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Cementificio di Anhovo.
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di Gianni Lannes
Sull’altra sponda dell’Adriatico c’è un’altra fabbrica della morte. A Vranjic, un piccolo centro costiero a 5 chilometri da Spalato, la Salonit di Jozo Curkovic produce tubi e rivestimenti di cemento-amianto. L’associazione italiana “Esposti Amianto” ha censito 300 vittime tra gli operai e numerosi casi di mesoteliomi, asbestosi e carcinomi negli abitanti della zona. In lista d’attesa per entrare nell’Ue, la Croazia è obbligata a mettere al bando la cosiddetta “lana delle salamandre”. Il vincolo è ribadito da una direttiva del 2003. In base all’accordo di “stabilizzazione e associazione” sottoscritto con Bruxelles, la Croazia deve armonizzare le sue leggi con quelle dell’Unione. Eppure la produzione continua alacremente, su tre turni e senza alcuna protezione per gli operai. «Nell’Ue vi sono ancora paesi che importano ed utilizzano l’amianto nei processi produttivi (Portogallo, Grecia, Spagna, Irlanda, Gran Bretagna e Lussemburgo).
Croazia e Slovenia tuttora utilizzano l’amianto in quantità considerevoli. In particolare la Slovenia, continua ad utilizzare migliaia di tonnellate di amianto nel cementificio di Anhovo, situato a pochi Km dal confine italiano - denuncia l’AEA di Monfalcone - Chiediamo che l’adesione di nuovi paesi alla U.E. sia condizionata alla cessione totale dell’uso dell’amianto, a fronte di una previsione di 250.000 morti per mesotelioma pleurico nei prossimi 30 anni nella sola Europa occidentale». Le stime ufficiali a livello planetario attestano la produzione di «2 milioni di tonnellate di amianto» e il conseguente decesso di «100 mila persone ogni anno». La pericolosità dell’asbesto è nota scientificamente dal 1934, ma è stato riconosciuto a livello internazionale come micidiale cancerogeno soltanto nel 1987. I Paesi che hanno messo fuori legge il minerale killer sono solo 28, quasi tutti in Europa, salvo qualche eccezione come l’Arabia Saudita, il Kuwait e il Gabon. Tra i maggiori produttori figurano Russia, Cina e Canada, ma i più grandi importatori, loro malgrado sono i Paesi del Terzo mondo. Nel 2005 il divieto è stato esteso a tutte le nazioni dell’Ue. Nel Belpaese l’amianto è stato bandito nel 1992 dalla legge 257. La normativa vieta estrazione, importazione-esportazione, produzione e commercializzazione del materiale letale e, definisce norme per il risanamento. Il compito è affidato a regioni e aziende sanitarie locali. Eppure, ancora oggi, prevenzione, informazione, nonché decontaminazione e bonifica, restano lettera morta.

Vranjic ha chiuso la produzione dei articolli con l'amiante.
RispondiEliminaCementificio di Anhovo in Slovenia ha finito di utilizzare l'amianto nel anno 1996.
Milko Rutar
http://www.earaonline.eu/?p=401
RispondiEliminahttp://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2011-005797+0+DOC+XML+V0//IT
http://www.edit.hr/lavoce/2005/inpiu/dalmazia051210.pdf
http://www.earaonline.eu/?p=491