25.4.14

ITALIA ANNO 2014: DISCARICA NUCLEARE & ARSENALE DI ARMI ATOMICHE AMERICANE. RISULTATO: 20 MILIONI DI MALATI DI CANCRO



 


di Gianni Lannes

«I sistemi antintrusione dei siti della Sogin ve lo posso assicurare per esperienza diretta sono al livello di quello che abbiamo a Comiso intorno al deposito di armi nucleari».

Parola non di un sovversivo qualunque, bensì del generale di corpo d’armata Carlo Jean, già presidente della Sogin e consigliere militare del presidente della Repubblica Francesco Cossiga.


 audizione Carlo Jean: riferimento al "deposito di armi nucleari"  in Sicilia!


Agli onorevoli della Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, detta altrimenti “ecomafie”, il 26 febbraio 2003, questo dettaglio gigantesco è stranamente sfuggito. Eppure, si legge nel resoconto scritto e si può ascoltare anche la registrazione audio di Radio Radicale. L'interessato Jean non ha mai smentito, rettificato o spiegato.

A chi appartengono gli armamenti atomici dislocati a Comiso in Sicilia? Al governo degli Stati Uniti d’America oppure all’Italia? In ogni caso, sia gli USA che il Belpaese hanno sottoscritto nel 1968 il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), entrato in vigore nel 1970. Dalla documentazione ufficiale del governo USA e della NATO si evince che, a parte le 90 bombe nucleari tattiche B 61 (da 30 a 170 chilotoni cadauna) potenziate per ordine di Obama già a partire dal novembre 2012, nello Stivale sono presenti altre centinaia di ordigni atomici: in Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Campania, Sicilia. Rischi e pericoli di cui il popolo sovrano è in gran parte all'oscuro.

UKRAINE: LA SÉCURITÉ DES SITES NUCLÉAIRES MENACÉE


Ukraine : la sécurité des sites nucléaires menacée
 




MOSCOU, 23 avril - RIA Novosti/La Voix de la Russie 


L'actuelle situation politique en Ukrainere présente une menace pour la sécurité des sites nucléaires dans le pays, a déclaré mercredi le chef du parti social-écologique "Union, Tchernobyl, Ukraine" Iouri Andreïev.

« Ce qui se passe actuellement est extrêmement dangereux. Aucun site nucléaire de l'Ukraine, dont la zone de Tchernobyl ne jouit d'une protection garantie contre les tentatives de citoyens, qui ont déjà remplacé leurs bâtons en bois par les fusils d'assaut, de faire chanter l'Ukraine et les Etats voisins avec la menace de faire exploser ces +bombes sales+ », a indiqué le responsable.

Selon lui, une situation dangereuse a vu le jour pour la première fois en janvier, lorsque des individus armés de bâtons ont pris d'assaut le ministère ukrainien de l'Energie.

« Quelques coups de bâtons sur les tableaux de commande du système énergétique de l'Ukraine auraient suffi pour provoquer des centaines d'accidents dans les centrales à travers le pays, dont quatre nucléaires. Cela veut dire que l'Ukraine actuelle n'est pas protégée contre la répétition de telles situations. Il faut au plus vite arrêter le banditisme dans notre pays, lourd de conséquences très graves », a souligné M.Andreïev.

RIA Novosti

Lire la suite: http://french.ruvr.ru/news/2014_04_23/Ukraine-la-securite-des-sites-nucleaires-menacee-7028/

I LAVORATORI DEL TERZO MONDO SCHIAVI DELLO ZIO SAM

LES TRAVAILLEURS DU TIERS-MONDE ESCLAVES DE L’ONCLE SAM


Le New-York Times a ébruité l’affaire il y a quelques jours : quelque 37.000 travailleurs, pour la plupart originaires d’Inde, du Népal, des Philippines et de l’Ouganda, sont employés par l’armée américaine pour des tâches de soutien (préparation des repas, triage des déchets, lessives, etc.). Ils travaillent beaucoup (jusqu’à douze heures par jour), bénéficient de très peu de jours de congé et sont rétribués une misère (150 à 500 dollars mensuels). Dans le même temps et pour des tâches similaires, les employés étasuniens relevant du département de la défense sont payés jusqu’à 67.000 dollars par an pour les meilleurs avec des journées n’excédant pas dix heures de travail.

24.4.14

PISA: IL CIMITERO NUCLEARE MILITARE NELLA PINETA, SCARICHI RADIOATTIVI IN MARE E IN ARIA DAL 1963

 Pisa: centrale nucleare militare - archivio Camen





di Gianni Lannes


Le prove del Centro applicazioni militari energia nucleare sono ufficiali. Cosa attende la Procura della Repubblica di Pisa per aprire un'indagine approfondita? Al Camen gestito dallo Stato maggiore della Difesa, con il beneplacito del governo italiano, le scorie radioattive venivano ammassate dal 1965 in un piazzale all’aperto - in seguito anche in un capannone - chiamato “cimitero di scorie radioattive” che si sviluppava su un’area di 2.500 metri quadrati, capace di contenere fino a 2.500 manufatti standard. 

  Pisa: scorie nucleari all'aperto - archivio Camen


Il servizio di smaltimento rifiuti radioattivi del Camen è stato utilizzato da numerose cliniche universitarie (Pisa, Pavia, Bologna, Siena, Parma, Torino) e industrie (Enel, Fiat, Eni).

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


Nel Camen operava in violazione di norme nazionali ed internazionali di sicurezza - ed è tuttora in funzione - un servizio che gestiva: impianti di trattamento dei rifiuti liquidi radioattivi mediante evaporazione; impianti di riduzione dei rifiuti solidi mediante pressatura; impianti di condizionamento dei rifiuti solidi e dei fanghi in contenitori di calcestruzzo cementizio.

 foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Il reattore RTS-1 era in grado di produrre plutonio e prodotti di fissione per irraggiamento di 238 U. Bastano 5 cinque chilogrammi di plutonio per una bomba atomica. Nel 1968 l’Italia ha sottoscritto il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP, entrato in vigore nel 1970.

Pisa: centrale nucleare militare - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Nel 2000 all'interno del primo inventario dei rifiuti nucleari in Italia, elaborato dall’Enea, al Cisam risultavano 700 metri cubi di scorie. Nel 2005, in un successivo inventario dell’Apat la quantità di scorie si è ridotta - inspiegabilmente - a 350 metri cubi. Dopodiché la gran massa di scarti atomici è sparita dalla contabilità nucleare nazionale. Allora, che destino ha avuto la pericolosa spazzatura radioattiva delle forze armate? Questa centrale nucleare ha scaricato in mare e nell’atmosfera i propri effluenti radioattivi, a partire dal 1963. Mai nessuna autorità civile ha valutato i danni ambientali e sanitari arrecati da tali attività palesemente illegali, all'ecosistema e alla popolazione locale.


IL DONO DEL TEMPO: IL TEMPO DEL DONO

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TOSCANA: UNA CENTRALE NUCLEARE MILITARE E IL SILENZIO ASSORDANTE DI RENZI

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes


Il 24 marzo scorso avevo rivolto a Renzi una  serie di domande in materia nucleare. Dopo un mese, così come stabilisce la legge, non ho avuto alcuna risposta dal primo ministro pro tempore. Il silenzio renziano è fin troppo eloquente. In ogni caso i rapporti tecnici parlano chiaro: uranio, plutonio...



 foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

ITALIA: ALCUNI INCIDENTI NUCLEARI





 di Gianni Lannes


Il vero limite di sicurezza è zero inquinamento, ma purtroppo la soglia, grazie alla scienza asservita al potere, è stabilita dalla politica con criteri che non rispettano la vita. Secondo la letteratura scientifica, dosi infinitesimali di radioattività sono in grado di innescare patologie tumorali, malformazioni e mutazioni genetiche. I livelli di inquinamento stabiliti in ambito internazionale e nazionale non sono dettati dalla biologia, bensì dal profitto economico.

La scala INES o scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici (International Nuclear and radiological Event Scale) è stata sviluppata a partire dal 1989 dall'AIEA, l'agenzia internazionale per l'energia atomica, con lo scopo di classificare incidenti nucleari e radiologici e rendere immediatamente percepibile alle popolazioni. Si applica ad eventi associati al trasporto, deposito ed impiego di materiale o sorgenti radioattive, indipendentemente dall'accadere l'evento in un impianto industriale od all'esterno (per esempio durante il trasporto).  

SCORIE NUCLEARI: I TRUCCHI PER CONTO TERZI DI NAPOLITANO E RENZI





di Gianni Lannes


Ma quanti saranno i depositi nucleari in Italia? Uno o più di uno? Perché in Piemonte, Lazio, Campania, e Basilicata la Sogin li ha già realizzati, dopo aver sperperato denaro pubblico, come ha attestato la Corte dei Conti nel 2010 con delibera numero 36. Dunque, compreso quello più grande in Sardegna, a conti fatti saranno effettivamente una mezza dozzina, e forse anche di più, i siti che accoglieranno definitivamente la spazzatura radioattiva. Ma quanta? A livello ufficiale danno sempre i numeri al ribasso, ma non tornano mai. E non certo per garantire la sicurezza del popolo tricolore, perché altrimenti avrebbero dovuto preoccuparsi in primo luogo di una centrale nucleare bellica in Toscana, addirittura dimenticata dallo Stato e da tanti governi tricolore. Tutta la frenesia istituzionale in atto è solo supina obbedienza alla Commissione europea, non eletta dai popoli europei, e in ossequio al Trattato di Lisbona che ha stracciato la nostra Costituzione repubblicana. 

A proposito: che sorte avrà la centrale nucleare militare gestita a S. Piero a Grado (Pisa) dallo Stato Maggiore della Difesa? La base del Cisam (ex Camen, ex Cresam) sarà una discarica radioattiva a cielo aperto in riva al Tirreno, immersa in una pineta? Che fine hanno fatto ben 350 metri cubi di scorie nucleari ad alta attività (o se preferite di terza categoria, ossia quelle più pericolose) delle 700 inventariate nel 2000 dall'Enea? Chi ha autorizzato lo scarico in mare dei liquidi radioattivi del reattore Galileo Galilei?


reattore nucleare militare Galilei a S. Piero a Grado (Pisa) - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


Che sincronia, che tempismo, che orologeria, insomma che illuminati. Quasi all’ultimo momento, come sempre senza alcun coinvolgimento popolare, in palese violazione della Convenzione europea di Aarhus - ratificata dalla legge statale numero 108 del 16 marzo 2001 - alcuni mesi prima che sia reso di dominio pubblico il luogo in cui verrà costruito il sito nazionale delle scorie nucleari, dalla solita regia estera mandano in onda un colpo di scena. Così, dopo aver complicato la normativa in moda da renderla quasi incomprensibile e comunque contraddittoria, in materia di rifiuti nucleari, i vertici statali eterodiretti hanno appena inventato l’ISIN, ossia l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nazionale e la radioprotezione.


Infatti, il 10 aprile 2014 è entrato in vigore il decreto legislativo 4 marzo 2014, numero 45: «Attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi (GU Serie Generale n.71 del 26-3-2014)». Il provvedimento emanato dal capo abusivo dello Stato, Giorgio Napolitano, è stato controfirmato in calce dal primo ministro Renzi e dai ministri. L’articolo 6 stabilisce inequivocabilmente:

«… 1. L'autorita' di regolamentazione competente in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione e' l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN). 2. L'ISIN svolge le funzioni e i compiti di autorita' nazionale per la regolamentazione tecnica espletando le istruttorie connesse ai processi autorizzativi, le valutazioni tecniche, il controllo e la vigilanza delle installazioni nucleari non piu' in esercizio e in disattivazioni, dei reattori di ricerca, degli impianti e delle attivita' connesse alla gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito, delle materie nucleari, della protezione fisica passiva delle materie e delle installazioni nucleari, delle attivita' d'impiego delle sorgenti di radiazioni ionizzanti e di trasporto delle materie radioattive emanando altresi' le certificazioni previste dalla normativa vigente in tema di trasporto di materie radioattive stesse. Emana guide tecniche e fornisce supporto ai ministeri competenti nell'elaborazione di atti di rango legislativo nelle materie di competenza. Fornisce supporto tecnico alle autorita' di protezione civile nel campo della pianificazione e della risposta alle emergenze radiologiche e nucleari, svolge le attivita' di controllo della radioattivita' ambientale previste dalla normativa vigente ed assicura gli adempimenti dello Stato italiano agli obblighi derivanti dagli accordi internazionali sulle salvaguardie. L'ISIN assicura la rappresentanza dello Stato italiano nell'ambito delle attivita' svolte dalle organizzazioni internazionali e dall'Unione europea nelle materie di competenza e la partecipazione ai processi internazionali e comunitari di valutazione della sicurezza nucleare degli impianti nucleari e delle attivita' di gestione del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi in altri paesi…».

23.4.14

BASILICATA, LAZIO, SARDEGNA, SICILIA, PUGLIA: IN UNA DI QUESTE REGIONI SORGERA' IL DEPOSITO UNICO DI SCORIE NUCLEARI

photo NASA

di Gianni Lannes




Siete in errore se pensate alla Corsica. Il sito è stato già prescelto. Si tratta di un'isola con queste caratteristiche: bassa densità demografica, scarsa reattività sociale, asismicità. Ecco un aiutino: il territorio è soggetto ad innumerevoli servitù militari, e gli autoctoni sono considerati arrendevoli. D'altronde è da sempre una colonia dove sono stati sperimentati armamenti di ogni genere, in barba alla protezione sanitaria e alla salvaguardia ambientale. Certo, metteranno in atto la solita manfrina, e useranno come grimaldello i cosiddetti ecologisti di facciata, quelli che tacciono sulle scie chimiche. I giochi comunque, sono già fatti, come nella migliore dittatura di un belpaese, dove senza consultazioni elettorali si sono succeduti consecutivamente - grazie all'inciucio napolitano - ben tre governi, in meno di tre anni.

Il sistema di potere nazionale si è fatto furbo dopo averle buscate nel 2003. Questa volta non sembrerà un'imposizione calata dall'alto, ma sarà peggio. A giugno, ovviamente non prima, dopo le elezioni europee verranno resi ufficiali i criteri stabiliti dall'Ispra per il deposito unico di scorie nucleari in superficie. A quanto pare, senza consultare la popolazione italiana, come sempre, facendola passare per una decisione tecnica, e dunque, apparentemente neutra, è stato già scelto il sito per ospitare il deposito unico di scorie radioattive. Così, tanto per rovinare la sorpresa al governo Renzi, anticipo quali sono le regioni candidate all’insaputa dei residenti: Basilicata, Lazio, Sardegna, Sicilia, Puglia.

photo NASA

Dal momento in cui l'Ispra pubblicherà i criteri passeranno 6 mesi, dopodiché la Sogin decreterà ufficialmente il verdetto, preconfezionato tuttavia in violazione della Convenzione europea di Aarhus, ratificata con legge statale numero 108 del 16 marzo 2001: stabilirà, appunto, il luogo fisico su cui sorgeranno i capannoni grandi quanto un campo di calcio e alti come un palazzo di 5 piani, in cui verranno ammassati 90 mila metri cubi di rifiuti nucleari. 

PERCHE' GRILLO HA SOTTRATTO IL MICROSCOPIO AI RICERCATORI GATTI E MONTANARI?




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Stefano Montanari

23 aprile 2014 09:57
A: freelippo@virgilio.it
Caro Filippo,

Fare progetti campati in aria non solo non serve a niente ma è dannoso perché distoglie attenzione ed energie da ciò che si può effettivamente fare. Pochissimo, lo so, ma almeno è qualcosa.

E, allora, vediamo di essere realisti.

Quella che tu proponi è una rivoluzione a pieno titolo e, come tutte le rivoluzioni, ha bisogno di una massa critica. In questo caso, poi, la massa critica deve essere enorme per il semplice fatto che non si tratta della solita rivoluzione con i fucili ma di qualcosa che prevede l'ingresso di idee nei cervelli e, dunque, non una violenza subita ma l'acquisizione di una convinzione. E per questo non c'è violenza che tenga.

RENZI E LA FARSA ELETTORALE DEL SEGRETO DI STATO




di Gianni Lannes


L'ennesimo governo eterodiretto, il terzo esecutivo consecutivo di certo non espressione della volontà popolare, ormai sforna barzellette. Il guaio che in tanti le ingurgitano, cioé ci credono a certe spudorate menzogne. Ieri sera, poiché non seguo la tv da secoli, ho sentito dire a cena da due miei colleghi subacquei dopo una giornata estenuante di immersioni, che Renzi cancella il segreto di Stato sulle stragi. Sulle prime ho pensato che i due amici avessero bevuto acqua di mare, invece che Aglianico. Poi, mi sono ricreduto.

Si tratta della solita balla renziana, senza contraddittorio, così nessuno lo può smentire in diretta, come per l'altra presa per i fondelli degli 80 euro in busta paga. Ecco, dunque, perché il primo ministro dell'inciucio napolitano - destra, centro & sinistra - vende fumo. Dal 24 maggio 1977 a seguito  della sentenza della Corte Costituzionale numero 86, il segreto di Stato non è opponibile alla magistratura che procede per reati di strage o eversione dell’ordine democratico.

In ogni caso una consistente parte della documentazione finita nei fascicoli processuali e nelle commissioni parlamentari di inchiesta è stata resa consultabile dalla “Casa della Memoria di Brescia”, dove chiunque può accedere, e dalla Regione Toscana. Ma Renzi dove ha vissuto fino a ieri?

Gli unici archivi realmente non accessibili sono nell’ordine i seguenti: Presidenza della Repubblica che ha sempre rifiutato ogni accesso alla magistratura in nome dell’immunità presidenziale. Poi c’è, l’archivio informativo dell’Arma dei Carabinieri, dove sono allocati illegalmente ben 70 milioni di fascicoli sul popolo italiano, nonché un archivio genetico sui cittadini italiani anch’esso abusivo. Infine, quelli delle segreterie di sicurezza dei vari enti e dei relativi uffici Uspa che sono protetti dal segreto Nato.

Infine, rammento a mister Renzi che la presidenza del consiglio dei ministri ha accumulato in materia un ritardo di soli 7 anni, a fronte di precisi obblighi legislativi: dove sono i regolamenti attuativi e l’elenco dei vari archivi esistenti?