di
Gianni Lannes
L’accesso
è libero, aperto perfino ai bambini. «R 33: pericolo di effetti cumulativi. R 50/53:
altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine
effetti negativi per l’ambiente acquatico. S 35: non disfarsi del prodotto e
del recipiente se non con le dovute precauzioni. S 60: questo materiale ed il
suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi. S 61: non
disperdere nell’ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali contenute nelle
schede informative in materia di sicurezza» avverte l’Enel, almeno sulla carta.
La recinzione del sito è un eufemismo. Nella realtà, è un’altra musica. Bentornati
nella Puglia “Felix” di Nichi Vendola: “tutto a posto”, recita la narrazione
“poetica”. Attenzione, però: se attraversate la Capitanata fate un sosta ad
Orta Nova, in contrada “La Palata”, dove il controllore locale dell’Arma,
maresciallo dei carabinieri Giordano
Protopapa, sedimentato da anni non si è accorto di nulla, salvo inventarsi
indagini antiterrorismo - respinte dai magistrati competenti - contro i
giornalisti sgraditi al potentucolo di turno. In buona compagnia del comandante
dei vigili urbani Umberto Santoro
che non ha esercitato alcuno controllo sul territorio di sua competenza.
Controllori e controllati si confondono e tacciono. Dal 1992, l’ente nazionale
energia elettrica è una società per azioni, in parte privatizzata. Fino al 1999
era monopolista statale del settore, escluse alcune aziende municipalizzate e
investitori - stranieri e non - minori. Tuttora il Ministero dell’Economia e
delle Finanze italiano è l’azionista di riferimento, con una quota diretta e indiretta
del 31 per cento. Lo Stato ne risponde: nell’ordinamento giuridico italiano,
come ha più volte ribadito la Corte Costituzionale, «la protezione
dell’ambiente è imposta da precetti costituzionali (articoli 9 e 32) ed assurge
a valore primario ed assoluto». Ergo: agli agricoltori spetta un risarcimento
economico.
Contaminazioni gratuite - «Avvertenze: contiene pcb suscettibili di
provocare effetti cumulativi nell’organismo e di contaminare l’ambiente.
Evitare ogni contatto diretto con il liquido e/o vapore contenente pcb. Evitare
che i rifiuti contenenti pcb, sia liquidi che solidi, vengano scaricati nelle
fogne o nei canali di scolo e che siano abbandonati sul terreno (…) Inoltre i
rifiuti devono essere raccolti in contenitori metallici ermetici di adeguata
robustezza e conservati fino allo smaltimento finale - dichiara l’Enel in un
cartello all’ingresso del sito, dove figura addirittura un’autocertificazione -
contaminazione da pcb inferiore a 0,05
%». Se lo attestano loro, ci sarà da crederci? Insomma, siamo alle solite: raccomandazioni
di facciata, avvisi formali, parole al vento. La situazione è fuori controllo
da un pezzo, grazie a ben due sindaci “latitanti” in materia di doverosa difesa
sanitaria e salvaguardia ambientale, nonché all’Arpa in letargo stagionale. Non
è tutto in questa martoriata campagna appiccicata al centro urbano (18 mila
anime) dove giace la cantina Ricciulli. Soltanto gli autoctoni faticatori della
terra e i comuni mortali, a differenza di autorità ed istituzioni, ignorano i
pericoli annidati nell’agro ortese. Che dite? A furia di inquinare impunemente la
terra sarà stata compromessa la catena alimentare?
Insalata di scorie? - I cartelli corrosi dalla ruggine impressi con
tibie e teschio avvisano: «Pericolo di morte». In questo fazzoletto di terra
esteso per 2.598 metri quadrati, circondato da campi di grano, distese di
ortaggi a perdita d’occhio e vigneti, abbondano i rifiuti chimici abbandonati
dall’Enel, vale a dire da una parte dello Stato tricolore; in superficie, ma non
solo. Anche il sottosuolo non è stato risparmiato: da alcune cisterne ben
occultate alla vista emerge un vaso di Pandora, in cui galleggia il micidiale
apirolio. «La Parte Acquirente esonera
altresì la Parte venditrice dal rilascio di qualsivoglia garanzia in ordine
alla situazione ambientale (…) In relazione all’eventuale esistenza di
materiali inquinanti o inquinati che possono essere rinvenuti all’interno di
quanto in oggetto ed anche nel soprassuolo e/o sottosuolo dello stesso, la
medesima Parte Acquirente assume ogni e qualsivoglia onere relativo ivi
compreso, in via solo indicativa e non tassativa, lo smaltimento, messa in
sicurezza, bonifica o quant’altro previsto dalle vigenti norme in materia»
attesta l’atto di compravendita intercorso tra Enel e Carapelle Energia.
Niente in regola - L’area della particella 132 confinante con
suoli agricoli appartenenti a tali Calvio e prim’ancora posseduti dai Torraco,
è stata venduta l’anno scorso dall’Enel alla Carapelle Energia, presieduta da
Sergio Celotti. Una scatola con appena
90 mila euro di capitale che in caso di incidente non coprono danni e
spese. In altri termini, è la società a responsabilità limitata di proprietà
della Caviro di Faenza, nonché della Stc Group e della Coprag che in loco
pretende di costruire una stazione elettrica asservita alla “centrale a
biomasse”: in realtà un altro inceneritore di rifiuti nei pressi dell’impianto
fuorilegge del gruppo Marcegaglia (società Eta S.p.A.) voluto da Paolo Campo (ex sindaco di Manfredonia
ed attuale capogruppo in Provincia del Pd) ed imposto da Raffaele Fitto ed accettato da Nichi
Vendola. Si tratta di un compendio immobiliare che comprende «un fabbricato
di un piano fuori terra un tempo adibito a cabina primaria di trasformazione
dell’energia elettrica e di un’annessa area esterna di pertinenza». L’atto è
stato registrato a Roma il primo giugno 2011 dal notaio Vladimiro Capasso. La cabina primaria da 150/20 kV, denominata
“Ortanova 38-0171”, è letteralmente abusiva, a partire dal piano edilizio.
Possibile? Nel documento di compravendita si legge «che per i successivi interventi edilizi eseguiti in assenza delle
prescritte autorizzazioni è stato rilasciato dal medesimo comune di Orta Nova
in data 14 settembre 2010, permesso di costruire in sanatoria n. 53, al foglio
11, particella 132, subalterno 1, giusta variazione per “ampliamento e diversa
distribuzione degli spazi interni” del 12 novembre 2010 e successiva variazione
nel classamento del 31 marzo 2011. La Società Enel Servizi S.r.l. dichiara, per
ogni conseguente effetto di legge, e la Parte Acquirente ne prende atto,
dichiarandosene edotta, di non garantire la conformità degli impianti esistenti
nell’immobile oggetto del presente atto alla normativa in materia di sicurezza».
Qui, fino al maggio 2011 ricopriva la carica di “primo cittadino” il
neofascista Moscarella Giuseppe (ex
Fuan, ex Msi, ex An, ora Pdl), mentre il responsabile dell’Ufficio tecnico
comunale risponde al nome di Giovanni
Battista Vece. La comunità è in buone mani, anche se la cronaca giudiziaria
racconta che lo stesso dirigente dell’Utc, risulta già sotto processo al
tribunale di Foggia, per aver falsificato alcune certificazioni urbanistiche
che hanno consentito all’Agecos S.p.A.
(dei fratelli Bonassisa) di
costruire illegalmente una discarica per rifiuti speciali. Più, recentemente, otto
giorni fa, anche la sindachessa Maria
Rosaria Calvio (Pd), pur al corrente perché l’atto notarile è contenuto nel
progetto dell’inceneritore, è stata avvisata dai movimenti politici ORTA NOVA
CHE VORREI ed ORTA PER IL BENE COMUNE ed invitata a diffidare la Carapelle
Energia ad approntare una immediata bonifica; entrambi i sodalizi, d’altro
canto, hanno presentato una proposta di delibera popolare invocando un
consiglio comunale urgente a carattere monotematico. Nel frattempo, le persone
si spengono improvvisamente a causa del cancro, come nel caso di Eusepia
Monopoli. Sarà una coincidenza?
Parola di ministro - Il ministro della salute, Ferruccio Fazio, in risposta ad
un’interrogazione parlamentare presentata da sei deputati del Partito Democratico (prima firmataria Elisabetta Zamparutti) - numero 4/10606 - il 10 ottobre 2011, a proposito
della condizione epidemiologica di Orta Nova, sia pure estesa ad un arco
temporale limitato ha puntualizzato: «Complessivamente nel periodo 2000-2005 si
sono registrati 377 decessi per tutte le cause negli uomini e 276 nelle donne.
Sia tra i maschi sia tra le femmine, i decessi per malattie dell’apparato
circolatorio rappresentano la causa più frequente di morte (il 36,3 per cento
tra i maschi, il 48,9 per cento tra le femmine). Tra quelle non tumorali,
seguono le malattie respiratorie nei maschi (9,8 per cento) e i disturbi
circolatori dell’encefalo tra le femmine (10,5 per cento). Tra i maschi, i decessi per tutti i tumori rappresentano i 27,3 per
cento della mortalità totale, mentre tra le femmine il 24,3 per cento. Tra
tutti i tumori, quello al polmone rappresenta la causa di morte più frequente
tra i maschi (24,3 per cento di tutti i tumori: il 6,6 per cento di tutte le
cause); tra le femmine, invece, i decessi per tumore più frequenti riguardano
la mammella (21 per cento di tutti i tumori e 5,1 per cento di tutte le cause).
Le leucemie sono responsabili del 10,4 per cento della mortalità per tumori e
del 2,5 per cento dei decessi per tutte le cause nelle femmine (rispettivamente
3 e 0,8 per cento tra i maschi). In entrambi i sessi la mortalità per leucemia
risulta più elevata (circa + 13 per cento) dei valori regionali».
Inceneritori a tutto spiano - Il Consiglio municipale (30 aprile) a
parole impegna «l’Amministrazione comunale ad esprimere parere negativo al
progetto in ogni sede istituzionale ed a promuovere azioni di sensibilizzazione
civica ed istituzionale avverso il progetto stesso ed a tutela della qualità
della vita dei cittadini» almeno così recita il comunicato stampa numero 72, sfornato
il 2 maggio scorso. In realtà l’amministrazione Calvio non ha depositato alcun
atto di opposizione al deleterio progetto
dell’inceneritore Caviro, alla scadenza dei termini previsti dall’iter
amministrativo, proprio alla stregua dell’inoperosità istituzionale manifestata
nei confronti della fabbrica di morte targata Marcegaglia, dimostrata anche dall’Unione
dei 5 Reali Siti (un baraccone di politicanti a buon mercato costato al
contribuente finora 125 mila euro). Allora: è come se in un processo
l’interessato non si costituisse parte civile: fumo negli occhi di cittadine e
cittadini. A tutt’oggi a parte i proclami altisonanti tesi ad imbambolare la
popolazione, il centro urbano affonda sotto il peso imponente dei rifiuti e la
differenziata non parte neanche con le cannonate, perché ai piani alti del
potere hanno stabilito che l’antica Daunia
sarà trasformata in una cloaca industriale a base di inceneritori a tutto
spiano. A pagarne le conseguenze, non solo in termini economici, ma quanto a
perdita di salute ed integrità ambientale, sarà la popolazione. La sindachessa
adusa al vuoto ecologismo di facciata cela addirittura il nulla ed evita come
la morte i confronti dialettici. Comunica, a suo dire, solo a mezzo di
comunicati stampa che legge anche nell’assise comunale che non ha ancora un
difensore civico, pur previsto nello statuto comunale. Infatti, nonostante
l’amministrazione Calvio, sulla carta vanti due avvocati, non ha partorito
ancora una semplice delibera in materia. Banale sterilità politica o c’è
dell’altro? O meglio, una strategia che tenta di affondare la verità in un mare
di menzogne? L’unica memoria tecnica è stata consegnata all’ente Provincia dai
movimenti ORTA NOVA PER IL BENE COMUNE ed ORTA NOVA CHE VORREI, accompagnata
dalla sottoscrizione di un migliaio tra cittadine e cittadini. La Calvio ben
ammaestrata da Campo (capogruppo Pd
alla provincia) e Gentile (assessore
regionale) seguita ad ingannare l’opinione pubblica. Così ieri ha fatto
affiggere una serie di manifesti contenenti un guazzabuglio di sciocchezze e
varie ipocrisie in cui si nota, tra l’altro un passaggio: «il territorio ortese
interessato dall’eventuale passaggio di un elettrodotto». La Carapelle Energia
non ha perso tempo: ha già realizzato il cavidotto che collegherà
l’inceneritore alla stazione elettrica; inoltre, ha piazzato nell’agro ortese
ben due cabine elettriche prefabbricate. Chi ha rilasciato la concessione
edilizia? E quando? Ma la sindachessa vive sulla luna o finge di ignorare la
cruda realtà? Non basta dire no e agire alla Ponzio Pilato, sostenendo che
tutto dipende dalla regione e dalla Provincia. Qualcuno spieghi all’avvocatessa
sindachessa il senso e la portata della riforma costituzionale che ha
modificato l’articolo 114 della Costituzione: Comuni, Province e Regioni sono
su un piano paritetico e non più gerarchico. «E’ una pazzia quest’altro
inceneritore - ripete l’ex sindaco, socialista d’altri tempi, Pasquale Ruscitto - nella zona
Bonassisi, già nota ai tempi dei Romani come testimoniano segni e tracce
inequivocabili del passato, esistono prove tangibili di una costruzione
risalente a Federico II. E poi, almeno i geologi dovrebbero saperlo: quell’area
sotto il torrente Carapelle, si allaga spesso e volentieri. Non a caso nel 1200
gli antichi costruirono la Posta Bonassisi sopra un’altura. Siamo pronti ad una
mobilitazione popolare se questo ennesimo scempio non sarà arrestato seriamente
e non a chiacchiere». Una follia statale che beneficia uno stuolo di prenditori
con i certificati verdi, sorta di licenza di inquinare, pagati dai contribuenti
nella bolletta elettrica.
ATTO
di ACQUISTO CARAPELLE ENERGIA da ENEL
SERVIZI - 01 06 11


















Non ho parole! E i nostri parolai di regime cosa fanno?
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