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| Foggia, inceneritore e fabbrica ecoballe Marcegaglia. |
di Gianni Lannes
Nel Belpaese che nel 1993 ha quotato
in Borsa i rifiuti con un trucco legislativo, padroni e padroncini le chiamano fonti verdi
ma sono più nere del carbone. In gergo affaristico altrimenti dette “rinnovabili”.
Ora sono stati appena varati i nuovi incentivi. Target al 35% entro il 2020.Neanche
Berlusconi aveva osato tanto. Esultano i
padroni del vapore: banche, potentati, lobbies, Marcegaglia, De Benedetti e
compagnia bella. «Viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed
equo per le tasche dei cittadini e delle imprese», scrivono i ministri Passera, Clini e Catania.
Naturalmente, alla faccia dell’ignaro contribuente già dissanguato da tasse e
balzelli d’ogni genere. A farne le spese sarà l’indifesa natura, aree agricole
comprese.
Sono questi i traguardi cui ambisce il
Governo Monti, eterodiretto e privo
di legittimazione democratica, che ha appena varato i decreti ministeriali con i quali si
introduce un nuovo regime di incentivazione per le “energie rinnovabili”. «Scopo
del Governo - si legge nella nota diffusa dai ministeri competenti - è
programmare una crescita dell’energia rinnovabile più equilibrata che, oltre a
garantire il superamento degli obiettivi comunitari al 2020 (dal 26% a circa il
35% nel settore elettrico), consenta di stabilizzare l’incidenza degli
incentivi sulla bolletta elettrica».
I decreti, varati dal ministro dello
Sviluppo economico Corrado Passera, dai ministri dell’Ambiente Corrado Clini e
dell’Agricoltura Mario Catania, sono ora all'esame dell’Autorità dell'Energia e
della Conferenza Stato-Regioni. Definiscono i nuovi incentivi per l’energia
fotovoltaica (il cosiddetto Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili
elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse rifiuti, biogas). «Il nuovo regime - si legge
nella nota - pone le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie
rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli
andamenti dei costi di mercato (calati radicalmente nel corso degli ultimi
anni). Vengono favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera
economico-produttiva nazionale e ad alto contenuto innovativo, introducendo
inoltre meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti
con altre filiere produttive nazionali, in particolare con quella alimentare».
Il sistema, come già previsto dalla
precedente normativa, entrerà in vigore al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico
(previsto tra luglio e ottobre prossimi) e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico. «Con i due decreti
firmati oggi (11 aprile, ndr) - hanno dichiarato i ministri Catania, Clini e
Passera - viene introdotto un sistema di incentivi moderno, europeo ed equo per
le tasche dei cittadini e delle imprese. L’energia rinnovabile continua a
essere un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo
essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti verdi che possono
sviluppare una filiera industriale e produttiva nazionale. Abbiamo inoltre
posto un freno importante alla crescita dei costi energetici per cittadini e
imprese. La sostenibilità economica e quella ambientale - hanno concluso i
ministri - sono i due cardini su cui il governo intende basare la nuova
strategia energetica nazionale in corso di elaborazione». Tra le innovazioni
introdotte nei decreti c’è l’assegnazione degli incentivi attraverso aste
competitive per gli impianti a energia rinnovabile superiori ai 5 Megawatt.
Viene inoltre introdotto un sistema di registri di prenotazione per gli
impianti di taglia medio-piccola, sistema dal quale sono invece esclusi i micro
impianti. Qualche numero. Solo in provincia di Foggia la società Eta del clan Marcegaglia – ramo
ecomafie - ha già intascato illecitamente ben 24 milioni di euro per un mastodontico ed illegale inceneritore di
rifiuti, spacciato inizialmente per una piccola centrale a biomasse.

Una bomba e tutto finisce.
RispondiEliminaLa raccolta differenziata non fa comodo alla mafia, gli 'econinceneritori' invece si. Sono fonte di grande lucro in barba alla salute