11.4.12

SONO MARIO MONTI
E MI CO-MANDA ZIO SAM

di Gianni Lannes

Dominazione bellica e grinfie economiche a stelle e strisce sull’Europa. Golpe senza stragi (per ora) e crisi finanziarie preconfezionate. Solo in Italia - ovviamente con il beneplacito della Santa Sede - un dipendente di una banca nordamericana a delinquere (GoldmanSachs), già al soldo della Commissione Trilaterale (fondata da David Rockfeller), nonché membro dell’Aspen Institute, senza essere eletto democraticamente diventa capo del Governo. Così, dalla padella di Berlusconi siamo transitati direttamente nell’altoforno del “governo tecnico” senza nemmeno fare una sosta nella brace sinistroide.  

Il marcio - Il professor Monti è stato commissario europeo dal 1994 al 2004, facendo parte di ben due commissioni. La commissione Santer, la prima di cui ha fatto parte, è nota ai più per essere di gran lunga la commissione più vergognosa della storia europea. La commissione fu costretta alle dimissioni anticipate onde evitare una inedita sfiducia da parte del Parlamento europeo, dopo una serie di scandali partiti dalla commissaria francese Cresson, la quale aveva nominato nel suo staff il suo amante Philippe Barthelot. L’affaire Cresson era solo la punta dell’iceberg e di lì a poco emerse tutto il marcio. La commissione d’inchiesta del parlamento UE concluse che v’era “una responsabilità collegiale dei commissari nei casi di frode e nepotismo”. Sebbene coinvolto negli scandali come tutta la commissione Santer, Mario Monti rimase al suo posto anche nella commissione Prodi. Alla scadenza del suo secondo mandato Monti si reinventa banchiere ed entra nella squadra della piovra Goldman Sachs, la banca che ha aiutato per anni i governi greci di Simitis, Karamanlis e Papandreu a truccare i conti, nel ruolo di consulente internazionale.


Eterni padroni - Così titolava Il Sole 24 ore l’8 novembre 2011, un attimo prima dell’investitura ufficiale del suo stretto dipendente, la banca che ha contribuito ad innescare la crisi: «Goldman Sachs: elezioni, lo scenario peggiore per i mercati. Governo tecnico per abbassare lo spread». Ecco cosa  dichiarava il datore di lavoro Monti Mario sulla situazione politica italiana. Per Goldman Sachs le elezioni sono lo scenario peggiore, mentre sarebbe auspicabile un esecutivo di unità nazionale: «la soluzione più gradita ai mercati perché nel tempo porterebbe a un declino negli spread sul debito sovrano e a un calo del premio pagato al rischio Italia più in generale». Secondo il quotidiano di Confindustria «Nel breve termine lo spread Btp-Bund cadrebbe a 350 punti base sui titoli decennali». A proposito di bufale in doppiopetto: «L’euro fa da scudo ai conti pubblici: è grazie alla moneta unica europea se i problemi delle finanze pubbliche e l’incertezza politica in Italia non si riflettono sull’andamento dei tassi di interesse» aveva dichiarato lo stesso Monti al giornale Il Sole 24 ore, 7 anni fa (17 aprile 2005).

Le Monde - Il celebre quotidiano francese parte proprio dagli affiliati Mario Monti e Mario Draghi per accusare la banca d’affari statunitense di “gestire un occulto direttorio europeo capace di manovrare, in base ai propri interessi, gli uomini chiamati prima a generare e poi governare la crisi dell’euro”.  Secondo i colleghi transalpini, il novello premier italico “ha collezionato non solo l’incarico di consigliere internazionale della Goldman Sachs, conferitogli nel 2005, ma anche le cariche, non proprio ininfluenti, di presidente della Commissione Trilaterale e di socio del Bilderberg Group”.
«La Commissione Trilaterale viene sovente accusata di non essere non soltanto un “think tank” dedito al coordinamento delle politiche di Asia, Europa e Stati Uniti, ma un centro di potere occulto creato - argomentava il senatore repubblicano Barry Goldwater - per sviluppare «un potere economico mondiale superiore ai governi politici delle nazioni coinvolte».
“Ben peggiori sono però - ricorda Le Monde - i sospetti che circondano Mario Draghi l’attuale governatore della Bce, titolare tra il 2002 e il 2005 della carica di vice presidente della Goldman Sachs International. In quel fatale 2005 la Goldman Sachs rifila alla Grecia gli strumenti finanziari indispensabili per nascondere i debiti e metter piede nell’euro. A render possibile il raggiro targato Goldman Sachs contribuisce non poco Lucas Papadémos, il premier greco, membro come Mario Monti della Commissione Trilaterale”. Una patria accompagnata da lui stesso sull’orlo del precipizio quando, da governatore della Banca Centrale di Atene, affida a Petros Christodoulos, un ex gestore di titoli della Goldman, lo scellerato ritocco dei conti ellenici.
Tra i Goldman’s Boys nostrani c’è pure Romano Prodi. A puntare il dito sull’ex premier dell’Ulivo ci pensa nel 2007 il Daily Telegraph accusandolo di esser stato sul libro paga della Goldman una prima volta tra il 1990 e il 1993 e poi di nuovo dopo il 1997. Ma è assai interessante anche il “cursus honorum” di Massimo Tononi, il manager bocconiano nominato nel 2006 sottosegretario all’Economia del governo Prodi, dopo una fulgida carriera in Goldman Sachs. Tornato alla Goldman dopo quell’esperienza, Tononi è oggi il presidente di Borsa Italiana, la società di proprietà del London Stock Exchange che controlla Piazza Affari.  

Dominio mondiale - Sarebbe stato impossibile per il Gruppo Bilderberg sviluppare il proprio piano per il mondo se fosse stato soggetto alle luci dei media in questi anni” ha dichiarato David Rockfeller ex presidente della Chase Manhattan Bank. Interessante ricordare questa dichiarazione del fondatore della Trilaterale: «Whatever the price of the Chinese Revolution, it has obviously succeeded not only in producing more efficient and dedicated administration, but also in fostering high morale and community of purpose. The social experiment in China under Chairman Mao’s leadership is one of the most important and successful in human history (Qualunque sia stato il prezzo della rivoluzione cinese, si è ovviamente riusciti non solo a produrre un’amministrazione più efficiente e dedicata, ma anche a promuovere l’alto valore morale e una comunità di intenti. L’esperimento sociale in Cina sotto la guida del presidente Mao è uno dei più importanti successi nella storia umana)».

Addio democrazia - Il governo Monti che, leggendo le dichiarazioni pubbliche piace ai Radicali, al PD, al Terzo Polo e a buona parte del Pdl, ma che viene osteggiato da Lega e Idv. Un governo tecnico oggi rappresenta il fallimento democratico italiano. Secondo un anonimo banchiere svizzero intervistato dal movimento WeAreChange a maggio 2011 “è ormai palese che il Bilderberg usa le banche svizzere per attività di riciclaggio di denaro, finanziamento per rovesciare i governi, per gli assassini e per mandare in bancarotta le nazioni”, parole riportate in un interrogazione parlamentare presentata dal senatore Elio Lannutti nel giugno scorso. Solo nel Belpaese un cameriere del potere finanziario nordamericano, già membro di società massoniche occulte viene promosso senza meriti a presidente del consiglio dei ministri, calpestando in un colpo solo lo Stato di diritto e demolendo senza alcun seria reazione lo Stato sociale.

Disoccupazione e debito pubblico - Nel 2011 i giovani occupati, tra i 15 e i 34 anni, sono diminuiti di oltre un milione di unità rispetto al 2008, passando da 7,1 milioni a 6 milioni e 56 mila nel 2011 (-14,8%). E’ quanto emerge dal confronto dei dati Istat sulla media dello scorso anno. Il paragone con tre anni prima ben evidenzia gli effetti della crisi sulle nuove generazioni. Passando dal 2008 (7 milioni e 110 mila occupati under 35) al 2011 (6 milioni e 56 mila) si contano 1 milione e 54 mila giovani in meno al lavoro. Si è trattato di una discesa progressiva, seguita alla crisi. Basti pensare che, come già sottolineato dall’Istituto di statistica, se si considerano gli occupati italiani 15-34enni, in un solo anno, tra il 2011 e il 2010, la riduzione è stata di 233 mila unità. Se poi si guarda alla fascia d’età tra i 15 e i 24 anni, in proporzione la discesa degli occupati tra il 2011 e il 2008 è stata ancora più forte, ed è pari al -20,5% (303 mila unità in meno). Il tasso di disoccupazione a febbraio è al 9,3%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su gennaio e di 1,2 punti su base annua. E’ il tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Lo rileva l’Istituto nazionale di Statistica su stime provvisorie. Guardando alle serie trimestrali è il più alto dal IV trimestre 2000. Il numero dei disoccupati a febbraio é di 2,354 milioni. Si tratta del numero più alto dall'inizio delle serie storiche mensili, ovvero da gennaio del 2004. Se si fa riferimento alle serie trimestrali diventa il più alto dal terzo trimestre del 2000. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a febbraio è al 31,9%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a gennaio e di 4,1 punti su base annua. Lo rileva l’Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie, aggiungendo che è il tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Nel quarto trimestre del 2011 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni tocca un picco del 49,2% per le giovani donne del Mezzogiorno. Cifre ufficiali alla mano: da quando Monti è al Governo il debito pubblico è aumentato di 59 miliardi di euro, toccando quota 2 mila miliardi. E allora il miracolo annunciato dai mercati?

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