Egregio Governatore, o dovrei
chiamarti Nichi. In fondo ci conosciamo dalla metà degli anni ‘90, quanto
entrambi a Roma, scrivevamo per il quotidiano Liberazione. Preferisco darti del
Lei, tenere le distanze, come sai non da adesso che sei caduto in disgrazia, ma
già da alcuni anni. Esattamente da quando ho scoperto, tornando alla mia terra,
quello che stavi combinando con la tua amica Marcegaglia ed il compagno Riva,
nonché numerosi altri affaristi senza scrupoli. Altro che nausea: è proprio
schifo per il personaggio da operetta che sta distruggendo la Puglia ed
ingannando i giovani.
Essere tranquilli con la propria
coscienza è un fatto intimo e aiuta a tenere su il tono; se Lei Governatore si dice sereno sono contento
per l'istituzione che indegnamente rappresenta. La coscienza è un
patrimonio privato al quale può accedere solo chi ne ha almeno un barlume.
Chissà.
Per quanto mi riguarda conta la Costituzione
Repubblicana ed Antifascista, anche se Prodi, Berlusconi e Monti, ma anche
altri prima, l’hanno impunemente calpestata.
Certo vale la presunzione di
innocenza. Comunque Vendola non è possibile accettare l'immagine che vorrebbe
dare di sè come tutore del bene pubblico e della salute collettiva, perché proprio
Lei in questi anni di presidenza regionale ha tutelato esclusivamente la
propria carriera politica e le ambizioni sfrenate di essere il candidato alla
presidenza del Consiglio dei ministri tradendo il mandato elettorale dei nostri
conterranei.
Il bene pubblico si tutela solo
quando chi è chiamato a svolgere un compito lo realizza con responsabilità e
senso del dovere. Chi, eletto dal popolo per governare la Puglia e per
realizzare il programma elettorale presentato agli elettori, sale in scena all'indomani
delle elezioni locali, per contendere in fantasiose primarie del centrosinistra
il ruolo di candidato leader nella sfida a Berlusconi, non può affermare di
aver lavorato per il bene pubblico. Ha operato per sè stesso, per le proprie
ambizioni e per le proprie pulsioni narcisistiche.
Lei, come è noto, ha passato più
tempo nei divanetti televisivi in giro per l’Italia a pontificare su tutto,
piuttosto che a lavorare sodo per il progresso della nostra Puglia.
Le noiose favole e le pessime poesie
hanno incantato e sono servite ad assicurarsi il potere, ma non sono queste le
esperienze da trasferire ai nostri figli.
Ultimo consiglio: Vendola rassegni il
mandato e vada finalmente a lavorare, non possiamo mantenerla a vita. Lei deve
rendere conto a tutti noi pugliesi del suo discutibile operato. Hasta siempre
Nichi…
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