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| Foto: ambienteambienti.com |
di Gianni Lannes
La Corte di Cassazione
(quarta sezionale penale) ha confermato la condanna di Dino Stringa (classe 1922) imputato per omicidio
colposo e già condannato in duplice grado di giudizio per i decessi causati
alla Fibronit di Bari.
Una strage civile - 350
morti accertati, 70 solo tra i residenti di via Caldarola nel quartiere
Japigia. “Ma si tratta di una stima per difetto - conferma l'avvocato Ezio
Bonanni, presidente dell'Osservatorio nazionale amianto - la Fibronit ha prodotto manufatti di
fibrocemento fino al 1985: a tutt’oggi la fabbrica attende di essere bonificata".
L’inchiesta iniziata nel 1997
a carico di ex amministratori (uno dei quali già deceduto) si è conclusa ora
con la pronuncia definitiva della Suprema Corte. La sentenza segna un punto
importante in vista dei procedimenti penali che riguardano le oltre 1000
vittime finora accertate dello stabilimento omonimo di Voghera, che vedono lo
stesso Stringa sul banco degli imputati.

E' terribile quello che è accaduto con la connivenza di chi sapeva...
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