31.3.15

STRAGE DI USTICA: LO STATO ITALIANO CHIEDE LE SPESE AI FAMILIARI DELLE VITTIME





Nella repubblichetta della banane a stelle e strisce, al peggio non sembra esserci fine. Forse, si saranno suicidati collettivamente. Sotto un governo fantoccio, platealmente telecomandato dall'estero, siamo al capovolgimento della realtà. L'avvocato dello Stato Maurilio Mango ha chiesto alla Corte d'appello civile di Palermo il rigetto delle domande di risarcimento che il tribunale ha concesso a 18 familiari delle vittime della tragedia aerea di Ustica del 27 giugno '80 quando il Dc9 Itavia ammarò in mare al largo di Ponza, con 81 persone a bordo. L'avvocatura dello Stato chiede il rigetto per prescrizione o infondatezza e di porre a carico dei familiari il ''pagamento delle spese di lite oltre che quelle prenotate a debito''.

Un ricorso in cui si ribadisce, da parte dell'avvocatura dello Stato, la impossibilità di provare che ad abbattere l'aereo fu un missile, propendendo per l'ipotesi della bomba a bordo. E' incredibile: esistono già due sentenze della Cassazione civile che riconoscono le responsabilità dei ministeri della Difesa e dei Trasporti per la strage di Ustica, il primo per i depistaggi, l'altro per non aver garantito la sicurezza nei cieli.


riferimenti: 

19 MARINAI TRUCIDATI DALLE FORZE ARMATE FRANCESI!



Algeri (2 settembre 1962): alcuni marinai italiani di Nave Hedia, prigionieri nella sede diplomatica francese



di Nicoletta D’Errico


Nel marzo del 1962 la nave Hedia faceva rotta verso Venezia. Da allora, è sparita con i suoi 20 uomini d’equipaggio,di cui 19 italiani. Il più giovane aveva appena 16 anni. La magistratura italiana non ha mai indagato, nel senso che non ha mai aperto un fascicolo, mentre all’epoca alcuni giornalisti hanno insabbiato a dovere. Ma ora, grazie a un’indagine indipendente in corso di Gianni Lannes, sta emergendo un’altra verità, e non il naufragio propinato ai familiari dalle autorità italiane. 


Quella nave è stata sequestrata illegalmente dalle forze armate francesi, addirittura nel Canale di Sicilia. E il governo Fanfani sapeva, ma ha lasciato morire quei nostri connazionali per non incrinare gli affari di Stati. Comunque, le stragi non vanno mai in prescrizione e la verità prima o poi viene a galla. Chi voglia offrire un sostegno economico per questa ricerca, ovvero garantire le spese vive, ossia i costi di realizzazione dell'indagine giornalistica, può fare una donazione
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STRAGE DI USTICA: L’AMMARAGGIO DEL DC 9 ITAVIA





di Gianni Lannes

Governanti fantoccio, pennivendoli da quattro soldi, fior di tecnici incompetenti e magistrati in letargo hanno sempre detto che l’aereo è esploso in volo. Invece, il velivolo civile galleggiava dopo un forzato ammaraggio. Se il Dc 9 fosse caduto da 7 mila metri avrebbe impiegato circa 40 secondi per toccare l’acqua. Invece dal tracciato radar ufficiale si evince una planata durata alcuni minuti. Basta rileggersi il primo rapporto (nella versione non censurata) del tenente di vascello Sergio Bonifacio, al comando dell’Atlantic Breguet, che avvista la sagoma del velivolo sott'acqua l’indomani mattina e il primo affiorare di cadaveri, per capire il depistaggio governativo. Se l’aeroplano galleggiava ancora come mai non si è riusciti ad avvicinarlo prima che affondasse completamente? Perché i soccorsi sono partiti con estremo ritardo e dai punti geografici più lontani, quando a Napoli (il luogo più vicino) c’era una nave della Marina Militare specializzata nel soccorso in mare che non è mai stata allertata? E come mai nemmeno l'incrociatore tutto ponte Vittorio Veneto, che quella sera stazionava nei pressi dell’isola di Ustica, dopo aver partecipato ad un’esercitazione segreta della Nato, prestò aiuto, ma ripartì immediatamente per La Spezia, tant’è che quella notte stessa un elicottero recuperò in mare, sul sito di ammaraggio, un pilota militare abbattuto?

30.3.15

SULLE TRACCE DI DAVIDE CERVIA!

 Davide Cervia


di Nicoletta D'Errico


Davide Cervia è stato rapito da ignoti il 12 settembre 1990 a Velletri, lasciando la moglie e due figli in tenera età. Dopo 25 anni la giustizia italiana brancola nel buio. Nel 2000 la Procura generale presso la Corte d'appello di Roma ha archiviato il fascicolo confermando la tesi del rapimento e sottolineando la precarietà delle indagini della Procura di Velletri e dei carabinieri locali. Gianni Lannes - in accordo con la famiglia Cervia - ha deciso di intraprendere a titolo gratuito un'inchiesta, per fare finalmente luce su questo nebuloso caso irrisolto!


 

ECCO I RESPONSABILI POLITICI DELLA STRAGE DI USTICA!

Menahem Begin

 http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=ustica

Francesco Cossiga
Valéery Giscard d'Estaing

Raymond Barre

Jimmy Carter & Menahem Begin

STRAGI DI USTICA E BOLOGNA: ALCUNI RISCONTRI




di Gianni Lannes

Oggi vi narro questa storia documentata da riscontri fattuali, nessi logici, e dati ufficiali che spazzano via 35 anni di insabbiamenti e depistaggi dei governi italo-francesi. Nel novembre dell’anno 1975 la Francia firma con l’Iraq un accordo per la costruzione di una centrale nucleare (reattore Osirak, detto Tammuz) ad al Tuwaitha. 

L’8 febbraio 1978 Italia e Iraq siglano un contratto da 50.320.000 dollari per la fornitura di un laboratorio di fabbricazione degli elementi di combustibile nucleare.

Il 6 aprile 1979 il Mossad compie un attentato al cantiere Cnim di La Meyne-sur-mer, dove si stavano allestendo i noccioli del reattore nucleare. E dalla terra promessa giungono minacce anche al governo italiano, alla Snia-Techint e all’Ansaldo nucleare. 



I governi italo-francesi si accordano segretamente per tutelare i loro sporchi affari, infischiandosene dell’ultimatum di Tel Aviv, che teme l’atomica di Saddam Hussein. Nel frattempo, il premier Begin, ordina all’Israeli Air Force, di prepararsi ad una missione impossibile per bloccare il trasferimento segreto del combustibile nucleare (l'agente fissile) in Iraq.

Un documento inoppugnabile sopravvissuto alla distruzione delle prove attesta inequivocabilmente quanto segue. Il 27 giugno 1980, alle ore 19,35, il Dc9 Itavia è pronto al decollo, ma al comandante Gatti giunge un ordine dalla torre di controllo. L’aereo civile viene fatto attendere sulla pista, già pronto al rullaggio, per almeno 20 minuti, oltre ai 53 minuti accumulati prima e ai 40 sommati tra sbarco e imbarco dei nuovi 77 passeggeri diretti a Palermo. Chi ha arrestato per altri 20 minuti un velivolo che era già in ritardo sull’orario di partenza di 93 minuti? Il Sismi vi dice niente? A capo c’è il piduista Santovito, l’inventore del fantomatico viaggio di Gheddafi e del gioco delle tre carte con il Mig 23 in Calabria. E su di tutti, almeno nel belpaese, c'è Francesco Cossiga (il regista tricolore).

29.3.15

LA CROCE E IL TRADIMENTO!


 foto Gilan






di Gilan



«E andò ad impiccarsi». L’incipit della storia cristiana è un suicidio, quello di Giuda Iscariote. Un albero e una croce uno di fronte all’altro, contrapposti: quello di Gesù, della speranza, e quello di Giuda della disperazione.; uniti, però, l’uno e l’altro, in un grido di dolore e di ribellione contro la morte.

Nella cultura ebraico-cristiana il suicidio non è approvato, bensì condannato, comunque non emarginato, né dimenticato. Fa parte del dramma della vita e della morte. Rientra nella storia sacra. L’immagine di Giuda che si va ad impiccare varca l’iconografia cristiana; attesta che fra il bene e il male è complicato mediare, anzi impossibile. Giuda nella tradizione cristiana, viene condannato perché traditore, non perché suicida: il campo che aveva comprato si chiamava Haceldama, ossia campo di sangue, anche prima del suo gesto disperato. Il sangue significativo, però, non è quello di Giuda, ma di Gesù.

foto Gilan



28.3.15

STRAGE DI USTICA: A CAUSA DEL NUCLEARE ITALO-FRANCESE ALL’IRAQ






di Gianni Lannes


Vi anticipo un altro dettaglio documentato di una storia avvolta dalle nebbie dei misteri istituzionali, che esploderà entro la fine dell’anno in corso. In fondo, la condivisione pubblica di informazioni sensibili è una sorta di assicurazione sulla vita. Non esiste il delitto perfetto, tantomeno su larga scala. E le stragi non vanno mai in prescrizione. A Roma, negli atti ultra segreti della presidenza del consiglio dei ministri e del ministero degli esteri, mai richiesti dai magistrati, sono conservati gli scambi epistolari fra Italia e Israele, o meglio l’ultimatum di Tel Aviv. Vogliamo anche citare la lettera del ministro Shamir all'omologo Colombo? Vale a dire: le minacce neanche tanto velate per interrompere la fornitura italiana di materiali e combustibili nucleari all’Irak. Un solido movente mai esplorato dalla procura di Roma, nonostante lo stralcio di fascicoli inviato a metà degli anni ’90 dalle procure di Reggio Calabria e Matera. Un segreto sepolto per 35 anni. Il 15 gennaio 1976 è stato stipulato un Accordo Bilaterale fra Cnen (poi Enea) e Iraqi Atomic Energy Commission (Iaec) relativo a programmi di applicazione nucleare: fornitura di impianti e materiali, utili a produrre anche plutonio. Basti pensare che per una bomba atomica ne bastano sette chilogrammi. Nel 1979 la Snia Techint (gruppo Fiat) ha fornito all’Iaec 4 mila chilogrammi di uranio naturale e 6 mila chilogrammi di uranio impoverito. Proprio nel 1980 la Snia Techint ha stipulato un successivo contratto per la fornitura all’Iaec di 2 mila chilogrammi di uranio naturale, arricchito al 2,6 per cento in Uranio 235. Il governo francese, invece, dopo aver subito un attentato del Mossad ordinato dal premier Begin, il 6 aprile 1979, nel cantiere di la Seyne-sur mer, ha allestito una centrale nucleare (Osirak) nei pressi di Bagdad, bombardata infine dall’Israel Air Force il 7 giugno 1981.

27.3.15

STRAGE DI USTICA: IL DELITTO GIORGIERI, IL NAUFRAGO E IL PHANTOM






di Gianni Lannes

La verità? Un’altra storia. Pezzo dopo pezzo, con ostinata determinazione, ho sgretolato il famigerato muro di gomma. 27 giugno 1980: l’ammaraggio del Dc 9 Itavia al largo di Ponza, e non di Ustica, come si è sempre erroneamente detto e scritto. Ecco la testimonianza di un ex sottufficiale della Marina Militare italiana, imbarcato sulla nave Andrea Doria, a proposito del recupero in mare di un giovane carabiniere:

«In tanti abbiamo visto un ragazzo tirato fuori dall’acqua praticamente intatto; non era gonfio d’acqua come gli altri, non era sfigurato dalla lunga permanenza in acqua. Aveva i jeans ed una camicia dalle maniche lunghe. Quella destra era arrotolata, quella sinistra era strappata ed era legata sopra il ginocchio destro, quasi come un laccio emostatico. Il ragazzo era senza il piede destro: quella manica di camicia forse era servita a fermare un’emorragia».


Il 21 gennaio 1992 Alfredo Galasso, l’insigne avvocato dei familiari delle vittime di Ustica, ha dichiarato a Radio Radicale: «Le indagini in corso dimostrano che il Dc-9 Itavia è arrivato integro in mare». Ha aggiunto che «i soccorsi sono stati probabilmente ritardati». E infine ha affermato: «Ci troviamo alle soglie dell’omicidio volontario».

25.3.15

ITALIA: L'ULTIMA RIVOLTA CONTADINA!




SEAN PENN: "VOGLIO RINGRAZIARE BUSH E CHENEY PER AVER CREATO I TERRORISTI ISLAMICI



Sean Penn durante un'intervista televisiva sulla Tbs ha ringraziato l'ex Presidente degli Stati Uniti, George Bush, e l'ex Segretario della difesa, Dick Cheney, di aver creato lo Stato Islamico. L'attore statunitense era stato invitato al talk show "Conan" per presentare il nuovo film "The Gunman", il thriller diretto da Pierre Morel e scritto da Don Macpherson e Pete Travis. 



riferimenti:


CIELI NATURALI E CIELI ARTIFICIALI!

 Foto di F.M. Toscana, (cielo naturale)  scattata il 5 marzo 2015 dopo che la furia del vento.



 di F.M.


Adesso lasciamo alle immagini il diritto di parola. Saranno queste che sussurreranno, al cuore e alla mente, un grido muto e disperato. Immagini contrastanti, due cieli a confronto ed un’unica battaglia: la morte e la vita che si alternano. Pur sapendo, purtroppo, che al cessare dei venti (che normalmente riportano i cieli al loro aspetto originario) velivoli militari e civili daranno nuovamente inizio al più grottesco degli spettacoli circensi, dove la morte è l’unico, ahimè, protagonista sincero. Un gioco mortale fatto di menzogne e coperture, di negazioni su evidenze e documentazioni incontrovertibili. Un gioco funesto ha avvelenato totalmente la biosfera con sostanze letali, igroscopiche ed altamente tossiche, chimiche (ricordando che l’uso di armi chimiche e climatiche è vietato da convenzioni internazionali) che vengono nebulizzate senza alcuna pietà su donne, uomini, bambini, animali e su tutta la vegetazione in genere. Ed il cielo perde forma, i cumuli da bel tempo cessano di esistere; scomparsi, sino a quando venti turbolenti ricomincino a spirare.

 Foto di F.M. Toscana, (cielo artificiale) scattata il 18 marzo 2015 che mostra un cielo tossico e privo di qualsivoglia cumulo

STAMINALI ITALIANE, PARCHEGGIATE IN GERMANIA A CARO PREZZO!


di Gianni Lannes

Ecco la brochure che ieri ho trovato casualmente in uno studio medico italiano. L'etica?  Piuttosto come recita lo slogan pubblicitario teutonico: "La migliore qualità al miglior prezzo".

NEL MARE DELLE MARCHE: BOMBE CHIMICHE E NAVI RADIOATTIVE!





di Gianni Lannes

Ecco il documento inequivocabile rintracciato dal professor Alessandro Lelli nell'archivio della Luftwaffe (aviazione militare tedesca) che attesta l'affondamento da parte dei soldati germanici, in un'area compresa tra Pesaro e Vallugola, entro le 3-4 miglia dalla costa, di ben 1316 tonnellate di bombe all'iprite ed 84 tonnellate di bombe all'arsenico. Ovviamente, le autorità italiane sanno tutto da un pezzo, ma fanno finta di niente, a scapito dei sudditi, silenti ed ossequienti.


INQUINAMENTO, MALATTIA E MORTE: ATTI PARLAMENTARI SENZA RISPOSTA DEL GOVERNO!


IDROCARBURI: RAPINA MULTINAZIONALE E DISASTRO AMBIENTALE NEI MARI D’ITALIA

immagine tratta da: IL MARE
SUPPLEMENTO AL
BOLLETTINO UFFICIALE DEGLI IDROCARBURI E DELLE GEORISORSE
Anno LVII N.2 - 28 Febbraio 2013




di Gianni Lannes


Mentre gli italidioti si accapigliano per il calcio in tivvù, per i vippetti sulle isole, per il gioco d'azzardo incentivato dallo Stato (la droga dei poveri, sic!) per i cantantini di San Remo e per le correnti cazzate televisive, certi stranieri rubano le nostre risorse, con il favore di chi siede a palazzo Chigi. A pagare le conseguenze sono innanzitutto le indifese creature del mare, come delfini, capodogli e tartarughe caretta caretta.



Gargano (dicembre 2009): uno dei 7 capodogli assassinati dalle prospezioni idrocarburi - foto Gianni lannes (tutti i diritti riservati)


I fantocci al governo hanno trasformato il belpaese in una torta che le multinazionali di petrolio e gas si stanno spartendo, elargendo alla popolazione tricolore, soltanto i danni ambientali e le conseguenze sanitarie negative sulla salute. Sono attualmente ben 69 le concessioni di coltivazione nel sottosuolo marino, e prossimamente aumenteranno sempre più, in barba alla protezione degli ecosistemi naturali. Benefici per il popolo sovrano? Zero, pari a zaro, ovvero nessuno. 

COME L’UNIONE EUROPEA AVVELENA I BAMBINI DELLE SCUOLE ELEMENTARI!



di Gianni Lannes


Senza scrupoli, perché al peggio nel belpaese di governanti fantoccio e telecomandati dall'estero, non c'è apparentemente fine. A farne le spese, ancora una volta i più piccoli esseri umani, appena scolarizzati. Spacciata dalle autorità europee, nazionali, regionali e locali addirittura per "alimentazione sana ed equilibrata" Invece. Tutto apparentemente a norma di legge, grazie all’omertà del governo tricolore e dei dirigenti scolastici che non denunciano questo attentato alla salute dei bambini.




Frutta e verdura: sbucciata, tagliuzzata e imbustata in sacchetti di plastica. Merce attualmente propinata ai bambini delle scuole elementari in Italia, senza informare i genitori. Un affaruccio da 31 milione 350 mila euro. Ma chi controlla i controllori? Sarebbe opportuno che la magistratura competente si attivasse quanto prima. Chi ci marcia e chi mangia, anzi divora denaro pubblico?

24.3.15

ESODO: UN NUOVO MONDO

luci di Gaia - foto Gilan




di Gilan

Andarsene, fuggire, disertare è a momenti una tentazione irresistibile. Per l’usura di un rapporto, per il dolore di una sconfitta, per l’intollerabilità di una dittatura. Non importa, dove, ma andarsene per sempre. Dall’Iliade in poi voltare le spalle, è il contrario dell’aretè, del valore e della virtù. Dall’alto delle Termopili Leonida campeggia sui gesti della nostra vita. Insomma, la defezione non ha mai avuto una legittimità etica. Anzi, quando questa tentazione passeggera, da impulso individuale si fa pulsione collettiva, l’immaginario occidentale non può che esorcizzarla. Però, si capisce, in certi casi, che l’uscita non è un abbandono della lotta, ma a sua volta, è uno spostamento della battaglia. L’esodo, quindi, assume un nuovo significato, non è più una resa incondizionata, non è più abbandonare il conflitto, bensì è un nuovo modo di combattere il potere.

MALATTIE RARE: IL MENEFREGHISMO DEI GOVERNI ETERODIRETTI D'ITALIA


MALATI DI SENSIBILITÀ CHIMICA: ABBANDONATI DALLO STATO ITALIANO!