di Gianni Lannes
Megatruffe, strani suicidi (Mario Cal: alla voce Verzè, Vendola, San Raffaele, Fintecna, Stato italiano), qualche crac miliardario, fallimenti bancari che diventano segreti di Stato, i privilegi del Vaticano e dello Ior, denaro virtuale e fondi neri (eterni). Strano: in Italia non si parla mai seriamente del vero potere e dell’imbrigliamento progressivo dei nostri diritti. I famosi “cani da guardia” miagolano alla luna: Travaglio quando non copia spudoratamente il lavoro altrui si definisce di destra e filoisraeliano, Gabanelli toppa di brutto attaccando sindacati e articolo 18 (per non dire il resto), il comico Grillo apprezza il governo Monti ma ha già smesso di far ridere da un pezzo. Insomma, non c’è più un santone, neppure un guru o una star a buon mercato a cui rivolgersi, dopo l’eclissi di Santoro e del piduista Costanzo. E’ sotto gli occhi di tutti: muore il 2011. Ciò che non si vede, ma oggettivamente risulta innegabile è l’innominabile signoraggio bancario. Roba che si mangia? Purtroppo è il contrario: il fenomeno latente (mica tanto) ci divora e cancella il futuro. Di che si tratta? In termini tecnici: la differenza tra il costo di produzione del denaro e il valore nominale. Dopo aver perso la sovranità territoriale (l’Italia è una colonia Usa dal 1945), ci è stata sottratta la sovranità finanziaria, complice anche l’euro. Non ho ricette facili ma vorrei indurvi ad usare la vostra testa, ad aprire gli occhi, anzi a spalancarli (come ci aveva esortato a fare in materia il professor Auriti un po’ di tempo fa), anche perché i vip in circolazione, compresi i pifferai dell’informazione (da Mentana alla Gabanelli), o meglio i divi dell’antisistema (ad esempio Saviano) non sfiorano mai questo tema cruciale.
Si dice che l’Italia sia sempre più povera a causa del crescente debito pubblico (quasi 2 miliardi di euro). Ma noi comuni mortali - che personalmente e materialmente non abbiamo contratto obbligazioni - a chi dovremmo restituire questa ingente massa di denaro? Ecco i quesiti del profano: Presidente Monti: esiste il debito pubblico? Perché lo Stato italiano emette solo titoli e non batte moneta? A quali privati appartiene la Banca d’Italia? Come mai in giro per il mondo le nazioni vantano solo debiti pubblici e non crediti? Chi controlla la Bce? C’entrano qualcosa con questa crisi fabbricata a tavolino il Fondo monetario internazionale, il Gruppo Bilderberg e la Commissione Trilateral? Chi specula impunemente sulla nostra pelle? Professor Monti, anzi signor premier, può rischiararci, vista la sua carriera da illuminato? Il milionario Grillo sostiene che lei è “credibile”, salvo omettere i riferimenti all’Aspen Istitute. Eppure, il popolo italiano sembra aver smarrito ogni speranza, altro che sicurezza. Nel belpaese i guru sul palcoscenico, ben integrati nella struttura di dominio, sembrano effettivamente valvole di sfogo, utili a sgonfiare periodicamente la pressione popolare alle stelle per mantenere in vita il sistema. E poi c’è chi sfrutta il malcontento generale e la buona fede di tanti giovani - vendendo aria fritta - per fare soldi facili ed ottenere consenso elettorale (presente, prossimo e futuro). Non basta un “vaffa in piazza” ed un falò colorato, o in alternativa una marcetta davanti ad un inceneritore implorando la Marcegaglia e Vendola. Così tutto si sgonfia e torna come prima. Forse il problema siamo noi. Bisogna creare al più presto consapevolezza critica, prima che sia troppo tardi. Possiamo farcela: prendiamo esempio da Gandhi paralizzando pacificamente ad oltranza questa putrida italietta. Allora: SU LA TESTA…
Si dice che l’Italia sia sempre più povera a causa del crescente debito pubblico (quasi 2 miliardi di euro). Ma noi comuni mortali - che personalmente e materialmente non abbiamo contratto obbligazioni - a chi dovremmo restituire questa ingente massa di denaro? Ecco i quesiti del profano: Presidente Monti: esiste il debito pubblico? Perché lo Stato italiano emette solo titoli e non batte moneta? A quali privati appartiene la Banca d’Italia? Come mai in giro per il mondo le nazioni vantano solo debiti pubblici e non crediti? Chi controlla la Bce? C’entrano qualcosa con questa crisi fabbricata a tavolino il Fondo monetario internazionale, il Gruppo Bilderberg e la Commissione Trilateral? Chi specula impunemente sulla nostra pelle? Professor Monti, anzi signor premier, può rischiararci, vista la sua carriera da illuminato? Il milionario Grillo sostiene che lei è “credibile”, salvo omettere i riferimenti all’Aspen Istitute. Eppure, il popolo italiano sembra aver smarrito ogni speranza, altro che sicurezza. Nel belpaese i guru sul palcoscenico, ben integrati nella struttura di dominio, sembrano effettivamente valvole di sfogo, utili a sgonfiare periodicamente la pressione popolare alle stelle per mantenere in vita il sistema. E poi c’è chi sfrutta il malcontento generale e la buona fede di tanti giovani - vendendo aria fritta - per fare soldi facili ed ottenere consenso elettorale (presente, prossimo e futuro). Non basta un “vaffa in piazza” ed un falò colorato, o in alternativa una marcetta davanti ad un inceneritore implorando la Marcegaglia e Vendola. Così tutto si sgonfia e torna come prima. Forse il problema siamo noi. Bisogna creare al più presto consapevolezza critica, prima che sia troppo tardi. Possiamo farcela: prendiamo esempio da Gandhi paralizzando pacificamente ad oltranza questa putrida italietta. Allora: SU LA TESTA…
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