di Gianni Lannes
Dominazione bellica e grinfie economiche
a stelle e strisce sull’Europa. Golpe senza stragi (per ora) e crisi finanziarie
preconfezionate. Solo in Italia - ovviamente con il beneplacito della Santa Sede - un dipendente di una banca
nordamericana a delinquere (GoldmanSachs), già al soldo della Commissione
Trilaterale (fondata da David
Rockfeller), nonché membro dell’Aspen
Institute, senza essere eletto democraticamente diventa capo del Governo. Così,
dalla padella di Berlusconi siamo transitati
direttamente nell’altoforno del “governo tecnico” senza nemmeno fare una sosta
nella brace sinistroide.
Il marcio
- Il professor Monti è stato commissario europeo dal 1994 al 2004, facendo
parte di ben due commissioni. La commissione Santer, la prima di cui ha fatto parte, è nota ai più per essere di
gran lunga la commissione più vergognosa della storia europea. La commissione
fu costretta alle dimissioni anticipate onde evitare una inedita sfiducia da parte
del Parlamento europeo, dopo una
serie di scandali partiti dalla commissaria francese Cresson, la quale aveva nominato nel suo staff il suo amante Philippe Barthelot. L’affaire Cresson
era solo la punta dell’iceberg e di lì a poco emerse tutto il marcio. La
commissione d’inchiesta del parlamento UE concluse che v’era “una
responsabilità collegiale dei commissari nei casi di frode e nepotismo”.
Sebbene coinvolto negli scandali come tutta la commissione Santer, Mario Monti
rimase al suo posto anche nella commissione Prodi. Alla scadenza del suo secondo mandato Monti si reinventa
banchiere ed entra nella squadra della piovra Goldman Sachs, la banca che ha aiutato per anni i governi greci di Simitis, Karamanlis e Papandreu a
truccare i conti, nel ruolo di consulente internazionale.
Eterni padroni - Così titolava Il Sole 24 ore l’8 novembre
2011, un attimo prima dell’investitura ufficiale del suo stretto dipendente, la
banca che ha contribuito ad innescare la crisi: «Goldman Sachs: elezioni, lo scenario peggiore per i mercati. Governo
tecnico per abbassare lo spread». Ecco cosa
dichiarava il datore di lavoro Monti Mario sulla situazione politica
italiana. Per Goldman Sachs le elezioni sono lo scenario peggiore, mentre
sarebbe auspicabile un esecutivo di unità nazionale: «la soluzione più gradita ai mercati perché nel tempo porterebbe a un
declino negli spread sul debito sovrano e a un calo del premio pagato al
rischio Italia più in generale». Secondo il quotidiano di Confindustria
«Nel breve termine lo spread Btp-Bund cadrebbe a 350 punti base sui titoli
decennali». A proposito di bufale in doppiopetto: «L’euro fa da scudo ai conti pubblici: è grazie alla moneta unica
europea se i problemi delle finanze pubbliche e l’incertezza politica in Italia
non si riflettono sull’andamento dei tassi di interesse» aveva dichiarato
lo stesso Monti al giornale Il Sole 24
ore, 7 anni fa (17 aprile 2005).
Le Monde
- Il celebre quotidiano francese parte proprio dagli affiliati Mario Monti e Mario Draghi per accusare la banca d’affari statunitense di “gestire
un occulto direttorio europeo capace di manovrare, in base ai propri interessi,
gli uomini chiamati prima a generare e poi governare la crisi dell’euro”. Secondo i colleghi transalpini, il novello
premier italico “ha collezionato non solo l’incarico di consigliere
internazionale della Goldman Sachs, conferitogli nel 2005, ma anche le cariche,
non proprio ininfluenti, di presidente della Commissione Trilaterale e di socio
del Bilderberg Group”.
«La Commissione Trilaterale viene
sovente accusata di non essere non soltanto un “think tank” dedito al coordinamento delle politiche di Asia, Europa
e Stati Uniti, ma un centro di potere occulto creato - argomentava il senatore
repubblicano Barry Goldwater - per
sviluppare «un potere economico mondiale superiore ai governi politici delle
nazioni coinvolte».
“Ben peggiori sono però - ricorda Le
Monde - i sospetti che circondano Mario Draghi l’attuale governatore della Bce, titolare tra il 2002 e il 2005
della carica di vice presidente della Goldman Sachs International. In quel
fatale 2005 la Goldman Sachs rifila alla Grecia gli strumenti finanziari
indispensabili per nascondere i debiti e metter piede nell’euro. A render
possibile il raggiro targato Goldman Sachs contribuisce non poco Lucas Papadémos, il premier greco,
membro come Mario Monti della Commissione Trilaterale”. Una patria accompagnata
da lui stesso sull’orlo del precipizio quando, da governatore della Banca
Centrale di Atene, affida a Petros Christodoulos,
un ex gestore di titoli della Goldman, lo scellerato ritocco dei conti
ellenici.
Tra i Goldman’s Boys nostrani c’è pure Romano Prodi. A puntare il dito sull’ex premier dell’Ulivo ci pensa
nel 2007 il Daily Telegraph
accusandolo di esser stato sul libro paga della Goldman una prima volta tra il
1990 e il 1993 e poi di nuovo dopo il 1997. Ma è assai interessante anche il
“cursus honorum” di Massimo Tononi,
il manager bocconiano nominato nel 2006 sottosegretario all’Economia del
governo Prodi, dopo una fulgida carriera in Goldman Sachs. Tornato alla Goldman
dopo quell’esperienza, Tononi è oggi il presidente di Borsa Italiana, la società di proprietà del London Stock Exchange che controlla Piazza Affari.
Dominio mondiale - Sarebbe stato impossibile per il Gruppo
Bilderberg sviluppare il proprio piano per il mondo se fosse stato soggetto
alle luci dei media in questi anni” ha dichiarato David Rockfeller ex
presidente della Chase Manhattan Bank. Interessante ricordare
questa dichiarazione del fondatore della Trilaterale: «Whatever the price of
the Chinese Revolution, it has obviously succeeded not only in producing more
efficient and dedicated administration, but also in fostering high morale and
community of purpose. The social
experiment in China under Chairman Mao’s leadership is one of the most
important and successful in human history (Qualunque sia stato il prezzo della
rivoluzione cinese, si è ovviamente riusciti non solo a produrre un’amministrazione
più efficiente e dedicata, ma anche a promuovere l’alto valore morale e una
comunità di intenti. L’esperimento sociale in Cina sotto la guida del
presidente Mao è uno dei più importanti successi nella storia umana)».
Addio democrazia - Il governo Monti che, leggendo le
dichiarazioni pubbliche piace ai Radicali, al PD, al Terzo Polo e a buona parte
del Pdl, ma che viene osteggiato da Lega e Idv. Un governo tecnico oggi
rappresenta il fallimento democratico italiano. Secondo un anonimo banchiere
svizzero intervistato dal movimento WeAreChange a maggio 2011 “è ormai palese
che il Bilderberg usa le banche svizzere per attività di riciclaggio di denaro,
finanziamento per rovesciare i governi, per gli assassini e per mandare in
bancarotta le nazioni”, parole riportate in un interrogazione parlamentare
presentata dal senatore Elio Lannutti
nel giugno scorso. Solo nel Belpaese un
cameriere del potere finanziario nordamericano, già membro di società
massoniche occulte viene promosso senza meriti a presidente del consiglio dei
ministri, calpestando in un colpo solo lo Stato di diritto e demolendo senza
alcun seria reazione lo Stato sociale.
Disoccupazione e debito pubblico - Nel 2011 i giovani occupati, tra i 15 e i 34
anni, sono diminuiti di oltre un milione di unità rispetto al 2008, passando da
7,1 milioni a 6 milioni e 56 mila nel 2011 (-14,8%). E’ quanto emerge dal
confronto dei dati Istat sulla media dello scorso anno. Il paragone con tre
anni prima ben evidenzia gli effetti della crisi sulle nuove generazioni.
Passando dal 2008 (7 milioni e 110 mila occupati under 35) al 2011 (6 milioni e
56 mila) si contano 1 milione e 54 mila giovani in meno al lavoro. Si è
trattato di una discesa progressiva, seguita alla crisi. Basti pensare che,
come già sottolineato dall’Istituto di statistica, se si considerano gli
occupati italiani 15-34enni, in un solo anno, tra il 2011 e il 2010, la
riduzione è stata di 233 mila unità. Se poi si guarda alla fascia d’età tra i
15 e i 24 anni, in proporzione la discesa degli occupati tra il 2011 e il 2008
è stata ancora più forte, ed è pari al -20,5% (303 mila unità in meno). Il
tasso di disoccupazione a febbraio è al 9,3%, in rialzo di 0,2 punti
percentuali su gennaio e di 1,2 punti su base annua. E’ il tasso più alto da
gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Lo rileva l’Istituto nazionale di
Statistica su stime provvisorie. Guardando alle serie trimestrali è il più alto
dal IV trimestre 2000. Il numero dei disoccupati a febbraio é di 2,354 milioni.
Si tratta del numero più alto dall'inizio delle serie storiche mensili, ovvero
da gennaio del 2004. Se si fa riferimento alle serie trimestrali diventa il più
alto dal terzo trimestre del 2000. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24
anni) a febbraio è al 31,9%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a
gennaio e di 4,1 punti su base annua. Lo rileva l’Istat in base a dati
destagionalizzati e a stime provvisorie, aggiungendo che è il tasso più alto da
gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Nel quarto trimestre del 2011 il
tasso di disoccupazione dei 15-24enni tocca un picco del 49,2% per le giovani
donne del Mezzogiorno. Cifre ufficiali alla mano: da quando Monti è al Governo il debito pubblico è aumentato di 59
miliardi di euro, toccando quota 2 mila miliardi. E allora il miracolo
annunciato dai mercati?


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