14.4.12

I BOLLENTI SPIRITI DI VENDOLA

Paola Laforgia





di Gianni Lannes



L'attuale presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti pugliesi, è Paola Laforgia. Fin qui niente di strano. Il marito è Davide Pellegrino, capo di gabinetto di Vendola. Tranquilli svendolini e tifosi lobotomizzati, non vi agitate come al solito, è tutto a posto. Però che singolare tempismo. Il Governatore Nichi, in persona, forse tenta di rifarsi una verginità perduta? Un rozzo e maldestro maquillage, rimasticato in tutta fretta per riacciuffare la serenità smarrita? Ecco, in diretta, cosa è accaduto il 13 aprile 2012 alla Regione Puglia. «Come annunciato questa mattina in conferenza stampa dall'Assessore regionale alle Politiche Giovanili Nicola Fratoianni, durante il Bollenti Spiriti Camp 2012 (Lecce, 31 maggio - 2 giugno) verrà presentato il nuovo bando Principi Attivi 2012. Il bando resterà aperto 4 mesi, quindi sarà possibile presentare progetti dai primi di giugno fino alla fine di settembre 2012. La principale novità riguarderà la procedura di accesso al bando, che sarà completamente informatizzata per velocizzare la successiva fase di valutazione e il disbrigo delle pratiche. Per l’edizione 2012 sono al momento disponibili 4 milioni di Euro che consentiranno di finanziare fino ad un massimo di 160 progetti».

La missiva - Soldi, sempre soldi, ovviamente pubblici per accalappiare il consenso in un momento di evidente difficoltà. Scrive dalla Puglia la giovane Francesca: "nasce lo scandalo su Vendola e lui cosa pensa bene di fare subito????  quante persone accederanno a questo bando e automaticamente ad appoggiarlo???  Quante persone o ragazzi che tu conosci o che hai avuto modo di stare a contatto che fino ad ora per loro comodo di essere attivisti sono andati a spada tratta contro vendola faranno il bando e forse proprio perchè erano contro di lui e seguivano te riusciranno a vincere il bando e forse proprio per questo riuscire a vincerlo? (un'ottima strategia di mercato per lui) i primi diranno che i finanziamenti erano della Regione Puglia e vendola non c'entra nulla (così si parano il culo loro), il secondo li nominerà tra i progetti che lui ha dato modo di fare per la crescita  dei giovani pugliesi".

Chissà chi lo sa - Non è il titolo di una nota trasmissione televisiva Rai del passato remoto. Infatti. Basta dare un’occhiata a ritroso per comprendere di che pasta è fatta il Nichi da Terlizzi. « Inchiesta su Bollenti Spiriti così è stata scoperta la truffa» così titola il quotidiano la Repubblica, edizione di Bari, il 9 novembre 2008. «Tar: stop al futuro di 2614 giovani pugliesi» replica La Gazzetta del Mezzogiorno il 28 febbraio 2009. «La vicenda riguarda il ricorso che Vision 2000, una società di Lecce, ha presentato contro l’avviso regionale 4/2008: l’altro giorno, in sede cautelare, il Tar di Bari ha sospeso il procedimento. I requisiti necessari affinché il master fosse finanziabile, hanno scritto i giudici di piazza Massari, sono troppo restrittivi, e questo altera il mercato: si escludono alcuni operatori della formazione a discapito di altri. Il Tar, secondo Barbieri, ha preso «una cantonata». «I giudici non hanno saputo leggere il bando e hanno puntato sulla tutela della concorrenza (…) Nel bando del 2008 (quello che si chiamava Bollenti Spiriti), su 4.992 domande, 791 riguardavano master organizzati dalla Vision, contro le 250 per la Bocconi, le 404 per l’Università di Bari e le 574 per la Business School del Sole-24 Ore (…) I giudici amministrativi baresi, evidentemente, la pensano in modo diverso, dal momento che prima hanno riammesso gli studenti di Vision 2000 al primo bando (la Regione li aveva esclusi dopo l’avvio dell’indagine da parte della procura di Lecce), e adesso hanno congelato Ritorno al Futuro (…) Vision 2000 è oggetto di due inchieste giudiziarie che fanno capo alle procure di Lecce e Bari: secondo gli inquirenti la società potrebbe aver messo in piedi un meccanismo per approfittare dei contributi regionali. Il legale rappresentante di Vision, Gianluca Russo, è indagato a Lecce con l’ipotesi di truffa in pubbliche erogazioni». E ancora, il 30 marzo 2009: «Arresti alla Vision 2000». Scrive il giornale online  LECCE PRIMA.IT: «Secondo le indagini svolte dalle “fiamme gialle”, sarebbe stata accertata una truffa in materia di illecita percezione e richiesta di finanziamenti pubblici. Le indagini avrebbero messo in luce l’esecuzione fittizia di corsi di formazione, con l’accreditamento da parte della società presso la Regione Puglia per la realizzazione di percorsi formativi, sulla base dei bandi Por 2000-2006 e 2007-2013, ma senza godere - sempre secondo le imputazioni - dei prescritti requisiti. Vale a dire un’esperienza almeno triennale nell’alta formazione. Sarebbero dunque stati richiesti ed ottenuti finanziamenti, percepiti però in maniera indebita e illecita, per un totale di circa 8 milioni di euro. Il primo troncone si riferisce al bando regionale “Bollenti spiriti”, per il quale erano state avanzate 96 domande da parte di studenti: il finanziamento ammonta a circa 1 milione e 440 mila euro. Molto più corposa la domanda per il secondo bando, quello denominato “Ritorno al futuro”, con 747 richieste ed un finanziamento di circa 6 milioni e 400 mila euro. Si tratta, in quest’ultimo caso, proprio del bando per il quale l’azienda ha di recente promosso ricorso al Tar. Per gli investigatori, solo alcuni dei corsi sarebbero stati avviati e parzialmente svolti, ma con il rilascio in ogni caso degli attestati di frequenza tramite i quali ricevere i fondi. Le indagini avrebbero messo in luce l’esecuzione fittizia di corsi di formazione, con l’accreditamento da parte della società presso la Regione Puglia per la realizzazione di percorsi formativi, sulla base dei bandi Por 2000-2006 e 2007-2013, ma senza godere - sempre secondo le imputazioni - dei prescritti requisiti. Vale a dire un’esperienza almeno triennale nell’alta formazione. Sarebbero dunque stati richiesti ed ottenuti finanziamenti, percepiti però in maniera indebita e illecita, per un totale di circa 8 milioni di euro».

“Tengo famiglia” - Giornalisti fanno carriera (facile) all’ombra della Regione Puglia.  Praticantato d’ufficio particolare. Sarebbe come se decidessero di far diventare qualcuno avvocato senza la laurea in giurisprudenza, o medico senza quella in medicina. Lo ha deciso l’Ordine dei Giornalisti della Puglia, punto e basta, cioè non si discute. La Presidente, Paola Laforgia (cronista locale Ansa), appunto, è moglie dell’attuale capo di gabinetto di Nichi Vendola, Davide Pellegrino. Per quale ragione? Per trasformare la fortunata di punto in bianco in professionista, giusto in tempo per un concorso  destinato a tre aspiranti giornalisti della giunta regionale vendoliana  (uno per ogni area politica: Sel, Pd e PdL).  La signora speciale è stata dipendente di un’agenzia della Regione Puglia che si occupa di imprese.  In passato è stata alle dipendenze dirette di Sandro Frisullo, l’ex vice di Nichi con la passione per le escort di lusso (arrestato ma con lauta buonuscita di via Nazario Sauro) e poi di Loredana Capone, attuale vice del governatore. Addetto stampa ufficioso, senza mai un vero contatto con l’agenzia Agierrefax che è l'unica testata giornalistica della regione regolarmente registrata in tribunale e con un direttore responsabile. Che, responsabilmente, ad una prima richiesta della stessa  si è rifiutata di avallare una collaborazione che non c’era mai stata. Nessun problema. Ci ha pensato d’ufficio, l’Ordine regionale senza badare alla prima delle considerazioni logiche e che cioè, ammettendo la necessità di un praticantato d’ufficio, che di solito si dà a chi viene sfruttato e non riconosciuto nel suo lavoro, automaticamente la Regione fa la parte della sfruttatrice in nero di una povera lavoratrice bistrattata. La stessa regione in cui Vendola pontifica a chiacchiere morte, da sempre di legalità, trasparenza, dignità del lavoro. Paola Laforgia da presidente dell’Ordine, ha istruito e firmato personalmente la pratica  ed ha pure espresso voto favorevole alla stessa. I consiglieri? Quattro a favore e tre astenuti. Perché oggi la presidente Laforgia riconosce d’ufficio un praticantato così? A quanto pare: nessuno nell’Ordine, a cominciare dal suo presidente pro tempore, ha ravvisato un potenziale conflitto di interessi  Forse è il tempo di ammettere che fare casta o lobby non è una prerogativa dei politici. In questo sistema micidiale che si autotutela e tutela solo chi ha santi in paradiso, certo giornalismo e certi giornalisti ci sguazzano alla grande. Vero Presidente Laforgia? A quando un decisivo intervento dell’Ordine nazionale della categoria?

IL FATTO QUOTIDIANO (31 gennaio 2012) - «Un “praticantato retroattivo” che scatena sospetti. E polemiche. Come accade ogni volta che in Puglia si discute dei rapporti tra stampa e potere. Il Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti ha riconosciuto l’abilitazione per l’esame di idoneità professionale alla giornalista Anna Grittani. Che ha lavorato prima per Sandro Frisullo (ex vice di Vendola, dimissionato per lo scandalo escort e successivamente arrestato) e poi per Loredana Capone, attuale assessore allo Sviluppo economico e vice presidente della Regione Puglia. Grazie alla delibera dell’Odg, oggi ha i requisiti per sostenere l’esame di abilitazione professionale. Ma dove nascono i sospetti? A tirar fuori la notizia è stato il sito di informazione go-bari.it, la cui inchiesta ha spinto il consigliere Pdl Nino Marmo a presentare un’interrogazione a Vendola per chiarire la vicenda in Consiglio regionale. Prima questione: Susanna Napolitano, direttore responsabile dell’agenzia di stampa regionale Agierrefax non ha firmato il praticantato della giornalista. Che non era una dipendente della Regione Puglia, ma di una società di cui lo stesso ente è socio unico: Puglia Sviluppo, che si occupa dell’internalizzazione delle imprese. Insomma, secondo le cronache la Grittani non avrebbe svolto attività di comunicazione, e non a caso la Napolitano non ha firmato la pratica. Quest’ultima però, dà un’altra versione dei fatti: “Non ho risposto – spiega il direttore responsabile – perché quando mi è stato chiesto di certificarlo ero alla guida dell’agenzia da cinque mesi. Come potevo certificare diciotto mesi di praticantato? Diversamente non avrei avuto problemi a firmarlo”. A quel punto è intervenuto l’ordine professionale, riconoscendo il praticantato di fatto, che come organo a tutela del lavoro nero o precario ha effetti retroattivi. Per farlo, l’ordine ha compiuto alcuni accertamenti. “Il caporedattore di Agierrefax – racconta Paola Laforgia, presidente dell’Odg Puglia -, a differenza del direttore, ha testimoniato che il praticantato è stato svolto, ci sono testimonianze scritte di colleghi che lavorano per una decina di testate locali e nazionali che seguono la Regione che hanno detto che la collega era loro interlocutore”. C’è però anche un altro particolare. Proprio Paola Laforgia è moglie di Davide Pellegrino, da alcune settimane capo di Gabinetto del presidente Nichi Vendola. Una personalità autorevole, all’interno della Regione, che ha detenuto anche una serie di dirigenze, tra cui le politiche per lo Sviluppo economico, ovvero proprio il settore del quale, a detta della stessa Laforgia, la Grittani avrebbe contribuito a curare la comunicazione istituzionale, come emergerebbe dalle verifiche svolte dall’ordine professionale. Insomma, la presidente si è trovata con una mano a esaminare una pratica svolta presso la giunta regionale, con l’altra ad essere moglie di chi ricopre un ruolo di vertice presso lo stesso organo. Per narrare la vicenda, sulle cronache locali sono stati utilizzati termini quali “casta, cricca, conflitto d’interessi”. Perché la Laforgia, anziché astenersi per una ragione di opportunità, ha caldeggiato e votato la delibera? “Quando è cominciata la vicenda – risponde Laforgia – mio marito non era ancora capo di Gabinetto”. Ma lo era già da alcune settimane quando il Consiglio direttivo ha riconosciuto il praticantato, in data 17 gennaio. “Non vedo alcun conflitto di interessi – conclude la presidente – e nessuno l’ha sollevato in sede di approvazione”. Proprio il momento della votazione fa nascere un nuovo enigma. Come è stato l’esito? Secondo le notizie di stampa, il risultato finale sarebbe stato di parità: quattro a quattro. E solo grazie al voto del presidente – che vale doppio per regolamento – la delibera è stata licenziata. La Laforgia dice il contrario: “Quattro favorevoli e tre astenuti”. Tuttavia il presidente dell’Odg Puglia non permette di prendere visione diretta dell’atto perché – dice – “il diritto di accesso è consentito solo a chi ha interesse”. Il ruolo dell’ente regionale, poi, torna torna in gioco in considerazione del fatto che a breve sarà bandito un concorso per l’assunzione di tre giornalisti. Per le cronache cittadine il bando servirebbe ad assumere tre addetti stampa, il tutto già deciso rispettando una sorta di par condicio politica: uno in quota Pd, uno in quota Sel e uno in quota Pdl. E in tal senso la tempistica delle pratiche poste in essere dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Regione Puglia permetterà alla Grittani di sostenere l’esame da professionista spianandole la strada per partecipare al bando grazie al nuovo tesserino. Il che ha scatenato molti retropensieri...».

Fiamme Gialle all’Ordine - Una indagine a tutto campo della Procura di Bari sui praticantati “facili” che sembrano essere stati elargiti “di ufficio” senza i dovuti riscontri. Con la Guardia di Finanza, inviata presso l’Ordine dei Giornalisti di Puglia, uffici della Regione, scuola di giornalismo e Università degli studi. L’indagine si occupa degli stages relativi alla scuola di giornalismo dello stesso Ordine e di alcuni concorsi recenti espletati dalla Regione Puglia, in particolare quello indetto dall’assessorato alla protezione civile. Infatti, recentemente presso l’Ordine dei giornalisti pugliesi, sono state acquisite cartelle e documentazione relative ad un “praticantato d’ufficio” concesso infatti dall’Ordine di Puglia sede di Bari. Il movimento in regione relativo a concorsi, partecipazioni, vincite di pubblicisti diventati acrobaticamente giornalisti professionisti sembra reale.  La catena è lunga, anzi infinita. Poi il caso di una pubblicista di ufficio per disposizione dell’Ordine dei giornalisti di Bari che ha in seguito potuto sostenere esami da professionista e vincere il concorso in regione. Assostampa aveva denunciato “le irrituali procedure”, che sembravano cucite addosso a precise persone care al Nichi. Si parla di un avviso pubblico lampo, affisso il 31 ottobre e aggiudicato il 17 novembre per un contratto di soli 2500 euro mese.

Nel mirino degli inquirenti anche l’avviso bandito dal Commissario straordinario all’emergenza flussi migratori, struttura collegata alla Protezione civile, sul quale l’Assostampa Puglia aveva mosso una serie di rilievi, definendolo “irrituale”. Il concorso, pubblicato per soli 5 giorni e solo sul sito istituzionale (non sul Burp: il bollettino ufficiale dell’ente) fu vinto, guarda caso, dall’addetta stampa di Fabiano Amati, assessore alla Protezione Civile.
 


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