12.4.12

Lettera aperta di
Gianni Lannes a Vendola


Egregio Governatore, o dovrei chiamarti Nichi. In fondo ci conosciamo dalla metà degli anni ‘90, quanto entrambi a Roma, scrivevamo per il quotidiano Liberazione. Preferisco darti del Lei, tenere le distanze, come sai non da adesso che sei caduto in disgrazia, ma già da alcuni anni. Esattamente da quando ho scoperto, tornando alla mia terra, quello che stavi combinando con la tua amica Marcegaglia ed il compagno Riva, nonché numerosi altri affaristi senza scrupoli. Altro che nausea: è proprio schifo per il personaggio da operetta che sta distruggendo la Puglia ed ingannando i giovani.

Essere tranquilli con la propria coscienza è un fatto intimo e aiuta a tenere su il tono;  se Lei Governatore si dice sereno  sono contento  per l'istituzione che indegnamente rappresenta. La coscienza è un patrimonio privato al quale può accedere solo chi ne ha almeno un barlume. Chissà.

Per quanto mi riguarda conta la Costituzione Repubblicana ed Antifascista, anche se Prodi, Berlusconi e Monti, ma anche altri prima, l’hanno impunemente calpestata.   

Certo vale la presunzione di innocenza. Comunque Vendola non è possibile accettare l'immagine che vorrebbe dare di sè come tutore del bene pubblico e della salute collettiva, perché proprio Lei in questi anni di presidenza regionale ha tutelato esclusivamente la propria carriera politica e le ambizioni sfrenate di essere il candidato alla presidenza del Consiglio dei ministri tradendo il mandato elettorale dei nostri conterranei.

Il bene pubblico si tutela solo quando chi è chiamato a svolgere un compito lo realizza con responsabilità e senso del dovere. Chi, eletto dal popolo per governare la Puglia e per realizzare il programma elettorale presentato agli elettori, sale in scena all'indomani delle elezioni locali, per contendere in fantasiose primarie del centrosinistra il ruolo di candidato leader nella sfida a Berlusconi, non può affermare di aver lavorato per il bene pubblico. Ha operato per sè stesso, per le proprie ambizioni e per le proprie pulsioni narcisistiche.

Lei, come è noto, ha passato più tempo nei divanetti televisivi in giro per l’Italia a pontificare su tutto, piuttosto che a lavorare sodo per il progresso della nostra Puglia.
Le noiose favole e le pessime poesie hanno incantato e sono servite ad assicurarsi il potere, ma non sono queste le esperienze da trasferire ai nostri figli.  

Ultimo consiglio: Vendola rassegni il mandato e vada finalmente a lavorare, non possiamo mantenerla a vita. Lei deve rendere conto a tutti noi pugliesi del suo discutibile operato. Hasta siempre Nichi…

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