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| Siracusa. |
di Gianni Lannes
Solo a giugno di quest’anno il sindaco Demezzi affermò solennemente che «a Casale certe proposte non potrebbero nemmeno essere prese in considerazione». Invece: “pecunia non olet”. E’ bastata
una porcata notturna. Alle 2.30, quando il sindaco Giorgio Demezzi ha appena finito la sua replica, una voce si alza dal pubblico: «Non conosco i regolamenti, ma posso parlare?». Nessuno osa dire di no a Romana Blasotti Pavese, presidente dell’Associazione Familiari Vittime Amianto e simbolo della battaglia Eternit. Così Romana si esprime: «Sono stanca e addolorata, dopo trenta anni di battaglie e dopo sessanta udienze del processo di Torino a cui chiunque avrebbe dovuto assistere. E ribadisco quanto sempre sostenuto: vogliamo giustizia, non soldi. Per me l’offerta del signor Schmidheiny è una vigliaccata, è una proposta subdola di chi non ha mai capito nulla della tragedia che ha provocato. Mi auguro che chi vota questa notte abbia la coscienza a posto».
I politicanti hanno un prezzo, vero sindaco Giorgio Demezzi? Nonostante 1.700 vittime acclarate dalla magistratura - metà delle quali non hanno mai varcato il cancello della famigerata fabbrica elvetica in Piemonte - e chissà quante altre, l’amministrazione comunale di Casale Monferrato ha deciso di accettare denaro in cambio del ritiro della costituzione di parte civile nel processo. L’Osservatorio nazionale amianto non usa mezzi termini. Scrive prontamente a questa specie di “primo cittadino”, il vice presidente Aldo Guerrera: «Siamo a conoscenza delle ragioni per le quali la SV si è determinata, con la maggioranza del Consiglio Comunale della Sua città, ad accettare la proposta formulata da Stephan Schmidheiny, che con il versamento nelle casse comunali dell’importo di euro 18.300.000,00 verrebbe ritirata la costituzione di parte civile nel processo innanzi il Tribunale di Torino, che sarà definito alla prossima udienza del 13.02.2012, nel quale sono costituiti parte civile migliaia di Suoi concittadini, ed alcuni iscritti della nostra associazione. Non intendiamo certo entrare nel merito delle opzioni della Sua amministrazione, tuttavia, l’associazione e tutti i suoi iscritti in questo particolare momento non può non esprimere solidarietà alle vittime e a tutti i cittadini di Casale Monferrato, città martire dell’amianto, che con questo accordo da simbolo, conferisce a Stephan Schmidheiny la patente di benefattore e la possibilità di ottenere attenuanti nel procedimento penale in corso, e nei futuri, che dovranno essere istruiti e al tempo stesso rivolgerLe un appello affinché si giunga ad un ripensamento di questa decisione».

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