4.4.12

QUERCE SECOLARI
SEGATE COME LEGNA DA ARDERE


di Gianni Lannes

TREDICI QUERCE SECOLARI CONDANNATE A MORTE (9 febbraio 2012)


Accade ora in un paese della Puglia dell’ecologista Nichi Vendola. «Stamani hanno segato le antiche querce come legna da ardere» racconta al telefono Maria Lucia Tummolo, insegnante di Stornarella in provincia di Foggia. Detto e fatto: parole del  sindaco Vito Monaco (PDL). Una morte preannunciata, anzi deliberata senza rimorsi dal ragioniere, nonché primo cittadino. Così è stato, senza un pubblico dibattito. Ne avevamo scritto il 10 febbraio scorso, titolando “tredici querce secolari condannate a morte”. Allora, il motivo ufficiale di questo scempio annunciato? Un progetto finanziato dalla Regione Puglia per la modica spesa pubblica di 900 mila euro - sponsorizzato del sedicente ecologista Nichi Vendola - a cui dà una mano l’assessore al ramo Elena Gentile, tanto per rinverdire questo feudo snaturato di caccia elettorale. Il pretesto formale è la riqualificazione del centro urbano. 

Vito Monaco, sindaco Stornarella - Foto: Luca Caporale.

STUPRATORE AMBIENTALE - Aveva dichiara entusiasta il “primo cittadino” che intendeva a tutti i costi sradicare dalla piazza principale Umberto I, ben 9 esemplari di “Quercus ilex”: «Gli alberi sono un problema, sporcano con le foglie e tolgono la vista dell’ex municipio. I tempi cambiano e bisogna stare al passo coi tempi. Questo è un bisogno di modernità. Il progettista è l’architetto Eugenio Lombardi che ha presentato tre opzioni. A terra metteremo il porfido rosso ed il cotto fiorentino a lastrine». Ma che meraviglia: la Puglia trasfigurata in Toscana e Trentino Alto Adige. Al danno irreparabile, anche la beffa: un bel cazzotto all’identità storica. Scusi ma che c’azzecca con la particolarità di una piazza a triangolo con la pietra di Apricena e di Trani? Risposta del podestà, pardon del sindaco: «Questi alberi ci impediscono di passeggiare. E poi abbiamo il problema del palco d’estate che non riusciamo a posizionare bene. Insomma, va vista la prospettiva». Quale? Quella affaristica per caso? Il ragionier Monaco balbetta infine: «Man mano che andiamo avanti con i lavori vanno eliminati». Sarà un caso, ma già nel 2001, un altro sindaco neofascista, certo Giuliano Giuliani, a San Severo rase al suolo in viale Antonio Gramsci numerosi e maestosi esemplari di olmi siberiani, una rarità botanica in Italia, per far posto a pavimentazioni improponibili e palme esotiche.  All’arrogante stupidità amministrativa mescolata alla politica d’accatto, non c’è più confine nello sprofondo Sud.






2 commenti:

  1. Che tragedia. Gli alberi per me sono dei fratelli, ci proteggono, ci danno ossigeno e loro cosa fanno? Li abbattono.
    A Roma, quando si è allagata, il genio Alemanno ha detto che era colpa degli alberi....

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  2. All’arrogante stupidità amministrativa mescolata alla politica d’accatto, non c’è più confine nello sprofondo Sud.

    Uguale stupidità amministrativa che esiste nello sprofondo nord: mi è sembrato di leggere ciò che è accaduto negli ultimi 15 gg nelpaese dove abito.
    Prato e alberi seconlari davanti e intorno all'area del municipio segati a far legna per piantare striminziti (e secondo l'amministrazione decorativi) alberelli di giuda.
    La stessa sorte hanno subito negli scorsi anni tutti gli altri tigli dello stesso viale che costeggiava il centro del paese.
    In compenso, hanno inventato (lettralmente, visto che non esisteva) una piazza costituita da lastroni di cemento perimerati da lucidi tubi innocenti e con al centro una fontana - sempre in cemento - che non avrà mai acqua perché si sono accorti che sarebbe uno spreco.
    Ma chi da questo potere di devastare la natura e la bellezza di un paese a questi trogloditi?

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