16.5.12

SAVIANO CHI?


di Gianni Lannes

Ora basta con la commedia perché la retorica anestetizza la realtà. Gomorra non è la Bibbia, non è un libro sacro, intoccabile: eppure il solito palcoscenico dei professionisti dell’antimafia italiota ha santificato questo testo mediocre, aggiustato alla meglio in Mondadori da tale Franchini &Co. per creare in laboratorio il “fenomeno” editoriale. Sono in errore sig. Saviano? Ci illumini lei con la versione autentica dei fatti sulla genesi editoriale del cosiddetto fenomeno.
Come ha scritto Roland Barthes: “la funzione sociale della parola letteraria (quella dello scrittore) è appunto trasformare il pensiero in merce”. Può la letteratura opporsi alle distorsioni del potere? In Italia, come sanno i furboni, le vie del doppiogioco sono infinite.   
Cos’ha detto di così scandaloso su Roberto Saviano il sociologo Alessandro Dal Lago? Semplicemente: esiste una coincidenza fra il protagonista di Gomorra, un personaggio romanzesco, letterario, in sella al suo vespino nel feudo dei Casalesi, e l'autore del libro, che vediamo in televisione, santificato dai media ma che non è in grado di incidere fino in fondo sulla realtà per cambiarla, dove lo spettacolo si confonde con una legalità mitizzata, in un pericoloso moralismo autoassolutorio che sconfina nel taumaturgico. Il caso Saviano è tutto dentro i meccanismi  del marketing commerciale.  
Questo autore “ha scritto” di cose note a tutti, riciclando alcune leggende metropolitane (le epiche gesta di Schiavone, detto Sandokan, &C.) che piacciono ad un ambiente  ben circoscritto (sinistra giustizialista e bacchettona)e viene da loro pompato con i critici letterari organici e così via alle vendite. Se poi aggiungiamo che Saviano è pubblicato da Mondadori (casa editrice berlusconiana) tutto diventa chiaro: mega operazione commerciale, camuffata da crociata.
Il filo israeliano nonché  filoamericano Saviano, già ammiratore del razzista Giorgio Almirante, non è Peppino Impastato e tantomeno Pasolini. E quella in onda non è una sinistra, bensì uno schieramento affaristico in concorrenza con il piduista di Arcore, nonostante il pacato buonismo di Fazio che saccheggia e si appropria di De Andrè come se l’avesse creato lui.
I personaggi alla Saviano - o alla Travaglio oppure Grillo, se preferite, ma la sostanza non cambia - vanno in tv a fare i “maestri”. Impastato non lo invitava nessuno: lo Stato non lo ha protetto. Anzi, i carabinieri hanno depistato le indagini sul suo cruento assassinio. Impastato combatteva il potere, Saviano si esibisce, cerca il consenso con argomenti politicamente corretti sogna di essere bello e famoso come la Fallaci, e suscita soltanto l’invidia di gente frustrata. La discesa in campo del clan “culturale” tricolore (vedi Eco) in difesa di questo personaggio di profilo discutibile mette  tristezza. Ma sono i tempi correnti.
Ora siamo alla farsa: Saviano propina un discorso moralistico e vagamente consolatorio, una cantilena buona per tutte le stagioni, tutti i contesti; una voce buona per veicolare  elenchi qualunquistici.
Allora, fans e tifosi mettetevi bene in testa che Saviano è un autore soggetto a critiche: non siamo ancora al pensiero unico.  

Un cantautore del calibro di Daniele Sepe in Cronache di Napoli  ha detto: “Roberto Saviano bugiardo e imbroglione, costruttore del proprio mito, showman interessato più al diritto d’autore che al dovere della verità”.
Scusate ma questo “eroe” di carta ha subito mai qualche attentato o avvertito almeno una seria minaccia di morte? Saviano ha mai sfiorato il sistema di potere imperante?

2 commenti:

  1. Ecco perché in Italia non le cose non migliorano: perché se qualcuno decide di raccontare dei fatti veri, viene additato come uno che lo fa per la fama. Finché in Italia non diventi un martire, non vieni ucciso per quel che dici, sei un cazzone che lo fa per fama, per il pubblico, per i soldi. D'altra parte anche Falcone è stato additato al tempo: si è beccato le peggiori critiche, anche a lui hanno detto che lo faceva per fama. Non sto paragonando Saviano a Falcone in essere - svolgono due lavori diversi -, ma semplicemente spiegare che personaggi che vanno controcorrente in Italia son sempre criticati fortemente.

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  2. Prego: fatti e non commenti. Saviano non ha denunciato alcunché. Ha semplicemente riciclato articoli di cronaca nera che bravi giornalisti campani avevano pubblicato precedentemente! Saviano non sa di cosa parla. Qualcuno alla Mondadadori dovrebbe spiegare alla tifoseria la genesi di Gomorra. Tradotto: chi ha realmente messo mano ed aggiustato il brogliaccio impresentabile di Saviano. Si attende un'improbabile smentita di tal Franchini & Co. Se non esiste la verità certamente esistono le menzogne a buon mercato! Per dirla con Vladimiro Giacché (autore del saggio La fabbrica del falso): "La menzogna è il grande protagonista del discorso contemporaneo".

    Gianni Lannes

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