nel Tibet meridionale, “erano attivi ottantacinquemila guerriglieri, che con il nome di Chushi Grangdrug, quattro fiumi e sette montagne, operavano in piccole unità per attaccare la supremazia militare cinese, cooperando strettamente con la Cia”. In un servizio della Bbc citato dal giornale, un ex combattente tibetano fa un racconto allucinante per la sua truculenza, quando spiega che “abbiamo ammazzato più che potevamo. Quando uccidevamo un animale dicevamo una preghiera, ma quando ammazzavamo un cinese nemmeno una preghiera è uscita dalle nostre labbra”. Le attività militari si conclusero negli anni ’70, dopo una visita segreta a Pechino dell’allora Segretario di Stato Henry Kissinger.
RispondiEliminaAl bando le polemiche sterili e depistatorie. Una cosa sono i fatti, un'altra i commenti. A parte il fatto che questo diario pubblico è gratuito, non ho cassetti colmi di certezze. E a differenza di molti non mi nascondo dietro l'anonimato e non uso il tu per rivolgermi a chi non conosco personalmente. Facile, grazie al comfort casalingo sputare sentenze di ogni genere. Prima di propinare tesi a casaccio, piantatevi in prima linea ad analizzare la realtà. Magari rischiando anche in proprio. Qualche genio che bazzica questo sito riesce a comprendere che c'è differenza tra reale e virtuale? L'etica della responsabilità non è un optional. Ripeto: il Dalai Lama è una figura compromessa ed invischiata con il sistema di potere che ha dilaniato il mondo. A mio semplice avviso non ha alcuna credibilità. Ma rammentate gli incoraggiamenti alla guerra giusta in Jugoslavia, Iraq, Afghanistan e quant'altro? E gli osanna del Dalai Lama a Bush per la guerra preventiva? Avete mai sbirciato il bilancio del Congresso Usa? Bene: troverete i dollaroni elargiti al Dalai Lama. Ci sono ancora in giro creduloni che osannano questi santoni a pagamento... che fanno l'elemosina ai terremotati (vedi Emilia). Preferisco coltivare il dubbio e porre domande. Buona giornata a tutte/i.
RispondiEliminaSi attendono smentite improbabili da parte del Dalai Lama o da chi per lui. Non ho chiamato in causa altri, specie se anonimi! Riuscite a comprendere la lingua italiana?
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